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Crisi Finanziaria e Società: Quel Senso di Giustizia…Negato

28 novembre, 2008 - 9:00 di  
Archiviato in Chiamiamola Economia, Strange Days




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Un’ondata di scioperi travolge la nostra penisola, da nord a sud tutti protestano per qualcosa che vorrebbero. Le notizie sui Tg continuano a mostrarci la “crisi” in tutte le salse e le lingue. Volti “preoccupati” di politici si avvicendano sullo schermo dicendo tutto e il contrario di tutto in una bolgia di proclami e smentite continue. Con una maggioranza che continua imperterrita per la sua strada auto compiacendosi continuamente per i risultati ottenuti (risultati??) e un’opposizione che piuttosto che fornire valide alternative, presentandole alle persone, continua ad attaccare il Premier del governo per tutte le “marachelle” che fa. Ci si accanisce su questioni marginali e non lo si fa per motivi più seri che sono quelli di cui la gente a bisogno. Ma questa benedetta crisi come si pretende di superarla: a fischi e pernacchie o in maniera seria e costruttiva? La paura del futuro sta bloccando tutto e tutti, nessuno si sente sicuro a privarsi di un solo centesimo se non per motivi strettamente necessari.




Penso che sia giunto il momento di mettere seriamente le carte in tavola e parlarsi chiaramente indicando obiettivi certi (restando molto con i piedi per terra), e soprattutto facendo una seria autocritica sulle cause che hanno indotto questa crisi. Autocritica necessaria se si vuole sperare in un futuro che veda superato questo ostacolo che si posto sul cammino della razza umana.

A mio modestissimo parere siamo giunti ad un bivio, si tratta solo di scegliere il cammino giusto: da un lato c’è una semplice rimodulazione di quello che si è fatto in passato e che ci ha condotto all’attuale crisi, dall’altro c’è la prospettiva di un futuro migliore che sia sostenibile da tutti senza che vi siano i divari scandalosi tra nazioni ricche e meno ricche e, stesso all’interno delle singole nazioni quella che si definisce ingiustizia sociale. Ovviamente penso che non vi sia alcun dubbio che la società del “liberismo sfrenato” è giunta al suo termine: tutti i tentativi fatti per rianimarla saranno vani e controproducenti (come lo può essere il mantenere in vita una persona in coma profondo irreversibile: appena stacchiamo le macchine che lo sostengono inizierà il declino inevitabile). È pur vero che lasciare il vecchio per il nuovo (soprattutto quando questo nuovo rasenta moltissimo il “già visto”) può far paura (specie a chi ha troppo interesse a che il liberismo continui ad arricchirlo schifosamente). Ma purtroppo tirare troppo la corda porta inevitabilmente al fatto che questa si spezzerà. Riannodarla alla meglio e tornare a tirarla la farà solo spezzare di nuovo e poi ancora, finché non vi sarà più corda da annodare! Attualmente quello che stanno tentando i governanti è cercare di fare un nodo alla corda (di cui prima) ma non riescono ad accordarsi nemmeno sul fatto che, affinché sia possibile annodarla, bisognerebbe almeno mollarla un attimo. Nel concreto vediamo che in Italia (ma un po dovunque purtroppo) piuttosto che rendersi conto che l’unico modo per far ripartire l’economia è quello di ridare ossigeno ai ceti medio bassi, li si “strizza” ancora di più cercando di spremere anche le ultime goccioline rimaste (non diamo la colpa solo a Berlusconi, anche il governo Prodi ha dato la sua sonora strizzata!).

Sono perfettamente d’accordo con quegli economisti quando dicono che adeguare gli stipendi all’inflazione porterà ad aggravare l’inflazione stessa ma stiamo giungendo rapidamente al fondo del barile. Bisognerà pur trovare una soluzione intermedia (chiamiamola “sociale”) per ridare fiducia ai cittadini.

