Ho Paura
20 novembre, 2008 di Marechiaro
Archiviato in Oltre le Righe
Ho paura.
Sono una donna sola nella notte buia e ho paura mentre due mi gridano “bastarda dacci tutti i soldi”.

Ho paura di aver perso la mia prontezza di riflessi perché per un attimo, prima che si coprissero con la giacca li ho visti a viso scoperto. Due visi noti, ma non so di chi.
Ho paura che vadano a dire in giro che sono sorda perché pur capendoli perfettamente non li ho “cagati” nemmeno
Ho paura perché è un momento di crisi, e pure a volerli accontentare in cassa non c’è un gran che.
Ho paura perché se chiamo le forze dell’ordine devo perdere stanotte due ore a spiegare tutto, la mattinata domani per la denuncia e altri giorni per le udienze che rimanderanno sempre senza concludere niente
Ho paura perché chiunque lo verrebbe a sapere mi direbbe: “Ma perché stai da sola a quell’ora?”

Ho paura perché ho disdetto la vecchia assicurazione e mi sono rifiutata di farne altre, visto che comunque se non c’è lo scasso non rimborsano, e se succede qualcosa tornerebbero in venti a volermi fare firmare un nuovo contratto. Che è un furto.
Ho paura perché ho disdetto anche la vigilanza visto che mi aveva promesso uno sconto per il pagamento tramite banca e un locale in meno da controllare, e invece mi sono ritrovata un aumento. E anche questo è un furto, visto che poi un metronotte stesso mi ha detto che ai tempi del G8 nel luglio del 2001 avevano il tassativo ordine di non intervenire, qualunque cosa succedesse, come poi è successo.
Ho paura perché se succedono altri casi decidono di fare le ronde leghiste con magari Ale che è un superpalestrato contractor della guerra del Golfo con i muscoli che si stanno ammosciando peggio di due tette finte dopo un po’ e se lo dovessi vedere fare la ronda su e giù prima o poi gli rido in faccia pensando a come lo descrivono: “E’ uno che per farti vedere una formichina per terra mentre s’abbassa gonfia i pettorali e tutto il resto come se dovesse menare chissà chi”
Ho paura perché se la cosa si ripete per non rimanere da sola dovrei sorbirmi le chiacchiere della signora Ginetta, i problemi esistenziali di Franco oppure accettare i filarini di L. che sarà pure un amico simpatico, ma quando poi si finisce a fare sesso, non ci sa mai fare.

Ho paura perché mi gaso calandomi nella parte di Marechiaro, la regina dei vicoli di via Prè a Genova, quando ci sono queste situazioni e se succede troppo spesso ho paura d’avere una crisi d’identità e alla fine ci credo solo io d’essere Marechiaro, e non voglio finire al manicomio
Ho paura perché di attrezzi del mestiere a portata di mano che possono fa male ne ho, e se insistono so usarli e diventare violenta, proprio io che sono una non violenta.
Ho paura soprattutto adesso che esco col portafoglio pieno di: una banconota da 500 € facsimile, una da 100 scannerizzata e una da 50 € palesemente falsa che hanno rifilato a quello scemo del mio socio, vecchie monete da 500 lire, ricariche TIM e VODAFONE da 50 € già usate. Non si sa mai, dovessero proprio insistere piuttosto che farmi uccidere glielo do senza fare resistenza anche se mi dispiace per il portafoglio che sarà anche vecchio, ma ci sono affezionata, è dei tempi in cui qualche volta era anche pieno di soldi veri.
Ho paura, tanta, tanta paura che mentre sono costretta a darglielo per caso intervenga la polizia e recuperandolo, mi arresti per detenzione e spaccio di soldi falsi.
Ho paura perché se qualche telecamera riprende l’aggressione, io a quest’ora ho il trucco sfatto, sono spettinata e vestita male e se finisco sui giornali faccio brutta figura mentre lo stemmino sui loro cappellini calati sul viso si vedrebbe perfettamente e sarebbe pubblicità gratuita.

