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Questo Carcere non è un Albergo

8 luglio, 2008 di peppemanga  
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C’è la volontà di tornare indietro di circa quindici anni. Tutti i passi avanti che sono stati compiuti faticosamente nel campo della lotta alle mafie rischiano di essere cancellati.

A ben 37 boss, tra cui Antonino Madonia che uccise il generale Dalla Chiesa, Giuseppe La Mattina, uno dei responsabili della strage di via D’Amelio, è stato revocato il regime del 41 bis, la norma che prevede il carcere duro per i mafiosi.

Per “carcere duro” si intende un regime di isolamento che risulta necessario per la lotta alla criminalità organizzata in quanto stronca la comunicazione fra i boss e il mondo esterno, non mancano infatti esempi di boss che pur essendo detenuti continuavano a gestire il loro impero da dietro le sbarre.

Prima dell’introduzione del 41 bis l’Ucciardone veniva chiamato “Grand Hotel”: feste di compleanno nella palestra del carcere, pasti di lusso provenienti dai migliori ristoranti di Palermo, addirittura detenuti che entravano e uscivano dalle loro celle come se niente fosse. Basti pensare a Buscetta che partecipò al matrimonio della figlia pur essendo detenuto.

Ecco, si rischia di ritornare indietro di quindici anni, quando la mafia non aveva ancora compiuto le grandi stragi di Capaci e via D’Amelio. Perché fu proprio all’indomani della morte di Falcone che venne concepito il 41 bis e fu dopo la morte di Borsellino che venne introdotto. I boss accusarono ben presto il colpo, molti corleonesi crollarono e si pentirono, molti altri mafiosi manifestarono il loro dissenso verso una misura che appariva così drastica, abituati com’erano al “Grand Hotel Ucciardone”. Esemplare è il “papello” di Riina, un documento in cui il boss chiede l’abolizione di questa norma.

E oggi silenziosamente, senza farsi notare, senza mettere nessuna bomba, la mafia bianca ha vinto senza dubbio una battaglia e se non si dà la dovuta attenzione alla questione potrebbe vincerne molte altre.

La mafia non è pericolosa solo quando fa saltare in aria i giudici, ma lo è ancora di più oggi, proprio perché sta lontana dai riflettori e può condurre la sua guerra in santa pace. Bisogna invece far sentire la propria voce soprattutto in questi momenti, quando di mafia non ne parla nessuno.

Per fortuna Giuseppe Lumia, senatore dei Ds e ex presidente della commissione parlamentare antimafia ha annunciato che presenterà un’interrogazione al ministro della giustizia che però non si è ancora pronunciato a proposito, sembra troppo occupato a salvare la pelle di Truffolo e a distruggere la magistratura.

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Comments

21 Risposte a “Questo Carcere non è un Albergo”
  1. Primo pensiero: evidentemente i procedimenti legali che hanno portato la revoca del 41 bis ai boss, condannati in via definitiva per reati gravissimi, non sono stati avviati ieri, quindi immagino che già da qualche tempo avrebbe dovuto essere all’attenzione di chi doveva legiferare e vigilare che si stava tentando di scardinare la norma facendo leva su alcune sue falle. Insomma, un qualche campanello d’allarme avrebbe dovuto assordare i diretti interessati all’interno delle istituzioni. Invece niente. Distrazione mortale. Partendo da questo punto, quanti e quali altri rischi possono arrivare in ambito giuridico. Di fronte a questo tipo di emergenze ed a tutte quelle che probabilmente ci travolgeranno è davvero così importante occupare tutte le forze e le energie del Parlamento per la “blocca processi” o per il “lodo Alfano”?

    Secondo pensiero: mi è venuto in mente un brandello della biografia dell’attuale Presidente del Senato della Repubblica Italiana, onorevole Renato Schifani, dove si diceva che:

    “Rieletto nelle elezioni del 2001, nel corso della XIV Legislatura Schifani è stato tra i fautori della stabilizzazione dell’articolo 41 bis, che ha reso definitivo il cosiddetto «carcere duro», previsto espressamente per i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, istituto fino a quel momento di natura meramente provvisoria”

    Quindi solamente pochi anni fa il caro Schifani avrebbe rafforzato e perfezionato la 41 bis…ma evidentemente non a sufficienza, oppure qualcosa gli è sfuggito…o forse l’ha modificata ad arte? Chi lo sa…in definitiva, dobbiamo pensare che egli, ora seconda carica dello Stato, si può affermare che abbia operato bene per il paese?

  2. Francesca scrive:

    scusate, al tg (eh vabbè!) ho sentito dire questa mattina che si voleva renderlo più duro il carcere per quelli che hanno la 41 Bis.
    sono diventata scorda e scema o hanno sbagliato qualcosa?

  3. Francesca scrive:

    sono diventata scorda e scema o hanno sbagliato qualcosa?

    ehm…chiaramente è sorda (non scorda) non ce la posso fare.
    Ps. scusate il linguaggio.