A questo punto, come unica soluzione vedo la possibilità che venga introdotta una tassa di solidarietà sui mega stipendi che ancora, nonostante la crisi, si continuano a percepire. Mettere le mani in “tasca” a qualcuno è un’ingiustizia bella e buona! Penso che siamo tutti d’accordo su questo, per chi non lo fosse scriverò un trafiletto in calce(*), ma non vedo altra soluzione possibile e, quella esposta, porterebbe ad una sola boccata d’ossigeno passeggero. Bisognerebbe rapidamente approfittarne per varare un vero piano di sviluppo sostenibile che si allontani velocemente dalla logica del guadagno ad ogni costo in virtù della logica del benessere che viene creato.

Vedete quello che è mancato nella tipologia della logica che si è tramutata nella crisi finanziaria più nera che si ricordi è stata la solidarietà. Solidarietà non intesa come carità (populismo) ma come un serio e sereno sostegno delle categorie più deboli. Quando si è spostando l’asse dal creare benessere al creare l’infrastruttura che consentirà a qualcuno di arricchirsi e di fare arricchire; Al creare ricchezza, perché la ricchezza crea il benessere; si è commesso un grave errore che ha portato all’accentramento della ricchezza in poche mani e ad una “vampata” consumistica che ben presto ha mostrato le corde. Ovviamente questa tipologia ci deriva dall’America, che la persegue da sempre e che sta pagando il prezzo più alto. Obama ha promesso di aiutare la classe media e di creare un servizio sanitario pubblico, di ridurre le tasse….le due cose sono in antitesi e presto la gente se ne renderà conto. Non sono contro la politica di Obama anzi, quando parlavo di un futuro sostenibile è proprio a questo che mi riferivo. Volevo solo che fosse chiaro che una tale politica prevede un’enorme senso di responsabilità da parte di tutti i componenti della società altrimenti condurrebbe allo statalismo indiscriminato che non porterebbe a niente di buono.

Considerato che a questi gravissimi problemi bisognerà sommare quelli in arrivo dalle civiltà emergenti che basavano il loro boom economico sull’esportazione che non c’è più e a quelle nazioni che sono state mantenute in scacco affinché noi occidentali potessimo scialare e…. autodistruggerci, il famoso bivio di cui vi parlavo appare come un’ultima possibilità (speriamo) per instradarci verso un futuro possibile. Tutte le altre scelte ci porteranno a pagare un prezzo tale per cui quelli che rimarranno ricorderanno l’oggi come un momento magico di…ricchezza.

Dulcis in fundo stiamo molto attenti a che la richiesta di sicurezza, imperativo circolante che accomuna tutti, non si tramuti in una deriva della democrazia che porterà ad una contrazione della libertà individuale. Sarebbe un fatto estremamente grave ed esattamente all’opposto dell’unica soluzione che può instradarci verso un futuro migliore: all’evoluzione della razza umana che, invece, vede la democrazia come ultimo baluardo contro la barbarie che rischia di sommergerci.

Attenzione: democrazia non è sinonimo di civiltà. Essere tutti d’accordo nell’adottare una scelta sbagliata non ci farà evolvere affatto. Diciamo che il giusto connubio tra solidarietà, democrazia e liberismo sono la vera chiave di Volta. In che modo?

  • Solidarietà: solo ed unicamente lo Stato deve farsene garante. Garanzia di equità sociale seria e incondizionata. Con capacità prevaricante la volontà del singolo o della collettività!
  • Democrazia: concetto cui tutti devono accettare e sottostare. Condizionata solo dal precedente concetto esposto.
  • Liberismo: condizionato ovviamente dalle altre due voci precedenti.

Il disastro è avvenuto proprio perché la nostra società a dato al liberismo il valore principale nella gerarchia appena proposta, lasciando la solidarietà alla sola “bontà” delle anime pie alla stessa stregua di un atto caritativo e, come tale inutile e controproducente.

(*) prendere fondi dai patrimoni personali dei ricchi: cominciamo ad accettare l’idea che quando si cambiano le regole in corso d’opera in maniera repentina e incondizionata (mettere le mani in tasca di qualcuno) nessuno è d’accordo!

Se non ci credete ancora venitemi a trovare con un portafoglio bello carico e, sarò felice, di dimostrarvelo!

