Quando Difendersi è una Colpa 109


Ricordate Giovanna Reggiani? Probabilmente no; del resto la memoria in Italia è un lusso che pochi si possono (o si vogliono) permettere. Ma questo è un altro discorso.

Giovanna Reggiani fu stuprata ed uccisa il 30 ottobre 2007 da Romulus Mailat; così ha stabilito il tribunale competente (in primo grado), ed io non ho alcun motivo per dubitare di questa conclusione. Quello che invece mi lascia qualche dubbio è la motivazione per cui al colpevole è stata inflitta una pena di 29 anni. Non sono competente per dire se 29 anni siano giusti, pochi o troppi, e mi astengo quindi dal sostenere, come fanno certi idioti travestiti da politici, che ci voleva l’ergastolo e altre simili amenità.

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Quello che lascia attoniti è il punto in cui si dice:

la Corte, pur valutando la scelleratezza e l’odiosità del fatto, commesso in danno di una donna inerme e, da un certo momento in poi esanime, con violenza inaudita, non può non rilevare che omicidio e violenza sessuale sono scaturiti del tutto occasionalmente dalla combinazione di due fattori: la completa ubriachezza e l’ira dell’aggressore, e la fiera resistenza della vittima. […] In assenza degli stessi fattori l’episodio criminoso, con tutta probabilità, avrebbe avuto conseguenze assai meno gravi.

Questo significa che la resistenza opposta dalla povera Francesca, costituisce un’attenuante per l’aggressore. Questo significa che Francesca, secondo il tribunale, non avrebbe dovuto difendersi, perché la sua “fiera resistenza” ha aggravato la situazione.

Forse è tutto un problema di informazione; forse nessuno aveva informato Francesca che non si deve resistere ad uno stupratore; forse nessuno aveva spiegato a Francesca che se ti ribelli a chi vuole violentarti, quello si incazza e ti prende a bastonate. E magari ti ammazza.

Sì, forse Francesca non era informata, ma grazie al suo errore, oggi migliaia di donne sanno come comportarsi in circostanze simili: se qualcuno vuole violentarti, spalanca le cosce alla svelta, e vedi di non farlo incazzare…


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109 commenti su “Quando Difendersi è una Colpa

  • dellefragilicose

    Eccellente riflessione.
    E’ da anni che la nostra giurisprudenza machista si esibisce in numeri del genere.

    Gli avvocati difensori dicono quello che vogliono, ma leggere certe cose nelle motivazioni di una sentenza è una vera e propria condanna per la nostra cultura.

  • lastrega

    quote: In assenza degli stessi fattori l’episodio criminoso, con tutta probabilità, avrebbe avuto conseguenze assai meno gravi.

    qui non siamo di fronte alla legge
    siamo di fronte a una opinione priva di fondamento

  • simona_rm

    si, dice proprio così. Che la reazione di Francesca ha provocato la sua morte. Proprio così.
    Una sentenza che lascia intendere, che se la vittima non avesse reagito, FORSE, non sarebbe stata ammazzata.
    Forse.
    SOLO violentata.
    SOLO.
    Lo terremo a mente se ci dovesse capitare di venire stuprate.
    Utilissimo promemoria Peppe, gazie.

    • simona_rm

      refuso: Giovanna
      (avevo appena letto un commento di Francesca e ho sovrapposto un po’ di pensieri, SORRY)

          • simona_rm

            :mrgreen:
            sono una rompiballe, per il momento è questo il mio scopo nella vita. Per il futuro accetto suggerimenti, purchè garbati.

          • Sara

            Simo ho un suggerimento! Mi cerchi dei negozi con dei numeri 42 43 vicino a mantova? Per essere stuprata meglio…

            Sentenza abominevole.

          • simona_rm

            amore, con un 42/43, ti puoi difendere a calci e hai buone possibilità di farla franca……così puoi essere processata per aver aggredito l’aggressore! E passare da vittima a carnefice o almeno corresponsabile.
            Dunque, di Mantova non sono pratica, ma se vieni a Roma c’è un negozio vicino Piazza Annibaliano dove una signora può entrare e chiedere anche il 45, senza essere guardata come una marziana da superflue commesse fighette. 😉

          • Sara

            Che onore eh! Ruolo da carnefice…Prime pagine…
            Siamo un paese alla rovescia. Solo perchè siamo pigri, ma se no cammineremmo con le mani.

