Rai Uno, il Super Santos, Lombroso, Doraemon, Frizzi e il Pregiudizio
9 agosto, 2007 di dellefragilicose
Archiviato in Media Mente Critica, Tempo di Relax
E’ un po’ di sere che, tornando a casa dopo il lavoro, non mi va di fare quelle cose che noi geni facciamo abitualmente. Parlo di dipingere, suonare arie di Bach al pianoforte, scrivere versi immortali o rimanere come i cazzoni a guardare le barre di avanzamento dei download del ciucciariello.
E’ per questo che sono stato catturato da un programma che va in onda ogni sera su Rai Uno e che si intitola “Soliti Ignoti – Identità nascoste“.
Il programma è già famoso, tanto è vero che ha già la sua bella voce di Wikipedia. Anche se, ad onor del vero, oggi chiunque e qualsiasi cosa hanno la loro voce di Wikipedia. Perfino il Super Santos quel pallone di bubbazza le cui traiettorie imprevedibili hanno condizionato la mia visione infantile della cinematica. Con buona pace del San Siro, il pallone dei bambini ricchi, che pesava come quello vero, costava 3500 lire contro le 150 del Super Santos e che risulta assolutamente non pervenuto a Google. Comunque mi sta prendendo la fissa dei vecchi, tendo a divagare e dimentico quello di cui dovevo parlare … ah il programma.
Bene. Il programma, del quale uno degli autori è Cesare Lombroso, è molto accattivante e coinvolgente in quanto utilizza la più grande capacità degli italiani: esprimere opinioni su cose di cui non sanno un cazzo.

Cesare Lombroso uno degli autori de “I Soliti Ignoti-Identità Nascoste”
In pratica ci sono dieci figuri di cui il concorrente deve individuare la professione basandosi esclusivamente sull’aspetto. Si parte quindi dal pregiudizio che se uno ha gli occhiali ed il viso allungato deve essere per forza un professore, se una è carina e molto curata non può essere un maresciallo dei carabinieri e così via.
Ogni volta che il concorrente esprime la sua meditata opinione sulla professione del figuro immobile e muto che gli si para davanti, batte un martelletto da giudice e sembra assegnare in via definitiva la persona giudicata alla vita ed alla professione alla quale i suoi tratti somatici l’hanno condannata.
Seguono lunghi istanti dove tutti restano muti. L’immota faccia del figuro oggetto di giudizio, evidentemente sotto l’azione di scopolamina, viene inquadrata implacabilmente da una telecamera che ne esplora ogni recondito recesso facciale, regalandoci un’inattesa intimità con una persona di cui, fino a quel momento, non sapevamo nulla.
Chiaramente, se si scopre la professione giusta si vince, se no si perde, visto che in televisione logiche più complesse di quelle binarie fanno crollare gli ascolti.
Ed è proprio su questo aspetto che si concentra la mia perplessità. Quando il figuro viene presentato al concorrente, la maggior parte delle volte il concorrente sospetta il trucco, l’inganno. Ed ecco che al ragazzo di colore si attribuisce la professione di pianista, il nerboruto personaggio diventa un chirurgo, l’esile donzella un paracadutista della Folgore.
Invece quando si scoprono le carte quasi sempre si viene a sapere che il ragazzo di colore è un vucumprà, il nerboruto lavora come portuale e l’esile donzella fa la modella. Nessuna sorpresa, tutto è esattamente come era prevedibile. E’ come se la televisione ci volesse comunicare un soporifero messaggio subliminale che ci tranquillizza dicendo che non c’è nulla oltre ciò che vediamo, che tutto è ciò che appare, che non esiste incertezza e che non siamo mai stati in guerra con l’Eurasia.

A condurre la trasmissione ed a infondere ulteriore serenità, c’è quell’allegro cagnolone di Fabrizio Frizzi (ecco la sua bella voce di wikipedia così non si sente meno importante del Super Santos), che io continuo ancora ad associare ai pomeriggi dei primi anni ottanta passati a guardare Tandem e i cartoni del gatto Doraemon.
Certo, allora ero grandicello ed invece di pensare alle ragazze guardavo Doraemon.
A volte noi geni sbocciamo tardi.