Ma tutto si sta risolvendo per il meglio, nel modo più banale, i due sono spariti e io sono sotto il portone di casa, hanno bruciato un citofono, ma non è quello del mio portone. Per fortuna, perché il mio amministratore per risolvere un problema di contatto tra due interni ha chiesto una cifra assurda e poi lo ha cambiato chiedendo una cifra ancora più assurda. E questo è un furto. Sotto le coperte, nel calduccio del mio lettino mi leggo il giornale finalmente e siccome sono fatta a modo mio, salto le prime pagine a vado a quelle interne. Pag. 24: “Addio carcere duro così i boss mafiosi ottengono i benefici. Nel 2008 revocato il 41 bis a cinquanta padrini” pag. 25 “Saviano negli Usa: sono ancora un uomo libero”.
Ho paura che hanno dimenticato il punto di domanda.
E le stelle stanno a guardare.
Ho paura, tanta tanta paura veramente.
Sono una donna in mezzo a 50 milioni d’italiani che non dicono niente.

Illustrations by: Valentinekills, Fantasmica, Acidusia, TylersAngel and Redeemer.
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Bellissimo post.
infatti
con i bellissimi post non si va in paradiso però.
Ci sarebbe da ragionarci un po’ su se non mi fossi stancato.
baci B.
Io penso che molti bei post vengano letti senza essere commentati perché non c’è molto da aggiungere. Questo è il caso.
Magari potrebbero mostrare apprezzamento tramite il voto come ho fatto io.
speriamo
@ Doxaliber
sono d’accordo. A volte aggiungere un commento sarebbe solo come voler dire qualcosa a tutti i costi, ribattere il concetto senza che ve ne sia il bisogno. Così, si dà l’apprezzamento e basta. Come avrebbe detto la mia maestra: “Molto bene, brava!”
Molto bene, brava!
Bel post veramente.
Speriamo tu non abbia veramente queste paure …..
e un consiglio, non fidarti del gatto e della volpe come ho fatto io, altrimenti la storia la conosci:-)
povero L.
In ritardo ma complimenti. Bel pezzo.
ho paura di non poter subito dare il mio assenso quando volete pubblicare i miei post perchè ho litigato con la telecom, non ho tempo di andare agli internet point perchè la giustizia ingiusta e lenta mi fa perdere tempo inutilmente, non ho soldi per comprarmi un portatile nuovo. Comunque una paura non ce l’ho: di avere la testa debole. Infatti ho avuto modo di callaudarla, m’hanno sbattuto contro uno spigolo, ma a parte la cicatrice, ce l’ho ancora attaccata al collo. ciao a tutti!
So cosa vuol dire dover combattere con le società telefoniche per l’adsl. Spero tu risolva presto.
molto bello. mescola grandi e piccole paure – fragilità e meschinità messe a nudo.
Ammettere di avere paura e darle un nome, è il primo passo per sventarla.
Guardarla in faccia e trasformarla.
La paura paralizza, dunque bisogna passare all’azione. Anche da soli.
Anzi, di solito nei momenti cruciali – e non solo nascita e morte – siamo soli.
Tant’è.
Grazie per lo svelamento
Molto bene, brava direbbe Mara Maionchi (vedi x factor), era nelle tue corde …
C’è poco da scherzare, si potrebbe tornare a parlare di etica? Dove sta l’etica? Forse al di là della destra e della sinistra? Forse non ha niente a che vedere né con il lassismo né con l’autoritarismo. Una volta ho letto un’articolo sulla pedagogia che diceva: ” L’educazione non deve essere né una gabbia né un mercato aperto a tutti i venti”.
Siamo passati dall’autoritarismo fascista al farci venire i sensi di colpa per aver dato uno sculaccione ad un figlio quando tutti gli altri tentativi di farlo capire erano andati a buca.
Credo che la paura nasca dal fatto di non sapere più quello che é giusto e quello che é sbagliato e dalla consapevolezza che nemmeno gli altri, intorno a noi, sanno più quello che é giusto e quello che é sbagliato. Sentiamo questa incertezza che ci rode, sentiamo che gli altri sarebbero disposti a venderci pur di trarne un piccolo vantaggio. In chi riporre la nostra fiducia?
I maestri di saggezza sembrano non avere paura. Il Buddha diceva che il dolore nasce dall’ignoranza. Nella B. Gita, testo popolare degli indù, Krishna incita Arjuna a combattere, a compiere il suo dovere in quanto appartenente alla casta dei guerrieri Khsharija, perché i corpi che vedrà cadere saranno come i vestiti dismessi degli attori quando cambiano scena