Quella Minerva Che lo Sovrasta 76


Per i cultori della libertà di pensiero non è di buon auspicio che proprio la Sapienza sia stata fondata da Bonifacio VIII. Anche Dante firmerebbe la petizione contro la visita di Ratzinger visto che considerava l’altro un Simoniaco.

 

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Un papa che appena ieri si scatenava contro la scienza, l’illuminismo ed il marxismo definendoli “una sciagura per l’umanità” dovrebbe avere il buon gusto di starsene lontano da quelle mura che colano di relativismo galileiano sul quale Ratzinger ha confermato che : “Il processo della Chiesa contro Galileo fu ragionevole e giusto”. Ma forse è proprio il buon gusto, la carità cristiana, il rispetto per l’uomo sociale che mancano a questo vescovo tedesco di Roma che impugna ancora la spada contro l’Islam irridendone profeti e Califfi. Piange Palermo, piange Siracusa …perché il lutto è entrato in ogni casa recita una ballata siciliana nata da tutt’altro argomento , ma per la visita del papa intransigente piangono Giordano Bruno ed il Savonarola e nemmeno Galileo si sente molto bene. Saprà trattenersi il vescovo intransigente per il quale «l’aborto è comunque e sempre un assassinio» quando lo storico Caravale terrà la sua lectio magistralis sulla pena di morte? E come fa a presentarsi come messaggero di pace quando fomenta l’odio per tutte le forme della scienza che non contemplino la “sua” visione della vita?

Ma così è l’uomo della grande Germania e coerentemente ha fatto bene a mollare quei quattro ceffoni al buon Veltroni perché ne ha ottenuto ospitalità, insieme all’ex comunista Mussi (quello che ha seminato –sempre secondo Ratzinger- la più trucida ideologia mai comparsa sulla terra) se questi sono stati i risultati. E’ bastato che il vaticano diffondesse la nota: «Il santo Padre non ha detto che Roma è un putridumen, ma solo che fa molta puzzen» che il gioioso capo delle armate Piduine s’e rifatto er core ed è ritornato ai piedi del soglio a scodinzolare come cuccioletto recuperato dall’autostrada. E così il capo dello staterello teocratico che domina in Italia potrà dare l’ennesima lezione ai bamboccelli che davvero non usciranno mai di casa per diventare grandi. Per gli italiani ci vuole il bastone e la carota diceva Churchill e questi il bastone, anzi il pastorale se lo prendono sulla schiena e la carota su per il…

Un evento incongruo lo hanno definiti gli scienziati della Sapienza e stanno nel giusto se il tempio di Minerva apre le ante al nemico della scienza e del progresso scientifico. Forse qualche scusa la dobbiamo a Mussi dopo la lettura della lettera di Cini al Rettore, ma solo a patto che abbia rinunciato volontariamente piuttosto che essere cacciato. Brillano per fierezza la parole dell’Emerito Cini e vale la pena di riportarle:« I temi che sono stati oggetto degli studi del professor Ratzinger non dovrebbero comunque rientrare nell’ambito degli argomenti di una lezione, e tanto meno di una lectio magistralis tenuta in una università della Repubblica italiana. Soprattutto se si tiene conto che, fin dai tempi di Cartesio, si è addivenuti, per porre fine al conflitto fra conoscenza e fede culminato con la condanna di Galileo da parte del Santo ufficio, a una spartizione di sfere di competenza tra l’Accademia e la Chiesa. La sua clamorosa violazione nel corso dell’inaugurazione dell’anno accademico de La Sapienza sarebbe stata considerata, nel mondo, come un salto indietro nel tempo di trecento anni e più». Che lezione di classe, autonomia e fierezza. E’ il compendio di una storia di indipendenza lastricata di roghi. Giovedì Benedetto XVI avrà comunque gravi problemi. Lui devoto alla Vergine Maria si troverà nel tempio della Vergine Minerva e forse saranno casi amari.


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76 commenti su “Quella Minerva Che lo Sovrasta

  • Silent Enigma

    a quanto mi risulta ratzi non ha ancora detto niente, alla sapienza.

    bisognerebbe aspettare si sentire cosa dice per dargli contro, altrimenti si compie l'errore di giudicare una persona per quello che è e non per quello che dice o fa.

    o no?

  • Fully

    parole sagge, Silent

    Senonché non avremo neanche l'opportunità di giudicare quello che avrebbe detto, perché non glielo faranno dire.

    Col risultato davvero miracoloso che Ratzinger, senza aprire bocca, ha già riconquistato simpatie in quanto "vittima" di un odioso ostracismo.

    Complimentoni!

  • Fully

    @voltaire

    scusa, tu che porti questo nome a me così caro, non fosti proprio tu, alcuni secoli orsono a dire:

    "Non sono d'accordo con quel che dici, ma mi batterò fino alla morte perché tu possa continuare a dirlo"?

  • randolph

    Sono d'accordo con voi: è sempre una sconfitta quando qualcuno non può esprimere il suo parere. Anche oggi assistiamo ad una sconfitta della ragione.

    Tuttavia non possiamo dimenticare che il professor Joseph Ratzinger non ha nulla a che fare con la scienza e la cultura accademica. Si occupa di teologia, religione, è un capo di stato e la suprema autorità della Chiesa Cattolica. Una persona rispettabile, con le sue legittime opinioni, ma non un uomo di scienza. Il motivo per cui avrebbe dovuto parlare all'università è squisitamente politico: a Febbraio a “La Sapienza” si voterà per il rinnovo della carica di rettore, ed una visita del papa è certamente meglio di qualunque manifesto elettorale (chi non ricorda Bondi che parla davanti alla foto del Santo Padre? 😉 ).

    Forse il signor Ratzinger ha accettato l'invito anche perché ha intravisto l'occasione di poter tornare su uno dei suoi argomenti preferiti: il rapporto tra scienza e fede. Probabilmente avrebbe esposto nuovamente la tesi secondo cui l'indagine sulle cause prime dell'essere e dell'Universo debba essere lasciata alla teologia (non posso esserne sicuro, naturalmente, ma è stato l'argomento principale della discussa lectio magistralis all'università di Ratisbona). Una tesi che è scientificamente inaccettabile, ne converrete.

    Joseph Ratzinger può affrontare queste tesi quando e dove vuole; tuttavia non può evitare di essere accolto da un coro di pernacchie, così come il fanfarone che spara la sua spacconata al bar sotto casa.

    Il problema, in fondo, era (e resta) quello dell'opportunità di un monologo del signor Ratzinger in un posto, l'università, che dovrebbe incentivare gli studenti alla critica ed al dibattito. Non certo alla genuflessione ed all'adorazione di un'ipotetica entità in cui è racchiusa tutta la sapienza e tutto il potere.

  • Marco il buono

    Dai commenti sembra quasi che il santo padre non abbia altra occasione per esporre i propri pensieri.

    Poverino, certo adesso potrà fare la vittima, agli occhi degli stupidi ovviamente.

    Visto che qualcuno ha fatto il parallelismo con il leader iraniano che ha tenuto una lezione in una università americana, ricordo che quell'incontro era aperto a tutti, quindi quando il leader diceva cazzate tutti potevano, come è accaduto, ridergli in faccia.

    La lezione del santo padre sarebbe stata a porte chiuse, con la solita giustificazione della sicurezza?

    Mi limito a pensare che il centro-destra politico italiano e i critici del documento dei professori universitari in questione non hanno detto una sola parola su questo

    P.S. questo commento è dedicato ai giuliani ferrara del caso non ai redattori o ai commentatori di mc.

  • arouetvolatire

    @ Silent . Per esperienza diretta so cosa provocherà l'esplosione di 2 ton di tnt per rischiare di attendere una seconda conferma.

    @ Fully . Appunto due secoli or sono e senza la potenza di fuoco (mediatico) di cui ora dispone. Sono ancora pronto a farti dire quello che vuoi sempre che non me lo spari addosso scon un missile intercontinentale

    @ Fully. Più che ostracismo, ritirata strategica. Un Papa non può esporsi al fischio dopo avere goduto del "Te deum.."

    In genere rispetto quello che dice nella SUA sede, ma non quello che potrebbe sognarsi di dire in u tempio laico. Ho scritto tempio con consapevolezza. Costituzione dell Repubblica articolo 7

  • ak

    Un episodio, quello di oggi, palesemente antidemocratico. Piccolo finchè volete, ma tremendamente significativo e simbolico delle devastanti intenzioni di un laicismo pericoloso e deleterio anche per la cultura laica dello Stato stesso. Rafforza e identifica ancor più e meglio, se ce ne fosse stato bisogno… le affermazioni del Papa su una pericolosa deriva provocata dalla "dittatura laicista e scientista". C'è in questo momento una Italia profondamente turbata, delusa e incazzata… anche se quì si da la stura per sfogare un anticlericalismo del tutto fuori luogo, sembrerebbe si volesse ignorare che una offesa personale e diretta a tutta la cristianità è stata rivolta al suo rappresentante. Senza contare che un pericoloso precedente si è affermato dentro una scuola che vive di sostegno pubblico (quindi tutti noi paghiamo… anche gli stipendi di coloro che hanno fomentato questo blitz antidemocratico…) e l'inaudito strappo alla libertà di espressione e di opinione, ma ancor più l'incomprensibile abdicare del "mettersi in ascolto", che dovrebbe essere "insegnato" e non disatteso proprio da quei docenti che sono preposti (e pagati) per questo.

  • Emanuele

    Silent: "a quanto mi risulta ratzi non ha ancora detto niente, alla sapienza.

    bisognerebbe aspettare si sentire cosa dice per dargli contro, altrimenti si compie l’errore di giudicare una persona per quello che è e non per quello che dice o fa"

    Verissimo. Il problema è che da lui non mi aspetto certo gran cose. :mrgreen:

    Sono sulle posizioni di Mc espresse nell'altro articolo

  • Fully

    @voltaire.

    "Appunto due secoli or sono e senza la potenza di fuoco (mediatico) di cui ora dispone. Sono ancora pronto a farti dire quello che vuoi sempre che non me lo spari addosso con un missile intercontinentale"

    Scusa, ma che argomentazione è?

    La parola non ha altra potenza di fuoco che l'argomentazione. Se spari sciocchezze mettendole su un missile intercontinentale, sempre sciocchezze sono e sempre pernacchie rimedi. Di esempi ne abbiamo a decine, mi pare.

    Ritirata strategica? Si può anche vederla così. Vista così fa sembrare la vicenda meno squallida?

  • mc

    @ak

    non esageriamo nel vittimismo e negli aggettivi drammatici. Come al solito, aggiungerei. Si è trattato di 60 professori e di 50 cazzoni che hanno occupato il rettorato.

    Bastavano tre carabinieri per sgombrare gli uffici e ridicolizzare la lettera dei professori che, chissà perché, non hanno trovato nulla da dire su Totti.

    Ancora una volta si è trattato di semplice mancanza di polso. Parlare di "dittatura laicista e scientista" in Italia è fuorviante e anche leggermente ridicolo.

    Se in Italia c'è una "dittatura laicista e scientista", in Spagna c'è il regno del Maligno.

    Qualche cretino ha offerto una vittoria politica al Vaticano su un piatto d'argento. Ora non esagerate, se no vi rendete ridicoli anche voi.

  • Francesco

    @randolph:

    il Papa il suo parere lo esprime tutti i giorni in televisione, sui giornali, o dall'alto pulpito del suo balcone a piazza San Pietro. Per una volta, potrebbe anche stare zitto e lasciare che siano gli altri a parlare. Non si tratta di una sconfitta della ragione ma di democrazia. E' una sconfitta della ragione solo quando a parlare è sempre la stessa persona.

    Per il resto sono perfettamente d'accordo con te.

  • Juan

    Anche secondo me è stata una cazzata bella e buona, Ratzinger ne esce come vittima. Molto meglio lasciarlo parlare e contestarlo nel caso, molto probabile, avesse detto qualche vaccata.

    @mc

    "Se in Italia c’è una “dittatura laicista e scientista”, in Spagna c’è il regno del Maligno."

    clap clap clap.

  • ak

    MC, banalizziamo pure, tanto ormai si fa continuamente… è tutto un videogame, no?

    Ma i problemi restano lì inossidabili e spinosi!

    Una bella battuta e via! E allora ne faccio una anche io…ma si!

    "L'italia si dibatte tra le spire del laicismo imperante, la Spagna si scorna tra vampate infernali… Siamo proprio nella m… fino al collo… Morale: Paese che vai "cacca" che trovi…" ;-))

  • Fully

    @mc

    le tue argomentazioni fanno – come spesso – riflettere. Ma stavolta spaventano per le conseguenze logiche che suscitano.

    Tu sostieni:

    "Non esageriamo nel vittimismo e negli aggettivi drammatici. …. Si è trattato di 60 professori e di 50 cazzoni che hanno occupato il rettorato. Bastavano tre carabinieri per sgombrare gli uffici e ridicolizzare la lettera dei professori…

    Ancora una volta si è trattato di semplice mancanza di polso. Parlare di “dittatura laicista e scientista” in Italia è fuorviante e anche leggermente ridicolo".