EDIT: noto solo adesso che anche il Super Tele ha la sua voce di Wikipedia. Se possibile, il Super Tele era anche peggio del Super Santos. Un brutto colpo per il San Siro che aveva anche lo scudetto dell’Italia disegnato su ed era l’unica alternativa accessibile (con molti e dolorosi sacrifici) al mitico pallone di cuoio, oggetto leggendario con cui si favoleggiava giocassero i figli di medici e notai sui loro campetti in erba con le porte e le reti vere.
EDIT2: siccome dai primi commenti noto che si stanno generando pericolose confusioni, ecco le foto dei due protagonisti di questo articolo. Super Santos e Super Tele in modo che la memoria visiva possa aiutare tutti a riconoscerli senza fallo.
Se qualcuno dispone di una foto del desaparecido San Siro, è pregato cortesemente di segnalarla.
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Pensa che ai miei tempi gli avevano cambiato nome.
Non a Frizzi, intendo al Super Santos.
Era diventato il Super Tele ed era disponibile nell’abbinamento dei colori delle tre squadre più tifate.
Mi spiace Serpe, ma ricordi male. Erano due oggetti diversi ed ho fatto un opportuno edit al post.
Oi me li ricordo anche io, e devo dire che girano ancora! Ma quanti anni hanno?!
Comunque è verissimo, il Super Santos è molto meglio del Super Tele.. se il Super Santos distorce le regole della cinematica, il Super Tele gioca da solo col vento!
PS: cercando di commentare la parte seria dell’articolo, posso dire che la tv la accendo solo per dvd e Simpsons.. quindi, fortunatamente, non mi sono mai imbattuta in programmi del genere!
Per quanto riguarda la foto di San Siro, mi sono premurato di consultare l’oramai famosa ed indispensabile Enciclopedia dei Santi, Beati e Testimoni
Di San Siro con relativa foto ne ho trovati due:
San Siro di Genova Vescovo [http://www.santiebeati.it/dettaglio/90924]
San Siro di Pavia Vescovo e martire [http://www.santiebeati.it/dettaglio/80800]
Non sapendo quale cercavate ve li ho indicati tutti e due…
Buona giornata a tutti
Un caro saluto
“logiche più complesse di quelle binarie fanno crollare gli ascolti”
ahahaha spettacolare!
Vabbè ma da un gioco a premi che pretendi? Non è che si può “quasi vincere” o “quasi perdere”…
A che ora passa questa genialata? Perchè la tv la uso come giorgia, solo aggiungendo il tg delle 8 di mattina.
P.S.
Ho capito perchè oggi sono qui a parlare con voi invece che giocare a calcio in serie A, scoparmi veline, tirare di coca e pensare soltanto a quanti milioni spendere per la prossima auto. L’avevo detto a mia madre che il Super Tele era veramente troppo scarso.
Pazienza, sarà per un’altra vita.
Che bello, io sono 7 mesi che non ho l’antenna TV e devo ammettere che non si sta così male. Leggere quanto hai detto di questa nuova cago-trasmissione di frizzi è scoraggiante.
comunque, chi se lo ricorda il pallone TANGO? ne esisteva anche un altro simile ma con un altro nome, non ricordo.
saluti a tutti,
tek
Tango?
never covered. E poi un pallone serio non si puo’ chiamare come un ballo sudamericano
Oi io me lo ricordo il Tango!!! Non era quello bianco e nero?
Mia sorella ha acquistato un super tele proprio pochi giorni fa, voleva giocarci a pallavolo in spiaggia. Il super tele va per i cavoli suoi nelle giornate in cui non c’è vento, quel giorno soffiava forte la tramontana, potete ben immaginare il risultato.
Trovato il tango, vedere qui. Ma è un pallone adidas, quindi sicuramente carestoso. Non è degno di essere associato a Super Tele, Super Santos e San Siro.
Sì ma questo tango è di cuoio. Quello cui si riferiscono gli altri è di gomma, ed era il più gettonato per il campetto oratoriale del mio paese, con quell’abrasivo fondo in asfalto su cui tante volte ho battezzato gomiti e ginocchia…
“E’ come se la televisione ci volesse comunicare un soporifero messaggio subliminale che ci tranquillizza dicendo che non c’è nulla oltre ciò che vediamo, che tutto è ciò che appare, che non esiste incertezza e che non siamo mai stati in guerra con l’Eurasia.”….
Io amavo le barbie e il mio cartone preferito era Candy Candy..