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Comments

37 Risposte a “Crisi Finanziaria e Società: Quel Senso di Giustizia…Negato”
  1. francy68 scrive:

    riflessioni sicuramente molto interessanti ma ho 2 dubbi:
    1- sul mettere le mani in tasca ai superstipendi; penso che serva a poco e mi sembra solo una cosa populista stile la robin hood tax di Tremonti (qualcuno l’ha vista?). Semmai sarebbe più interessante stabilire un principio, e cioè che i supermanagers guadagnano solo se producono ricchezza: se producono povertà e disperazione (come i tronchetti provera per intenderci) con la stessa moneta vanno pagati.

    2- sul liberismo secondo me non basta riportarlo al 3° posto come segnalato dall’autore dell’articolo, il liberismo è il problema; ripensare la nostra società significa proprio liberarsi dal liberismo e dai danni che questo produce.
    Io vorrei regole e non vorrei più sentir parlare di fole come i mercati che si autoregolano se li si lascia fare…

    • sul mettere le mani in tasca ai superstipendi; penso che serva a poco e mi sembra solo una cosa populista stile la robin hood tax di Tremonti

      Non sono d’accordo. Anche se inefficace economicamente sarebbe un segnale politico efficace dal punto di vista politico.
      La gente per riacquistare fiducia ha bisogno di “esempi”. Esempi che devono essere dati da chi sta in alto della piramide.
      Quando la battaglia volgeva nell’incertezza e forse nella sconfitta gli antichi generali partivano alla carica con il loro stendardo e si gettavano nella mischia rischiando la pelle.
      Questo i politici di oggi dovrebbero fare: dare esempi dicendo: “Lo sappiamo tutti che ridurci lo stipendio del 50% non servira’ a nulla, ma vogliamo “condividere” i problemi della gente perche’ non si pensi che il capitano della nave fugge mentre il Titanic sta affondando.
      Utopia? Forse, ed a molti fa comodo dirlo cosi’ non istillare nella gente il desiderio di vederla realizzata.

      • francy68 scrive:

        ok, anche i segnali sono importanti…però sono stufo di governi che fanno cose di rappresentanza senza intaccare i problemi.

        “Quando la battaglia volgeva nell’incertezza e forse nella sconfitta gli antichi generali partivano alla carica con il loro stendardo e si gettavano nella mischia rischiando la pelle.”
        sono d’accordo ma buttarsi nella mischia rischiando la pelle è qualcosa di diverso dal dire prelevo tot da chi ho deciso che guadagna troppo.
        Per me non è questione di superstipendi in sè, bensì di meritocrazia…se chi guadagna superstipendi lo fa perchè ha prodotto molta ricchezza, ben venga il suo superstipendio (speriamo di doverne pagare molti…).
        Il problema sono i supermanager di alitalia che prendono 8 milioni di buonauscita quando non hanno fatto altro che aggravare lo stato comatoso dell’azienda che dovevano gestire. O i tronchetti provera che affossano aziende, mettono sul lastrico migliaia di famiglie, riducono a schiavi migliaia di lavoratori nei callcenter, e poi si arricchiscono.
        La responsabilità è un buon esempio di rischiar la pelle: se i managers guadagnassero in relazione a come hanno operato staremmo sicuramente tutti meglio: la tua azienda ha fatto bene? guadagni…ha fatto male? non guadagni, anzi mi paghi i danni.
        anche perchè con questi principi vedresti che improvvisamente i raccomandati alla Cimoli col cazzo che vanno a fare l’AD di alitalia rischiando del proprio.
        Avremmo managers e non raccomandati e mantenuti come succede oggi.

        • @francy68,

          ma buttarsi nella mischia rischiando la pelle è qualcosa di diverso dal dire prelevo tot da chi ho deciso che guadagna troppo.

          Beh, a me pare che non sia cio’ che ho detto. Non si tratta di scegliere “delle categorie a caso”, si tratta di autoridurre i compensi alla propria.

          Dire: “D’ora in poi noi parlamentari ci dimezzeremo lo stipendio” lo vedo come un forte segnale e sono certa che sarebbe apprezzato moltissimo dai cittadini. Forse piu’ della tessera del pane.