  • claudia

    Ne parlavamo proprio l’altro giorno con la mia famiglia. Capita raramente che una donna sia in grado di difendersi contro la forza bruta di un uomo (spesso più grosso di lei e ancor più di frequente ubriaco o drogato) specialmente se non sa dove colpire e come colpire per lasciarlo a terra inerme (io aggiungo: possibilmente esanime). I corsi di autodifesa dovrebbero essere considerati in maniera molto più massiccia da noi donne: chi alza un dito su di noi non ha il diritto di aspettarsi una resistenza passiva per paura di sentenze simili. Chi alza un dito su di noi deve ritrovarsi quello, la mano, il braccio e il resto del corpo fracassato.
    Spero non ti dispiaccia, ho quotato il tuo post (col link).
    A presto.

  • Fully

    Questo “dettaglio” mi era sfuggito…
    Sono sempre più convinto che di questo passo la Giustizia chiederà asilo politico altrove.
    Grazie Beppe

    • ilBuonPeppe

      Altro che asilo: al prossimo giro si metterà definitivamente fine al “problema” giustizia. Sua Bassezza è al lavoro, e stai sicuro che stavolta darà il colpo di grazia.

  • Mala

    veramente non è una cosa che mi sconvolga.
    non gli hanno mica dato delle attenuanti per quello
    hanno semplicemente detto, siccome era completamente ubriaco e lei ha opposto resistenza alla violenza, allora lui l’ha uccisa.
    senza fargli sconti di pena.

    c’è da scandalizzarsi per una cosa del genere? mi pare un concetto lineare e comprensibile

    • simona_rm

      il concetto completo è :
      le cause scatenanti l’omicidio sono state 2
      A > lui era ubriaco
      B > lei ha opposto resistenza
      in pratica, alla vittima hanno attribuito il 50% della responsabilità del suo omicidio!
      da A a B è una linea, mentre A+B>C è un triangolo.

      Non sono state esplicitate le attenuanti, semplicimente gli hanno dato 29 anni invece dell’ergastolo e questa sentenza dovrebbe -secondo i giudici- motivare il mancato ergastolo.

    • Silent Enigma

      Grazie, mi sento meno solo.
      Mi era sfuggito questo commento mala, e mi rinfranca tantissimo

    • Chiara di Notte - Klára

      senza fargli sconti di pena.

      Mi pare di ricordare che chi sceglie il rito abbreviato in un processo in cui e’ previsto l’ergastolo, ottiene una pena ridotta a 30 anni. 30 anni che, in questo caso, sarebbero ridotti a 29.

      Da 30 anni a 29, lo sconto e’ del 3,3% ma io non sono esperta in giurisprudenza per cui non mi azzardo oltre perche’ potrei non aver capito un tubo. 🙂

          • Silent Enigma

            non so più come spiegarlo, NON c’è stato nessuno sconto e le attenuanti sono le generiche previste dal codice, NON la resistenza.
            La resistenza è un elemento del fatto, NON concorre alla determinazione della pena, NON è un’attenuante per il reo.
            non conosco altro modo per dirlo se non questo. stop

  • Monica

    Grazie di cuore per aver notato e fatto notare quello che tante volte passa sottilmente inosservato.

    Mi è tornata in mente la sentenza tedesca di un anno fa che diede le attenuanti in un caso di stupro, tortura e sequestro all’autore dei reati perché sardo.
    All’epoca avevo commentato con l’articolo che segue su radioradicale.
    —————————
    Sequestra, violenta, droga e tortura: attenuanti perché sardo.
    —————————
    L’unico dubbio che ho è se debba sentirmi più offesa come essere umano, come donna o come Italiana? Non sapevo che la nostra arretratezza sociale e culturale fosse tale da trovare opportuno spazio di difesa persino nei tribunali tedeschi! E pensare che era italiano Cesare Beccaria e pure il nobel Grazia Deledda. Come siamo caduti in basso! Ma noi o loro? Ed io che sapevo l’Italia essere la maglia nera europea in tema di pari opportunità! Dobbiamo coinvolgere il consiglio d’Europa per rivedere la classifica dopo questo fallo della Germania. Della sentenza, che trovate a questo [link](http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_4887.asp) vi anticipo solo questo passaggio:
    – “In questo contesto si dovevano ancora tenere conto delle particolari impronte culturali ed etniche dell’imputato. E’ un sardo. **Il quadro del ruolo dell’uomo e della donna, esistente nella sua patria, non puo’ certo valere come scusa, ma deve essere tenuto in considerazione come attenuante**.
    ” Buone riflessioni a tutt*