    A costo del ridicolo mi soffermo a pensare che razza di democrazia è quella che consente allegramente a 67 professori (su 4000) e 50 cazzoni (su 150.000 iscritti) di imporre a tutti gli altri il loro punto di vista, qualunque esso sia.

    Ridicolo chiamarla dittatura, ma a me fa paura ugualmente.

  • arouetvolatire

    E’ doloroso, per quanto comprensibile, che nella terra dei guelfi e ghibellini niente sia cambiato. Ma quel che intendo non è che “un Papa parli alla Sapienza” quel che intendo è che sia ritenuto normale che alla Sapienza si inviti a parlare questo papa con le sue pregiudiziali antiscientifiche e iperdogmatiche. Dice qualche colto studioso, ma io sostengo in malafede, che il papa aveva diritto di parlare perché ha sempre e sostenuto la Ragione. Ma quale Ragione? Il conciso “non lineare” è intervenuto più volte su questi temi. Personalmente non sono un anticlericale e nemmeno un laicista (neologismo dei teodem) sono un laico che riconosce e difende i confini. Fully, se non erro, amante di Voltaire cita la famosa posizione…”mi batterò sino alla morte perché tu possa dire…” Anche io sono pronto a farlo e non ho mai scritto un rigo o fatto un pensiero su un prete, figuriamoci un Papa, che dice quello che il “suo credo” gli detta. Dissento quando le proprie idee cozzano contro: il senso comune, la buona creanza ed il luogo ove si pronunciano. Dirò di più: considero provocazione quando quelle idee le si voglia andare a dire in casa altrui. E’ tracotanza, pochezza di alto senso morale, è provocazione. Ma non provocazione tout court, provocazione di chi, appena qualche giorno prima ha pronunciato parole orribili “chi nega la famiglia minaccia la pace”. Si comprende oggi, nella teorizzazione della guerra permanente di Nozick il significato di questo assunto? Non voglio nemmeno prendere in esame quanto ha diffuso la Santa Sede :« il Papa avrebbe detto questo…» perché non ragiono sul senno di poi, anzi non ci credo. Affermo cosa totalmente diversa. Con i precedenti di questo Papa, con la lotta contro il libero Parlamento della Repubblica che viene minacciato [e” ak “ non mi venga minimizzare con un esortato ] io “timeo danàos et dona ferentes”, per cui ti lascio libero di dire quello che tu ritieni opportuno, ma lo dirai nei “tuoi” luoghi deputati al “tuo” credo. Emanuele Severino, nel momento in cui teorizzò il “suo paradiso” (semplifico per non annoiare) fu cacciato dalla “Cattolica” , ma giustamente . Perché la Cattolica non poteva sopportare una sì grande teoria che distruggeva le fondamenta della raigione che la teneva in vita. Tutto qui. Carlo Borromeo, vescovo e santo, firmò (vedi gli archivi a Milano) 150 sentenze per “abbruciamento di streghe”. La Chiesa se lo è fatto santo, ma c’è qualcuno che mi opporrà che era egualmente non era un barbaro ed ignorante assassino? Oggi, nessuno –dopo 400 anni solleva più la questione- ma il fatto resta. Intravedo un germe pericoloso in certi commenti. La giustificazione ideologica di un fatto. Appena tre giorni trascorsi sono state intercettare delle comunicazioni di alcuni dirigenti TyssenKrupp che presso a poco decidevano: “appena si spengono i riflettori sulla cosa licenziamo quelli che sono andati a far denunce per televisioni… per l’incidente sosterremo che è attribuibile a distrazione degli operai” . Io sono convinto che Voltaire non si sarebbe ucciso purchè costoro fossero liberi di fare affermazioni del genere. Come a dire: « In ogni occasione, dal Papa allo spazzino. Est modus in rebus».

  • Fully

    Sperando di dare un contributo al dibattito consapevole (consapevole di cosa si sta parlando) mi permetto di postare il testo dell'intervento che il prof. Joseph Ratzinger (papa Benedetto XVI) avrebbe dovuto pronunciare domani per l'inaugurazione dell'anno accademico alla Sapienza

    Magnifico Rettore,

    Autorità politiche e civili,

    Illustri docenti e personale tecnico amministrativo,

    cari giovani studenti!

    È per me motivo di profonda gioia incontrare la comunità della “Sapienza – Università di Roma” in occasione della inaugurazione dell’anno accademico. Da secoli ormai questa Università segna il cammino e la vita della città di Roma, facendo fruttare le migliori energie intellettuali in ogni campo del sapere. Sia nel tempo in cui, dopo la fondazione voluta dal Papa Bonifacio VIII, l’istituzione era alle dirette dipendenze dell’Autorità ecclesiastica, sia successivamente quando lo Studium Urbis si è sviluppato come istituzione dello Stato italiano, la vostra comunità accademica ha conservato un grande livello scientifico e culturale, che la colloca tra le più prestigiose università del mondo.

    Da sempre la Chiesa di Roma guarda con simpatia e ammirazione a questo centro universitario, riconoscendone l’impegno, talvolta arduo e faticoso, della ricerca e della formazione delle nuove generazioni. Non sono mancati in questi ultimi anni momenti significativi di collaborazione e di dialogo. Vorrei ricordare, in particolare, l’Incontro mondiale dei Rettori in occasione del Giubileo delle Università, che ha visto la vostra comunità farsi carico non solo dell’accoglienza e dell’organizzazione, ma soprattutto della profetica e complessa proposta della elaborazione di un “nuovo umanesimo per il terzo millennio”.

    Mi è caro, in questa circostanza, esprimere la mia gratitudine per l’invito che mi è stato rivolto a venire nella vostra università per tenervi una lezione. In questa prospettiva mi sono posto innanzitutto la domanda: Che cosa può e deve dire un Papa in un’occasione come questa?

    Nella mia lezione a Ratisbona ho parlato, sì, da Papa, ma soprattutto ho parlato nella veste del già professore di quella mia università, cercando di collegare ricordi ed attualità. Nell’università “Sapienza”, l’antica università di Roma, però, sono invitato proprio come Vescovo di Roma, e perciò debbo parlare come tale. Certo, la “Sapienza” era un tempo l’università del Papa, ma oggi è un’università laica con quell’autonomia che, in base al suo stesso concetto fondativo, ha fatto sempre parte della natura di università, la quale deve essere legata esclusivamente all’autorità della verità. Nella sua libertà da autorità politiche ed ecclesiastiche l’università trova la sua funzione particolare, proprio anche per la società moderna, che ha bisogno di un’istituzione del genere.

    Ritorno alla mia domanda di partenza: Che cosa può e deve dire il Papa nell’incontro con l’università della sua città? Riflettendo su questo interrogativo, mi è sembrato che esso ne includesse due altri, la cui chiarificazione dovrebbe condurre da sé alla risposta. Bisogna, infatti, chiedersi: Qual è la natura e la missione del Papato? E ancora: Qual è la natura e la missione dell’università? Non vorrei in questa sede trattenere Voi e me in lunghe disquisizioni sulla natura del Papato. Basti un breve accenno. Il Papa è anzitutto Vescovo di Roma e come tale, in virtù della successione all’Apostolo Pietro, ha una responsabilità episcopale nei riguardi dell’intera Chiesa cattolica. La parola “vescovo”–episkopos, che nel suo significato immediato rimanda a “sorvegliante”, già nel Nuovo Testamento è stata fusa insieme con il concetto biblico di Pastore: egli è colui che, da un punto di osservazione sopraelevato, guarda all’insieme, prendendosi cura del giusto cammino e della coesione dell’insieme. In questo senso, tale designazione del compito orienta lo sguardo anzitutto verso l’interno della comunità credente. Il Vescovo – il Pastore – è l’uomo che si prende cura di questa comunità; colui che la conserva unita mantenendola sulla via verso Dio, indicata secondo la fede cristiana da Gesù – e non soltanto indicata: Egli stesso è per noi la via. Ma questa comunità della quale il Vescovo si prende cura – grande o piccola che sia – vive nel mondo; le sue condizioni, il suo cammino, il suo esempio e la sua parola influiscono inevitabilmente su tutto il resto della comunità umana nel suo insieme. Quanto più grande essa è, tanto più le sue buone condizioni o il suo eventuale degrado si ripercuoteranno sull’insieme dell’umanità. Vediamo oggi con molta chiarezza, come le condizioni delle religioni e come la situazione della Chiesa – le sue crisi e i suoi rinnovamenti – agiscano sull’insieme dell’umanità. Così il Papa, proprio come Pastore della sua comunità, è diventato sempre di più anche una voce della ragione etica dell’umanità.

    Qui, però, emerge subito l’obiezione, secondo cui il Papa, di fatto, non parlerebbe veramente in base alla ragione etica, ma trarrebbe i suoi giudizi dalla fede e per questo non potrebbe pretendere una loro validità per quanti non condividono questa fede. Dovremo ancora ritornare su questo argomento, perché si pone qui la questione assolutamente fondamentale:

    Che cosa è la ragione? Come può un’affermazione – soprattutto una norma morale – dimostrarsi “ragionevole”?

    A questo punto vorrei per il momento solo brevemente rilevare che John Rawls, pur negando a dottrine religiose comprensive il carattere della ragione “pubblica”, vede tuttavia nella loro ragione “non pubblica” almeno una ragione che non potrebbe, nel nome di una razionalità secolaristicamente indurita, essere semplicemente sconosciuta a coloro che la sostengono. Egli vede un criterio di questa ragionevolezza fra l’altro nel fatto che simili dottrine derivano da una tradizione responsabile e motivata, in cui nel corso di lunghi tempi sono state sviluppate argomentazioni sufficientemente buone a sostegno della relativa dottrina.

    In questa affermazione mi sembra importante il riconoscimento che l’esperienza e la dimostrazione nel corso di generazioni, il fondo storico dell’umana sapienza, sono anche un segno della sua ragionevolezza e del suo perdurante significato. Di fronte ad una ragione a-storica che cerca di autocostruirsi soltanto in una razionalità a-storica, la sapienza dell’umanità come tale – la sapienza delle grandi tradizioni religiose – è da valorizzare come realtà che non si può impunemente gettare nel cestino della storia delle idee.

    Ritorniamo alla domanda di partenza. Il Papa parla come rappresentante di una comunità credente, nella quale durante i secoli della sua esistenza è maturata una determinata sapienza della vita; parla come rappresentante di una comunità che custodisce in sé un tesoro di conoscenza e di esperienza etiche, che risulta importante per l’intera umanità: in questo senso parla come rappresentante di una ragione etica.

    Ma ora ci si deve chiedere: E che cosa è l’università? Qual è il suo compito? È una domanda gigantesca alla quale, ancora una volta, posso cercare di rispondere soltanto in stile quasi telegrafico con qualche osservazione. Penso si possa dire che la vera, intima origine dell’università stia nella brama di conoscenza che è propria dell’uomo. Egli vuol sapere che cosa sia tutto ciò che lo circonda. Vuole verità. In questo senso si può vedere l’interrogarsi di Socrate come l’impulso dal quale è nata l’università occidentale. Penso ad esempio – per menzionare soltanto un testo – alla disputa con Eutifrone, che di fronte a Socrate difende la religione mitica e la sua devozione. A ciò Socrate contrappone la domanda: “Tu credi che fra gli dei esistano realmente una guerra vicendevole e terribili inimicizie e combattimenti … Dobbiamo, Eutifrone, effettivamente dire che tutto ciò è vero?” (6 b – c). In questa domanda apparentemente poco devota – che, però, in Socrate derivava da una religiosità più profonda e più pura, dalla ricerca del Dio veramente divino – i cristiani dei primi secoli hanno riconosciuto se stessi e il loro cammino. Hanno accolto la loro fede non in modo positivista, o come la via d’uscita da desideri non appagati; l’hanno compresa come il dissolvimento della nebbia della religione mitologica per far posto alla scoperta di quel Dio che è Ragione creatrice e al contempo Ragione-Amore.

    Per questo, l’interrogarsi della ragione sul Dio più grande come anche sulla vera natura e sul vero senso dell’essere umano era per loro non una forma problematica di mancanza di religiosità, ma faceva parte dell’essenza del loro modo di essere religiosi. Non avevano bisogno, quindi, di sciogliere o accantonare l’interrogarsi socratico, ma potevano, anzi, dovevano accoglierlo e riconoscere come parte della propria identità la ricerca faticosa della ragione per raggiungere la conoscenza della verità intera. Poteva, anzi doveva così, nell’ambito della fede cristiana, nel mondo cristiano, nascere l’università.