          Ma proprio perche’ sanno che sarebbe apprezzato e che tutti direbbero: “Ok, dai, faccelo vedere!”, sapendo di avercelo piccolo evitano di proporlo :mrgreen:

          • francy68 scrive:

            sul dimezzare gli stipendi ai parlamentari non si discute, ok dimezziamoli.
            Anzi, guarda, io rilancerei…ai parlamentari darei solo rimborsi spese (giusto tenerli indenni da qualsiasi spesa, ma per il resto il loro deve essere un servizio) e nessuno stipendio.

            Ma restano gocce nel mare.

            Quanto al non farlo, non lo fanno perchè sono stupidi…una cosa del genere (che è solo facciata) farebbe guadagnare alla casta parecchi punti, senza intaccare alcun privilegio.
            E per come la penso io il privilegio maggiore è quello di non essere mai responsabili di ciò che fanno.

            • @francy68,

              Ma restano gocce nel mare.

              Allora io e te non riusciamo a capirci.
              Ripeto: non e’ tanto l’effetto economico quanto quello politico che sarebbe dirompente.

              Entienden? :-)

              • francy68 scrive:

                Klàra, la mia interpretazione dell’effetto politico l’ho già data…

                “una cosa del genere (che è solo facciata) farebbe guadagnare alla casta parecchi punti, senza intaccare alcun privilegio.”

                Però, ora che ci penso, non sarebbe male una legge di iniziativa popolare per abolire del tutto gli stipendi ai parlamentari…magari se c’è qualche grillo che ci legge…

                • @francy68,

                  Tu credi sia solo facciata?

                  Aspetta solo che qualche parlamentare demagogico faccia tale proposta e lo vedi tu se e’ solo facciata.

                  Questa gente sta attaccata ai soldi come ai peli del loro culo.

                  Sono quelli che interessano: i quattrini.

                  Guarda le loro facce quando rispondono alle domande, osserva le espressioni che fanno quando qualcuno si azzarda a dire che guadagnano in modo spropositato e piu’ di ogni altro politico europeo e persino americano.

                  Prova a toglier loro solo 1000 euro e falli rimanere, invece che con 15.000, con 14.000 e poi vedi tu se e’ solo facciata.

                  Prova a farli andare in pensione come la normalita’ degli italiani invece di vedere la loro pensione maturata in mezza legislatura e poi vedi se e’ solo facciata.

                  Chi ha piu’ quattrini e’ piu’ tirato in assoluto di chi non ne ha.

                  Altro che facciata!

                  • francy68 scrive:

                    che ne soffrirebbero ne sono sicuro; é per quello che, se ne avessi i mezzi, proporrei la leggina di cui parlavo prima…
                    anche perchè ho come l’impressione che le firme si tirerebbero su molto in fretta ;-)

  2. Oris scrive:

    La soluzione è una sola: abbassare i prezzi di tutto.

    Inoltre i governi non fanno niente perchè sanno che deve ancora arrivare il peggio, quindi sarebbe inutile mettere un fazzoletto davanti a una diga che sta per crollare.

    Si tornerà alla concretezza, dopo l’alluvione.

    Tutto verrà ridiscusso.

    Riapparirà la solidarietà.

    Noi diamo il meglio quando le cose vanno peggio.

  3. Oris scrive:

    Lo riscrivo, perchè è stato cancellato da wp

    La soluzione è abbassare i prezzi, di tutto.

    I governi non fanno nulle perchè sarebbe come mettere un fazzoletto davanti a una diga che crolla.

    Stanno aspettando il peggio.

    La solidarietà tornerà, noi diamo il meglio quando stiamo peggio.

  4. Oris scrive:

    mmmm
    allora il commento non era gradito?

    • Oris scrive:

      Siccome non mi pare offensivo, lo riscrivo, a parere mio:

      la soluzione è abbassare i prezzi, di tutto.
      I governi non fanno niente perché stanno aspettando il peggio, agire adesso sarebbe come mettere un fazzoletto davanti a una diga che crolla.