Pero’ ricordo bene quei palloni, volavano leggeri e colorati nel cortile dove noi bambini potevamo scendere a giocare…(oggi non vedo piu’ bambini giocare nei cortili..peccato!)ma sto divagando anch’io…
dicevo..quei palloni me li ricordo soprattutto perchè erano facili da BUCARE, e con le altre bambine ci divertivamo un mondo a farlo…
Forse questo il motivo per cui i maschietti ci chiamavano “ROMPIBALLE!”
Beata fanciullezza!
Luna
Ahahaha grazie Luna
abbiamo aperto la scatola dei ricordi un po’ tutti. Romanticoni!
Io prenderei spunto da questo post, molto simpatico per la verità, per parlare di televisione più che di palloni nostalgici. Il programma di Frizzi sta avendo degli ottimi ascolti, certo, mai ottimi quanto quelli ormai appannaggio di ogni edizione di “Cultura Moderna”. Da una parte, quindi, abbiamo il mio amico Frizzi (non è ironico, lo conosco sul serio) che si sforza di essere credibile nei panni di un commissario giuggiolone mentre i concorrenti si sforzano di leggere negli occhi dei figuri un qualsiasi messaggio (bravi a starsene così immobili e inespressivi) circa il loro vero essere. Dall’altro abbiamo un adrenalinico Teo Mammuccari (credo che ora non sia in onda, ma sono stati antagonisti per buona parte dell’estate) che ci insegna qual è la vera cultura dei nostri giorni. E il brutto è che, mentre Frizzi ci comunica che l’apparenza spesse volte non inganna, Mammuccari ci ammannisce che uno colto è uno che riesce a capire dagli indizi forniti (non è alta, non è bionda, non sa cantare, non ha cinquant’anni) l’identità ci colei che è nascosta in una cabina da spiaggia sorvegliata da due velinone sgambettanti. Nel caso specifico potrebbe essere chiunque: Sabrina Ferilli, Claudia Pandolfi, Rita Levi Montalcini… Infatti non ci azzecca mai nessuno. Vorrà dire che la cultura (anche quella moderna) è morta? E se lo è, lo è in tv o anche al di fuori? Domande cosmiche da porsi dopo il tg.
Laura
A me Frizzi piace. Quell’altro è di un’antipatia assoluta.
E si badi bene che sono un intellettuale.
E.Fromm : Avere o Essere
La nostra tv (Mammuccari, Frizzi e lazzi..)
Riesce a stravolgere il senso dell’ Essere “insegnandoci” una grande verità.
Essere e Avere non possono esistere disgiunti!
Il vero essere e’ quello che appare e se indovini (per intuito, fortuna o cultura..)vinci..quindi HAI!
Per quanto mi riguarda non credevo di essere andata fuori tema parlando di palle!!
Luna
Ero un maschiaccio. Avevo la Barbie perché l’avevano tutte le mie amichette, ma non ci giocavo quasi mai; cercavo anzi di coinvolgere le altre in giochi da “maschi”.
Mescolavo qualunque sostanza trovassi in casa (talco, dentifricio, farina, zucchero, sale e non ricordo più che altro) fingendo di preparare pozioni mortifere da somministrare ai supereroi come Batman o Superman; dopo averli uccisi mi impossessavo dei loro organi interni fatti di oro e pietre preziose che mi rendevano ricchissima. 
Cresciuta a latte e Goldrake amavo inventare storie di guerre intergalattiche e disegnare distintivi e tute spaziali.
Il mio gioco preferito, però, era quello dell’avvelenatrice.
Tutto questo per dire che il Super Santos, nonostante i difetti che io peraltro non ho mai notato, è rimasto il mio grande sogno irrealizzato, visto che ero costretta a giocare con palline colorate per femminucce che detestavo.
Ho perso il filo anche io, temo.
La televisione la seguo poco anche io, anzitutto per ragioni di tempo; e il programma di Frizzi non lo conosco affatto. Ma gli esempi di trasmissioni in cui si vince anche tanto tirando ad indovinare o sparando ovvietà (e possibilmente senza sapere nulla di nulla) si sprecano.
È un circolo vizioso: il pubblico richiede quello che gli viene dato perché oltre quello non gli si prospetta null’altro di appetibile.