    È necessario fare un ulteriore passo. L’uomo vuole conoscere – vuole verità. Verità è innanzitutto una cosa del vedere, del comprendere, della theoría, come la chiama la tradizione greca. Ma la verità non è mai soltanto teorica. Agostino, nel porre una correlazione tra le Beatitudini del Discorso della Montagna e i doni dello Spirito menzionati in Isaia 11, ha affermato una reciprocità tra “scientia” e “tristitia”: il semplice sapere, dice, rende tristi. E di fatto – chi vede e apprende soltanto tutto ciò che avviene nel mondo, finisce per diventare triste.

    Ma verità significa di più che sapere: la conoscenza della verità ha come scopo la conoscenza del bene. Questo è anche il senso dell’interrogarsi socratico: Qual è quel bene che ci rende veri?

    La verità ci rende buoni, e la bontà è vera: è questo l’ottimismo che vive nella fede cristiana, perché ad essa è stata concessa la visione del Logos, della Ragione creatrice che, nell’incarnazione di Dio, si è rivelata insieme come il Bene, come la Bontà stessa.

    Nella teologia medievale c’è stata una disputa approfondita sul rapporto tra teoria e prassi, sulla giusta relazione tra conoscere ed agire – una disputa che qui non dobbiamo sviluppare. Di fatto l’università medievale con le sue quattro Facoltà presenta questa correlazione. Cominciamo con la Facoltà che, secondo la comprensione di allora, era la quarta, quella di medicina. Anche se era considerata più come “arte” che non come scienza, tuttavia, il suo inserimento nel cosmo dell’universitas significava chiaramente che era collocata nell’ambito della razionalità, che l’arte

    del guarire stava sotto la guida della ragione e veniva sottratta all’ambito della magia. Guarire è un compito che richiede sempre più della semplice ragione, ma proprio per questo ha bisogno della connessione tra sapere e potere, ha bisogno di appartenere alla sfera della ratio.

    Inevitabilmente appare la questione della relazione tra prassi e teoria, tra conoscenza ed agire nella Facoltà di giurisprudenza. Si tratta del dare giusta forma alla libertà umana che è sempre libertà nella comunione reciproca: il diritto è il presupposto della libertà, non il suo antagonista.

    Ma qui emerge subito la domanda: Come s’individuano i criteri di giustizia che rendono possibile una libertà vissuta insieme e servono all’essere buono dell’uomo? A questo punto s’impone un salto nel presente: è la questione del come possa essere trovata una normativa giuridica che costituisca un ordinamento della libertà, della dignità umana e dei diritti dell’uomo.

    È la questione che ci occupa oggi nei processi democratici di formazione dell’opinione e che al contempo ci angustia come questione per il futuro dell’umanità. Jürgen Habermas esprime, a mio parere, un vasto consenso del pensiero attuale, quando dice che la legittimità di una carta costituzionale, quale presupposto della legalità, deriverebbe da due fonti: dalla partecipazione politica egualitaria di tutti i cittadini e dalla forma ragionevole in cui i contrasti politici vengono

    risolti. Riguardo a questa “forma ragionevole” egli annota che essa non può essere solo una lotta per maggioranze aritmetiche, ma che deve caratterizzarsi come un “processo di argomentazione sensibile alla verità” (wahrheitssensibles Argumentationsverfahren). È detto bene, ma è cosa

    molto difficile da trasformare in una prassi politica. I rappresentanti di quel pubblico “processo di argomentazione” sono – lo sappiamo – prevalentemente i partiti come responsabili della formazione della volontà politica. Di fatto, essi avranno immancabilmente di mira soprattutto il conseguimento di maggioranze e con ciò baderanno quasi inevitabilmente ad interessi che promettono di soddisfare; tali interessi però sono spesso particolari e non servono veramente all’insieme. La sensibilità per la verità sempre di nuovo viene sopraffatta dalla sensibilità per gli interessi. Io trovo significativo il fatto che Habermas parli della sensibilità per la verità come di elemento necessario nel processo di argomentazione politica, reinserendo così il concetto di verità nel dibattito filosofico ed in quello politico.

    Ma allora diventa inevitabile la domanda di Pilato: Che cos’è la verità? E come la si riconosce? Se per questo si rimanda alla “ragione pubblica”, come fa Rawls, segue necessariamente ancora la domanda: Che cosa è ragionevole? Come una ragione si dimostra ragione vera?

    In ogni caso, si rende in base a ciò evidente che, nella ricerca del diritto della libertà, della verità della giusta convivenza devono essere ascoltate istanze diverse rispetto a partiti e gruppi d’interesse, senza con ciò voler minimamente contestare la loro importanza. Torniamo così alla struttura dell’università medievale. Accanto a quella di giurisprudenza c’erano le Facoltà di filosofia e di teologia, a cui era affidata la ricerca sull’essere uomo nella sua totalità e con ciò il compito di tener desta la sensibilità per la verità. Si potrebbe dire addirittura che questo è il senso permanente e vero di ambedue le Facoltà: essere custodi della sensibilità per la verità, non permettere che l’uomo sia distolto dalla ricerca della verità. Ma come possono esse corrispondere a questo compito? Questa è una domanda per la quale bisogna sempre di nuovo affaticarsi e che non è mai posta e risolta definitivamente. Così, a questo punto, neppure io posso offrire propriamente una risposta, ma piuttosto un invito a restare in cammino con questa domanda – in cammino con i grandi che lungo tutta la storia hanno lottato e cercato, con le loro risposte e con la loro inquietudine per la verità, che rimanda continuamente al di là di ogni singola risposta.

    Teologia e filosofia formano in ciò una peculiare coppia di gemelli, nella quale nessuna delle due può essere distaccata totalmente dall’altra e, tuttavia, ciascuna deve conservare il proprio compito e la propria identità. È merito storico di san Tommaso d’Aquino – di fronte alla differente risposta dei Padri a causa del loro contesto storico – di aver messo in luce l’autonomia della filosofia e con essa il diritto e la responsabilità propri della ragione che s’interroga in base alle sue forze. Differenziandosi dalle filosofie neoplatoniche, in cui religione e filosofia erano inseparabilmente intrecciate, i Padri avevano presentato la fede cristiana come la vera filosofia, sottolineando anche che questa fede corrisponde alle esigenze della ragione in ricerca della verità; che la fede è il “sì” alla verità, rispetto alle religioni mitiche diventate semplice consuetudine. Ma poi, al momento della nascita dell’università, in Occidente non esistevano più quelle religioni, ma solo il cristianesimo, e così bisognava sottolineare in modo nuovo la responsabilità propria della ragione, che non viene assorbita dalla fede. Tommaso si trovò ad agire in un momento privilegiato: per la prima volta gli scritti filosofici di Aristotele erano accessibili nella loro integralità; erano presenti le filosofie ebraiche ed arabe, come specifiche appropriazioni e prosecuzioni della filosofia greca. Così il cristianesimo, in un nuovo dialogo con la ragione degli altri, che veniva incontrando, dovette lottare per la propria ragionevolezza. La Facoltà di filosofia che, come cosiddetta “Facoltà degli artisti”, fino a quel momento era stata solo propedeutica alla teologia, divenne ora una Facoltà vera e propria, un partner autonomo della teologia e della fede in questa riflessa. Non possiamo qui soffermarci sull’avvincente confronto che ne derivò. Io direi che l’idea di san Tommaso circa il rapporto tra filosofia e teologia potrebbe essere espressa nella formula trovata dal Concilio di Calcedonia per la cristologia: filosofia e teologia devono rapportarsi tra loro “senza confusione e senza separazione”. “Senza confusione” vuol dire che ognuna delle due deve conservare la propria identità. La filosofia deve rimanere veramente una ricerca della ragione nella propria libertà e nella propria responsabilità; deve vedere i suoi limiti e proprio così anche la sua grandezza e vastità. La teologia deve continuare ad attingere ad un tesoro di conoscenza che non ha inventato essa stessa, che sempre la supera e che, non essendo mai totalmente esauribile mediante la riflessione, proprio per questo avvia sempre di nuovo il pensiero. Insieme al “senza confusione” vige anche il “senza separazione”: la filosofia non ricomincia ogni volta dal punto zero del soggetto pensante in modo isolato, ma sta nel grande dialogo della sapienza storica, che essa criticamente e insieme docilmente sempre di nuovo accoglie e sviluppa; ma non deve neppure chiudersi davanti a ciò che le religioni ed in particolare la fede cristiana hanno ricevuto e donato all’umanità come indicazione del cammino. Varie cose dette da teologi nel corso della storia o anche tradotte nella pratica dalle autorità ecclesiali, sono state dimostrate false dalla storia e oggi ci confondono. Ma allo stesso tempo è vero che la storia dei santi, la storia dell’umanesimo cresciuto sulla basa della fede cristiana dimostra la verità di questa fede nel suo nucleo essenziale, rendendola con ciò anche un’istanza per la ragione pubblica. Certo, molto di ciò che dicono la teologia e la fede può essere fatto proprio soltanto all’interno della fede e quindi non può presentarsi come esigenza per coloro ai quali questa fede rimane inaccessibile. È vero, però, al contempo che il messaggio della fede cristiana non è mai soltanto una “comprehensive religious doctrine” nel senso di Rawls, ma una forza purificatrice per la ragione stessa, che aiuta ad essere più se stessa. Il messaggio cristiano, in base alla sua origine, dovrebbe essere sempre un incoraggiamento verso la verità e così una forza contro la pressione del potere e degli interessi.

    Ebbene, finora ho solo parlato dell’università medievale, cercando tuttavia di lasciar trasparire la natura permanente dell’università e del suo compito. Nei tempi moderni si sono dischiuse nuove dimensioni del sapere, che nell’università sono valorizzate soprattutto in due grandi ambiti: innanzitutto nelle scienze naturali, che si sono sviluppate sulla base della connessione di sperimentazione e di presupposta razionalità della materia; in secondo luogo, nelle scienze storiche e umanistiche, in cui l’uomo, scrutando lo specchio della sua storia e chiarendo le dimensioni della sua natura, cerca di comprendere meglio se stesso. In questo sviluppo si è aperta all’umanità non solo una misura immensa di sapere e di potere; sono cresciuti anche la conoscenza e il riconoscimento dei diritti e della dignità dell’uomo, e di questo possiamo solo essere grati. Ma il cammino dell’uomo non può mai dirsi completato e il pericolo della caduta nella disumanità non è mai semplicemente scongiurato: come lo vediamo nel panorama della storia attuale! Il pericolo del mondo occidentale – per parlare solo di questo – è oggi che l’uomo, proprio in considerazione della grandezza del suo sapere e potere, si arrenda davanti alla questione della verità. E ciò significa allo stesso tempo che la ragione, alla fine, si piega davanti alla pressione degli interessi e all’attrattiva dell’utilità, costretta a riconoscerla come criterio ultimo. Detto dal punto di vista della struttura dell’università: esiste il pericolo che la filosofia, non sentendosi più capace del suo vero compito, si degradi in positivismo; che la teologia col suo messaggio rivolto alla ragione, venga confinata nella sfera privata di un gruppo più o meno grande. Se però la ragione – sollecita della sua presunta purezza – diventa sorda al grande messaggio che le viene dalla fede cristiana e dalla sua sapienza, inaridisce come un albero le cui radici non raggiungono più le acque che gli danno vita. Perde il coraggio per la verità e così non diventa più grande, ma più piccola. Applicato alla nostra cultura europea ciò significa: se essa vuole solo autocostruirsi in base al cerchio delle proprie argomentazioni e a ciò che al momento la convince e – preoccupata della sua laicità – si distacca dalle radici delle quali vive, allora non diventa più ragionevole e più pura, ma si scompone e si frantuma.

    Con ciò ritorno al punto di partenza. Che cosa ha da fare o da dire il Papa nell’università?

    Sicuramente non deve cercare di imporre ad altri in modo autoritario la fede, che può essere solo donata in libertà. Al di là del suo ministero di Pastore nella Chiesa e in base alla natura intrinseca di questo ministero pastorale è suo compito mantenere desta la sensibilità per la verità; invitare sempre di nuovo la ragione a mettersi alla ricerca del vero, del bene, di Dio e, su questo cammino, sollecitarla a scorgere le utili luci sorte lungo la storia della fede cristiana e a percepire così Gesù Cristo come la Luce che illumina la storia ed aiuta a trovare la via verso il futuro.

    Dal Vaticano, 17 gennaio 2008

    BENEDICTUS XVI

  • Fully

    Ho postato questo testo, che a me – umile cultore del Dubbio – sembra di notevole levatura scientifica e filosofica, pur essendo – come è evidente – orientato sulla base della fede di cui il Papa è testimone.

    Io credo che ciascuno di noi dovrebbe sforzarsi di leggere senza preconcetti, senza pregiudizi, tentando di arricchire le proprie opinioni con un punto di vista che, appunto perchè altro, può contribuire ad illuminare i piccoli ambiti della nostra conoscenza.

