Questo non è un paese serio. 37


Non voterò perché nessuno dei partiti in lizza mi pare credibile, non perché manchino le proposte allettanti. Anzi, il contrario. Si va dalla riduzione dell’IMU variamente declinata da Bersani e da Monti, all’abolizione con restituzione incorporata di Berlusconi, fino al reddito di cittadinanza di Grillo. Cose che non troverebbero credito in nessun paese serio, nelle nostre condizioni economiche; mentre qui da noi pare che i pensionati siano già in coda agli sportelli delle poste con la lettera di Berlusconi in bocca. Perché da noi il ragionevole non ha fortuna, anzi, non piace proprio. Meglio lagnarsi a posteriori dell’orribile iella d’essere nati circondati da stronzi, piuttosto che riconoscere che sarebbe stato facile evitarli con un minimo di onestà intellettuale. L’onestà intellettuale, per intenderci, è quella qualità che impedisce di credere a ciò che non è credibile, anche quando farebbe comodo crederci.

Faccio degli esempi.

Dovrebbe essere evidente, pure a chi è di destra ma non abbia le fette di salame sugli occhi, che Berlusconi, qualsiasi cosa dica o faccia, la dice o la fa, sempre e solo, pro domo sua. Dopo aver visto la sua nota spese soltanto i ciellini incalliti possono ancora pensare che il Celeste sia un dono del Signore. Come solo chi porta la camicia verde anche a letto può continuare a dire: meno male che c’è Bossi, che ci pensa lui. Berlusconi e la Lega hanno avuto vent’anni per mostrare ciò di cui sono capaci. Lo hanno mostrato. Non si capisce perché abbiano ancora un seguito.

I piddini hanno avuto anch’essi la loro bicicletta e hanno dimostrato, ogni volta, di non saper pedalare. Chi non sa pedalare, per esempio perché ha scelto di concertare con troppi portatori di interessi diversi, non va da nessuna parte. Anche se il programma è bellissimo, tipo pane e lavoro e la luce nei campi. Se non fosse così, l’avrebbero già realizzato da un pezzo. L’attuale amministratore della ditta, Bersani, spera per l’ennesima volta di salvarsi l’anima tenendo in pugno il passerotto Vendola, mirando in realtà al tacchino Monti che fa la ruota sul tetto. Non si può ripetere la stessa pièce all’infinito. Alla terza replica non ci si deve stupire se la platea dà segni di stanchezza.

Monti sta deludendo per un’altra questione: messo in sella ha dimostrato di saper pedalare, ma una volta salito in campo ha denunciato una mancanza di sagacia politica allarmante. Colpa del guru americano che lo consiglia male? O colpa sua che lo sta a sentire? Dimmi con chi vai e … . A un professore si possono perdonare tante cose, non la scelta dei compagni di viaggio. Fini e Casini gli sono e gli saranno esiziali comunque la si guardi, per il presente in termini di consensi, per il futuro in termini operativi. Se ti accompagni a due zoccole la tua fama di Maria Goretti non può non uscirne guasta; se poi la vorrai difendere le zoccole se ne adonteranno rendendoti la vita impossibile.

Quel che spera Ingroia, di creare la giustizia per via giudiziaria, affiancando i bravi magistrati al Quarto Stato in marcia sul sentiero della Storia, l’ha negato la Storia stessa, chiamandosene clamorosamente fuori, ormai è un quarto di secolo.

