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Quello del Caffè – Lucio Battisti, 1998-2008

9 settembre, 2008 - 13:00 di  
Archiviato in Storia e Memoria, Suoni & Musica




Condividi Quello del Caffè – Lucio Battisti, 1998-2008. Daniela Tuscano ti ringrazia.
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Caro Lucio, ti scoprii agli inizi degli anni Settanta: io ne avevo sei, o sette. Ma ricordo perfettamente che la tua fu una delle prime, forse la prima (l’altra era Come together dei Beatles) canzone che imparai. Mi aveva colpito soprattutto un verso, per me insolito e buffo: “La mattina c’è chi/mi prepara il caffè…”. Lo ripetevo tante di quelle volte che tu saresti rimasto, nei miei ricordi, “quello del caffè”.




Difficile, forse impossibile spiegare i motivi di quella folgorazione. E anche ingiusto. Le emozioni sono emozioni. Di quel periodo conservo la sensazione d’un grande caleidoscopio luminoso: come se un intero mondo, affascinante e inquieto, si muovesse e mi attirasse a sé. E le tue note rendevano più vivido e smagliante questo prisma di luce: sembravano finestre aperte su spazi immensi. Ma di un’immensità che si popolava di volti, di corpi, persino di umili, ordinari oggetti della vita quotidiana. Anche grazie a te ho imparato ad amare.

Eri intimo, non intimista: perciò vicino. Per questo, probabilmente, la tua immagine rimane indelebile.

Non eri bello, né particolarmente originale. C’erano i tuoi celebri ricci, certo: ma quanti ne vedevo in giro, acconciati e abbigliati come te! In TV non comparivano, naturalmente, tuttavia percepivo che quegli strani ragazzi rappresentavano il futuro: e tu con loro.

Non eri bello, ma mi piacevano le fessure dei tuoi occhi, dai quali traspariva una scintilla che rendeva filosofico, socratico il tuo abbacinante sorriso pasoliniano.

Anni dopo giunsi anch’io nell’età dove più forte si fa l’istinto di ribellione. Altri tempi, altri miti, altre lotte. Ciò nonostante, le tue canzoni seguitavano ad accompagnarmi, impercettibilmente, quasi – so che l’espressione non ti sembrerà contraddittoria – in silenzio. Mi ritorni in mente nella spontaneità leggera dei piccoli gesti, nelle confidenze, negli istanti sereni trascorsi con una grande amica che, peraltro, somigliava moltissimo a te!

Mentre sto scrivendo ho sotto gli occhi la tua fotografia più recente, forse l’ultima da vivo. Avevi 54 anni e li dimostravi, ma qualcosa nel tuo sguardo dolente segnalava un’intima, segreta energia. Si trattava, credo, di quell’antica scintilla, che aveva conferito un’espressione ironica, da dio bambino, al tuo volto giovanile e che ora – al contrario – sembrava testimoniare la sopravvivenza, nel tuo animo, di un ragazzo deciso a non crescere. Sincero e schietto fino a far male: “Non voglio più dare emozioni!”; “Le canzoni di ‘quel periodo’… non mi vengono più!”.

Sta probabilmente in questa schiettezza la tua umanità. Almeno non hai barato, ti sei rifiutato di diventare il monumento di te stesso. Né io, né la maggior parte del pubblico ti abbiamo seguito nella discussa fase della sperimentazione, della ricerca. Eppure nessuno ti aveva abbandonato: sapere che c’eri rassicurava, confortava e – lo dico senza retorica – aiutava a sperare.

Avevi torto. sembra paradossale, ma la tua stessa esistenza continuava a emozionarci.
Infatti di te mi manca adesso proprio la fisicità, la presenza discreta, ma vera, che mi ha richiamato, ciclicamente, alla mia dimensione umana.

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Quello del Caffè – Lucio Battisti, 1998-2008 è di Daniela Tuscano

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Comments

26 Risposte a “Quello del Caffè – Lucio Battisti, 1998-2008”
  1. Francesca scrive:

    Brava Daniela per aver ricordato un grande autore e cantante dei ns.tempi.
    Le sue opere sono state cantate da tantissime persone anche straniere.