    Per questo sono tra coloro che ritengono la mancata lettura di tale discorso un'occasione intellettuale persa, oltreché, come ho già dettom uno scempio per il principio voltairriano della libertà di circolazione delle opinioni.

    Non mi soffermo oltre – sarebbe inutile, credo – sulle controdeduzioni di arouetvoltaire alla mia sollecitazione intellettuale, in quanto non spostano la mia tesi secondo la quale non è mai lecito far tacere l'Altro, per quanto oscure e distanti da noi siano le sue tesi, salvo controbatterle con le nostre argomentazioni.

  • Marco il buono

    @Fully, far tacere l'altro? Non ti sembra di esagerare?

    Perche nessuno ha detto niente quando il Dalai Lama non è stato ricevuto ne dallo Stato Italiano ne dal Vaticano?

  • Fully

    @mib. No, non mi sembra di esagerare, mi sembra di chiamare le cose col loro nome.

    Quanto al mancato ricevimento del Dalai Lama non mi ha fatto ugualmente piacere. Le due cose non sono in concorrenza, per me: in entrambe le situazioni, se non si "ascolta" non si può capire.

  • Marco il buono

    Secondo me si esagera alla grande anche perchè il papa ha mille modi per far sentire tutti i giorni i suoi sproloqui e le sue minacce ai politici italiani, non ti posto i link perchè li conosci bene.

    Il Dalai Lama non ha potere economico, giornali, tv, radio e politici genuflessi, il fatto che nessuno abbia rotto le pall* per il Dalai Lama è decisamente sintomatico di qualcosa che forse a qualcuno sfugge.

  • ak

    Il suo pensiero, Marco… non "sproloqui" per favore, altrimenti diamo ragione a quei 67 violenti antidemocratici…

    Non "minacce", Marco, ma "ammonimenti"… il Papa è il responsabile della "moralità e giustizia" di tutto il popolo cristiano, (e i cristiani in Italia sono dappertutto, nei posti al potere e decisionali) non dimenticarlo mai. Altrimenti diamo per scontato che la tua idea che ti sei fatto del Papa e della Chiesa è l'unica giusta e deve diventare "opinione comune", mentre quelli che la pensano diversamente sono dei poveri decerebrati (genuflessi starebbe per "senza palle", immagino…)

  • Marco il buono

    @ak, hai mai pensato che esistono persone che non la pensano come te?

    Questo è un esempio di sproloquio: (http://www.corriere.it/cronache/08_gennaio_01/papa_benedetto_famiglia_pace_7d5b7a6e-b852-11dc-bd8b-0003ba99c667.shtml)

    Le persone sgamate sanno che questa è una minaccia:

    (http://www.pupia.tv/modules.php?name=News&desc=full&file=article&sid=459)

    Non mi interessa di cosa è responsabile il papa come non mi interessa di cosa è responsabile il dalai lama, non posso dimenticare che i cristiani sono dappertutto, me ne accorgo legge dopo legge, e non mi dimentico neanche che non sono capaci di fare leggi per i non cristiani (http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/politica/scalfari-non-nominate/scalfari-non-nominate/scalfari-non-nominate.html)

    Io dico la mia e voi dite la vostra.

  • ak

    Vorrei rispondere a ArouetVoltaire prima che anche lui mi tappi la bocca…

    Dice di non essere anticlericale, ma a me sembra invece che vada giù pesante e anche un po' maldestramente.

    quel che intendo è che sia ritenuto normale che alla Sapienza si inviti a parlare questo papa con le sue pregiudiziali antiscientifiche e iperdogmatiche.

    Questa è semplicemente una tua opinione, non è una verità condivisa. Il Papa, ad esempio secondo me ha una idea di scienza che è perfettamente in linea col pensiero di Galileo fondatore e padre della Scienza moderna (avendo quest'ultimo, stabilito un "metodo scientifico" ancor mai contestato). In quanto ai dogmi Benedetto XVI non ne ha proclamato nemmeno uno, e poi sono verità indiscutibili per i credenti (quindi tu non c'entri). E' sicuramente "NORMALISSIMO" che un professore universitario com'è il Papa vada in una Università (pubblica! e su invito!) per augurare un buon anno di studio ai 4500 docenti e a tutto il popolo degli studenti. Chi meglio di lui, successore del fondatore dell'Università, Parroco di Roma, Professore di Filosofia e uomo di vasta cultura sarebbe stato più appropriato per questo compito? Lo dimostra anche il suo discorso che comunque è stato letto in aula magna ieri. Una riflessione articolata, per niente banale, che fa riflettere, stimola interrogativi e tenta di gettare sempre dei ponti più che alzare dei muri.

    Dice qualche colto studioso, ma io sostengo in malafede, che il papa aveva diritto di parlare perché ha sempre e sostenuto la Ragione. Ma quale Ragione? Ragione va scritto minuscolo, non stiamo parlando di nessuna dea… Senza tirare in ballo la fede (mala), almeno per una volta quando non c'entra per nulla, direi che non ci vuole una mente gigantesca per capire che anche una persona qualsiasi, se invitata dal rettore, aveva tutti i diritti di dire la sua. Così prima di lui avevano fatto, calciatori, cantanti, attori… a maggior ragione lo può fare il Papa, no?

    Dissento quando le proprie idee cozzano contro: il senso comune, la buona creanza ed il luogo ove si pronunciano. Anzitutto bisognava sentire ciò che aveva da dire, e rispettarlo proprio per la dignità di persona (non è più embrione da un pezzo, mi pare…eh,eh,eh…) che non si nega neanche all'ultimo sulla terra! Poi direi che il senso comune ritiene il Papa una degnissima persona e decine di migliaia ogni domenica accorrono per ascoltarlo (questo è il senso comune che io vedo, se tu non lo vedi, ho paura che hai perso un po' di vista…). E la buona creanza è tutta da imparare dal Papa che è sempre pacato, umile e gentile, nonchè paziente e rispettoso anche delle minoranze. (infatti ha rinunciato alla sua presenza per rispetto dell'opinione dell'1% dei docenti…).

    Dirò di più: considero provocazione quando quelle idee le si voglia andare a dire in casa altrui. Provocazione? Non sai che dici!!! In casa altrui in una pubblica Università? Invitato dal Rettore? Mah…

    E’ tracotanza, pochezza di alto senso morale, è provocazione. Ma non provocazione tout court, provocazione di chi, appena qualche giorno prima ha pronunciato parole orribili “chi nega la famiglia minaccia la pace”. E meno male che non sei anticlericale, sennò che dicevi? Io in questo passaggio ci trovo una acredine e un risentimento radicato e profondo. Vorrei quasi dire che il centro di tutte le cose negative contro il Papa che hai scritto è perchè lui difende "la famiglia"… Ma si può sapere che cosa vi ha fatto di tanto male la famiglia? Ma siete disadattati, orfani, violentati, stuprati, buttati in strada a sniffare colla da piccoli… non so (esagero naturalmente… ma è per far capire l'esagerazione della tua affermazione…). Bisogna "entrare" dentro il discorso del Papa sulla Famiglia, per capire almeno una minima parte del concetto di "cellula fondante di tutta la società" e dunque responsabile di ogni cosa che succede nel mondo, nel bene e nel male, financo delle orribili guerre che oggi infestano il pianeta. E' un discorso grande, ma se noi siamo piccoli e non lo capiamo non diciamo scemenze sul Papa per favore.

    Con i precedenti di questo Papa, con la lotta contro il libero Parlamento della Repubblica che viene minacciato [e” ak “ non mi venga a minimizzare con un esortato ] No, no… non ti dico che minimizzi, ti dico che stai dando proprio i numeri… "lotta contro il libero Parlamento"? Ma che dici? Quando mai il Papa avrebbe lottato contro il Parlamento? E lo avrebbe minacciato? … Credo che quì si sia esondato e non di poco… Può essere che in certi ambienti ti applaudano anche… ma ti inviterei a dire qualcosa che possa essere anche solo vagamente riconosciuto nella realtà, e non faccia solo parte di un tuo incubo della fase rem…

    per cui ti lascio libero di dire quello che tu ritieni opportuno, ma lo dirai nei “tuoi” luoghi deputati al “tuo” credo. E se questa non è "ghettizzazione" dimmi tu cos'è!!! E poi affermi di non sentirti dentro il discorso sulla "dittatura laicista"… bah.

    Tutto il resto del commento lo considero retorica laicista facente parte della deprecabile abitudine di ripetere all'esaurimento leggende nere sulla chiesa, per infangarla (e sempre siamo fortunati che non sei anticlericale, grazie…) nonchè sicuramente OT.

  • ak

    Appunto, io non la penso come te e te lo faccio notare. Ma sul cambiare significato alle parole sei bravo, non c'è che dire.

    Dei tre link che hai postato i primi due più che sproloqui, mi sembrano articoli di una levatura morale ed etica altissima. Densi di significato e degni di grande meditazione.

    Il terzo… eh,eh,eh… quando Scalfari insegna il catechismo alla Binetti fa tenerezza… ottimo materiale per le vignette di Vauro…

  • arouetvoltaire

    @ Marco il buono. Sono lieto che esistano persone e sono sicuro che siano milioni che riescono ad avere un pensiero libero. Le sue note mi hanno allietato una lunga serata di "reinstallaggio" del computer.

    @ ak Rimaniamo ciascuno nella propria concezione di vita. Ma potro' dire che l'invasione della Chiesa nello Stato Italiano è la causa principale di tutto questo? Non occorre essere anticlericali (che m'importa?) per accorgersi che il paese è stufo delle ingerenze nel libero stato italiano da parte di Re e principi di altri stati. Ci siamo conquistati uno stato laico, quella cattolica non è più la religione dello sato italiano, Non credo che CEI e vaticano siano nel ghetto del silenzio se ogni telegiornale pare aprire col Paternoster! Hai capito cosa vogliamo dire? Non venite a frugarci sotto le lenzuola. Di questo si che siamo stufi. Leggi : http://www.nonlineare.org/ e rifletti se un uomo possa pronunciare quelle parole paludato d'oro…Ricominciamo da francesco d'Assisi e poi ne riparliamo. Ciao e senza astio nè rancore

  • Silent Enigma

    mc dice: "Qualche cretino ha offerto una vittoria politica al Vaticano su un piatto d’argento."

    esatto! l'errore metodologico dei contrari alla visita è stato proprio il non considerare questo. O meglio, visto che la lettera di protesta è di novembre, l'errore non sono più certo che sia dei contrari alla visita del papa, ma di incompetenti totali (in questo caso) che prendono decisioni in seno ai collettivi.

    è vero, mib, che ratzi ha più di un'occasione al giorno per dire quel che gli gira per la testa: però non puoi dirmi che ogni cosa che dice è sproloquio, anche perché la maggior parte delle volte si rivolge ai cattolici, e questo – ai non cattolici come me – non dovrebbe far battere ciglio.

    o no?

  • ak

    Caro ArouetVoltaire, è buffo come neanche nell'ultimo commento ne hai azzeccata una… a cominciare dalla ingerenza della Chiesa nello Stato italiano che invece storicamente è stato l'opposto…

    … e a finire con San Francesco che è un Santo proclamato e voluto dalla Chiesa Cattolica. Amato da tutti i credenti e modello eletto di comportamento per tutto il popolo cristiano. Se poi anche i non credenti riflettessero sul motivo per cui San Francesco è divenuto un modello "interessante", e di quanto lui amasse la Chiesa Cattolica e il Papa, non sarebbe male.

