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Rassegna Stampa 15/11/07 – La Morte su Youtube e i Veri Responsabili

15 novembre, 2007 - 8:41 di  
Archiviato in Rassegna Stampa




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Stamattina era prevista una rassegna stampa abbastanza allegra. L’intenzione era quella di incentrarla intorno al fallimento della profezia dell’ex premier, il Mago di Arcella e alla sua successiva incarnazione come fisico, visto che ha scoperto il verbo implodere. Invece l’occhio è caduto su una notizia e l’intenzione è saltata.




La notizia è questa. I fatti: il 31 ottobre scorso, una ragazza di 16 anni viene investita da un autobus. I compagni di scuola filmano l’incidente ed il corpo martoriato. Nell’audio del filmato ci sono commenti divertiti sullo stato del corpo “ha la testa staccata” e risate. Il filmato finisce in rete e su alcuni blog. Il preside:

Alcuni ragazzi a vedere quella scena sono svenuti o hanno pianto. Altri hanno riso davanti a quel cadavere scomposto. E c’erano parecchi studenti con zainetto in spalla che hanno fotografato e filmato i pezzi del cervello della loro compagna sparsi a terra. Una cosa scandalosa, incredibile. Mi chiedo cosa stia capitando ai nostri ragazzi, ormai molti di loro sono impermeabili a qualsiasi messaggio educativo

Ora ci sarebbe da aprire il rubinetto e tirar fuori alate considerazioni. Invece io sono senza idee e vorrei che, come qualche giorno fa, qualcuno mi desse una mano a capire.

Significativo il fatto che La Repubblica on Line tiene a precisare che la ragazza era una “Marocchina di seconda generazione, perfettamente inserita, molto stimata dai compagni“. Dopo aver preceduto il titolo con questo lancio “Modena, l’accusa di un preside. Le foto tolte dopo la denuncia La ragazza, 16 anni, marocchina, schiacciata da un autobus“.

Chissà che cazzo c’entra il fatto che la ragazza fosse marocchina. Forse qualcuno spera di cavalcare qualche altro scontro etnico?

La cultura di questo paese si forma da anni sulla televisione di stato e privata. Internet e giornali sono solo dei palliativi, anche perché la vera Internet è in inglese e quella italiana è solo una brutta copia della tivù.

Siccome intorno a questa faccenda specifica non so che cacchio dire, copio e incollo un pezzo che ho scritto nel dicembre del 2006. Allora lo titolai “Norimberga 2009“.

Spero che qualcuno possa dare un contributo più valido alla discussione. Io passo.


2009 mi sembra l’anno giusto. Non troppo vicino per essere inverosimile, non troppo lontano per sembrare irraggiungibile. Il posto potrebbe essere qualsiasi, ma se fosse Norimberga, il processo assumerebbe quel valore storico che merita. Sto parlando del processo per crimini di guerra al quale andrebbero sottoposti tutti coloro che, nell’ambito della lotta sempre meno nascosta tra le persone per bene di questo paese e i figli di puttana (inculati ed inculanti), non hanno esitato ad usare armi di distruzione di massa ed ad operare stragi e genocidi.

Quando mi sono piacevolmente baloccato intorno a questa idea deliziosa, il primo nome che mi e’ venuto in mente, chissa’ perche’, e’ stato quello di maurizio costanzo, tristemente famoso tra le sue vittime come “Tigre dell’Etere“.

I capi d’imputazione sono palesi. Prima di tutto ha costituito una banda di spietati massacratori della cultura e del buon gusto. Due nomi per tutti, il sedicente critico d’arte e politico del cazzo, vittorio sgorbi e la ipertestosteronica maria de cilici, con la quale, si dice, si sia anche intrattenuto in turpe sollazzo sessuale.