        • mala

          assolutamente no.
          ci sono le motivazioni della sentenza, e il PERCHE’ non gli abbiano dato l’omicidio premeditato.

          le cause non sono quelle che hai detto tu.
          sono:
          1) lui ha cercato di violentarla
          ma
          2) lei ha fatto resistenza
          e quindi
          3) siccome era ubriaco
          l’ha ammazzata.

          ora, io NON sto assolutamente difendendo lui, ci mancherebbe
          ma direi che 29 anni di carcere invece che 30 (perchè l’ergastolo non lo danno MAI) non mi sembra lasciare un reato impunito

          poi se ci si deve indignare sempre e comunque qualsiasi cosa accada, allora vabene

          • simona_rm

            Chi ha parlato di reato impunito???? La discussione non è sulla pena inflitta. La discussione è sull’opportunità di ritenere la vittima co-rea del suo delitto. Ma mi sembra che questo punto continui a sfuggirti. Secondo me, è un’offesa della corte che si somma ad un delitto tremendo, secondo te è un’ovvietà lineare. Mah. Punti di vista.

          • Silent Enigma

            non sono solo punti di vista, bisogna leggere le sentenze, non gli articoli di giornale

          • simona_rm

            infatti, è la sentenza che recita:

            La Corte pur valutando la scelleratezza e l’odiosità del fatto commesso in danno di una donna inerme e da un certo momento in poi esanime, con violenza inaudita, non può non rilevare che sia l’omicidio che la violenza sessuale, limitata alla parziale spoliazione della vittima e ai connessi toccamenti, sono scaturiti del tutto occasionalmente dalla combinazione di due fattori contingenti: lo stato di completa ubriachezza e di ira per un violento litigio sostenuto dall’imputato e la fiera resistenza della vittima. In assenza degli stessi, l’episodio criminoso, con tutta probabilità, avrebbe avuto conseguenze assai meno gravi

            Non l’articolo.
            Un atto violento(l’omicidio), scaturito “occasionalmente” dalla contingenza di più fattori. La reazione della vittima è stata -quindi- una concausa dell’atto violento, insieme allo stato alcolico dell’omicida. (in diritto, questa casualità da cui finisce col dipendere un evento, credo abbia un nome preciso: àlea? Ma non entro in merito).
            Invece, l’appartenenza di Mailat:

            All’epoca era ventiquattrenne, incensurato, e l’ambiente in cui viveva era degradato. Queste circostanze, assieme al dettato costituzionale secondo cui la pena deve tendere alla rieducazione, inducono la Corte a risparmiargli l’ergastolo, concedendogli le attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti contestate, pur irrogando la pena
            massima per l’omicidio.

            ha motivato il fatto che la pena è stata portata a 29 anni, invece che l’ergastolo (incostituzionale?)

            Questa è la sentenza. E’ una sentenza giusta, ma scritta nel modo sbagliato. Non penso che la pena inflitta sia inadeguata ma non posso negare che la difesa personale sia stata considerata un evento da cui è scaturito un crimine mostruoso, non lo trovo condivisibile. Se la potevano risparmiare.

            Se tu invece intendi le motivazioni complete, credo non siano state depositate.

          • silent enigma

            no non quelle complete. l’ho cercata ovunque la sentenza senza risultati, ma mi bastano questi due passaggi.
            ne ho già scritto più sotto, non mi ripeto anche perché mi ritengo fuori dalla discussione.

            aggiungo solo che questo ragionamento è perfettamente lineare, si limita ad analizzare l’elemento psicologico del reo da una parte (grado del dolo per ogni imputazione a suo carico) e di conseguenza lo mette in relazione con la verità dei fatti emersa in aula. stop, nulla di sconvolgente

          • Monica

            Che dici poteva andare meglio così?

            “La Corte non può non rilevare che l’omicidio e la violenza sessuale sono scaturiti del tutto occasionalmente a causa dello stato di completa ubriachezza e di ira per un violento litigio sostenuto dall’imputato poco prima: ira, ubriachezza e violenza inaudita delle quali la fiera resistenza della vittima offre amara testimonianza. In assenza di quegli stessi elementi, l’episodio criminoso, dobbiamo ipotizzare, avrebbe avuto conseguenze assai meno gravi.”

          • Monica

            o forse la fine potrebbe essere così:
            “In assenza di quegli stessi elementi la Corte ha il dovere di ipotizzare che l’episodio criminoso avrebbe avuto conseguenze assai meno gravi, avvalorando con ciò l’ipotesi di una mancata premeditazione dei più gravi danni arrecati invece alla vittima.”