    Non ho tempo di farti le pulci frase per frase, ma sicuramente sono d'accordo sulla conclusione: Senza astio ne rancore. Anzi direi di più con amorevole fratellanza. (se vuoi)

  • arouetvoltaire

    Cavolo, ci mancherebbe che i santi li facessero in consiglio d'amministrazione. Davvero la battaglia è persa se i laici e i laicisti (quelli della Treccani, non di Volontè, per carità) siamo rimasti così pochi e non abbiamo un re a guidarci. I re noi li ghigliottiniamo e così quando ci servirebbe un Capo carismatico a guidare una contro crociata coi fiocchi abbiamo invece tanti liberi pensatori che si pestano i calli l'uno con l'altro in nome di un pensiero libero che in effetti non riusciamo a rendere noto solo che a noi stessi. Siamo, in questo paese, i nuovi carbonari. I briganti alla macchia che ogni conquista se la devono sudare con colpi di mano: una volta il divorzio, poi l'interruzione volontaria della gravidanza, oggi una pillola e domani un preservativo. Ma tutto di straforo che gli altri si son fatti furbi e vegliano. E poi con la stampa e la televisione a divulgare tutto, non ti puoi organizzare un DICO in santa pace che subito lo sanno Binetti, Volontè e Casini che lo dicono a Ruini che lo dice… e tu rimani al palo perché tanti pii politici fattisi quattro conti ritengono che "cummannà è meglio che fo…" e i voti vengono anche e soprattutto da lì. Bei tempi, mi viene da dire, quando un Alcide De Gasperi faceva la santa comunione tutti i giorni, ma aveva il coraggio morale di dire No! al pur venerato suo santo Padre. Oggi manca la politica e manca il senso dello Stato. Il Vaticano si scaglia contro Amnesty International che è come Saddam che invade i Kwait. Dove sono le proporzioni? Il senso della misura e l'onestà dei rapporti? Il dialogo. Già il dialogo; quello che molti sedicenti laici affermano sia stato negato alla Sapienza (gli altri ne sono certi e indignati). Ma il dialogo non si fa in questa maniera. Il dialogo è lo scambiare idee alla pari, Non c'è dialogo fra il padrone e il precario, fra lo sfruttatore e lo schiavo. Il dialogo è dignità. Non si dialoga dopo che si è attaccato, condannato, stabilita la soglia invalicabile. Una volta messi i paletti si può fare qualunque discorso o lezione, ma non un dialogo. Vedo molto fariseismo in questo citare la frase di Voltaire. Perché deve valere solo per la Chiesa nel suo magistero? E noi? Morirebbe qualcuno di loro perché una coppia gay realizzasse il suo sogno o i gay sono una categoria che con Voltaire non ha a che fare? Queste sono le domande che pongo a chi legge. Perché ripudiare i mezzi contraccettivi ed accettare le migliaia di morti per AIDS? Con quale coraggio si propone la moratoria sugli aborti quando si accettano le migliaia di morti per quel virus? Un laico si pone queste domande , non se un papa paludato e ricoperto d'oro vada alla sapienza a parlare di Socrate e del bene che ci rende veri. Il bene che ci rende veri è scendere fra i poveri, fra il popolo, conoscerlo interpretarne speranze e bisogni e combattere perché diventino cose reali.

  • Marco il buono

    Per sproloquio intendevo sovraesposizione, in effetti ho sbagliato termine, e me ne scuso con chi si è sentito offeso.

    Che si rivolga ai cattolici lo trovo giusto, che i cattolici lo stiano a sentire anche quando dovrebbero, per mandato elettorale, fare leggi anche per i non cattolici ne possiamo parlare.

    @Ak, io adoro S. Francesco per la povertà di cui si nutriva.

    Quella era la base del suo essere e il punto di partenza del suo agire.

    Proprio per questo è stato osteggiato dai gerarchi vaticani del suo tempo, gerarchi che non avrebbero in nessun modo abbandonato i loro averi e la loro potenza economica.

    Potenza economica, averi e possedimenti che non hanno la minima intenzione di abbandonare neanche al giorno d'oggi credo.

  • ak

    Mib, il discorso OT che apri tu è molto complesso, e non credo si debba frettolosamente buttare là… sappi comunque che c'è un equilibrio da raggiungere e mantenere nel rapporto ricchezza/povertà-denaro. Persino Gesù Cristo per pagare le tasse a Cesare ha dovuto trovare del denaro. E Giuda teneva una cassa (e forse ci rubava anche…).

    AV, un fiume in piena… bene! Ti ho letto con interesse, ma credo che l'errore di fondo sia che ritieni conquiste sociali l'aborto, il divorzio, il preservativo… A me non sembrano per niente conquiste, bensì maledizioni. Stiamo andando sempre peggio nella società! E' ormai un casino unico. E nessuno ci capisce più niente. Persi i valori di riferimento, i testimoni, i pastori che ti aiutano nel cammino della vita. Il livello di litigiosità e conflitto non è mai stato così insostenibile (guarda cosa sta succedendo al governo in queste ore…). A cominciare dalla tenera età in famiglia e finendo con le guerre devastanti e infinite. Tu ritieni conquiste la divisione delle persone (praticamente ognuno è solo con se stesso e contro tutti). Sono tutte visioni che non possono essere facilmente condivise. Soprattutto quando uno ne fa esperienza e vede che non è sicuramente un bel vivere questo. Non è progresso, è la porta della depressione e spesso del suicidio. Non voglio affondare di più… ma ti invito a riflettere e magari a tenere in considerazione anche le idee degli altri senza chiudere ogni dialogo (tu si lo chiudi!!!), dicendo: "Rimaniamo ciascuno nella propria concezione di vita". Anche questo non va bene, dobbiamo sempre rimetterci in discussione…

  • Silent Enigma

    Domanda per la quale basta una risposta monosillabica:

    se due persone (che non conosci minimamente) divorziano, per te è una maledizione perché questo non è un bel vivere?

    La risposta di ak a questa domanda sembra essere SI, e abbiamo avuto modo di leggerla argomentata qui sopra.

    Bene, se per te, ak, non è un bel vivere, allora non divorziare!

    Se per qualcun altro invece, che non ha la tua stessa sensibilità o commette più facilmente degli errori, è proprio stare insieme a quella persona che le fa dire "questo non è un bel vivere", a questa persona te la sentiresti di imporre di non poter divorziare PER LEGGE (scusate i caps, non riesco a mettere i tag)?

    Se la risposta a questa seconda domanda è ancora SI allora sei pronto per far parte di una teocrazia.

    Se la risposta a questa seconda domanda è NO allora sei pronto ad accettare il divorzio come legale e possiamo ricominciare a convivere nella stessa società.

    Mi limito al caso del divorzio, perché non voglio nemmeno giudicare la posizione di ak secondo cui il preservativo è una maledizione. Se lo hai messo in quella lista per sbaglio, allora stai più attento, ma se lo hai messo con cognizione di causa, allora stai delirando.

    Non trovo altro termine

  • ak

    Nessuno sbaglio! Sono Cristiano, il matrimonio è indissolubile, (sennò uno fa a meno di sposarsi). Dei metodi naturali (nel matrimonio) per evitare il concepimento ho già parlato. Ma perchè continuate a ripetere sempre le stesse domande?

    Ogni separazione è anzitutto una sconfitta della ragione, e una umiliazione dell'amore. Ma è senz'altro un tradimento di una solenne promessa (impegno) preso davanti a Dio. Disimpegno dunque e leggerezza si vuole che diventino valori. E a me questo non va bene ne come cristiano ne come persona. Vedo coi miei occhi gli effetti devastanti di tutti questi matrimoni che vanno a rotoli. Soprattutto sui bambini, i figli che non hanno più come riferimento l'amore per crescere ma la divisione la conflittualità, l'aggressività la violenza… Quale mistero poi se quel bimbo diventa a sua volta un violento? Se poi da grande dentro le istituzioni agisce come l'imprinting infantile lo ha segnato, c'è da meravigliarsi? E poi non capite il nesso della famiglia con la pace? Ma ragionate invece che criticare solo… (è una battuta sul nome del blog… non vuole essere una offesa, mi raccomando…)

  • Comandante Nebbia

    Invece quando il divorzio non c'era ed i matrimoni erano indissolubili la gente si amava fino alla morte ed i bambini crescevano felicissimi.

    Corna ed amanti non esistevano, i mariti non picchiavano le mogli e i figli di n.n. erano solo un invenzione del neorealismo italiano.

    Avendoci ragionato, e non criticato, sembrerebbe un po' stupido.

    Chi non vuole divorziare non divorzia e chi vuole divorziare divorzia.

    Se non ci sono bambini va benissimo, è come se due fidanzati decidessero di non vedersi più, se ci sono dei bambini, un giudice che ne tutela gli interessi mi da più affidamento di due genitori che si odiano.

    Liberissimo di fare ciò che vuoi ak, lascia gli altri liberi di fare altrettanto.

    Sul preservativo hai glissato ak, non hai il coraggio di dire che pensi che non andrebbe usato?

  • ak

    Non glisso… non ti preoccupare l'ho scritto da un'altra parte e tu non l'hai letto. Ma se vuoi te lo ripeto: Il preservativo non è la soluzione nemmeno per l'AIDS, figurati per la contraccezione… Nei paesi di missione la Chiesa ha dimostrato che dove sono arrivate le vagonate di preservativi dell'OMS l'AIDS non è diminuito semmai sono aumentati i rapporti sessuali occasionali e dunque le possibilità di contagio. (non scendo quì in dettagli sulla precarietà a volte dell'uso del preservativo). Soltanto una adeguata formazione alla sessualità e alla vita con l'applicazione della tanto vituperata "castità" di pensieri, comportamenti, impegno, ha veramente effetto. E in quelle zone dove "la fede" (e non il preservativo), è cresciuta, l'AIDS è diminuito.

    Adesso, Comandante Nebbia, mi prenderò le bacchettate di MC perchè sono andato OT. Sai che lui è inesorabile in questo… ma tu sei un diavoletto tentatore e io sono debole… eh,eh,eh…

  • ak

    Mi fa piacere comunque che alle 8,30 di sabato mattina ci sia qualche altro pazzariello che è già al computer… eh,eh,eh…

  • Comandante Nebbia

    Quello che ha dimostrato la Chiesa, potrebbe essere opinabile, se permetti.

    Sono convinto che l'astinenza, parola che non hai pronunciato, ma che nascondi dietro l'alata perifrasi "adeguata formazione alla sessualità e alla vita con l’applicazione della tanto vituperata “castità” di pensieri, comportamenti, impegno" è più efficace del preservativo nella modalità di contagio sessuale dell'Aids.

    E' un po' come dire che per ridurre veramente gli incidenti automobilistici, dobbiamo proibire le macchine. Soluzione teoricamente perfetta, ma d'altra parte, quello che interessa è la purezza del pensiero, non la sua implementazione pratica, tanto, dopo la morte, c'è qualcuno che sistema tutto.

    Comunque hai ragione, ritorniamo on topic. Potrei conoscere la tua opinione, possibilmente scevra da alate perifrasi sulle affermazioni di Don Livio Fanzaga sui professori cornuti col forcone e gli studenti satanisti?

    Credi anche tu che dietro la protesta ci sia Satana

  • ak

    Voglio il permesso scritto di MC e poi te lo dico…

    Non ho detto proibire le macchine, ma educare a condurle (e magari prendere il bus quando l'auto non è necessaria="astenersi" dall'uso indiscriminato)… eh,eh,eh…

  • ak

    Comunque ho parlato di incidenti e come ridurli nel post "una moratoria non si nega a nessuno…" Leggi, leggi…

  • Marco il buono

    Come meravigliosamente ha fatto notare silent, ak è prontissimo per una teocrazia che limiterebbe la libertà mia e di tutti i non credenti.

    Non c'è dialogo caro ak tu vuoi solo imporre le tue credenze sugli altri, per legge, come la tua idea di divorzio esprime.

    Semplicemente inaccettabile.

  • Annalisa

    @ak

    e perché ci vuole il permesso di MC per dire cosa pensi di Fanzaga?

    E' perfettamente on topic e ti è stata chiesta un'opinione, mica un giudizio.

    A me sembra un sistema per sfuggire una domanda scomoda. Poi, ovviamente, fai come vuoi.

  • ak

    Marco, come sei simpatico… Teocrazia è il governo di Dio. Ma questo a prescindere dalle tue scelte Dio lo fa da sempre. La storia non gli è mai sfuggita di mano. La Teocrazia tu non te ne sei accorto, ma c'è già. Solo che io lo so, tu no… E' solo questa la differenza. Ma non è un problema! Puoi sempre rimediare no?

  • ak

    Ti dispiace… e di che?

    Limitare la libertà è normale, perchè la libertà non è mai assoluta. La tua libertà finisce dove inizia quella dell'altro. Ma dirò di più la tua libertà finisce quando le tue scelte sono male per la società, (fanno andar peggio tutti). E della società ti ho già detto mi pare… Quando una tua scelta ad es. penalizza un bambino, la tua libertà dovrà per forza limitarsi. O no? A maggior ragione perchè è un bambino vero? Oppure tu non li vuoi i bambini…

  • Silent Enigma

    dal vangelo secondo ak:

    1)Ogni separazione è anzitutto una sconfitta della ragione, e una umiliazione dell’amore. Ma è senz’altro un tradimento di una solenne promessa (impegno) preso davanti a Dio.

    d'accordo sul primo periodo, ma ti faccio notare che esistono i matrimoni civili, che sono gli unici ad avere valore legale in ogni stato dell'unione europea anzichenò.

    2)la libertà non è mai assoluta. La tua libertà finisce dove inizia quella dell’altro. Ma dirò di più la tua libertà finisce quando le tue scelte sono male per la società

    quindi, scusa se mi permetto, ma saresti il depositario della verità? (non tu direttamente, ma la religione che professi) chi è che decide quando una scelta è male per tutta la società? dio? ratzinger? ak? topolino? chi?

    non vorrei sbagliarmi ma ho l'impressione che tu affermi "la libertà non è assoluta" in maniera assolutistica. Del resto sei il seguace dell'ultima monarchia assoluta rimasta in Europa, non mi sorprende

  • Silent Enigma

    quanto alla domanda di Nebbia, rispondi pure, il proprietario del blog non è responsabile in alcun modo dei commenti inseriti.

