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Quarto, Quinto e Sesto Potere

22 novembre, 2007 di Comandante Nebbia  
Archiviato in Caffè Amaro

fut_mus002.jpgMolti nostri connazionali sembrano aver dimenticato o forse semplicemente non hanno mai conosciuto uno degli slogan che hanno caratterizzato la formazione politica della mia generazione: la democrazia non è delega, è partecipazione. Dove per partecipazione non si intende necessariamente l’iscrizione ad un partito politico, ma anche e soprattutto la vigilanza costante e militante sul rispetto della libertà di pensiero e di opinione di tutti.
Solo con questa dimenticanza è possibile spiegare razionalmente l’atteggiamento di prona acquiescenza con la quale, quasi un terzo dell’elettorato, è disposto a mettere il proprio destino nelle mani di un uomo che ha disposto in questo paese un sistema di controllo del potere che esprime sinistre tendenze totalitarie.

Quello che ieri è stato reso noto dal quotidiano La Repubblica, per molti di noi non è una novità. Anche se, veder scritto nero su bianco che dirigenti Rai e dirigenti Mediaset concordavano per telefono l’atteggiamento da tenere per mitigare i danni che alcune notizie potevano comportare a Berlusconi, è effettivamente impressionante. Se non si trattasse di un pericoloso attacco alla democrazia, le conversazioni intercettate dove il servilismo dei personaggi coinvolti va dal confermare che Vespa accennerà il più spesso possibile al dottore, fino a preoccuparsi di quali effetti avrà la morte del Pontefice sempre sull’immagine del dottore, risulterebbero patetiche, spesso ridicole. Il quadro impietoso di quanto l’indole della gente di questo paese sia portata al pecoronismo ed alla creazione di cupole mafiose in ogni contesto sociale e culturale.

In nessun altra nazione civile del mondo sarebbe stato possibile, per legge o semplicemente per consolidata tradizione democratica, consentire al primo ministro di piazzare i suoi uomini in tutti i punti chiave, guadagnando il controllo completo dell’informazione televisiva. Se a questo aggiungiamo gli interessi economici titanici che Berlusconi ha in campo assicurativo, edilizio e finanziario, abbiamo il quadro di un paese al completo servizio di un singolo uomo. Questa non si chiama democrazia, ha un nome diverso che noi italiani conosciamo tristemente bene.
Non sono contrario a Berlusconi per principio. Anzi, dal punto di vista umano, provo nei suoi confronti un misto di curiosità e simpatia. Simpatia per l’indubbia capacità di fare spettacolo. Curiosità scientifica per gli aspetti oscuri dell’anima di un uomo che, nonostante lo sfolgorante successo, conserva ancora un considerevole complesso di inferiorità che spesso lo espone a terribili figuracce.

fut_mus006.jpg

Come sempre cerco di valutare in maniera distaccata le cose. Per questo dico che, secondo me, delegare il controllo di questo paese ad un uomo per il quale è impossibile distinguere tra interessi propri ed interessi pubblici è un male per la nostra nazione.
E’ un male per tutti. Anche e soprattutto per la destra italiana che non potrà rappresentare un’alternativa credibile fino a quando non avrà espulso o disinnescato il fenomeno Berlusconi.

Nel frattempo i corsi storici portano il leader del partito democratico a cercare accordi per le riforme istituzionali con lo stesso uomo dalla storia oscura che ha dato dimostrazione di usare disinvoltamente le istituzioni a suo beneficio personale.

Tutto questo avviene nella generale indifferenza e senza che nessuno, una volta tanto, si indigni a proposito e senza essere azionato da un telecomando.
Dopo aver utilizzato il quarto ed il quinto potere, controllando giornali e televisioni, ora si passa all’uso del sesto. Il potere che si è guadagnato imbarbarendo culturalmente la nostra nazione, trasformando la politica in un fenomeno indistinguibile dallo spettacolo televisivo e allevando generazioni largamente inconsapevoli e del tutto estranee alla determinazione necessaria per vivere in un sistema dove il controllo individuale del diritto è dovere ineludibile di ogni cittadino.

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Comments

13 Risposte a “Quarto, Quinto e Sesto Potere”
  1. Emanuele scrive:

    Un altro articolo da stampare e appendere. Ormai ho il muro pieno…

    [Rispondi a questo commento]

  2. FranzZen scrive:

    Carissimo Comandante Nebbia,
    complimenti per la solita lucida analisi. Consentimi una domanda retorica che comunque voglio esplicitare: ma ti sei chiesto perché lo psiconano continua ad essere osannato e soprattutto votato da una grossa fetta dei nostri connazionali?