@ Luna
Tranquilla, non si va mai fuori tema parlando di palle…
Faccio un po’ di chiarezza, i ragazzi piu squattrinati compravano il super tele(impossibile giocarci), quelli un po’ piu professionali il super santos(che faceva la sua figura), i più fortunati usavano il tango di plastica(ottimo), i ricchissimi e solissimi avevano il tango di cuoio.
Il S. Siro non lo conosco proprio e ci sarà un perche’?
Un riepilogo ineccepibile.
Secondo me, non conosci il San Siro perchè era dei tempi di quando il nostro dfc giocava a calcio con lo stegosauro. Estinto il rettilone, hanno smesso di farlo.
Oi per quanto riguarda i giochi da bambina (che tanto stiam rimembrando tutti i vecchi tempi) io ho sempre odiato le Barbie e, a differenza di Atena, non ne ho mai avuta una, per fortuna!
) e ancora oggi, quando vedo qualcuno dare due calci ad un pallone, soprattutto se si tratta di passaggi o “tedesca”, non resisto e mi unisco al gruppo!
(a dir la verità non conosco tanto bene neppure quello, ma tant’è!
)
Ho sempre giocato a pallone con mio fratello o con gli amici delle elementari, mi stavano antipatiche quelle con la puzza sotto al naso (sì, ce l’hanno già da bimbe) e ovviamente non ho mai aspirato ad avere lezioni di danza.
Ancora.. giocavo a boxe sul lettone con mio fratello, a 4 anni chiesi a Babbo Natale la macchinina telecomandata “Rombo di Tuono” e la macchina elettrica “Magica” (che però non arrivarono mai
Ecco, quindi conosco bene sia il Santos che il Tele, come anche il Tango.. però il San Siro no, a meno che non si tratti di quello indicato da Mstatus!
Serpiko, io non volevo dirlo…sei terribile.
In realtà il super tele e il super santos erano i palloni che usavano holly e benji…
Carissimi Marco e Serpiko,
sempre pronti a far cagnara tra di voi tranne quando c’è da prendere per culo il vecchio cazzone criticatutti, occasione nella quale fate duetti estremamente armonici, se cliccate questo link vi accorgerete che il San Siro è esistito e non dista nel tempo ere geologiche. Prima che uscisse dal mercato ci ha perfino giocato Leonardo da Vinci. Ma questa è una storia collegata con la crocifissione, il disastro del dirigibile Hindenburg, il primo trapianto di cuore, l’I-POD e Leonardo da Vinci (che c’azzecca sempre). Questa, comunque, è una storia che ancora devo scrivere
Se permettete vorrei disquisire anch’io, in qualità di esperta di Super Tele, aggiungendo un’informazione a mio parere fondamentale: caratteristica principale del mitico Super Tele (oltre alla già citata resistenza al vento pari a zero) era la misteriosa tendenza a deformarsi, allontanandosi sempre più dalla forma sferica per assumere sembianze simil-ovoidali…
Chi è stato testimone di queste misteriose mutazioni alzi la mano!!
Io! Io!
Durava circa una settimana. Ma al massimo, eh?
Poi si ovalizzava, contemporaneamente sgonfiandosi. Al 10 giorno sembrava un gavettone.
E’ vero. Era un pallonaccio.
Lasciato al sole si sgonfiava e non rimbalzava più.
Un pallone usa (poco) e getta (subito).
Riguardando i commenti Frizzi ne esce maluccio. Peccato, è proprio il caso di dire che è stato impallato dai palloni.
Ribadisco che mi è simpaticissimo.
Laura, se lo vedi ti prego di portargli i miei saluti.
Il Super Tele era scarso, il San Siro mai posseduto, il Super Santos era giusto per giocare in un cortile, squadre di tre e valeva la sponda del muro del palazzo.
Ah! si poteva stare giù in cortile fin quasi a sera…
Mai giocato a pallone, sempre odiato il calcio.
Mai capiti quei bambocci che prendevan a pedate una palla di plastica cercando di farla sbattere su un muro che a loro detta conteneva una “porta” (mai vista).
Sempre riso vedendoli battersi con primitive armi dialettica quando la goal era dubbia. Dopo il riso subentrava ribrezzo e odio.
Quando prenderò possesso del mondo imporrò a tutti voi di giocare a calcio con palle di acciaio.
Allora sì che potranno vedermi in uno stadio a tifare.
bleah.