      La solidarietà tornera, noi siamo migliori quando stiamo peggio.

  5. Oris scrive:

    avviso il moderatore che ho fatto uno screen shot ;)

    Quindi credo che dovrà darne spiegazione :)

    • Doxaliber scrive:

      Oris, quando il commento non appare è inutile riscriverlo 50 volte.

      E’ anche inutile fare screenshot e dire che i moderatori dovranno dare spiegazioni, se il commento viene cancellato non esiste una corte di giustizia a cui fare appello e a cui chiedere una sentenza più salomonica. :-)

      • Oris scrive:

        mmm, sì e no, ;)

        Se fosse stato così, sicuramente avrei potuto denunciare la mancanza di criterio, visto lo scritto.

        Cmq , wp lo conosco abbastanza bene e siccome spariva SOLO quel commento, dopo un po…

        Come mai anche chi lo ha scritto non lo vede più? hai cambiato qualcosa sui cookies?

        • Oris
          sono diversi giorni che Akismet mette tutto in moderazione.
          Inoltre stiamo ricevendo una quantità di commenti spam quadrupla rispetto al normale.

          Questo, unito al fatto che, per motivi suoi, Goggle sta rifacendo la conta dei link a MC, mi fa capire che sta accadendo qualcosa di più grande delle nostre vite che noi possiamo osservare stupefatti e affascinati, ma non comprendere.

          • Oris scrive:

            Te l’ho detto, sottovalutate MC!

            Infatti ero stupito e o pensato che se fosse stato un moderatore era uno nuovo!
            :mrgreen:

            Mi scuso per lo spam.

          • @dellefragilicose,

            E non solo!

            Mi avevi promesso che il mio avatar sarebbe ricomparso, invece nella home page al posto suo c’e’ sempre quel simbolino. :-(

          • zippole scrive:

            @dellefragilicose

            Questo, unito al fatto che, per motivi suoi, Goggle sta rifacendo la conta dei link a MC, mi fa capire che sta accadendo qualcosa di più grande delle nostre vite che noi possiamo osservare stupefatti e affascinati

            cioè?
            Ha a che fare con un numero esorbitante di contatti?

          • @dellefragilicose,

            Noto che moltissimi dei miei commenti (nonostante abbia un’altra email ed un diverso IP) non appaiono e finiscono in moderazione. Cio’ normalmente non accade con nessun blog WP al quale mi capita di partecipare.
            Ma non e’ che avete settato Akismet un po’ “troppo severamente”?
            Ok temere le contaminazioni ma indossare 4 condom mi pare eccessivo :mrgreen:

        • Doxaliber scrive:

          Come mai anche chi lo ha scritto non lo vede più? hai cambiato qualcosa sui cookies?

          Era finito in spam e non in moderazione.

  6. Oris scrive:

    quindi wp fa casino?

    Casso, dovrai cancellarne di cosette adeso :D

  7. F.Maria Arouet scrive:

    La solidarietà come deus ex machina sembrerebbe una gran bella trovata. A prima vista.
    Una cosa al di sopra del bene e del male.

    “Con capacità prevaricante la volontà del singolo o della collettività!”

    Così almeno i singoli e la collettività non potrebbero più fare danni.

    Ma a questo punto chi sarebbe a definirla?
    A fissarne i contenuti e i limiti?
    Non il popolo, se la democrazia viene per seconda.
    E neppure il mercato, se viene per terzo.

    Forse i filosofi di cui parla Platone ne “La Repubblica”?
    O l’uomo del destino, o il papa re?

    • Onirbiggo scrive:

      Lo Stato!
      Questa entità astratta che noi scioccamente identifichiamo con il politico di turno è un’insieme di regole (ordinamento giuridico) che devono essere seguite dalla collettività che compone la popolazione dello Stato stesso. In questo senso quando la solidarietà è una garanzia dello Stato la sua applicazione è al di sopra della volontà del singolo e della collettività. Si tratta solo di mettersi al tavolino e scrivere le nuove regole che ci doneranno un futuro migliore. Continuare a pensare che questo compito spetti solo ai politici senza prima accettare noi stessi tale logica non ci porterà a niente di buono! Capisco comunque che nell’attuale situazione è difficile accettare di discutere delle basi di un ordinamento giuridico ma il problema, a mio modestissimo parere, è da ricercare proprio alla base, ai primordi delle regole che garantiscono tutti noi.