Poi, non ha esitato ha dotarsi di strumenti di distruzione di massa ed ad utilizzarli senza risparmio. Partendo dall’ormai vetusto ma sempre efficiente MCS (maurizio costanzo show), dove attraeva gli ignari spettatori con la promessa di un sano intrattenimento culturale per poi colpirli a tradimento con le storie sceneggiate dei peggiori freak del paese. E’ stato proprio usando questo trucco vile e spietato, che e’ riuscito ad imbonire ignari cittadini facendogli credere che parlare con i morti, avere tre sessi contemporaneamente e trombare con i ricci di mare fosse cultura. Ma il raggio d’azione dell’MCS risultava troppo limitato, per ottenere i risultati anelati dalla sua mente nefanda, occorreva espandersi. Ed eccolo schierarsi con la sua soldataglia al crocevia della domenica pomeriggio dove, volente o nolente, ogni italiano e’ passato almeno una cazzo di volta nella sua vita. E li’, tra salti con l’asta, giochi della bottiglia, bisticci e risse, si e’ consumato il piu’ grande massacro cerebrale della storia di questo paese. Menti efficienti ed in grado di ricevere stimoli, sono state affogate sotto ciccioni travestiti con pretese intellettuali che riuscivano nel difficile compito di offendere contemporaneamente i transessuali e quelli che i transessuali li odiano. A questi si sono succeduti artisti falliti il cui unico pregio consisteva nel costare poco o nulla ed intellettuali di risulta, con la laurea presa alla scuola Radio Elettra e che all’universita’ non venivano fatti entrare nemmeno per cancellare la lavagna.

Ma la sete di sangue di questo mostro non era ancora soddisfatta, aveva fame di carne giovane. Nei laboratori segreti sepolti sotto il deserto del Gobi, nascosti anche ai satelliti spia degli americani, gli scienziati al soldo di questa belva, hanno progettato e costruito le armi piu’ nefande della storia dell’umanita’. grande fratello, amici di maria de cilici, c’e’ posta per te, uomini e donne, sono nomi che rimarranno incisi nella carne viva di questo paese per tutti gli anni a venire. Non solo hanno contaminato il modo di vivere, di pensare e di vestire di un’intera generazione, ma hanno anche formato ed allevato la futura popolazione attiva di questo paese. Quale visione del mondo potra’ avere un politico che ha passato i pomeriggi della sua adolescenza guardando amici di maria de cilici? Che fiducia riporre in un chirurgo scartato dal casting di uomini e donne? Vi fidereste di un pilota che ha palpitato alle vicende di Serena del grande fratello?

Ecco i crimini di cui si e’ macchiato quest’uomo Vostro Onore, ed e’ per questo, che senza che la mia mente e la mia anima siano macchiati dal piu’ piccolo dubbio, ne chiedo la condanna a morte, possibilmente per fame, dopo che egli sia stato murato in una torre, insieme ai suoi tristi sodali, affinche’ possano chiudere le loro male vite mettendo in scena una versione dantesca del grande fratello. Ho finito Vostro Onore.

P.S. Alla fine mi sono lasciato prendere un po’ la mano. Ma vi prego di riflettere sul resto. DFC

p.s.2 Sergio Saviane, non sei stato dimenticato. Spero che dove ti trovi adesso ci sia del buon bianco. Amen.

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Rassegna Stampa 15/11/07 – La Morte su Youtube e i Veri Responsabili è di Comandante Nebbia

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Comments

29 Risposte a “Rassegna Stampa 15/11/07 – La Morte su Youtube e i Veri Responsabili”
  1. elf scrive:

    che orrore…….
    stamattina mentre cercavo qualche notizia vera in mezzo al solito ciarpame dei giornali ho letto di questa storia e sono ancora senza parole.

  2. Juan scrive:

    3.
    Solo cattivi pensieri.

  3. Emanuele scrive:

    Norimberga 2007: un classico della letteratura italiana di inizio secolo

  4. MenteCritica scrive:

    ahahahah
    esagerato … troppo buono

  5. Nicola Andrucci scrive:

    ho fatto un articolo pure io su questo argomento, con alcune personali considerazioni sulla società.
    ve lo linko nel caso possa interessarvi:

  6. mstatus scrive:

    Al di là di tutte le vostre considerazioni che ho trovato encomiabili, una domanda che aleggia su tutte le nostre miserabili teste (al pari della “terribile est cognoscere naturam veram Christi” per chi ci crede), è: cui prodest?