    E' l'utente in prima persona che ne risponde, non servono permessi a meno che tu non abbia intenzione di violare la legge penale o la legge di gravitazione universale 😉 (è una battuta, se me la concedi)

  • Silent Enigma

    @ak: ancora una cosa, anche se di poco conto.

    ti chiedi Ma perchè continuate a ripetere sempre le stesse domande?

    Perché non mi rassegnerò mai nel constatare che esistono persone che girano con i paraocchi

  • ak

    Beh, SE hai messo tanta carne al fuoco da risolvere il problema della fame nel mondo…

    Proverò a rispondere, come sono capace, a qualcosina…

    … sul matrimonio:

    I matrimoni civili non sfuggono da nessuna delle tre affermazioni che ho fatto (comunque ce ne sono altre e molto importanti anche!). Sulle prime due mi pare che sei d'accordo (E già quì ci sono motivi perchè il divorzio non venga favorito con una legge che adesso si vuole pure accelerare, ma proteggere e difendere con mille e uno aiuti, sociali, psicologici, politici). Il fatto è che la famiglia (il matrimonio), non si vuole considerare per quello che è "un bene di velore incalcolabile", fondamento della società civile e dono eccelso di vita. Se davvero volessimo consideralo così, un tesoro fragile e prezioso, allora si, faremo tutto e di più perchè nessun matrimonio possa rompersi.

    La terza opzione la vedono solo i credenti, ma non è detto che perchè uno non la vede allora non c'è. E' un pregiudizio da spazzare! Dio fa piovere sui giusti e sugli ingiusti, lascia la zizzania che cresca assieme al buon grano, è una questione di giustizia di Dio. Forse che coloro che non si sposano in chiesa non possono avere figli? I figli, Dio li da anche a loro… E forse che i figli degli sposati in Comune non hanno l'anima? Ce l'hanno! Sono figli di Dio anche loro anche se non lo sanno e sono amati al pari di tutti i figli che Dio dona a questa umanità. (dentro queste mie riflessioni ci sono molti concetti e categorie che bisogna aver conquistato per capirle, e dunque mi meraviglierò se non sarò capito…)

    … sulla libertà:

    La Verità per essere tale deve essere una sola. E fin quì mi pare che non sia difficile essere d'accordo vero? Ma nessun uomo su questa terra ha la Verità (con la V maiuscola), balbetta soltanto parziali intuizioni che in quel momento a lui pare siano giuste, ma col tempo si accorgerà che le sue idee non sono ne vere ne giuste, perchè magari acconterano lui e pochi altri ma saranno un male per tutto il resto della società… E' la storia dell'umanità che ci dice questo e nemmeno questo dovrebbe essere difficile da condividere… Allora, tu dici, come si fa? Bella domanda! Da un milione di dollari si diceva una volta… La risposta un ateo non l'avrà mai! Per poter rispondere a questo bisogno primario dell'uomo abbiamo bisogno di trascendere al di la delle categorie umane. E' una capacità che l'uomo ha ma dovrà accettare di non essere più lui a stabilire ciò che è bene e ciò che è male ma Dio. Se hai una infarinatura di critianesimo è la storia del peccato di superbia (Originale), che ha regalato all'uomo tutti i suoi mali. Per questo ti dico: Bella domanda! In sostanza solo nella perfezione di Dio possiamo trovare le categorie di Giustizia, Libertà e Verità che non sono limitate e fanno davvero il bene dell'uomo. Ma guarda che c'è un modo semplice per capire che questo funziona: Basta provare! Si, ma in pratica, tu dici, come si fa? Beh, c'è la Parola di Gesù che si è dichiarato "la Verità" (qualcuno l'altro giorno quì non capiva quando Gesù ha dichiarato di essere Dio… gli ebrei non erano fessi, quando uno dice: "Io Sono la Verità" lo sgamano subito che afferma di essere Dio.). Beh, tu mi dici, ma chi mi dice che fosse davvero Dio? (perchè solo in questo caso la sua affermazione ha valore). Lo ha dimostrato risorgendo da morte. Nessuno risorge da morte, nemmeno i santoni indu (ho visto che qualcuno l'ha scritto…), e nemmeno gli stregoni voodu! Sono stati scoperti i trucchi per simulare una morte apparente, e dunque è un trucco. Ma nel caso di Cristo questo non è possibile, è stato sulla Croce dove tutti lo hanno veduto e prima di essere deposto, trafitto con una lancia al cuore, e ne sono uscite soltanto le poche gocce di sangue rimaste. Era sicuramente morto. Dunque Gesù è Dio (ci sarebbero altre cosette interessanti che riguardano questo argomento ma per ora lasciamo stare…). E la sua affermazione "Io Sono la Verità" a noi interessa e molto anche! Perchè allora tutto il resto che Lui ci ha detto diventa prezioso e indispensabile per la nostra comprensione della vita del mondo e dell'uomo. Ecco allora il primo strumento per dare risposta alla tua domanda da cui siamo partiti: La Parola del Vangelo. Ma Gesù ha anche fondato una Chiesa (che lui stesso guida! Non è il Papa che la guida, è Cristo), e istituito dei sacramenti (è lui che ha inventato il Battesimo, la Cresima, l'Eucaristia, la Confessione, e l'Ordine Sacro). Tutti strumenti che si aggiungono alla nostra raccolta. Infine c'è "la Coscienza", ma questa deve essere formata, curata, alimentata, altrimenti è meglio neanche ricorrerci… (ma di questo non voglio parlare)

    Affermo dunque che la libertà non è assoluta perchè ognuno di noi sperimenta nella sua vita che questo è vero. Però rimando a una Libertà che ci viene dalla scelta (quindi decisione razionale e logica) di aderire alla legge d'amore di Dio. E' questa l'unica strada che conosco (e consiglio), per essere davvero liberi interiormente perchè le rinunce che dovrò fare non mi peseranno dato che ho scelto di farlo per amore. Per il Bene comune. Non so se sono riuscito a spiegarmi…

    In quanto a Padre Livio, ho proprio bisogno che il moderatore del blog mi dia il permesso…

    La tematica sulla Verità e la Libertà mi sembra attinente al tema del post, per questo ho risposto…

    Io voglio rispettare le regole. Anche quelle di questo blog.

  • mc

    Permesso accordato.

    In fondo ti è stata chiesta un'opinione. Ti è proibito offendere o diffamare Fanzaga, come qualsiasi altra persona ovviamente.

  • ak

    Per carità, Mc, mi guarderò bene di farlo… tanto che chiedo sempre anche agli altri di discutere le idee e mai attaccare la persona. E' un mio principio fondante.

    Ti ringrazio dell'ok, scriverò qualcosa oggi pomeriggio. Ora non posso.

  • Annalisa

    Ak, scusa la domanda diretta. Sei un sacerdote?

    Sarebbe bello averne uno insieme a noi.

  • ak

    Padre Livio e satana alla Sapienza…

    Riporto lo spezzone incriminato (che potete ascoltare ciccando il link che Comandante Nebbia ha riportato qualche commento fa…)

    … non escludo, come dicono alcuni giornali, che ci siano gruppi satanici tra questi studenti, come [anche] gruppi di atei che hanno come slogan: “odio alla Chiesa”, “ammazziamo Cristo”… cose di questo genere. Ci sono questi gruppuscoli al limite del satanismo!

    Tra l’altro, non facciamoci illusioni, satana è dappertutto, anche nelle Università.

    Non mi meraviglio che ci siano [anche] dei professori cornuti con tanto di tridente e di coda…

    Sotto sotto, c’è l’odio contro Dio, contro Cristo, contro la Chiesa… dietro questi personaggi c’è sempre il maligno! Non mi posso sbagliare su queste cose… perché non si spiega… se tu vai lì e li spruzzi di acqua santa, esce fuori il fuoco, fumano come avviene negli esorcismi più tremendi…

    Eh, E’ un pezzo forte! Come forte è Padre Livio. Per chi non lo conosce, è un conduttore d’assalto amato dai giovani e tremendamente schietto e diretto. Direttore e cofondatore della prima ora di Radio Maria (più di 25 anni), ha scritto parecchi libri diventati best sellers per gli argomenti che trattano. Milioni di copie vendute il più famoso credo sia “Il falsario” (e anche il più venduto 4 o 5 ristampe… ho perso il conto…). Conduce rubriche seguitissime come “il commento alla stampa del giorno” (tutte le mattine alle 8,45 e dalla quale deriva il pezzo incriminato…) e “Catechesi giovanile” (tutti i venerdì alle 21). Radio Maria è il network più diffuso in Italia (ha superato la Rai per diffusione capillare e per audience), ma presente nel mondo con “World Family of Radio Maria” oltre 50 emittenti in tutto il globo.

    Il personaggio Padre Livio è caratteristico per la colorita simbologia inserita ovunque nel suo parlare semplice e scherzoso. Inventore della “Parrocchia sottomarina” (una serie di barzellette in rima spassosissime dove spiccano i personaggi del pescecane “credente” e del “Pesce palla” Parroco della Parrocchia nonché “direttore spirituale del pescecane”), e di una “terminologia” ampiamente ripetuta nei suoi dialoghi (di cui abbiamo qualche esempio anche nel nostro pezzo), che sottende dei discorsi largamente e dettagliatamente spiegati in centinaia di “lezioni-catechesi” avvenute in parecchi anni di trasmissioni. Per capire bene bisogna avere seguito ogni giorno per un bel pezzo la radio…

    Mi scuserete la lunga premessa, ma se non l’avessi fatta non avrei nemmeno inquadrato il contesto e non mi sembrava giusto ne per voi ne per Padre Livio.

    Prendiamone un pezzettino alla volta:

    … non escludo, come dicono alcuni giornali, che ci siano gruppi satanici tra questi studenti

    Quindi l’affermazione è di “alcuni giornali”, non sua di Padre Livio…

    …come [anche] gruppi di atei che hanno come slogan: “odio alla Chiesa”, “ammazziamo Cristo”… cose di questo genere.

    Non sappiamo se anche questo sia stato affermato da “alcuni giornali”, propendo però per una affermazione più pacata di Padre Livio. Cioè Dice che esistono gruppi “borderline” che incitano all’odio verso la Chiesa, e all’eliminazione di Cristo (via il crocifisso… ricordate? Basta col presepio! Nelle scuole… è cronaca…). Ne ha parlato molto alla radio… il suo punto di osservazione è privilegiato sono milioni quelli che scrivono, mandano mail, ma soprattutto “intervengono in diretta” (l’ho fatto anche io…), riportando la realtà che vivono nelle comunità, nelle scuole e nelle parrocchie.

    … Ci sono questi gruppuscoli al limite del satanismo!

    Che ci siano questi gruppuscoli credo nessuno possa negarlo, ogni tanto anche le cronache vengono invase da notizie allucinanti di cosa fanno questi giovani (e non), ammazzano suore, tagliano a pezzi la gente e altre amenità simili…

    … Tra l’altro, non facciamoci illusioni, satana è dappertutto, anche nelle Università.

    Questa affermazione richiede di padroneggiare almeno tre categorie:

    1)L’esistenza di satana

    2)Che cosa fa e quale fine ha satana.

    3)Quali sono le persone e i luoghi in cui opera

    Se uno non crede che il demonio (satana) esista, è chiaro che una affermazione come quella sopra, per lui non ha senso, non dovrebbe neanche più di tanto scandalizzarsi in quanto “incomprensibile”, se invece come dice lo stesso Padre Livio in altri famosi movie di YouTube: “L’ateo non crede in Dio ma finisce per credere in satana”, allora capisco che la frase possa produrre un certo effetto come potente rivelatrice di una verità che si vorrebbe magari nascondere. Porta alla luce ciò che normalmente sta nel buio. Non siamo comunque ancora mai entrati nello specifico del fatto della Sapienza.

    …Non mi meraviglio che ci siano [anche] dei professori cornuti con tanto di tridente e di coda…

    Ecco questa è una tipica frase di Padre Livio. Questo è il suo “gergo” che va capito e si può facilmente decriptare se si segue le sue trasmissioni. Altrimenti vi consiglio di lasciar perdere.

    Comunque, sono stato interpellato e proverò a spiegare qualcosa… I professori cornuti non sono quelli che “la moglie va con un altro”… ma che “fanno il gioco di satana” (coscienti o no che lo siano). Il tridente e la coda sono folclore tutto Fanzaghesco. Sarebbe da chiedersi qual è “il gioco di satana”? Non posso certo essere esaustivo dove altri hanno scritto voluminosi tomi, ma fondamentalmente è: “dividere” (mettersi per traverso) dall’insegnamento di Cristo. Negare l’esistenza di Dio, la divinità di Cristo, opporsi alla Chiesa, relativizzare il Vangelo e i comandamenti, distruggere la famiglia, far perdere la fede. Tutte cosucce piuttosto note, no?