    1) Esclusa una parte plagiata dal berlusconismo, più grave e radicato del semplice malaffare del Berlusconi uomo;
    2) Esclusa una parte non informata o male informata su come gira il mondo;
    3) Esclusa la corte dei miracoli più o meno numerosa che attornia il boss;

    la maggioranza lo vota e lo adora perché lo invidia e soprattutto perché vuole un modello per delinquere: “se lui è così scaltro e furbo che fa quello che fa, noi, nel nostro piccolo, possiamo continuare a commettere i nostri piccoli errori di percorso (frode, furto, evasione, etc.)”.
    In conclusione perchè siamo un popolo di m….

    P.S.
    Non voglio qui sottovalutare il fatto che il popolo di cui sopra esiste anche dall’altra parte; basti pensare che alla classe dirigente (con folto seguito) ha fatto comodo avere Berlusconi come nemico/interlocutore per convincerci così che le poche e mal pensate concessioni dell’ultimo anno e mezzo non le avremmo avute se ci fosse stato lui al governo.

    [Rispondi a questo commento]

  3. MenteCritica scrive:

    Caro FranzZen,
    Purtroppo la risposta non mi è ignota.

    E’ veramente triste non riconoscersi più nella propria nazionalità, specialmente per chi, come noi, ha radicato la sua esistenza in un paese nel quale, ogni giorno di più, si sente estraneo.

    Non bastava dover gestire il progressivo decadimento fisico e mentale della senescenza, ora tocca anche riadattare i propri schemi sociali ad un ambiente che è diventato estremante ostile e del tutto inaffidabile.

    [Rispondi a questo commento]

  4. marco il buono scrive:

    Un pugno allo stomaco, come quando vedo report, mi viene una tristezza.

    [Rispondi a questo commento]

  5. Una giungla dove vince il piu’ forte/furbo/figlio di… questo e’ diventato il nostro paese. Tempo fa un blogger accanito sostenitore a)di Berlusconi b)dell’esterofilia c)degli Stati Uniti mi ha chiesto, anzi ha chiesto a tutti coloro che passavano per il suo blog, di elencare almeno cinque motivi per dirsi orgogliosi di essere italiani. Lui, se potesse, abolirebbe la lingua, la bandiera, il paese stesso. Beh, la vuoi sapere una cosa? Mi sono messa al computer bella gasata, pronta con le dita sulla tastiera per digitargli giu’ un elenco da farlo impallidire/rinsavire e… cavolo, mi sono resa conto di non riuscire a trovare neanche un paio di motivi, figurarsi cinque!! Allora mi sono attaccata agli antenati: Giuseppe Verdi, Giacomo Leopardi, Alessandro Volta, il Canova, Michelangelo, pure Cristoforo Colombo, toh e crepi l’avarizia. Ma per quel che riguarda l’oggi, noi tutti e quello che siamo, non sono riuscita a trovare niente e ancora adesso, se ci penso, mi spremo le meningi senza risultato. Eppure qualcosa deve esserci, perche’ io, nonostante tutto, questo paese lo amo.
    Laura

    p.s. gli apostrofi al posto degli accenti non sono da considerarsi una mia incapacita’ ortografica ma al lavoro abbiamo le tastiere americane e loro, come si sa, non hanno bisogno di accenti.

    [Rispondi a questo commento]

  6. fully53 scrive:

    Vado controcorrente (non è a prima volta, non sarà l’ultima): questo articolo non mi convince.
    Parte da un presupposto elitario, non democratico.
    Parte dal presupposto che milioni di italiani siano cretini e solo poche centinaia di migliaia abbiano in tasca la Verità.
    So bene che la Verità non si stabilisce a maggioranza, ma l’analisi mi pare - ciò nonostante - intellettualmente “povera”: il berlusconismo ha origine dal rifiuto della politica “tradizionale”, della “casta” ante-litteram, che a Berlusconi è precedente, e che si rifà a Tangentopoli, ma che, nonostante Tangentopoli, non si è “fidata” plebiscitariamente del PCI-PDS-DS.
    MC, so che puoi fare di meglio. Fallo, per favore.