E’ come se la televisione ci volesse comunicare un soporifero messaggio subliminale che ci tranquillizza dicendo che non c’è nulla oltre ciò che vediam. Questa te la rubo, il programma è orripilante.
)
Che bello leggere di quando eravamo bambini e riuscivamo a giocare per strada. Nella mia via (una strada cieca) ci giocavamo in lungo e in largo, stasera per passare con la macchina dovevo stare attento agli specchietti. Poveri bimbi d’oggi, al massimo con la playstation giocano “al pallone” (che, si badi ben, non è “calcio”
A me piace Fabrizio Frizzi, penso sia uno dei pochi conduttori garbati che sanno fare il suo lavoro alla giusta maniera, al di là della trasmissione veramente un po’ scema, che pero’, come tutte le cose semplici, prende.
La sua controparte su canale5, quel Mammuccari, è l’apoteosi del burino ignorante, con quella sua ironia stupidissima, lo odio.
@Johnny
Ciao capo, come va?
Qui siamo alle prese con le decisioni finali sull’hosting. Sto valutando le tue segnalazioni.
Un abbraccio.
Peraltri mi ero dimenticato di aggiungere che ho un ricordo molto nitido del supersantos, costava sulle 3000 lire quando lo compravo io. Ricordo che in spiaggia o quando andavo al paese (in montagna), in 3-4 ragazzini si chiedevano circa 1000 lire ai genitori (l’equivalente più o meno di un gelato) per comprarne uno.
Il vantaggio rispetto al supertele, era che il supersantos aveva una gomma più doppia e rugosa, con le scanalature, mentre il supertele era un semplice palloncino di gomma liscia.
Però ho appena parlato con un amico milanese coetaneo che mi faceva notare che non ne aveva mai visto uno, quindi magari c’è anche un fattore geografico nella distribuzione di questi palloni.
@MC: Tutto bene, ho fatto 2 o 3 settimane di sane vacanze. Vacanze per modo di dire, più o meno tutte dalle mie parti, ma col computer rigorosamente acceso non più di un’ora al giorno, con una catasta di libri arretrati da recuperare, e un bel terrazzo assolato
Per l’hosting, se avete un log di webalizer o comunque una misura precisa della banda che consumate, e una lista di requisiti, e volete qualche altra indicazione più precisa e/o qualche idea da buttare sul tavolo per stilare una lista degli hosting da confrontare, fammi un fischio alla solita email.
Lo stesso vale se c’è bisogno di aiuto nel spostare tutto, visto che io in quello ho una certa esperienza (sopratutto se mysql non è in utf8 con gli accenti che si sballano) avendo recentemente spostato un grosso sito (milioni di visite) da un hosting a un server dedicato che avevo precedentemente messo a punto da me.
Bon, buona domenica a tutti quelli che leggono.
Grazie Johnny,
ti faccio una mail. Buona lettura.
MC
Secondo me questi programmi servono solo a verificare quanto e` rincoglionito l’italiano medio, piu` sono seguiti e piu` qualcuno in alto si tranquillizza e acquista fiducia nelle sue possibilita`.
Sono seguitissimi …
Ma.. ma porco judo!!
Hai fatto link a qualsiasi cagata facendomi spanzare ogni 2 secondi, persino a Frizzi, e non mi metti il link ai paracadutisti della Folgore??
Pensi che tutti tornati a casa suonino il violino o si mettano a studiare Feng Sui??
A parte gli scherzi ottimo articolo. Per “sfortuna” non ho mai visto questo programma.
P.S. Il link a scopolamina è sbagliato…(?)
Vai a cagare, mstatus..
E io che mi sono anche premurato di controllare il link
Io sono della generazione del Tango, quello che se gli pisciava sopra il cane esplodeva..
No, il Tango non è quello che hai trovato tu..
Era blu e nero, e di plastica molto fina, tanto che io me lo ricordo più per la sua forma ovoidale dovute alle continue pezze e al mastice immessovi..
Se Holly e Benji avessero usato il Super Santos le partite sarebbero durate 300 puntate ma si spiegherebbero i tiri e la forma ovoidale che prendeva la palla quando la calciavano..
E devo imparare a leggere tutti i commenti prima di postare.
Grazie Serpico, ho corretto il link.
A me il tango risulta bianco e nero con la medesima grafica di quello di cuoio usato ad argentina ’78. Ma forse sono troppo piccolo per ricordare, nel ’78 avevo -5 anni