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Quaranta Anni di Silenzio

12 dicembre, 2009 - 8:33 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest, Storia e Memoria


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Oggi, con tutto il rispetto possibile, mi chiedo cosa provino le persone la cui vita è stata radicalmente cambiata quaranta anni fa senza che nessuno si sia preoccupato di spiegargli il perché e di rendergli giustizia.

Immagino il sorriso beffardo che si disegnerà sui loro visi quando sentono parlare di democrazia, trasparenza, società civile e istituzioni, mentre pensano alla deflagrazione che portò tutti noi nella strategia della tensione e loro a subire la violenza reiterata dei depistaggi, dei processi fasulli, delle illusioni ed infine la beffa quando l’ennesimo processo, il settimo, sulla strage si chiuse in Cassazione con la conferma delle assoluzioni degli imputati e l’obbligo, da parte dei parenti delle vittime, del pagamento delle spese processuali.

Sono vicende come queste a darci la misura esatta della nostra dimensione civile, dell’infamia che macchia la nostra bandiera come una sorta di peccato originale e della nostra sopravvalutata dignità nazionale.

Eppure, come ogni peccato, anche questo potrebbe essere emendato con un atto di buona volontà. Rimuovendo il segreto di stato, aprendo gli archivi che custodiscono la vergogna tricolore, si darebbe a tutti noi l’occasione di metterci di fronte ad uno specchio e guardarci finalmente negli occhi.

No, non parlo di condanne, non parlo di vendetta, per quanto non spetti a me il diritto di rinunciare a questa forma di giustizia. Troppo tempo è passato. Molti saranno morti, altri potrebbero beneficiare della prescrizione. Parlo di conoscenza e di consapevolezza, perché come ogni malato che mantiene un minimo di dignità, mi piacerebbe sapere quanto grave è il mio male e quanto sono lontano dal giorno nel quale potrò lasciare questo capezzale ed avviarmi, finalmente guarito, per le strade del mondo.

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Comments

6 Risposte a “Quaranta Anni di Silenzio”
  1. maria scrive:

    Non ricordavo la data, onestamante, essendo successo un anno prima della mia nascita, ne sentivo perlare ma come al solito facevo poche ricerche, mi affidavo sempre alle parole del solito sentito dire….
    Oggi ho fatto piccole ricerche su quella strage di piazza fontana…
    riporto brevi righe trovate nel web…

    “Nessun organo giudiziario è riuscito a fare luce sulle stragi iniziate nel 1969 fino a quelle del 1993.

    Quando la magistratura viene ostacolata e vilipesa dalla politica, quando viene opposto il segreto di stato sulle indagini che toccano gli stessi uomini delle istituzioni, quando la politica si rifugia dietro il paravento dell’autorizzazione a procedere, quando si cerca di modificare a propria immagine e per il proprio fine la Costituzione, quando si cerca l’impunità per sottrarsi alle proprie responsabilità, quando si confonde il ruolo pubblico con l’interesse privato, ogni qual volta ciò accade la Giustizia è negata”.

    Credo sia tragico e orribile, per una persona sapere che il proprio amico, parente, figlio, coniuge, genitore, sia andato via in una maniera così brutale ed inaspettata e non avere nemmeno una risposta, e solo per averci provato ad ottenerla, debba anche pagarne le spese…

  2. lembo11 scrive:

    essendo il nostro un paese notoriamente a sovranità limitata, chiedere che venga tolto il segreto di stato sulle stragi non mi sembra nell’agenda di questo governo e dei prossimi 100. Mi sa che ci dobbiamo accontentare di soddisfazioni minori, come la manifestazione di ieri. Da quando vivo a Milano cerco di non mancare al rito laico del 12 dicembre. Ieri sono arrivato in Piazza Fontana e ho trovato tutto transennato, cordoni di polizia e carabinieri, la piazza negata a quelli che sempre sono stati presenti. Erano attesi Formigoni, Podestà e Letizia Moratti. Ho seguito per un pò il corteo degli anarchici, centri sociali e i troppi partiti comunisti. Poi sono entrato in Piazza Fontana, dove già c’erano tante persone non giovanissime, dai 50 anni in sù. I vecchi li lasciavano entrare, li credevano inoffensivi. Quando i partecipanti al corteo non istituzionale hanno cominciato a premere, respinti a manganellate dai celerini, tanti di quei vecchi inoffensivi hanno protestato, fischiato, urlato. Presidenti e sindaco sono andati via frettolosamente, le transenne sono state spostate, qualche funzionario di buon senso ha fatto ritirare le forze dell’ordine. La piazza è tornata antifascista.
    Sulla lapide di Pinelli, nel cimitero toscano dove è sepolto, è incisa una poesia di Edgar Lee Masters, questa.

    “Io vidi una donna bellissima, con gli occhi bendati
    ritta sui gradini di un tempio marmoreo.
    Una gran folla le passava dinanzi,
    alzando al suo volto il volto implorante.
    Nella sinistra impugnava una spada.
    Brandiva questa spada, colpendo ora un bimbo, ora un operaio,
    ora una donna che tentava ritrarsi, ora un folle.
    Nella destra teneva una bilancia;
    nella bilancia venivano gettate monete d’oro
    da coloro che schivavano i colpi di spada.
    Un uomo in toga nera lesse da un manoscritto:
    “Non guarda in faccia a nessuno”.
    Poi un giovane col berretto rosso
    Balzò al suo fianco e le strappò la benda.
    Ed ecco, le ciglia eran tutte corrose
    sulle palpebre marce;
    le pupille bruciate da un muco latteo;
    la follia di un’anima morente
    le era scritta sul volto.
    Ma la folla vide perché portava la benda”

    E. Lee Masters

  3. marechiaro scrive:

    Troppe stragi sono rimaste impunite e quando ci penso la mia disavventura sembra nulla in confronto. Ognuno dovrebbe lottare per le ingiustizie subite non solo contro chi materialmente le fa ma soprattutto contro chi non le condanna, per una giustizia più efficiente che ha una prima selezione cominciando dal corretto agire dei giudici di pace. Bisogna avere molta forza, coraggio e stabilità mentale per poterlo fare e purtroppo se c’è la perdita di una persona cara il dolore ci annienta e qualsiasi battaglia ci sembra inutile perchè mai ci porterà in vita chi è morto, per questo spesso i delinquenti che non si fanno scrupoli spesso la fanno franca.

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