    E grazie a chi l’ha messo ad inizio pagina insieme al titolo di una delle sue famosissime canzoni da cui è nato il mio nome di battesimo.
    Sarà per quello che nel ’78 sono nate così tante Francesche! ;-)
    Anche la mia mamma era una fan! :mrgreen:

    • francy68 scrive:

      incommensurabile Lucio…
      non riuscirei neanche a scegliere fra le sue canzoni quale mi emozioni di più…una fra “I giardini di marzo” “pensieri e parole” “io vorrei…non vorrei ma se vuoi”… e 100 altre.
      E poi vogliamo dire della bellezza di versi come “un sorriso, e ho visto la mia fine sul tuo viso…”?
      “come può uno scoglio arginare il mare?”
      ……………………………………………………………………….

      mai abbastanza rimpianto.

      • Francesca scrive:

        Sinceramente inizialmente l’amore dei miei genitori me l’aveva fatto un pò odiare….era perennemente nel vecchio mangianastri di casa.
        Ma ora mi ricordo tutte le canzoni e pensando verso per verso sono davvero profonde.
        La mia preferita è quella che ha rifatto un paio d’anni in cover la Pausini con un cantante latino…non ricordo più il titolo….

        • francy68 scrive:

          semi citi un paio di versi sono ragionevolmente convinto di poterti dare il titolo…

          io ho sentito la cover di vasco di una o due estati fa “La compagnia”, altra canzone favolosa.

        • Ghibellina scrive:

          Ehehehe anche mia madre era una super fan!
          Ha ancora i suoi album in vinile!
          Devo dire che, nonostante li sentisse ossessivamente, anche da piccina mi piacevano le canzoni di Lucio!
          Soprattutto ” I giardini di Marzo”: mi dava un senso di mistero!

      • missblue scrive:

        Magnifica “i Giardini di Marzo”, quanti ricordi.

        Grande Lucio davvero

  2. Annamaria scrive:

    Oggi in un’intervista dedicata al grande Battisti, per rievocare i dieci anni della sua morte, Renzo Arbore ha detto: “Lucio ha cambiato il genere musicale, ossia il modo di scrivere i testi. Prima le canzoni italiane venivano scritte alla napoletana, alla francese e all’italiana, Lui creò il genere Battisti, un’innovazione assoluta.”
    Purtroppo (secondo il mio pensiero) i grandi vivono momenti di gioia, ma anche di enorme solitudine, Battisti avrebbe potuto dare ancora tanto alla società che lo ricorda con amore.

  3. Oris scrive:

    Non dimentichiamo anche l’omaggio che si è materializzato nella canzone “l’arcobaleno”.

    Credo valga rileggersela.

    • francy68 scrive:

      ammetto la mia ignoranza…
      così almeno Francesca potrà bocciarmi a sua volta…

      perchè non la posti Oris?

      • Oris scrive:

        Lyrics to L’arcobaleno : (Mogol/G. Bella)

        Io son partito poi così d’improvviso
        che non ho avuto il tempo di salutare
        l’istante è breve, ma ancora più breve
        se c’è una luce che trafigge il tuo cuore.

        L’arcobaleno è il mio messaggio d’amore
        può darsi un giorno ti riesca a toccare
        con i colori si può cancellare
        il più avvilente e desolante squallore.

        Son diventato, sai, il tramonto di sera
        e parlo come le foglie d’aprile
        e vibro dentro ad ogni voce sincera
        e con gli uccelli vivo il canto sottile
        e il mio discorso più bello e più denso
        esprime con il silenzio il suo senso.

        Io quante cose non avevo capito
        che sono chiare come stelle cadenti
        e devo dirti che è un piacere infinito
        portare queste mie valigie pesanti

        Mi manchi tanto, caro amico, davvero,
        e tante cose son rimaste da dire
        ascolta sempre solo musica vera
        e cerca sempre, se puoi, di capire.

