Rassegna Stampa 26/10/07
26 ottobre, 2007 - 8:29 di tusaichi
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Oggi i giornali di destra titoleranno che il governo sta esalando l’ultimo respiro, mentre quelli di sinistra metteranno l’appello di prodi “” come notizia principale.
Ognuno avrà di che dir la sua e, visto che ci saranno tante opinioni autorevoli, qui ci esentiamo dal parlarvi direttamente delle sette volte in cui l’unione è stata “battuta” (poi si chiede serietà, mah!) in senato e lasciamo con molto disinteresse che la questione si evolva da sé. Tanto impotenti siamo e impotenti rimarremo sia nel caso che si vada alle urne, sia nel caso questo governo duri fino alla fine. Il solo presentimento è che se ci va bene passiamo dalla brace alla padella.
Discettiamo quindi sulle altre notizie che lì c’è molta trippa per pochissimi gatti. E noi siamo i topi.
L’altro avvenimento che cercherà di attirar l’attenzione superstite sarà quella riguardo . Pare che il signor Lozano (colui che materialmente aprì il fuoco uccidendo il Calipari) sia stato prosciolto per un “difetto di giurisdizione”. Sembra infatti (il “sembra” è sempre d’obbligo, non d’uopo, in questi tempi) che l’italia (mai così in minuscolo) abbia aderito a suo tempo ad una risoluzione Onu secondo la quale “il personale in iraq è sotto la giurisdizione dello Stato di invio”. Quindi nel caso il signor Lozano deve essere processato negli States. E già sappiamo che per l’america la guerra è guerra e giustifica molto se non tutto.
A chi riassume il tutto etichettandolo come “ennesimo esempio di arroganza da parte degli stati uniti” sarebbe forse d’uopo (qui ci sta) far presente che il signor Lozano in fondo eseguì solo un ordine. E, ben lungi dal giustificare in ogni modo chi apre il fuoco contro altre persone, bisognerebbe ricordare che in una guerra, spesso, seguire gli ordini dettati dall’alto è l’unico modo per riportar a casa la pellaccia. Poi fate voi. Se avete rancore verso lo stato del mcdonald’s lanciatevi pure in liberatorie invettive. Solamente tenete in mente che dall’altra parte dell’oceano rideranno del vostro livore.
Tolte queste due notizie, per oggi rimane poco. Giusto , (che boh, stavolta vedo solo una bambina confusa), e il classico preside che non avendo probabilmente una vita coniugale soddisfacente, . Giusto un po’ di rilievo meritano l’aggiornamento sulla Birmania e quella su un cospicuo risarcimento per un’attrice degli anni ottanta.
Riguardo il Myanmar si viene a sapere che la leader dell’opposizione nonché premio nobel Aung Suu Kyi, che sta agli arresti domiciliari (quindi immaginiamo che opposizione!) (anche se ora che ci penso anche parte della nostra di opposizione dovrebbe veder il cielo a scacchi, ma è un’altra storia) . L’apertura del governo sembra dovuta alle forti pressioni esercitate in campo internazionale. Sull’incontro ancora non si sa nulla. Potrebbero tranquillamente aver parlato del tempo, o dei monaci imprigionati, chissà. Di certo bisognerà aspettare molto, molto, molto tempo per sapere se è stata una giornata decisiva per la storia della Birmania. Perché si sa, i processi storici sono spesso lenti. Inesorabili, ma a volte spaventosamente lenti.
E a proposito di processi lenti. Lo sapete che ? La signora (attrice d’altri tempi, ma ) a causa di un’attesa di giudizio prolungatasi, sembra senza ragione, per 10 anni ha ricevuto la bella cifra di 108 mila euro. A giustificar tal cifra le serie complicazioni mentali (e finanziarie, posso?) che questo processo ha comportato alla signora in questione. Accusata per detenzione di 36 grammi di cocaina nel lontano 1991, solo dopo 10 anni viene assolta perché il fatto non è più reato. A pensar male più che la salute della signora, sembra la sua carriera d’attrice ad aver subito il colpo più duro.
Comunque sia interessante il provvedimento della Cassazione. C’è solo da chiedersi quante persone, intrappolate per anni in interminabili processi giudiziari, potrebbero richiedere e ottenere il risarcimento a causa di “irragionevole durata del processo”. E mi sa che non son poche. Vedremo se, oltre ad esser assolti, bisogna avere il curriculum da attori per esser risarciti.
per ora, radiosa giornata
EDIT di MC ore 08.40
In relazione alla vicenda Calipari è corretto anche riportare la perplessità di chi non ha capito l’evoluzione di questa vicenda.
Il nostro redattore DiabolicoMarco, nel corso di un dibattito redazionale, si è posto un semplice quesito:
La terza Corte d’Assise di Roma ha disposto il per difetto di giurisdizione nel processo in contumacia al soldato Usa Mario Lozano per l’uccisione del funzionario del Sismi Nicola Calipari, avvenuta nel marzo di due anni fa in Iraq.
Non mi intendo né di giustizia né di guerra. Da italiano mi chiedo come sia possibile che uno dei capi dei nostri servizi segreti militari venga ammazzato e non sia possibile procedere ad un accertamento della verità tramite un processo.
Dalla ad oggi nulla è cambiato.
Certi dubbi rimangono leciti, anche se, secondo la mia opinione, cercare di applicare criteri giurisprudenziali a situazioni eccezionali come la guerra e l’indiscusso quanto spiacevole dominio planetario degli Stati Uniti è un non voler vedere il vero problema. A voi la palla.
Rassegna Stampa 26/10/07 è di

sempre anni luce avanti come rassegna!
stanotte mi son guardato per caso quella del tg5, che principianti
il preside trentino è finito su repubblica? Che storia, qui non si parla d'altro.
Calipari: dM parla di "accertamento della verità tramite un processo".
Orbene, nei processi non emerge sempre la verità, e mai come in questo caso nessuna inchiesta di nessun tipo può accertare la verità. Faranno un processino-farsa negli stati uniti e tutti contenti con una ramanzina. Per giungere alla verità, è necessario che colui il quale materialmente ha sparato, parli. Parli e dica la sua verità, cioè chi ha dato l'ordine (che in quei casi è insindacabile perché non è manifestamente criminoso). Di più non può fare, perché se si sale la gerarchia militare e si cerca "chi sapeva cosa" (che calipari e la sgrena erano su quell'auto) non parlerà mai.
A mio avviso, invece, sarebbe stato molto molto grave, al di là del difetto di giurisdizione, se si fosse arrivati ad un rinvio a giudizio per lozano. Lozano non c'entra nulla, non si può pretendere di incolpare lui (l'omicidio colposo in guerra è ridicolo), ammesso e non concesso che abbia obbedito ad un ordine.
Scusate la confusione, spero di essere stto comprensibile.
come di consueto, affanculo ai tag