Mi resta da dire di Grillo, del perché non lo reputo credibile, al pari degli altri, o peggio. Tralascio argomenti pure importanti, quali l’assenza di democrazia interna, il culto della personalità, il populismo usato come una clava, le incoerenze di vario genere da Casa Pound alla negazione di cittadinanza ai figli degli immigrati, cito solo quello che a me pare il peccato mortale: il movimento5stelle non ha struttura, se per scelta o per necessità non lo so, ma non ha alcuna struttura. Ha solo un leader carismatico senza altro know how che non sia quello di comico e, forse, uno spin doctor. Essere un comico e saper intrattenere il pubblico va bene quando si tratta di raccogliere voti, ma non serve quando si tratta di governare un paese. E qui si tratta di amministrare un’azienda che macina 800 miliardi di euro l’anno, di rappresentare l’interesse di 60 milioni di persone nei consessi internazionali, di dare risposte interne ai problemi del sistema produttivo nazionale difendendone all’esterno gli interessi nel conflitto permanente tra nazioni, divenuto via via più acuto con l’imporsi della globalizzazione; la quale, tra parentesi, esiste senza bisogno del permesso di alcuno. Chi non è attrezzato per gestire il potere deve mettere in conto che lo faranno altri al posto suo e lui potrà solo raccoglierne i cocci. Non servirà a niente gridare al complotto. Chi si propone alla comitiva per guidare il pullman deve avere la patente e dimostrare con un giro di prova che sa guidare. Grillo e la stragrande maggioranza dei suoi, che io sappia, fin qui, non hanno mai guidato neppure la bicicletta. Mi auguro che mi smentiscano e si dimostrino bravissimi. Per ora lo vedo come un buonissimo motivo per non credergli.


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37 commenti su “Questo non è un paese serio.

  • maxmem

    tutto bene, ma non si capisce la logica per cui, per tutte queste ragioni, lasci che uno o l’altro -nonconvincente- che comunque ti governerà sia scelto da qualcun altro, e qualcun altro che invece, secondo te a torto, uno di questi convincente lo trova. come dire a tua moglie ‘non mi va niente, decidi tu cosa farmi mangiare di ciò che non mi va’.

  • Marco Lazzaroni

    d’accordo con maxmem. Fai la parte di quelli che dicono sono tutti uguali, e dicendo così non si fa il bene del paese. Ci sarà pure tra tutti i partiti un partito in cui ci sia qualche timido segnale nella direzione che tu ritieni importante…

    • Mumon

      Non capisco perchè se sono tutti uguali, bisogni ostinarsi a dire che non lo sono. Non c’è niente di male a non votare uno a scelta tra partiti che non piacciono per vari motivi, ma più o meno allo stesso modo perchè nell’ammettere che tutti sono uguali e non convincenti si ammette implicitamente che uno vale l’altro anche se eletto da altri.
      L’astensione è un diritto tanto quanto il voto.

  • Parla come Mangi

    Il ragionamento e come quello dell’asino di Buridano.
    Dante li chiamava ignavi.

  • Doxaliber

    Analisi condivisibile.
    Ma la domanda è? Non abbiamo più alcuna speranza?
    Oppure la speranza di rinnovamento passa proprio da quel movimento (in cui la democrazia interna è sì carente, ma non più degli altri galli in lizza) che è un magma incerto, ma di sicuro è composto da cittadini che ci credono.

    Come dice Comandante Nebbia chi vota il Movimento 5 stelle lo fa per rovesciare il tavolo e fare un po’ di casino, non certo perché spera nel reddito di cittadinanza o nel buongoverno. Il problema è che dell’astensionismo i Galli se ne fottono, lo hanno già dimostrato in passato.
    Temo che l’unica soluzione per far capire loro che il tempo di razzolare nel pollaio è finito sia proprio mettergli un po’ di pepe al culo e se possibile torcere il collo a un paio di esemplari.

    • fma

      Ciao Doxa,
      sono d’accordo sia quando affermi: “è composto da cittadini che ci credono”,
      sia quando lo neghi: “chi vota il Movimento 5 stelle lo fa per rovesciare il tavolo e fare un po’ di casino, non certo perché spera nel reddito di cittadinanza o nel buongoverno”
      Nel movimento ci sono entrambe le anime. La più pericolosa, secondo me, è la prima. Quella che ci crede.

  • facebook_ivan.tonucci

    Esatto, questo articolo ha una contraddizione di fondo, anzi che lo percorre trasversalmente, il fatto cioè che comunque uno la vuol vedere in percentuali da stabilire questi saranno i soggetti che ci governeranno.
    Non penso che votarne uno dia garanzie di qualche tipo, ma non votarne nessuno è come buttarsi sotto un treno.