      • F.Maria Arouet scrive:

        @Onirbiggo,
        lo stato non è un’entità astratta.
        Sarà pedestre ma bisogna definire qual’è la volontà materiale che gli consente di scrivere concretamente le regole.
        Dunque torna di attualità la domanda: i filosofi, l’uomo del destino, il papa re? visto che hai messo in secondo e terzo ordine il popolo e il mercato.

        • Onirbiggo scrive:

          E’ ovvio che, giunti al punto in cui siamo, deve essere la “fase attiva” dello Stato: il popolo che deve dettare le Nuove Regole (con una modalità da definire, anche se l’attuale regola dello Stato Italiano mi sembra adeguatamente sufficiente: legge Costituzionale/referendum confermativo-abrogativo)…così com’è ovvio che, una volta che tali regole siano state sancite, saranno al di sopra del potere del singolo e della collettività. Ma, vedi, piuttosto che discutere di questo, io spero vivamente di poter discutere in merito a QUESTE regole. A tal fine ti invito a prendere visione del mio blog http://www.bdm.it/onirbiggo1, forse avrai dei chiarimenti maggiori in merito a quello che, umilmente, penso riguardo al nostro attuale, e al nostro futuro. Comunque, non temere , l’ultima cosa che auspico per la nostra “precaria” situazione è un “machiavellico” uomo del destino (principe…..che temo di vedere di già), e, men che meno, un papa re! Forse una reale presa di coscienza, di tutti noi dopo una seria e serena autocritica preliminare, è la prima fase di quello che io auspico per tutti.
          Ciao

          • F.Maria Arouet scrive:

            @Onirbiggo,
            dunque devi invertire l’ordine dei fattori e rimetterti alla volontà del popolo, anche qualora non collimi con la tua. :)

            • Onirbiggo scrive:

              @F.Maria Arouet,
              Bravo!
              Come nella matematica, invertire l’ordine dei fattori non cambia il prodotto! il succo sta nei fattori, e nel modo in cui vengono fatte credere le cose hai fattori…..se dovessimo considerare il furor di popolo con cui chi ci governa è stato eletto…dovremmo esultare perché: il popolo lo volle! In realtà, è possibile che siamo noi a sbagliarci e il papa re ad avere ragione……ai posteri l’ardua sentenza! Ma tutto sommato nulla ci vieta di proporre possibili alternative. Potranno essere considerate stupide, poco applicabili, ma fondamentalmente daranno libero spazio allo scambio d’idee che è la base della democrazia e di tutte le società che si definiscono civili.
              Errata corrige:
              Metterci daccordo creando nuove regole affinché poi lo Stato si faccia diretto garante della solidarietà sociale. Questo farà si che la solidarietà sociale prevarichi sia il concetto di Democrazia che quello di liberismo. Tutto ciò, per impedire che anche una decisione operata a maggioranza dei votanti possa imporre a delle persone di soffrire la fame e vivere vite meschine. Tenendo presente che è questa logica che ci sta conducendo verso il disastro. Utopia? può darsi, per quello che mi riguarda se così fosse: viva l’utopia!

              • F. Maria Arouet scrive:

                @Onirbiggo,
                è noto come la democrazia sia un pessimo sistema di governo, al quale ci siamo adattati in assenza di un sistema migliore.

                • Onirbiggo scrive:

                  @F. Maria Arouet,
                  Meditate gente….meditate….a furia di raccontarcelo finiremo stupidamente per crederlo! Il solo fatto di poterlo dire ci deriva dal vivere in una pseudo democrazia, figuriamoci se non ci fosse nemmeno questa parvenza!
                  Penso che tu debba riflettere…se pensi di averlo già fatto considera la vita che offrono quelle nazioni dove la Democrazia non esiste. Se hai già fatto anche questo allora: poveri noi. Non prenderla come un’offesa, non sono nessuno e non vorrei interferire oltre con la tua logica cristallina. Augurandoti e augurandomi di poter continuare ad esprimere un giudizio (grazie alla nostra “pessima” pseudodemocrazia) ti saluto.