    Un caro saluto
    e buon pomeriggio

  7. Lisa Vitolo scrive:

    Non c’è molto da scrivere…tranne che forse quei ragazzini dovrebbero imparare a capire la differenza fra playstation e realtà.
    Fortissimo il “processo” a Maurizio Costanzo :) ma quello che penso è che se programmi e presentatori del genere sono in circolazione e fanno successo è perchè piacciono al pubblico, altrimenti sarebbero spariti in poco tempo. A volte a Striscia la Notizia fanno vedere una breve rassegna di scene “divertenti” prese dai programmi televisivi: viene da ridere, ma se ci si ragiona è davvero deprimente vedere certi spettacoli!

    Per Nicola: molto interessante il tuo articolo :)
    Un saluto

  8. MenteCritica scrive:

    Comunque,
    a quanto pare concordiamo tutti che la televisione abbia la sua aliquota di responsabilità.
    Se poi facciamo l’accoppiata col calcio, scopriamo che sono le cose che, pur piacendo moltissimo, fanno più male.

    Un po’ come le patatine fritte e il burro fuso sul pane croccante.

  9. diabolicomarco scrive:

    Fossi stato il padre di questa ragazza marocchina da due generazioni (quindi italiana di seconda mano) o anche un professore o il preside di questa scuola avrei:
    1) spaccato quei cellulari a martellate. Ridotti in pezzi microscopici. Per vedere, finalmente, orrore e disperazione negli occhi di quei poveri dementi.
    2) convocato i genitori (separati o no) dei suddetti deficienti e, dopo averli legati, avrei applicato una “cura ludovico” di massa a base di costanziate/defilippate.

    Fossi stato anche solo un semplice passante in quei luoghi ora sarei in carcere. Sarebbero volati ceffoni senza pietà!

    Rabbia.
    Disgusto.
    Orrore.

  10. Doxaliber scrive:

    Io non credo che il problema sia la televisione, troppo semplice e riduttivo.
    Il problema è nella società, anzi, nel modello di società in cui abbiamo scelto di vivere. Il modello economico e sociale predominante propugna il consumismo sfrenato, il culto della personalità, l’individualismo e la sopraffazione del più debole, l’importanza del bene materiale come veicolo di affermazione sociale. Questa è una società brutale, un nuovo medioevo mascherato di modernismo, questa società non trasmette più valori importanti come il rispetto del prossimo, il concetto di mutua assistenza, il valore della conoscenza come principale mezzo di affermazione personale e di liberazione dal giogo della schiavitù e della sottomissione, questo è lo Stato di Natura di cui parlava Thomas Hobbes, la televisione svolge solo il suo ruolo di propaganda.

  11. Emanuele scrive:

    Doxa, tutto in 11 righe memorabili.

  12. MenteCritica scrive:

    @Doxa
    nella prima settimana di dicembre ospiteremo un pezzo che parla proprio di questo.

  13. MAMMA scrive:

    Quando frequentavo le scuole medie un bambino della mia classe morì investito da un autobus. Io non vidi il corpo e neanche gli altri della mia classe. Ma ricordo come fosse ora il dolore che prese tutti, la vicinanza con la morte che capimmo poteva toccare anche noi. Nel mio immaginario vidi la scena del mio amico sotto l’autobus ed è ancora lì. A quel tempo nessuno rise, tutti piangemmo e pregammo. Cosa è cambiato in trent’anni???voglio solo sperare che chi ha riso e filmato la scena sia solo il cretino di turno.

  14. MenteCritica scrive:

    Credo che oggi, sempre grazie alla tv, ci sia una maggiore abitudine alla morte violenta ed alla spettacolarizzazione del dolore.
    La differenza, come vedi, è sempre lì

  15. JP scrive:

    C’è un film molto illuminante (alcuni dicono invontariamente, io penso fermamente di no), a questo proposito. Si chiama Cannibal Holocaust; girato dal sottovalutatissimo Ruggero Deodato, nel 1979, viene senza dubbio alcuno inserito nel filone del genere “cannibal movie”; trattasi di spietata critica ai media, incentrata sulla trasformazione che stava intercorrendo all’epoca sul circuito televisivo nazionale ed internazionale.