  • Antonello Puggioni

    Per Berlusconi, Monti e Bersani parlano gli ultimi vent’anni e più, su Ingroia non posso dire niente mentre per Grillo, ma sarebbe più opportuno per il Movimento 5 Stelle, qualche parola mi sento di spenderla, venendo da un’esperienza diretta.
    Nel comune del mio piccolo paese (Sennori, Sassari) abbiamo da circa 2 anni un consigliere M5S, tra i primi in Italia e ci vorrebbero dieci, cento cartelle per raccontare l’avventura ed io, come tanti abbiamo dato il nostro modesto contributo senza aspettarci nient’altro che un modo nuovo di essere comunità.
    Due sole cose: alla cittadinanza non costa nulla e dopo un anno è già scattato il primo “turnover” (il principio è uno dei pilastri del M5S: tutti i cittadini di buona volontà dovrebbero partecipare attivamente e provare almeno una volta ad amministrare la cosa pubblica).
    Ora, per come la vedo io lo scenario su cui si confronterà il “vincitore” è pari al post-bomba di Hiroshima, quindi delle due l’una: se mi lamento ho tutto il diritto/dovere di fare qualcosa di concreto per provare a ricostruire,magari meglio, in prima persona, mettendoci tutto quello che posso e per il bene comune; se d’altra parte delego ad altri ogni incombenza devo piantarla di lamentarmi o, peggio, fare di tutta l’erba un fascio e giudicando “sentendomi come Gesù nel tempio.”
    Me ne rendo conto, sono concetti “rivoluzionari” e forse utopistici, il lavoro da fare sarà titanico, faticosissimo, a rischio fallimento ma abbiamo nuovamente un’occasione “storica”: liberarci per sempre di tutte queste muffe e provare NOI tutti, intesi come persone e cittadini, a migliorarci e a migliorare il nostro Paese.
    P.S.
    Perché anche se si sa che Dio è morto, che l’Uomo è morto, che Marx è morto, che io non sto tanto bene e che nemmeno i profeti del già accaduto sanno con certezza che cosa sia accaduto, bisogna credere in qualcosa, oltre che nell’esistenza del colesterolo.
    (Manuel V. Montalban – 1995)

  • VIttorio Mori

    Non ci resta che l’espatrio. Nella mia esperienza, tutti i miei amici e conoscenti espatriati in Germania, adesso, dopo una ventina di anni, hanno solo parole di odio verso l’Italia e gli italiani, considerati “mangiaspaghetti e suona mandolino” tout court. Una mentalità quasi filonazista. Strana stà cosa, forse avrei dovuto fare anche io l’esperienza, fesso a non farla allora.

  • davide

    Caro amico FMA,

    condivido al 100% quello che hai detto. Mi piacerrebbe che l’amica Lameduck provasse a dimostrare se c’è qualcosa che non quadra nel tuo limpido ragionamento.

    Ciao Davide

  • eduardo quercia

    Felice di rileggerti.
    Faccio preventivamente ammenda: il tuo intervento meriterebbe un commento ben più articolato (capoverso per capoverso, insomma, un vero e proprio intervento) mentre in questa sede è doveroso limitarsi ad un commento sintetico. Per quanto mi riguarda voterò Grillo, pur condividendo tutte le negatività alle quali fai cenno. Ovviamente, essendo iscritto al club da te idealmente fondato delle “anime NON belle”, capisco ed apprezzo il tuo sforzo di sintesi in proposito. Sono sicuro, tuttavia, che le “necessità” della storia imporranno in quell’area profondi cambiamenti, spero evolutivi (perdonami questo piccolo retaggio culturale, a dispetto dell’età avanzata). Vedremo. In fondo chi sale su un bus in partenza (dopo aver acquistato il biglietto) non è tenuto ad arrivare al capolinea: può scendere anche alla prima fermata.
    Ma il punto che mi sta a cuore è un altro ed è quello del reddito di cittadinanza (o altra misura equivalente). Certo, l’imposizione fiscale di uno Stato è necessario che sia commisurata al limite di tollerabilità economica, oltre il quale s’innescano processi regressivi a catena. Tuttavia, penso, che non bisogna invertire il procedimento, né sotto il profilo logico, né cronologico, cioè bisogna partire dalle esigenze irrinunziabili e poi verificare il “limite di tollerabilità impositiva”. Primum, vivere. Persino sanità e scuola vengono dopo.
    Un caro saluto.