          • Monica

            Sarà stata così furba da non difendersi con sufficiente energia, d’altro canto lo stupratore doveva incutere sufficiente timore, visto che la sentenza riporta che:
            “L’imputato ha vissuto fino in fondo le sue tendenze sadiche ed ha tormentato la parte lesa, che gli era devota e fisicamente di gran lunga più debole, per un periodo di tempo di tre settimane., oltre alle lesioni personali e alle violenze carnali l’ha privata della sua dignità orinando su di lei, strofinando sul viso un assorbente pieno di sangue e poi deridendola anche verbalmente dopo il reato “che aspetto ributtante hai tesoro”. Non esito’ neppure a fotografare il risultato dei suoi maltrattamenti.

            Però il modo di dargli le attenuanti lo hanno trovato: era sardo!

          • ilBuonPeppe

            Non mi interessa l’entità della pena inflitta; sarebbe una discussione del tutto inconcludente.
            “29 anni invece che 30” significa che gli è stata riconosciuta una circostanza che ha alleggerito la sua posizione; circostanza che è esplicitamente motivata con lo stato di ubriachezza e la difesa della vittima.
            Che la difesa della vittima sia da considerare una circostanza attenuante, a me sembra una bestialità. Questo è il punto.
            PS: nessuno ha lamentato il fatto che il reato sia rimasto impunito.

          • Silent Enigma

            ti sbagli, la resistenza non è stata considerata attenuante, ho tappezzato i commenti di spiegazioni più sotto, non so più come dirvi che siete caduti nel tranello (o equivoco, se fatto in buona fede) dei giornalisti

    • Silent Enigma

      capirai, non è mica la prima volta. negli anni 60 negli stati uniti un italiano è stato assolto dall’accusa di percosse e lesioni personali perché è riuscito a dimostrare che picchiare la moglie è parte della cultura del paese d’origine

  • F.Maria Arouet

    Vuoi vedere che il signor B. non ha neppure tutti i torti a pensar male di questi giudici?

  • Francesca

    Come la conseguenza logica data precedentemente che se una donna violentata indossava i jeans allora non poteva essere stata violentata perchè i jeans sono difficili da sfilare…
    Abominio.
    O quella che le donne con i capelli raccolti sono prede più facili perchè attirate dagli uomini…mah!

    Al di là della sentenza che ovviamente mi fa’ rabbrividire, ho letto che l’atteggiamento di assenso (o comunque di non reazione) fa’ inibire l’istinto del violentatore.
    A mente fredda va bene ma voglio vedere una donna in quelle condizioni se non lotta con tutte le sue forze…

  • Monica

    Non dimentichiamo che in Italia lo stupro è diventato reato contro la persona, e non contro la morale e il buon costume, solo nel 1996, solo 14 anni fa!

    Ma attenzione che se si indossano i jeans e non si combatte almeno un po’ lo stupro potrebbe essere non più tale:
    Cassazione Febbraio 1999.
    Impossibile commettere violenza carnale su una ragazza che indossa i jeans. Così la cassazione assolve l’istruttore di scuola guida condannato per stupro in primo e in secondo grado. Secondo la Cassazione la mancanza di segni di colluttazione tra i due sarebbe la ulteriore prova che la ragazza non ha opposto resistenza, tanto più che, dopo il rapporto, si era rimessa alla guida dell’autovettura insieme al suo stupratore.

    Se però si piange allora diventa tutto più vero, più probabile:
    Cassazione Gennaio 1998.
    Le lacrime di una donna violentata possono diventare un elemento che “inchioda” l’uomo che ha abusato di lei e valere come elemento probatorio “idoneo a garantire la sincerità delle dichiarazioni della parte offesa”.

    Se però siete incinte (dal settimo mese in poi?) scattano le attenuanti generiche: con quella pancia devi quasi ringraziare se ti violentano!
    Cassazione Aprile 1999.
    La Corte afferma che violentare una donna incinta al settimo mese non configura una circostanza aggravante del reato di violenza sessuale. E in più si afferma che è anche possibile applicare al violentatore la diminuzione della pena minima per attenuanti generiche perché il caso può anche essere ritenuto tra quelli di “minore gravità”.

    Retromarcia sui jeans, dipende … :
    Novembre 2001. I giudici ribadiscono che la circostanza che una donna indossi i jeans non è da sola sufficiente a escludere il reato di violenza sessuale, specie se la paura della vittima di subire altre violenze da parte dell’assalitore determina la possibilità di sfilare più facilmente i pantaloni.