    … Sotto sotto, c’è l’odio contro Dio, contro Cristo, contro la Chiesa…

    Qui entriamo nella riflessione teologica: Come la categoria fondamentale di Dio è l’Amore, quella di satana è l’odio. Contro Dio e contro ogni cosa che Dio ama: La Giustizia, la Verità, la Libertà, l’uomo, la Chiesa (che è addirittura sua Sposa). Ogni energia satana la profonde per rovinare il progetto di Dio, con l’odio distrugge l’amore (due sposi che si amano, quando si separano spesso si odiano… potremmo dire che i loro sentimenti sono passati dal volere di Dio al volere di satana.). La Chiesa poi è come il drappo rosso per il toro… da maciullare… polverizzare! Finchè c’è lei satana non può prevalere.

    …dietro questi personaggi c’è sempre il maligno!

    Il soggetto è sempre “i professori cornuti” (che io credo non siano nello specifico proprio e solo quelli della Sapienza, ma molto più in generale quelli che insegnano dottrine e filosofie contro Dio, Cristo e la Chiesa). Padre Livio penso voglia individuare dei parametri di giudizio per distinguere facilmente coloro che stanno dalla parte del Bene (Dio), e coloro che invece (atei e non), magari senza piena coscienza (o più pervicacemente ideologici), fanno il gioco del maligno che alla fine vuole il male e la distruzione dell’uomo stesso e del pianeta in cui vive.

    …Non mi posso sbagliare su queste cose… perché non si spiega… se tu vai lì e li spruzzi di acqua santa, esce fuori il fuoco, fumano come avviene negli esorcismi più tremendi…

    Questo è un altro pezzo di “gergo Fanzaghesco” (il termine l’ho coniato io… per carità non usatelo!). Va decriptato… Don Livio Fanzaga è anche un ottimo sacerdote, non dimentichiamolo, l’esperienza dei sacerdoti che sono confessori è impagabile. Conoscono bene i circoli tortuosi delle coscienze e sanno riconoscere le reazioni. Vedete i puntini di sospensione? Sono delle pause… come dire: Ne potrei raccontare tante, ma non posso, devo mantenere il segreto… E allora in nostro Buon Livio, crea un’altra delle sue grottesche scenette che rende di più di cento discorsi. Non si spiega (dice), se vai lì e li spruzzi di acqua santa… (traduco) gli parli di Dio, gli dici di pregare, gli parli di purezza, della Madonna ecc. esce fuori il fuoco, ecc. (traduco) reagiscono rabbiosamente gridandoti in faccia, offendendoti, bestemmiando, aggredendoti e deridendoti…

    Tutte cose che Padre Livio reputa escano da un cuore dove c’è odio e non amore. Dove (dice lui), c’è satana e no Dio.

    Ecco, di più non so dirvi…

    Le mie considerazioni sono di fare sempre tesoro di ogni considerazione che ci viene da chi non la pensa come noi. Pensare di aver capito tutto è un grave errore! Direi “fatale”! Se questo movie vi ha colpito, interrogatevi in quale punto preciso vi sentite più a disagio, e poi indagate… perchè partendo da quel punto si possono scoprire di se stessi molte cose interessanti. A prescindere di credere o no nell’esistenza del demonio, tutti noi facciamo l’esperienza di quanto il male faccia male. Partiamo da lì magari… per scoprire le categorie opposte e magari fare qualche buon proposito… Sarebbe già tanto…

    @annalisa

    Non sono un sacerdote, sono un laico, un poveraccio qualsiasi, e mi scuso se non sono capace di dirvi quello che mi piacerebbe dirvi…

  • mc

    @ak

    Forse sarebbe il caso che questa tua esposizione avesse più visibilità.

    Sinceramente non ne condivido larghi passi, ma ti riconosco di aver tentato, ed in alcuni punti anche molto bene, di chiarire un episodio che considero deprecabile. Non tanto per la chiamata in correo di satana, al quale non attribuisco maggiore importanza della chiesa Cattolica, ma per il tentativo di attribuire natura maligna a tutto ciò e a tutti coloro che non condividono i principi cattolici.

    Si tratta di assolutismo puro ed indiscriminato che forse a te sta bene. A me, sinceramente no.

    Ed è lo stesso assolutismo che ha condotto i famosi professori ed i cinquanta cretini a prendere una posizione contraria all'intervento del Papa alla Sapienza.

    Come non mi piace l'uno non mi piace l'altro, perché alla fine chiunque può essere definito il satana di qualcuno.

    Tanto premesso, credo che il tuo intervento meriterebbe una visibilità più ampia, nel senso che intenderei farne un articolo con pubblicazione su MC.

    Visto che per i Cristiani la parola è testimonianza, sono certo che la cosa ti farà piacere.

    Per autorizzarmi formalmente alla pubblicazione, copia il tuo commento e incollalo a questa pagina mettendo un indirizzo di email valido.

    Se non ti va, pazienza. Vuol dire che sulla rete si continueranno a trovare solo attacchi a Fanzaga. Nessuno passerà la notte in bianco per questo.

  • arouetvoltaire

    Provocazione : Pensare una verità immutabile e definitiva significa pensare la necessità che ogni accadimento si adegui a questa struttura, e non soltanto l'accadimento di ciò che è già o di ciò che ormai è: anche tutto ciò che ancora non esiste deve adeguarsi a questa struttura. Questo vuol dire che anche l'«ancora inesistente», l' «ancor niente» è ciò che, se incomincerà ad essere e quando incomincerà ad essere, dovrà sottostare alle norme costituite, per esempio, dalla presenza di un Dio o dall'esistenza di leggi logiche immutabili.

  • ak

    AV, Qualcosa del genere… però non sono un teologo… quello che posso dirti è che siamo liberi, ma inseriti comunque in una "volontà di Dio", che Lui comunque persegue. E' un problema che non mi tocca direttamente… come dire: "cavoli Suoi…"

  • arouetvoltaire

    Grazie è quello che volevo sapere: «perinde ac cadaver» ed il resto si fotta… Ma la vita non è così. Avevo accolto con una certa emozione il Vaticano II , il "celebrante" che mostrava il volto al "fedele" in una volontà anche fisica di collegare "Dio al suo Credente". Oggi è stato molto brutto. Il celebrante re-instaura la netta divisione. Dio – interprete – fedele . Di questo non vi accorgete ? Certo che è più spassoso padre Livio. Ma per il dialogo servono i Don Milani e i Padre gemelli. Tsiti, ma onesti

  • ak

    Nella Chiesa ci sono molte realtà, servono tutti! (come in uno splendido mazzo di fiori variopinti…) Servono i Padre Livio e i Don Milani e non solo quelli che piacciono a te… Si capisce però che non vai a Messa… Non è cambiato niente nel rito della Messa! Semmai è stata data maggiore libertà di celebrare anche col rito antico (se una assemblea sufficientemente folta lo richiedesse). Non creiamo problemi dove non ci sono eh?

  • Silent Enigma

    ecco i punti che mi interessano dell'intervento di ak. mi scuso se ne estraggo dei passi ma sono molto significativi per il resto del ragionamento.

    1- I figli, Dio li da anche a loro… E forse che i figli degli sposati in Comune non hanno l’anima? Ce l’hanno! Sono figli di Dio anche loro anche se non lo sanno e sono amati al pari di tutti i figli che Dio dona a questa umanità.

    2- Beh, tu mi dici, ma chi mi dice che fosse davvero Dio? (perchè solo in questo caso la sua affermazione ha valore). Lo ha dimostrato risorgendo da morte.

    3- Dunque Gesù è Dio (ci sarebbero altre cosette interessanti che riguardano questo argomento ma per ora lasciamo stare…). E la sua affermazione “Io Sono la Verità” a noi interessa e molto anche!

    4- Ecco allora il primo strumento per dare risposta alla tua domanda da cui siamo partiti: La Parola del Vangelo.

    5- (è lui che ha inventato il Battesimo, la Cresima, l’Eucaristia, la Confessione, e l’Ordine Sacro).

    6- Infine c’è “la Coscienza”, ma questa deve essere formata, curata, alimentata, altrimenti è meglio neanche ricorrerci… (ma di questo non voglio parlare)

    7-Affermo dunque che la libertà non è assoluta perchè ognuno di noi sperimenta nella sua vita che questo è vero. Però rimando a una Libertà che ci viene dalla scelta (quindi decisione razionale e logica) di aderire alla legge d’amore di Dio. E’ questa l’unica strada che conosco (e consiglio), per essere davvero liberi

    dunque…

    1- questa è una spiegazione che io non accetto minimamente; anima e dio per me sono tutte balle, quindi fondare una tesi che giudica il divorzio un male partendo dall'amore di dio è quantomeno soggettivo. Ancora una volta dimostri come secondo te tutta la società dovrebbe essere cattolica. Non capisco cosa aspetti a trasferirti in vaticano. L'italia è laica e la legislazione di un paese laico non può e non deve fondarsi su concetti teocratici.

    2- la resurrezione di cristo è un atto di fede, non una dimostrazione scientifica. Ti invito a pesare bene le parole che usi perché come ti sto dimostrando io c'è molta gente che prende la resurrezione per quello che è: una cosa impossibile.

    3- dunque per te e i cattolici gesù è dio. Per me no. Che vogliamo fa'? mi metti in gattabuia? mi riempi di amore diddio? le tue dimostrazioni le trovo fantasiose. Perché io non credo minimamente in tutto quello in cui credi tu ed ho il diritto di godere dello stesso grado di libertà che hai tu, diritti sanciti dalla Costituzione repubblicana (art.3).

    4- parla per te. Il vangelo non ha e non può avere forza di Legge in una nazione del XXI secolo. Io, ad esempio, che mi ritengo una persona onesta, mentalmente sana, responsabile e matura, prendo il vangelo per quello che è: un'interessante lettura (che peraltro non ho intenzione di intraprendere). Che vogliamo fa'? mi metti in gattabuia di nuovo?

    5- non mi risulta così immediato: incollo da wikipedia: Dopo l'anno mille, con lo sviluppo della Scolastica nella Chiesa latina, si è limitato il significato della parola Sacramenti in quei segni sacri che erano riconosciuti come voluti da Cristo con una efficacia loro propria. Così i sacramenti, in questa nuova accezione, si sono ridotti a sette, e il loro numero è stato confermato dal Concilio di Trento. Quindi a me sembra una decisione consensuale di ecclesiasti, intervenuta mille anni dopo la fantomatica resurrezione, quella di attribuire al gesù storico l'"invenzione" dei sacramenti; tant'è che i protestanti riconoscono solo quelli di cui il Nuovo Testamento riporta un comando esplicito da parte di Gesù, cioè il battesimo, l'eucarestia e parzialmente la confessione. Parzialmente, dice wiki. Bah.

    Non voglio farti le pulci sulla tua fede, non mi interessa neanche un po', dico solo che non c'è consenso unanime nemmeno su questo, all'interno del cristianesimo (non che me ne freghi molto, sia chiaro).

    Dunque, ancora una volta, per affermare quello che dici non si può prescindere dalla Fede. E – apriti cielo! – oggigiorno ci sono numerosissime persone che ne hanno un'altra, o non ne hanno affatto, e devono poter vivere degnamente in questo paese.

    (ma possibile che nel 2008 ancora ste cose bisogna scrivere?)

    6- è vero, bisogna formarla la coscienza. Ma non secondo i dettami di una religione rispetto ad un'altra o rispetto a nessuna. La coscienza, fino a quando parliamo di dover adottare norme imperative valide erga omnes, è e deve rimanere scevra da qualsivoglia valutazione teologica.

    Bada bene, non è il cattolicesimo che offre valori universalmente condivisi, è il cattolicesimo che sposa valori universalmente condivisibili. Il senso di marcia è esattamente l'opposto di quello che ritieni tu. Su questo, siamo entrambi irremovibili mi pare.

    7- se l'unica strada che conosci e consigli è vivere nell'amore del tuo dio, sei libero di farlo, e di consigliarlo.

    Ma non puoi pretendere che l'amore del tuo dio sia Legge in una Repubblica Costituzionale com'è l'Italia. Il fatto stesso che sia l'unica strada che conosci non ti autorizza a dire che sia l'unica strada che esiste. Leggiti l'art. 6 della Convenzione Europea per i Diritti dell'Uomo, come minimo lo troverai blasfemo, eppure è il cardine degli ordinamenti giuridici di pressoché tutto il mondo.

    Detto questo, non ho null'altro da aggiungere ad una eventuale tua replica.

    Se vuoi vivere in uno stato in cui la parola di dio è legge ti basta attraversare il tevere e arrivederci.

  • ak

    SE, La Risurrezione di Cristo è un fatto narrato nei Vangeli. I Vangeli sono dei libri storici di testimoni oculari. Nessuno lo può negare. Inoltre vi sono anche altre testimonianze non cristiane che confermano Gesù tornato a vivere dopo tre giorni dalla crocifissione. Io mi attengo ai documenti.

    Come mi stai dimostrando tu… cosa? Ci sono altre persone che lo ritengono impossibile… Embeh, e io che ci posso fare? Credo che abbiano un problema… oppure no, magari loro pensano di non aver nessun problema… tu che dici?