        Son diventato, sai, il tramonto di sera
        e parlo come le foglie d’aprile
        e vibro dentro ad ogni voce sincera
        e con gli uccelli vivo il canto sottile
        e il mio discorso più bello e più denso
        esprime con il silenzio il suo senso.

        Mi manchi tanto, caro amico, davvero,
        e tante cose son rimaste da dire
        ascolta sempre solo musica vera
        e cerca sempre, se puoi, di capire
        ascolta sempre solo musica vera
        e cerca sempre, se puoi, di capire.

        • Fully scrive:

          Beh… il testo è di Mogol (e ho detto tutto)

        • francy68 scrive:

          Grazie Oris, è molto bella.

          Immagino sia stata scritta al preciso scopo di mandare un messaggio all’amico Lucio, ormai lontano… a questo proposito giorni fa la repubblica online pubblicava un pezzo relativo alla lettera che mogol mandò a battisti, ormai all’ultimo stadio in ospedale, e che questi lesse poco prima di morire. Mogol non aveva mai saputo che fine avesse fatto la lettera e si dichiarava commosso e felice nel sapere che Battisti l’avesse letta.

          Nei limiti del possibile, un lieto fine.

          PS: fra le canzoni scritte per degli amici la più bella secondo me resta comunque Bobby Jean del boss…

          (1984)
          Well I came by your house the other day, your mother said you went away
          She said there was nothing that I could have done
          There was nothing nobody could say
          Me and you we’ve known each other ever since we were sixteen
          I wished I would have known I wished I could have called you
          Just to say goodbye Bobby Jean

          Now you hung with me when all the others turned away turned up their nose
          We liked the same music we liked the same bands we liked the same clothes
          We told each other that we were the wildest, the wildest things we’d ever seen
          Now I wished you would have told me I wished I could have talked to you
          Just to say goodbye Bobby Jean

          Now we went walking in the rain talking about the pain from the world we hid
          Now there ain’t nobody nowhere nohow gonna ever understand me the way you did
          Maybe you’ll be out there on that road somewhere
          In some bus or train traveling along
          In some motel room there’ll be a radio playing
          And you’ll hear me sing this song
          Well if you do you’ll know I’m thinking of you and all the miles in between
          And I’m just calling one last time not to change your mind
          But just to say I miss you baby, good luck goodbye, Bobby Jean

  4. Yuri scrive:

    Grazie Daniela per questo articolo
    E grazie Lucio per quello che hai regalato a tutti noi.
    “Mi manchi tanto, amico caro, davvero”
    Forse continueremo a trovare il tuo abbraccio nel vento della sera,
    e parlerai come le foglie d’aprile, ma come ha detto Daniela, è la fisicità che manca, il ricordo è invece meraviglioso, il ricordo di una mia infanzia vissuta inseguendo i tuoi testi e le tue musiche, seppure fosse già relativamente tardi.
    Eppure, da quel che mi risulta, non è mai stato tardi per apprezzare la tua musica.
    Sei stato il migliore Lucio. E ti auguro una buona giornata.

    Grazie Daniela.

    (Renatino92)

  5. Fede scrive:

    Un saluto in ricordo di un grandissimo, che ancora oggi, anche per i giovani, è un punto di riferimento per comprendere il panorama della musica italiana…

    Federico

  6. gda scrive:

    Grazie anche da parte mia.
    Le canzoni di Lucio Battisti, per quanto mi riguarda, hanno la capacità di ridare fisicità ai ricordi:
    ascoltandole mi ritrovo in mezzo agli amici di un tempo, seduta in riva al mare, in mezzo ad un prato, dentro una macchina in corsa, a cantare a squarciagola le sue canzoni!!
    Che altro dire?
    Potrei provare ad intonare “SI Viaggiare” che è un invito a continuare a vivere nonostante tutto”evitando le buche più dure, senza cadere nelle nostre paure…”

    Luna

  7. Melissa scrive:

    “come può uno scoglio arginare il mare anche se non voglio torno già a volare” GRANDISSIMO LUCIO PER SEMPRE NEI CUORI DI TUTTI QUELLI CHE TI AMANO COME ME…
    Melissa

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