    Se a 14 anni hai già avuto delle esperienze sessuali allora puoi padroneggiare uno stupro …
    Febbraio 2006. La cassazione decide che una quattordicenne non può aver subito violenza dal proprio patrigno perché non “illibata” e perché – dato che ha avuto delle esperienze – si ritiene in grado di dominare un rapporto del genere.
    Aprile 2006. La sentenza della Terza Sezione penale della Cassazione decide che lo stupro di una minorenne è meno grave se la ragazzina ha già avuto rapporti sessuali.

    (sentenze estratte dal sito femminismo a sud)

  • Luciana

    Mi chiedo se direbbero la stessa cosa nel caso di un gioielliere rapinato.
    Però sì, non opporre resistenza quando si hanno pochissime probabilità di averla vinta è un consiglio che darei ai miei figli, per evitare il peggio.
    Ma certo l’opposizione della vittima non può essere un’attenuante.

    • Chiara di Notte - Klára

      Cara Luciana, ricorda una cosa: difficilmente troverai un maschietto che non attenuera’ un certo genere di cose In questi casi esiste un sottile legame genetico che li unisce un po’ tutti. Chi piu’ chi meno. Fa parte del ricordo ancestrale di quando chi stuprava di piu’ durante le razzie veniva fatto capo tribu’. Infatti, come noterai, in questo articolo siamo intervenute soprattutto noi.

      … beh, forse siamo intervenute assiduamente anche perche’ a volte capita che non abbiamo un cazzo da fare :mrgreen:

  • Fabrizio

    Avevo sentito questa cosa al TG, ma avevo voluto sperare che fosse una semplificazione tipica da telegiornale, perchè mi sembrava troppo assurdo.
    Praticamente stiamo ritordando al pensiero: “se fosse rimasta in casa a fare l’uncinetto non le sarebbe successo niente”. 🙁

    • Silent Enigma

      lo è.
      è una semplificazione tipica da telegiornale/giornale/giornalista.
      guardi troppa tv e leggi troppi giornali, smetti finché sei in tempo 🙂

  • CogitoergoVomito

    Di questo passo l’Italia non sarà considerato solo un Paradiso fiscale per chi vuole evadere, ma anche un Paradiso per i Rom che vogliono delinquere.
    Bravo Peppe.

    • ilBuonPeppe

      Giusto per correttezza.
      Non mi risulta che il colpevole sia un rom; di sicuro è rumeno, ma le due cose non vanno di pari passo. E comunque, anche il fatto di essere rumeno non significa nulla: è un violentatore e un assassino, e non mi interessa di che nazionalità sia.
      A parte questo, concordo sul fatto che lìItalia sta diventando un paradiso per criminali di tutte le salse.

  • Marco

    Ma se non avesse reagito fieramente, la povera signora, magari dallo stesso giudice sarebbe stata considerata consenziente??

  • Silent Enigma

    Nessuno, tra i commenti che ho letto, si è preso la briga di leggere tutto l’articolo del corriere, a quanto pare.

    E intendo la parte in cui la Corte d’Assise scrive che l’imputato all’epoca era ventiquattrenne, incensurato, e l’ambiente in cui viveva era degradato. Queste circostanze (art 133 c.p.), assieme al dettato costituzionale (art. 27,III Cost.) secondo cui la pena deve tendere alla rieducazione, inducono la Corte a risparmiargli l’ergastolo, concedendogli le attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti contestate, pur irrogando la pena massima per l’omicidio.
    E’ su questi fattori che sta il bilanciamento delle circostanze, non sulla reazione della vittima, e il fatto che omicidio e violenza sessuale sono scaturiti del tutto occasionalmente dalla combinazione di due fattori: la completa ubriachezza e l’ira dell’aggressore, e la fiera resistenza della vittima è soltanto la chiave di lettura usata dai giudici per eliminare dall’elemento psicologico del reo l’aggravante della premeditazione, e personalmente mi sento di condividerla.

    Sull’ergastolo: in italia non può esistere, è anticostituzionale. Mettetevelo in testa una buona volta.
    Echeccazzo.