  8. Giacomo scrive:

    Si scrive…
    >La paura del futuro sta bloccando tutto e tutti, nessuno si sente sicuro a >privarsi di un solo centesimo se non per motivi strettamente necessari.

    e penso…
    Una vecchissima canzonetta degli anni 30 diceva “ma dov’è questa crisi? paraparappappararà…” e se lo chiedono in tanti guardandosi intorno. Sì d’accordo, negozi vuoti ma locali pieni zeppi (trattoria, pizzerie, ristoranti, cinema…) ogni giorno a qualsiasi ora, basta un po’ di sole e trovi i soliti gitanti ad intasare le consolari (persino domenica scorsa)…motivi strettamente necessari o la reazione epicurea di una classe media agonizzante?

    E sì, perché è la classe media quella che ne risente di più. I ricchi continueranno ad esserlo (magari ancora di più speculando), i poveri lo erano già prima e toglier loro dal nulla qualcos’altro sempre nulla da’…Ma la classe media, noi altri se volete, quella sì che inizia ad incazzarsi un po’. Toglieteci il ristorantino ogni tanto, l’invito a cena ad amici, le gite, i fine settimana in Umbria, la pizza, la paghetta ai figli, l’assicurazione al motorino, la possibilità di consumare consumisticamente…un televisore nuovo ultimo grido, perché no? Toglieteci questo, impediteci di spendere oltre il necessario. Ad esempio, ora che sono arrivato ai 50, un buon lavoro, due figlie grandi e che dovrei godermi i frutti di mezza vita di lavoro che accade? Mi trovo nel bel mezzo di questa…crisi? E devo ancora fare la formichina per pensare al futuro, alla pensione…se mai me la daranno!!! E che cazzo, ce n’è da imbestialire Giona…

    Non discuto che la situazione economica non sia felice a livello mondiale ma ci sono cose che davvero non capisco, e resto molto autarchicamente in Italia nonostante il villaggio globale.

    Dove trovare i soldi? E che cazzo! Abbiamo un’evasione da 280 miliardi di euro solo l’anno scorso, pari al PIL, uno su due evade quindi (statisticamente) e ancora ci stiamo a chiedere dove trovare i soldi? Voi direte che negli USA tutti pagano le tasse eppure stanno passando i guai loro…ed io rispondo che per ora me ne frego degli USA e penso alle nostre tasche. Se la mia detrazione IRPEF su ogni busta paga è così alta è soprattutto perché c’è qualcuno che non paga le tasse facendolo fare a me al posto suo!!!

    Come dite? Già, avete ragione. E’ che in Italia gli evasori NON si vogliono scovare perché vorrebbe dire autogoal per la maggioranza di coloro i quali dicono di pensare a sanare la crisi…

    • Giacomo scrive:

      @Giacomo, scusate, la pazienza era di Giobbe, non Giona :-)

    • francy68 scrive:

      sottoscrivo in pieno,
      se si facesse la lotta all’evasione fiscale potremmo stare molto meglio tutti.

      D’altra parte abbiamo avuto ministri che hanno giustificato mazzette ai magistrati dicendo che lo facevano solo per non pagare le tasse (Previti a proposito dei suoi versamenti a squillante) senza che questo producesse la benchè minima ombra di scandalo…

      E poi basta vedere quanto fossero popolari i governi che hanno provato a fare un po’ di lotta all’evasione… molto meglio chi abolisce l’ICI, no?

  9. LightQuantum scrive:

    Tetto massimo ai prezzi, tassazione degli stipendi più alti, intervento del governo sull’economia… il liberismo prima è una cosa da tenersi alla larga, poi è ok. Non c’è un minimo di coerenza in questo pezzo. Avete mai letto qualcosa che spieghi come funziona una economia basata sulla libera cooperazione fra individui? http://www.mises.org può darvi una risposta, sempre che vogliate ascoltarla.

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