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Default: Quello che Repubblica, il Sole e il Corriere ti Nascondono: l’Euro può Fallire, lo Dice il Fondo Monetario Internazionale

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La stampa nazionale occulta notizie di grande rilievo. Vi proponiamo la traduzione di un articolo pubblicato Daily Mail, quotidiano britannico, dove il quadro della crisi finanziaria ed economica internazionale è rappresentato attraverso le opinioni espresse dal Fondo Monetario Internazionale che ammette, per la prima volta, la possibilità della fine dell’euro come moneta. Visto che chi dovrebbe, per mestiere, non lo fa, lo facciamo noi. Il nostro lettore Silvio, amico personale dell’amministratore di questo sito, ha tradotto l’articolo originale di Hugo Duncan da titolo “Euro currency could collapse and trigger another Great Depression, IMF warns for the first time” pubblicato sul DailyMail on line del 18 aprile 2012 raccogliendo l‘appello lanciato in questo post. Invitiamo tutti i lettori a segnalarci a questo link articoli della stampa internazionale che raccontano notizie trascurate da quella italiana. Se alla segnalazione si aggiunge una traduzione, il contributo risulterà più che gradito.

La notte scorsa, il Fondo Monetario Internazionale ha avvertito che l’eurozona potrebbe andare in pezzi e scatenare un crollo economico globale comparabile alla Grande Depressione. Nelle sue previsioni economiche mondiali, il FMI sostiene che il collasso della moneta unica, provata dalla crisi, non è un’ipotesi da escludere.E’ la prima volta che l’istituzione con sede a Washington accetta la prospettiva che l’eurozona si frammenti e asseconda i timori sulla salute dell’economia spagnola.
Il FMI pronostica che quest’anno l’eurozona tornerà in recessione, ma migliora le previsioni di crescita per il Regno Unito. Il FMI avverte che, comunque, il mondo resta a rischio di un crollo comparabile alla Grande Depresssione, con particolare riferimento a “rischi acuti in Europa”.
“Il clima è più tranquillo, ma c’è una calma inquietante”, sostiene l’economista capo Olivier Blanchard. “Ho la sensazione che le cose potrebbero notevolmente peggiorare in ogni momento”.
Presentando il lancio del rapporto semestrale a Washington, Blanchard ha detto che non ci sono piani riguardo alla possibilità di trattare con un Paese in uscita dall’euro.
In ogni caso, è ampiamente atteso che la Grecia inadempia il suo debito malconcio e lasci la sventurata moneta unica.
“Se un tale evento dovesse verificarsi, è possibile che le altre economie dell’area euro finiscano sotto pressione, diffondendo il panico sui mercati finanziari” afferma il rapporto del FMI.


“In queste circostanze, la frattura dell’area euro non può essere esclusa. Ciò potrebbe causare choc politici rilevanti che, a loro volta, potrebbero condurre le tensioni economiche a livelli ben più gravi di quelli che seguirono il collasso della Lehman”.
La banca di investimenti Lehman Brothers implose nel settembre 2008, trascinando l’economia mondiale nella peggior recessione dagli anni Trenta in poi. Il FMI dice che sebbene “le previsioni per l’economia mondiale stiano lentamente tornando a migliorare”, esse sono “ancora molto fragili”.
Il FMI avverte della “possibilità che choc plurimi possano interagire tra loro fino a provocare un serio crollo, analogo a quello degli anni Trenta”.
Il FMI prevede una crescita dello 0,8% nel Regno Unito quest’anno, più dello 0,6% previsto a gennaio, ma molto meno dell’1,6% stimato lo scorso settembre. Le previsioni per il 2013 restano immutate al 2%.
Interrogato riguardo ai commenti del FMI sull’eurozona, un portavoce di Downing Street asserisce che “l’eurozona deve ancora rimettersi in carreggiata. Questi problemi esistono e saranno sicuramente argomento di discussione all’imminente incontro del FMI al quale sarà presente il Cancelliere”.
Il FMI dice che quest’anno il Regno Unito supererà Germania e Francia, le cui economie sono accreditate di una crescita stimata limitata, rispettivamente, a 0,6% e 0,5%.
Si prevede che Italia e Spagna regrediranno, rispettivamente, dell’1,9% e 1,8%, mentre in Grecia il -4,9% dovrebbe seguire il -6,9% del 2011.
Tuttavia, il rapporto sostiene che la produzione dell’eurozona potrebbe diminuire del 3,5% nei prossimi due anni in caso di aggravamento della crisi del debito.
Ciò ridurrebbe del 2% l’economia mondiale, sostiene il FMI, mentre un aumento del 50% del prezzo del petrolio abbasserebbe la produzione di un ulteriore 1,25%.
In assenza di tali choc, dall’economia globale ci si aspetta una crescita del 3,5% quest’anno, in calo rispetto al 3,9% del 2011, con Stati Uniti, Canada e Giappone a guidare i Paesi sviluppati.
“A causa dei problemi in Europa, l’attività continuerà ad essere deludente nei Paesi avanzati, complessivamente considerati, con un’espansione pari a circa 1,5% nel 2012 e 2% nel 2013” afferma il rapporto.

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