  4. Finazio scrive:

    Il ministro della giustizia si è affrettato a chiarire che dall’inizio del proprio mandato ha firmato oltre 70 provvedimenti riguardanti il 41bis. Purtroppo non è stato altrettanto preciso nel riferire su quelli che non ha confermato. Capita.

  5. Silent Enigma scrive:

    c’è la corte europea dei diritti dell’uomo dietro.
    in effetti il 41 bis è una norma che sta sul crinale dell’illegalità.
    certo, nel nostro paese è necessaria, ma su in europa non lo possono capire

  6. nell’articolo di repubblica si parla di vittoria di battaglia legale.
    può non piacere, ma se hanno ottenuto questo risultato per vie legali bisogna prenderne atto e rispettare la decisione dei giudici.

  7. Carlo Fronteddu scrive:

    il carcere duro è un inutile forma repressiva se si vuole intendere l’istituzione carceraria anche come riabilitazione, una soluzione che vedo possibile è quella di controllare intensamente le comunicazioni che i boss hanno con l’esterno, in modo che si possano ottenere informazioni. Da un lato si potrebbero ottenere elementi importanti per le indagini e dall’altro i boss ridurrebbero i contatti con l’esterno per scongiurare l’uso di queste informazioni. Altra soluzione è riaprire il carcere dell’asinara, odiato da tutti i boss perchè estremamente isolato, in cui tutti i detenuti erano praticamente liberi di andare dove volevano, ora trasformato in un villaggio vacanze utilizzato dalla polizia(in parte meritatamente, visto che molti di loro hanno utilizzato il loro soldi per ristrutturarne gli edifici e grazie a questo riescono a farsi le vacanze a prezzi irrisori) e dai politici (Alemanno e famiglia, etc).

    • laura scrive:

      ma perchè non gli si attacca un pietrone al collo e non li si lascia un pezzo prima sulla strada che và all’asinara, praticamente ad affondare nel tirreno, lo sò che è un ragionamento non proprio giuridico, ma i politici si che se le godono le ferie, io quando ci penso mi viene da spararmi, che son 5 anni che non riesco più a farmi le vacanze al mare e neanche in montagna. mi vien voglia a me di prendere la lupara ed andare a montecitorio a sparare a destra e a manca, ma il primo che becco è proprio silvio

  8. peppemanga scrive:

    Non bisogna pensare che un detenuto sottoposto al carcere duro sia vittima di chissà quali sevizie.
    Il 41 bis consiste nell’avere una sola visita al mese con un congiunto, dal quale il detenuto è separato da un vetro protettivo per evitare l’eventuale passaggio di oggetti o “pizzini”. Vi sono anche restrizioni anche per quanto riguarda l’ora d’aria. Il detenuto si trova in isolamento ma ha per esempio la TV in cella. La corte europea ha condannato il 41 bis, è vero, ma io lo vedo come una misura necessaria per stroncare il fenomeno mafioso, prerogativa tristemente tutta italiana.
    Non è quindi un’inutile forma repressiva dal mio punto di vista.
    Lasciatemi dire che quando ho sentito Riina affermare nel suo stentato italiano di essere trattato come un animale a causa del carcere duro mi è scappato da ridere (e forse da piangere) ripensando a bambini sciolti nell’acido, omicidi a sangue freddo e tonnellate di tritolo sotto l’autostrada. Quello si che era un bell’esempio di umanità.

  9. Adetrax scrive:

    Eh si, il sospetto che abbiano simpatizzanti in Parlamento e’ sempre piu’ forte, ma se cosi’ fosse non sarebbe una sorpresa.

    Il cosiddetto carcere duro ostacola i contatti con i detenuti condannati per mafia, cosa che dovrebbe essere ritenuta normale se pensiamo alle centinaia di trucchi che la rete mafiosa utilizza normalmente per aggirare le norme civili.

    Sappiamo bene a cosa servono gli incontri vasa-vasa in cui si scambiano pizzini, si fanno doni di cellulari satellitari criptati, si corrompono gli agenti di custodia (cosa che non pare richieda un grande sforzo).

    Naturalmente la stima che ci siano 1.800.000 persone collegate alle varie mafie in Italia forse e’ un dato che non significa nulla.

    Mi ricordo di Falcone quando, piu’ di 20 anni fa, diceva che c’erano famiglie mafiose “numerosissime” con centinaia se non migliaia di persone imparentate fra loro (evidentemente entro pochi gradi di parentela).

    Su, ancora qualche lustro e saranno la maggioranza, poi saremo assimilati.

  10. Carlo Fronteddu scrive:

    Non penso che i detenuti mafiosi siano soggetti a particolari sevizie, ma piuttosto l’istituzione carceraria deve essere modificata. Riina ha ucciso ma sopratutto fatto uccidere decine di persone(i corleonesi si sà, avevano l’abitudine di far uccidere i figli dai genitori e i genitori dai figli, il loro machiavellismo è stato quasi artistico). Il 41 bis è una soluzione da guerriglia per una regione in stato di perenne guerriglia. Con questo mi riferisco alle possibili ragioni della corte europea. Per questo pensavo all’Asinara o ad altri posti simili per isolatezza, li i boss non potrebbero avere scuse.

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