    Entro nel dettaglio. Il film parte con una spedizione di reporter televisivi incaricati di vedere che fine abbiano fatto alcuni colleghi scomparsi da un mese. Più che di una spedizione in Amazzonia, si può parlare a pellicola veduta di discesa negli abissi di un delirio cronachistico che vuole e deve essere a fortiori intriso di sangue; il taglio del film stesso, grand-guignolesco e tutt’altro che parco di scene durissime e crudissime, è in bilico costante tra riprese documentaristiche e snuff-movie.

    Cannibal Holocaust suggerisce a chiare lettere l’accostamento tra sangue, quindi morte/violenza/macabro, e televisione. Del resto, diceva Cronenberg (mi pare), lo snuff movie (cioè il girato di torture e uccisioni vere) non è un sottobosco immaginario, nè una leggenda metropolina: esiste, ed è la televisione.

    Io non mi stupisco più di tanto se si vuole filmare il morto, ridendoci sopra; se ci si sofferma su particolari splatter (esempio, la materia grigia schizzata sull’asfalto). E’ il portato normale, atrocemente logico e prevedibile, del flusso incessante di cadeveri quotidiani sbattuti in faccia, di ettolitri di sangue versato ad ore pasti, di frotte di persone e figuranti urlanti e squarciati.

    Il termine olocausto, in riferimento all’articolo, è più che appropriato; holos e kaustos, ovvero sacrificio sull’altare; tributo intellettuale che le ultime due generazioni (compresa la mia, anzi, soprattutto la mia) hanno dovuto pagare – e stanno pagando – alla dilagante necrofilizzazione del sistema massmediatico, asservito ormai ad un’assurda spettacolarizzazione della morte; non la morte normale, schifosa, lasciva. La morte tragica, la morte insondabile che si fa strada nell’animo umano; la morte show. La morte cannibale, appunto.

    PS. Ce ne sarebbe di cui parlare, sul rapporto tra carne, sangue e televisione; basti pensare a “Videodrome” di Cronenberg, ad esempio.

  16. MenteCritica scrive:

    Grazie JP,
    più che un commento. Un interessante riflessione.

    In ogni caso, è suggestivo il fatto che sesso e violenza abbiano tolleranza diversa in televisione e al cinema.

    Se si scopa non si può andare alle 21.00, ma se si fa una strage sì.

  17. Silent Enigma scrive:

    Doxa, siamo soltanto i fantasmi dei nostri avi.
    Provo vergogna soltanto a calpestare la stessa terra che hanno calpestato le menti geniali dei maestri del rinascimento o i cuori immensi di chi ci ha regalato questo paese.
    Spero che un giorno il giudizio per noi non sia troppo severo, anche se credo non sarà così.

  18. Adetrax scrive:

    Premesso che e` sempre difficile dare un giudizio su notizie che si riferiscono a comportamenti cui non si e` assistito, concordo con quanto scritto nei post precedenti e penso che ci possano essere molte cause per questi comportamenti:

    1) lo scollamento fra vita virtuale (fumetti, videogiochi violenti) e vita reale, cosa che facilita azioni non adeguate;

    2) il ritardo nello sviluppo emotivo / cognitivo; il riso puo` anche essere una reazione emotiva a un fatto grave, pero` il non saper cogliere la differenza fra una brutta caduta e una brutta morte, piu` che allarmare, intristisce;

    3) la mancanza di “pietas”, anche volendo fermarsi al puro lato razionale delle cose, non si puo` non avere un minimo di rispetto di fronte alla morte; in questo senso un campanello d’allarme e` la crudelta` verso gli animali che spesso trova corrispondenza con la mancanza di rispetto verso gli esseri umani;

    4) glisso su tutte le altre possibili concause.

    Probabilmente ai nostri giovani manca un adeguato flusso di informazioni piu` attinenti alla cultura e agli aspetti emozionali delle cose; molti non hanno nessuno che dica loro delle parole sensate, che gli doni una riflessione intelligente o anche che semplicemente colloqui con loro affinche` si possa attivare qualche ragionamento evoluto.

    Quel preside il problema se lo e` posto e almeno ha fatto qualcosa, spero che anche altre persone rispondano (per quanto e` loro possibile).