    • Monica

      L’autore del pezzo ha più volte ribadito che non entrava nel merito del numero degli anni, dei 29 rispetto ai 30, piuttosto che dei 5 rispetto ai 3, quanto nelle parole che motivano lo sconto, ossia: –
      “la Corte, pur valutando la scelleratezza e l’odiosità del fatto, commesso in danno di una donna inerme e, da un certo momento in poi esanime, con violenza inaudita, non può non rilevare che omicidio e violenza sessuale sono scaturiti del tutto occasionalmente dalla combinazione di due fattori: la completa ubriachezza e l’ira dell’aggressore, e la fiera resistenza della vittima. […] In assenza degli stessi fattori l’episodio criminoso, con tutta probabilità, avrebbe avuto conseguenze assai meno gravi.”

      Potevano evitare, a mio modesto avviso, di inserire la “fiera resistenza della vittima” tra le attenuanti.
      Credo che se qualcuno tentasse di violentarti e tu temessi anche per la tua vita forse ti difenderesti e questo tuo difenderti non dovrebbe essere imputato a beneficio dell’aggressore, ma a suo danno… si potrebbe dire, per esempio, “nonostante si sia difeso l’aggressore ubriaco a continuato ad infierire …” sono ipotesi, ovviamente, ma tanto verosimili come altre..

      Quindi, in funzione di ipotesi verosimili come le tante altre, mi piacerebbe capire in quale preciso momento una bestia feroce ed ubriaca possa sembrare all’aggredito/a in grado di uccidere, non solo stuprare, e quindi quando la vittima possa LEGITTIMAMENTE difendere la sua stessa vita, oltre che legittimamente difender la propria incolumità fisica.
      Quando la sua naturale fiera resistenza possa venire imputata al suo sacrosanto diritto e non presa a pretesto per attenuanti, perchè resistendo faceva “incazzare, echecazzo” il violentatore-assassino.
      Difendere la propria integrità fisica e la propria vita credo sia, oltre che innato, anche legittimo, che la Corte veda in questo un’attenuante per il reo mi pare oltremodo oltraggioso.
      La corte non c’era e con quelle parole presuppone più di quanto dovrebbe presupporre, partendo dalla presunzione se non avesse resistito allo stupro oggi sarebbe viva .. o forse no.. forse ha avuto delle probabilità lottando o forse no .. in ogni caso non vedo nella sua resistenza motivo di attenuante per il reo, su tutti gli altri, età, non avere precedenti, ecc, non discuto, come non discuto sull’assurdità dell’ergastolo.

      • Silent Enigma

        Nemmeno la Corte vede nella resistenza un motivo di attenuante per il reo, ed è quello che ho cercato di spiegare dal mio punto di vista.
        Più chiaro di così non saprei come scriverlo, ci provo.
        Hanno usato quest’argomento (resistenza della persona offesa), solo per escludere la premeditazione, come ho già scritto. Non valutandola attenuante del reato.
        Questa è l’unica spiegazione che trovo al bilanciamento di circostanze (che è un’operazione che va fatta sempre, per legge).

        Non è uno sconto di pena, non è un favore che fanno all’imputato, è una valutazione fra circostanze attenuanti e aggravanti che i giudici hanno l’obbligo di eseguire, in cui le attenuanti sono età, l’assenza di precedenti e l’ambiente degradato, non c’entra niente la reazione legittima della vittima.

        Se poi volete capire quello che volete, allora mi faccio da parte.

        Per completezza, un tribunale opera sempre delle ipotesi o supposizioni, perché si deve basare solo sugli argomenti portati dalle parti e su nient’altro.
        La verità assoluta non esiste in aula, ma questo è un altro discorso

        • Silent Enigma

          ah, chiaramente questa è una mia opinione, non quella della corte d’assise di roma

        • Monica

          Quando dici che : “Non è uno sconto di pena (…) non c’entra niente la reazione legittima della vittima.” mi sembra tu vada in contrasto con quanto riportato dall’autore dell’articolo che (a causa delle virgolette) mi sembrava avesse riportato le testuali parole della sentenza: “La Corte (…)non può non rilevare che omicidio e violenza sessuale sono scaturiti del tutto occasionalmente dalla combinazione di due fattori: la completa ubriachezza e l’ira dell’aggressore, e la fiera resistenza della vittima.” Io così le ho interpretate, quindi se ciò non è corretto mi scuso, cadrebbe buona parte del mio discorso.