    [Rispondi a questo commento]

  7. roberto scrive:

    @Laura
    l’unico motivo che mi è rimasto è la consapevolezza che noi italiani siamo tutto ciò che gli altri non riescono a comprendere

    [Rispondi a questo commento]

  8. ilBuonPeppe scrive:

    @ Laura
    Le parole sono importanti perchè hanno un significato, quindi…
    Orgoglio: compiacimento, soddisfazione per ciò che si ottiene o si realizza con impegno e dedizione (De Mauro)
    Io NON sono orgoglioso di essere italiano, semplicemente perchè non è merito mio se sono italiano. Essere orgogliosi di essere italiani è una stupidaggine, infatti le persone che lo dicono non si distinguono certo per l’alto livello intellettuale.
    Chiarito questo ti dico alcuni motivi per cui io sono contento di essere italiano.
    - una storia e una cultura difficilmente eguagliabili
    - un territorio bellissimo e un clima invidiabile
    - la miglior cucina del mondo
    - la fantasia e la capacità di arrangiarsi in ogni situazione
    … e potrei andare avanti. Questo non toglie che ci sono almeno altrettanti motivi per essere infelici della nostra nazionalità; potrei fare un altro elenco, ma mi sembra superfluo.
    Conclusione: siamo italiani, nel bene e nel male, e non c’è merito o colpa in questo. Il merito o la colpa stanno invece in quello che facciamo per migliorare o peggiorare questa situazione.

    [Rispondi a questo commento]

  9. MenteCritica scrive:

    @Fully
    probabilmente il tuo giudizio sull’articolo è corretto.

    Aldilà del perché gli italiani lo votano, sul quale io non sono all’altezza di contraddirti, vorrei conoscere anche il tuo giudizio sul merito relativamente a Berlusconi.

    Vorrei sapere se, secondo te, ha operato direttamente o meno per mettersi in posizioni giudiziarie più comode, si è adoperato o meno per procurarsi guadagni sfruttando la sua posizione politica, ha occupato o meno, manu militari, il mondo dell’informazione italiana.

    Niente di più, niente di meno di un qualsiasi altro politiconzolo romano, ovviamente.
    Secondo me l’aggravante sta nel voler fare continuamente la verginella e nell’associare al potere politico un potere economico ed informativo controllato in prima persona.

    Come la pesi su questo?
    grazie

    [Rispondi a questo commento]

  10. fully53 scrive:

    Non mi sottraggo e ti fornisco le mie valutazioni:

    “Vorrei sapere se, secondo te, ha operato direttamente o meno per mettersi in posizioni giudiziarie più comode”
    Si. E non è il solo.

    “si è adoperato o meno per procurarsi guadagni sfruttando la sua posizione politica”
    Ho la netta sensazione di si, ma non posso dirlo con cognizione di causa. Potrei però dirlo con cognizione di causa per altri, politici, industriali, ecc.

    “ha occupato o meno, manu militari, il mondo dell’informazione italiana.”
    Più no che sì. E’ un fatto che l’opinione pubblica di un certo livello intellettuale non si forma su Emilio Fede ma sul Corriere, su Repubblica e sulla Stampa, tutte testate saldamente in mano alla… concorrenza.

    “Niente di più, niente di meno di un qualsiasi altro politiconzolo romano, ovviamente.”
    Ovviamente. E sul concetto di “politiconzolo” non mi fermerei all’ambito dell’odiata capitale.

    “Secondo me l’aggravante sta nel voler fare continuamente la verginella e nell’associare al potere politico un potere economico ed informativo controllato in prima persona”.
    La verginella può farla perché nessuno ha messo mano seriamente alla questione del “conflitto d’interessi”. Ho spesso provato a chiedermi perché, e le risposte che mi do sono di quelle che imbarazzano.

    Credo di aver risposto a tutto.
    Se poi vuoi sapere la mia sul perché la gente continua a votarlo, io penso che gli italiani segretamente adorino il leader brianzolo che “si è fatto da solo”, che incarna la bella vita,…. e che costituisce l’esempio vivente di ciò che moltissimi italiani vorrebbero diventare, a qualsiasi costo.
    Ma questa è solo la prima risposta, la più stupida.
    Una risposta un po’ meno superficiale? è uno che sa parlare di speranza in un futuro migliore e sembra crederci davvero. E’ la speranza la merce più rara oggi, in Italia e non solo.

    Tutti pareri personali, è ovvio. :)

    [Rispondi a questo commento]

  11. MenteCritica scrive:

    Considerazioni ragionevoli.
    In ogni caso, il fatto che faccia le stesse cose che fanno altri, non mi sembra una giustificazione.
    In più la sua televisione ha indubbiamente abbruttito culturalmente ancora di più questo paese e, solo per questo, meriterebbe la fustigazione.

    [Rispondi a questo commento]

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