    • fma

      Ciao Eduardo, lieto di sentirti.
      Che vuoi che ti dica, sarà per la vecchiaia, ma non riesco a prendere sul serio l’entusiasmo.
      Non farci troppo conto.

  • twitter_uncletomablogZ

    Mancanza di democrazia interna al M5S? Favia si sapeva che voleva diventare deputato, e il tempo è stato galantuomo. La Salsi ha fatto più danni agli attivisti che altro, visto che era impreparata. Tavolazzi ha fatto una marachella e, su quello, io sono ed ero perdonista. Però nel M5S il dissenso costruttivo c’è, e nessuno viene cacciato. Perché? Mentre il PD caccia tutti gli amministratori pubblici valsusini contrari alla TAV (diverse decine di persone), l’unico tacciato di poca democrazia è Grillo. I casi sono due: o si è in malafede, e capita, oppure si è ignoranti e, questo, per chi scrive su un blog è imperdonabile. Culto della personalità? No, falso. Populisti? Se stare dalla parte degli ultimi contro una casta che ci ha impoverito per 20/30 anni allora si, siamo populisti. Ma meglio populisti che asserviti ai vari poteri. La faccenda di asa Pound è un non problema, la negazione della cittadinanza idem (tu quando nasci vieni battezzato, giusto? E se uno non si sente cattolico o credente? he al compimento dei 18 anni scelgano liberamente se essere o meno italiani. Lo sono automaticamente se, prima, lo diventano i genitori). Mamncanza di struttura? Si, PERDIO, si, e ne siamo orgogliosi: abbiamo i Meetup che rappresentano i comuni, il territorio, le battaglie quotidiane. Noi siamo quello: un movimento, non un partito. Siamo oltre la vecchia logica della contrapposizione ideologica, siamo per le IDEE! E se l’ho capito io che ho 50 anni lo può capire anche un bambino di sei.

    • fma

      Su un punto siamo d’accordo, quello fondamentale: che siete senza struttura.
      La differenza tra me e voi è che voi siete convinti che sia un pregio, io che sia un difetto. Mortale.
      Non occorrerà aspettare molto per sapere chi ha ragione.

  • GirFalk

    In fondo chi non vota lo capisco, se dovessi affidarmi solo alle certezze non lo farei nemmeno io.
    Chi non capisco è chi vota i soliti noti, per paura del nuovo. Come se ci potesse essere di peggio. Come, pure, se non fosse meglio continuare a cadere nel baratro per poi risalire piuttosto che rimanere in stallo come lo siamo da vent’anni.
    Io, personalmente, sento fin troppo la responsabilità di questo voto. Credo che un voto non abbia mai pesato così tanto da quando mi è permesso esprimerlo. Se dovessi morire la prossima settimana, mi piacerebbe almeno una volta nella vita aver dato la fiducia a qualcuno che non so se se la merita o meno. Al contrario degli altri, che ho la certezza di non essersela guadagnata.

    Spero solo che comunque finiscano queste elezioni, non ce la prendiamo troppo nel culo.

  • Michele

    Criticare a prescindere non è costruttivo,dire che il M5S è come gli altri se non peggio è da chiedersi ma che guardi solo i telegiornali di mamma rai e di mediaset ?
    In Sicilia come in altri comuni che sta governando il M5S sta facendo molto bene,se farà metà di quello che sta facendo li avrà fatto 1000 volte più di quello che in 20 anni i nostri amati partiti hanno fatto.

  • Bob

    Belle parole, liquide ma raffinate, inutili ma che fanno pensare. Essere vecchio dovrebbe essere un vantaggio perchè si puó finalmente pensare da giovani con in piú qualche annetto di esperienza. Pensar da vecchi son capaci tutti , istinto di conservazione a tutti i costi. Redimiti.

  • Marco

    Un buon motivo per votare m5s si trova nel momento in cui non lo voti perchè governi, questo non sarà comunque possibile, ma perchè entrando in Parlamento scardinerà i meccanismi soliti e porterà senza dubbio maggiore trasparenza scoperchiando la cloaca. Io credo che ci saranno effetti dirompenti.

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