          Tu parli di “valutazione fra circostanze attenuanti e aggravanti che i giudici hanno l’obbligo di eseguire” e per me, continuo a ribadire, non andava posta la fiera resistenza della vittima.
          La fiera resistenza della vittima, a meno di legittimare il principio della legge del più forte per cui basta ubriacarsi per poter fare qualunque cosa, avrebbe piuttosto dovuto far propendere la Corte verso la premeditazione. Nel senso che se io mi oppongo, e fieramente, con la mia opposizione ti sto di fatto dando modo di capire, anche tra i fumi dell’alcol (altra circostanza su cui personalmente porrei aggravanti piuttosto che attenuanti, ma è una mia personale opinione, per me prima di ubriacarti sei perfettamente in grado di scegliere se farlo o meno), che stai facendo qualcosa che proprio non va bene, che proprio non è “carina”, alla quale fieramente mi sto opponendo, e quindi il fatto che tu INSISTA nella violenza fino ad uccidermi, ben lungi dall’essere un elemento a favore del preterintenzionale fa sconfinare l’evento nell’omicidio premeditato. Se le violenze fossero state minori, se lei sbattuta a terra cadendo fosse morta, allora capirei il preterintenzionale, ma dopo la sua fiera resistenza, proprio per la sua fiera resistenza, personalmente non lo condivido.
          Resta il fatto che questa è la mia personale opinione, e ti ringrazio dello scambio e dell’opportunità che mi hai offerta di approfondire la questione.

          Secondo te quanto tempo è necessario per avere la premeditazione? Quando la volontà di uccidere e punire chi si ribella alle tue violenze viene estrinsecata in quello che potrebbe, ribadisco potrebbe, essere un omicidio volontario e nelle piene intenzioni del reo?
          Del tipo: “Ti ribelli alla mia violenza e io ti punisco riducendoti in fin di vita, uccidendoti VOLONTARIAMENTE.” fino a ” gettarla giù dal ponte in un fossato”.

          Come riporta wikipedia: Il Codice Penale all’art. 43, comma 2 definisce la preterintenzione così: “il delitto: […] è preterintenzionale, o oltre l’intenzione, quando dall’azione od omissione deriva un evento dannoso o pericoloso più grave di quello voluto dall’agente”.

          • Monica

            E’ difficile comprendere che tutto si muove che quello che un tempo era il centro dell’universo oggi non lo sia più, che quello che ieri era giusto oggi non lo sia più e che forse dopodomani sarà ancora tutta un’altra storia … speriamo solo meno triste.

          • Silent Enigma

            perdonami ma prima di cimentarti con categorie come preterintenzione e premeditazione leggiti il codice penale, se puoi anche qualche decina di sentenze e magari un manuale o due di parte generale; non wikipedia.

            scrivi come se non esistessero le leggi, una secolare dottrina e tonnelate di decisioni giurisprudenziali.
            citi il 43 quando, come sicuramente già sai, l’omicidio è l’unico delitto di parte speciale ad essere tipizzato anche nelle forme non dolose.

            sull’imputabilità: l’ubriachezza è da sempre una causa di attenuazione se non esclusione della responsabilità, a meno che non fosse preordinata al fine di commettere il reato, perciò sorprendetevi pure.
            per informazione: la violenza sessuale è stata contestata a mailat ed è stato condannato anche per questo ma l’autopsia ha escluso lo stupro.

            come ho scritto in precedenza, fra le generiche riconosciute non c’è la resistenza della vittima (se fra età, no precedenti, ambiente degradato tu ci vedi la resistenza, allora parliamo due lingue aliene e l’art 133 c.p. è una ciofeca).
            tu ribadisci che per te invece è un’attenuante. Ok, lo sarà per te e per chi ha voluto fartelo credere, ma non per la legge né per la corte d’assise che la deve applicare.

            per l’ultima volta: riconoscere all’imputato che ha agito con dolo intenzionale per la rapina, diretto per percosse e lesioni personali, e solo eventuale per l’omicidio, mi sembra sacrosanto

          • Monica

            E’ talmente evidente anche ai profani che la Legge cambia nel tempo e che anche l’interpretazione di una medesima legge cambia nel tempo che per discorsi di carattere generale non credo si debba scomodare la Scienza della Legge, che trattasi sempre di umane questioni e nulla v’è che non possa essere ridiscusso, rivisto e corretto. Nessuna legge è immutabile e nessuna legge è infallibile ed immodificabile. La Corte poi ha cambiato opinione nel corso degli anni molte volte e credo tu lo sappia meglio di me.
            Il tempo mostra avanzamenti e retrocessioni, tanto nella storia, quanto nel livello di civiltà e nelle leggi che lo trascrivono e interpretano.
            Quindi il cimentarsi in discussioni di legge è affare dell’uomo e non solo degli addetti, che a volte perdono il senso di quello che la legge è: regole tra persone, sentite giuste tra persone.