    Il punto di partenza comunque è questo tutto il resto viene di conseguenza e non vale neanche la pena di andare avanti se non siamo d'accordo su questo. Sei libero di negare l'evidenza storica, sei libero di credere negli ufo, o chi vuoi tu. Io la mia testimonianza l'ho data adesso faccio come il Papa, scuoto la polvere dai calzari…

  • ak

    ah, ho capito… sei mussulmano… sono loro a dare del cane all'infedele…

    Silent Enigma vacci piano con gli insulti diretti alla mia persona…

  • mc

    Calma e gesso.

    In ogni caso l'affermazione che la resurrezione di Cristo è un fatto storicamente accertato è priva di ogni fondamento.

    Nel senso che, per quello che ne sappiamo, Cristo può essere risorto o no, no esistono prove documentali.

    Poi uno ci crede o non ci crede, rimane un fatto di Fede e, quindi, non può essere diffuso come fatto storico.

    D'altra parte, se fosse così semplice, se si trattasse di storia accettata e conclamata, non ci sarebbe nessun merito nella salvazione e la Fede non avrebbe senso.

  • mc

    E più in generale è metodologicamente scorretto portare a riprova delle proprie affermazioni articoli di Fede.

    Quello che non funziona è che la Fede, per definizione, non può basarsi su dimostrazioni incontrovertibili, altrimenti è un altra cosa, diventa matematica.

    In ogni caso pregherei Silent di avere un atteggiamento meno irritato. Se una persona con cui parli porta argomentazioni deboli o compie errori metodologici nell'esposizione delle sue tesi, dovresti profittare del vantaggio che ti viene offerto e non cedere all'emozione.

    E' inutile

  • Fully

    OT

    Sto seguendo questo dibattito e devo purtroppo constatare che – come quasi sempre – tra il credente e il non credente si finisce per ergere un muro di incomunicabilità.

    Si può essere laici atei e laici cattolici: quello che dovrebbe accomunarli è la laicità, ossia il rispetto per le opinioni dell'altro anche se sono opposte ale proprie.

    Il dibattito in corso in questi giorni nel Paese, questo dovrebbe insegnarci: la libertà di esprimere il proprio pensiero senza tentare di imporlo agli altri, anzi cercando di ricevere un arricchimento da chi non la pensa come noi, pronti all'ascolto delle "ragioni dell'altro".

    Ma ci arriveremo mai?

  • diabolicomarco

    Il dibattito in corso in questi giorni nel Paese, questo dovrebbe insegnarci: la libertà di esprimere il proprio pensiero senza tentare di imporlo agli altri, anzi cercando di ricevere un arricchimento da chi non la pensa come noi, pronti all’ascolto delle “ragioni dell’altro”.

    Ma ci arriveremo mai?

    Forse, ma ci vorrà del tempo, molto tempo. Per secoli siamo stati sudditi di un potere religioso che è stato anche potere politico. Potere assoluto. Se provo a vedere le cose da loro punto di vista mi sembra anche giusto che lottino con le unghie e con i denti per mantenere i loro privilegi che sono enormi per uno stato laico ma nulla se paragonati ai tempi d'oro.

    Ma effettivamente la tua è una riflessione OT. Duesta discussione su papa e sapienza non ha niente a che vedere con dialogo, ascolto, ragione. Solo inutili e strumentali polemiche trascinate avanti per giorni mentre il Paese va letteralmente in malora per problemi molto più gravi. Strumentali da ambo le parti, sia chiaro.

  • arouetvoltaire

    @ ak. Io andrei molto cauto, ed è anche la posizione di mc ed altri, nel citare come "prove" gli atti di fede. Per esempio anche il grande Biblista McKenzie, in "Dizionario Biblico" -La cittadella Ed. Assisi -imprimatur- presentazione a cura di Maggioni, Univ.Catt.Milano, 1973, non si permette mai di affermare che i vangeli "sono dei libri storici di testimoni oculari". La loro datazione (non parlo dei rotoli di Qunram, ma dei Canonici poi accettati dal "Concilio di Trento" (sono passati 1500 anni) va dal 100 al 175 pCn. Pochi mi parrebbero i testimoni oculari quando la vita media era sui 37 anni. Sed transeamus. Il fatto è che tre Vangeli a noi noti nella lingua greca della koinè hanno, a detta dei biblisti com Maggioni, troppi riferimenti ad usi ebraici estranei alla mentalità greca per cui vi è stato un lungo e colto lavoro semantico nel rapporto significante significato che risulta nei migliori e però meno noti esami acribici dei testi. Interessante mi pare il lavoro della scuola di Madrid, ma non essendone all'altezza non dò per scontato nemmeno quello.

  • ak

    Ecco, bravo AV, serve una tiratina di orecchi ogni tanto per tornare a una sufficiente pacatezza, assolutamente necessaria per trattare questi argomenti… me ne rallegro e ti ringrazio.

    Ora, mi hai già inquadrato come un integralista sprovveduto e incauto a tal punto da pensare che io non sia al corrente di tutti i documenti che esistono sull'esistenza di Gesù di Nazareth? Su quelli che io posso proporre (ad es il Testimonium Flavianum), e che sono ormai accettati dalla maggior parte degli studiosi? E di quelli su cui invece c'è battaglia aperta? Io sostengo con forza che i Vangeli sono reperti archeologici (come molte iscrizioni, lapidi, ecc.) ritrovati (e che si continua a ritrovare), sotto forma di papiri, e trascrizioni delle varie epoche. Dunque nessuno può negare che siano documenti storici. Se accettassimo almeno questo sarebbe già intelligente e aderente alla realtà nonchè verità. Hai citato Qumran, proprio i ritrovamenti di questo sito portano le datazioni del secondo e terzo secolo dei Vangeli che avevamo prima al primo secolo e precisamente il Vangelo di Marco al 70 DC con sicurezza, ma richiama una versione andata perduta precedente dunque nei primi decenni dalla morte di Gesù. Le cose cambiano caro Arouet e tutto gioca a sfavore dei sostenitori della favola di Gesù. Quasi tutti i personaggi dei Vangeli sono confermati da ritrovamenti recenti. Cito per tutti Ponzio Pilato di cui si è trovata una iscrizione incisa su pietra. Ora io affermo contro un fiume di pareri contrari (lo so), che i Vangeli finalmente devono essre considerati prove storiche al pari di moltissime altre tranquillamente accettate perchè testimoniate in scritti ne più e ne meno come i Vangeli. Se cominciassimo a mettere in dubbio tutti gli scritti che sono giunti fino a noi non comprenderemmo neanche più la Storia, ne la Filosofia, ne la Matematica ecc. Ovvio che non è solo lo scritto che ci deve bastare, ci devono essere tutta una serie di riscontri che grazie a Dio per il Vangeli esistono e continuano a venire alla luce. Non sono d'accordo con MC che la religione deve essere tutta e soltano fede (magari completamente irrazionale e fantasiosa…). Mi dispiace per lui ma non è così! Questo è stato chiaro subito quando è apparso Gesù. Lui stesso dice: Se non credete alle mie parole almeno credete alle opere che faccio. (I famosi "segni", MC, gli indizi che Gesù ha seminato trasversalmente a tutta la storia di 2000 anni). Tommaso è l'esempio tipo del dubbioso e si rifiuta di credere se non vede e tocca. Che fa Gesù? Torna per lui! Lo torna a trovare e gli dice: Va bene, allora toccami e credi… La fede servirà comunque, perchè ora Gesù non si vede con gli occhi, e dunque la fatica del credere resta tutta e saremo beati se ce la faremo… Ormai è chiaro che (a differenza di un tempo che si pensava che i Vangeli fossero stati scritti da persone che non avevano visto Gesù), gli apostoli stessi hanno provveduto a scrivere (e far scrivere), a caldo, ciò che hanno vissuto con Gesù nei tre anni che è stato con loro. Scritti preziosi per non perdere "una memoria" straordinaria e unica di una esperienza che mai più il mondo potrà ripetere. Ora non voglio dilungarmi ne voglio rischiare di riaccendere animi focosi… eh, eh… Faccio lo stesso invito che ieri ha fatto il Papa: Rimaniamo aperti a tutte le idee, cerchiamo umilmente la verità, aiutandoci vicendevolmente. Siamo tutti fratelli, non dimentichiamolo.

    (Arouet, hai detto anche altre cose… non intendo ignorarle… ci ritornerò, non dubitare!)

  • Silent Enigma

    io non ho fratelli, ak.

    replico soltanto che non ho offeso minimamente nessuno, e non accetto minacce pubbliche da chicchessia.

    ricondurre tutto entro categorie prestabilite (sarei musulmano perché ti avrei dato del cane è un'illazione bella e buona) porta spesso a questi errori di valutazione.

    sepolto questo discorso, ho una domanda, da ignorante: se davvero tutto quello che scrivi sulla tua religione fosse storicamente accertato e non fosse invece un atto di fede, perché esisterebbero ancora l'ebraismo (il pentateuco è un testo storico), l'islam, l'induismo, l'ateismo, il protestantesimo, scientology e via dicendo…..?

    forse la faccio troppo semplice, ma è proprio perché ritengo che l'atto di fede abbia una notevole importanza sulle valutazioni che fai.

    ma che dico notevole, determinante

  • arouetvoltaire

    « Se cominciassimo a mettere in dubbio tutti gli scritti che sono giunti fino a noi non comprenderemmo neanche più la Storia, ne la Filosofia, ne la Matematica ecc.» dice ak . Noi apparteniamo a coloro che mettono in dubbio tutto e se troviamo Ponzio Pilato: non ci fermiamo. E' questione di metodo. Che significa, dal punto dimostrativo, logico, sensato la frase : «Lui stesso dice: Se non credete alle mie parole almeno credete alle opere che faccio». C'è un senso divino in questo? Anche Socrate disse una frase di cui questa è una traduzione. Fu ammazzato lo stesso, ma che significa dal punto di vista del ragionamento? Platone ci ha raguionato una vita e non ha detto Socrate è il figlio di Dio. Capisci cosa voglio dire? In sè è una frase che avrebbe potuto dire Michelangelo. Lecita, ma che non non porta alla sussunzione del divino. Diverso se uno crede che chi l'ha pronunciata è il figlio di Dio. Ma non ce lo dimostrerai mai, nemmeno fossi Sant'Anselmo.

  • ak

    Per carità AV, non tiriamo in ballo i santi che con me non vanno accostati…

    C'è un senso divino che dipende "dalle opere" che non sono certo quelle di Socrate o Platone… C'è un senso divino che non è disgiunto dalle Parole e dall'avverarsi di Profezie… C'è un senso divino nell'annuncio profetico ed escatologico… C'è un senso divino nella figura del Cristo in se che ha tutte le Scritture che parlano di Lui. Comprendi AV? Certo una frase come quella di Gesù non ha più di tanto senso sulla mia bocca, o sulla tua… sono d'accordo!

    Perchè esistono ancora tante religioni? Ebraismo a parte, secondo me perchè siamo più disposti a inventare Dio che non ad accoglierLo. Dovrai riconoscermi che nell'uomo si individua ancora, come sempre, una potente propensione per la trascendenza, o no? Un bisogno a volte incontenibile e finanche ossessivo. Un bisogno primario, direi… Comunque "il dubbio" gioca il suo ruolo da protagonista in tutto questo… croce e delizia di credenti e non.

    Siamo partiti dalla "Sapienza", e siamo arrivati a ragionare di Dio, non mi pare proprio banale questo. Segno che il Papa davvero c'entrava ad oc lì dove lo hanno rifiutato… Segno che questo bisogno di infinito lo dobbiamo liberare ed educare. Chi meglio dei maestri di fede e cultura più in generale possono aiutarci? Anche il Dalai Lama non avrei visto male alla Sapienza…

  • arouetvoltaire

    In margine alla “rinunzia” di Benedetto XVI alla visita alla Sapienza, una spiegazione pare darcela un certo Padre Livio che lavora, a detta di un esperto (certo ak che commenta su Mente Critica il 20 gennaio) , a Radio Maria. Quell’Università, pur fondata da quel Bonifacio VIII cui Dante prenota un posto fra i simoniaci (sapete : quel vendere posti in Purgatorio dietro “dazioni” di monete d’oro) è invasa da Satana e satanisti (padre Livio ne identifica alcuni in professori cornuti e caudati) per cui ,tutto sommato, mica il Papa poteva andare a mischiarvicisi. Solo che ascoltando padre Livio ci è venuto un sospetto: Se Satana è dappertutto, ma proprio dappertutto, mica sarà anche in Vaticano? Potremmo negarlo solo se ci dessero il permesso di andare ad aspergere acqua santa per le sacre stanze. Ma dubitiamo che ci sia accordato. Dobbiamo quindi fidarci di Padre Livio. Satana è proprio dappertutto.

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