    Seconda parte.
    ———–

    L’indicazione della nazionalita` di origine della famiglia della ragazza, fa parte dei metodi giornalistici come sempre inclini ad aggiungere dettagli per infarcire la nuda cronaca.

    Non si capisce bene se la ragazza fosse nata in Italia (II gen.) e quindi cittadina italiana oppure se fosse nata all’estero pur essendo cresciuta in Italia; in ogni caso se avessimo letto: “nome” “cognome” spagnola (o francese o tedesca o altro) non sarebbe cambiato niente.

    Sul ruolo della TV: concordo che ha svolto e tuttora spesso svolge un brutto ruolo come sostituta di veri educatori, per questo ritengo utile limitarne la visione affinche` non diventi una tele-dipendenza quotidiana.

  19. diabolicomarco scrive:

    @adetrax

    Apprezzo ancora una volta il tuo equilibrio e la tua lucidità.
    Solo non mi sembra corretto il primo punto. Lo scollamento tra realtà e virtuale oggi è rappresentato da fumetti e videogiochi è sempre esistito anche in generazioni precedenti. Tra l’altro mi chiedo: questi ragazzini leggono ancora fumetti? Ma soprattutto, leggono?

    molti non hanno nessuno che dica loro delle parole sensate, che gli doni una riflessione intelligente o anche che semplicemente colloqui con loro affinche` si possa attivare qualche ragionamento evoluto.

    Qui hai colto nel segno.
    La mia piccola esperienza di neogenitore, che mi ha portato in contatto con altri genitori conferma questo grave aspetto.
    Per questo ripeto: i bambini non si toccano. Ma ai genitori servono (ormai) solo un bel po’ di ceffoni correttivi. Per salvare il salvabile.

    piccolo OT, sempre per Adetrax
    quando un tuo articolo?

  20. Adetrax scrive:

    @diabolicomarco
    Hai ragione sul termine “fumetti”, in realta` pensavo a “certi” cartoni animati sparati dalla TV su schiere di innocenti “infanti”.

    OT: circa l’articolo, la prima risposta e`: “domine non sum dignus” (sollievo generale), pero` se dovessi imbattermi in qualche argomento sufficientemente interessante o poco trattato e disponessi di un po’ di dati / riferimenti utili, potrei dare un contributo.
    Grazie per l’invito comunque.

  21. MAMMA scrive:

    Sono rappresentante di due classi, materna e elementare, frequentate ovviamente dai miei figli. Sono l’unica cogliona che si è candidata e che di conseguenza è stata eletta. In occasione del primo Consiglio di Classe ho informato i genitori di questo evento e li ho invitati a contattarmi per espormi problematiche o iniziative da presentare. Su 50 famiglie non mi ha chiamato NESSUNO!!!!!!!!!!
    I genitori di oggi non sono interessati ad educare i figli, si preoccupano solo di depositarli a scuola, davanti alla TV, davanti all Play, ecc.
    I ragazzi quindi crescono e imparano dai modelli educativi che hanno di fronte: insegnanti stressati e demotivati, TV violenta con contenuti privi di principi morali, internet dove si può trovare di tutto senza censura.
    Quindi OK ai ceffoni correttivi: ma per i genitori!!!!!!!!

  22. marcy scrive:

    sn una mamma e sn una di quelle ke si merita ceffoni!!ma molti!!!!!

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  1. [...] è quella che tutto continui come adesso e che al liceo arrivino campioni come quelli di cui si parla in questi giorni. Questi poi crescono e diventano gli italiani del domani, quelli che hanno preso la prima fregatura [...]

  2. [...] è quella che tutto continui come adesso e che al liceo arrivino campioni come quelli di cui si parla in questi giorni. Questi poi crescono e diventano gli italiani del domani, quelli che hanno preso la prima fregatura [...]

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  4. [...] alla consapevolezza di quell’uomo che dopo averli nutriti per anni con il cibo contaminato di certa televisione li ha educati all’idea che tradire il proprio paese non versando quanto dovuto per tasse ed [...]

  5. [...] valere le proprie ragioni? Striscia la Notizia è da tempo l’incarnazione più malevola del metodo berlusconiano di fare informazione e politica. Quel sistema sleale che, pur di compiacere il pubblico ed acquisire consenso, è disposto a [...]



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