            Non ne voglio fare una disputa dottrinale, non mi interessa.
            Credo di aver espresso adeguatamente il mio pensiero che parte tutto dalle parole riportate della sentenza. Se sai che non sono corrette forniscimi, per favore, la versione esatta, se invece lo sono il mio discorso segue una sua precisa logica e wikipedia non ne inficia la logicità, né la correttezza, la logica è a prescindere dalle fonti, anzi teme l’argumentum ad personam tanto quanto l’ipse dixit.

            Quello che oggi non è legge domani potrebbe esserlo, e viceversa; quello che dico io domani potrebbe essere legge e non esserlo più quello che dici tu, per quanto più esperto di me e tanti altri che hanno espresso la loro opinione all’interno di questa discussione.

            .. scrivi come se non esistessero le leggi, una secolare dottrina e tonnelate di decisioni giurisprudenziali …
            questa specie di saccente risposta avresti potuto evitarla, ha fatto scadere la discussione al livello di diatriba personale, come altre frasette qua e là che non riporto, ed è stato un peccato …

          • Silent Enigma

            non ne voglio fare una diatriba personale, non è nelle regole.
            non vuoi farne una disputa dottrinale, ma di cosa stiamo parlando se non di una sentenza di un tribunale penale?
            non voglio nemmeno cercare di convincerti che “le parole riportate della sentenza”, come dici tu, altro non sono che una trovata giornalistica per creare il caso e portare la discussione a livelli tipo “non si può andare avanti così”, “è tutto uno schifo” e “giudici bastardi”; o più occamisticamente, un grosso equivoco.
            ed è esattamente quello che è successo; tutti indignati, autore dell’articolo in testa, per le parole della corte, ma su un presupposto errato.
            equivoco o malizia che sia, a me non importa, ho cercato di essere chiaro più che potevo, ora tengo fede alle mie parole e mi faccio da parte, continuate voi

            p.s. saccente è chi cita le norme di legge solo quando fa comodo al proprio argomento e senza conoscerne il contenuto, perciò scusa ma sì, ero un po’ piccato perché se non so di cosa parlo, di solito taccio

          • Monica

            Ma perché non mi offri il link o mi riporti la sentenza vera così procediamo su elementi comuni invece che ognuno fare il suo discorso da solo?
            Ti ho più volte invitato a rettificare quelle parole tra virgolette e a riferirmi i dati in tuo possesso, in assenza è difficile procedere oltre in maniera costruttiva.

            Ps. Dici “saccente è chi cita le norme di legge solo quando fa comodo al proprio argomento e senza conoscerne il contenuto”; io ho citato wikipedia e non mi sono finta esperta, ho portato avanti un’opinione logicamente argomentata da un punto di partenza ad una fine e questo, mi spiace doverti correggere, non è essere saccenti.
            Saccente è chi cita fonti e non le riporta, chi arriva a conclusioni senza argomentare ma solo perchè parla da esperto, chi si nasconde dietro grandi tomi e si fa grande della propria sapienza senza farla comprendere agli altri, senza farsi piccolo nel mostrarla loro.

          • silent enigma

            il testo completo l’ho cercato ovunque, ma ho trovato solo il dispositivo, non le motivazioni (probabilmente non sono ancora state depositate)

          • Silent Enigma

            dal dizionario De Mauro:
            sac|cèn|te
            agg., s.m. e f.
            CO
            1 agg., s.m. e f., che, chi presume di sapere, ma in realtà non sa.

            ho cercato di spiegarvi che stavate equivocando a causa della malizia/imprudenza/imperizia con la quale i giornalisti hanno riportato i passi della sentenza che interessavano a loro.
            ho cercato di spiegarvi che la base del ragionamento su cui si basa l’articolo e il vostro astio per la terza corte d’assise di roma è infondata.
            ho cercato di spiegarvi come leggere le parole della sentenza nel modo corretto, ma non è servito.
            più di così non posso fare

          • Monica

            Queste esatte parole, e non altre, sono state scritte o no?

            “omicidio e violenza sessuale sono scaturiti del tutto occasionalmente dalla combinazione di due fattori: la completa ubriachezza e l’ira dell’aggressore, e la fiera resistenza della vittima. […] In assenza degli stessi fattori l’episodio criminoso, con tutta probabilità, avrebbe avuto conseguenze assai meno gravi”

            Le parole della lingua italiana sono molte e varie e non ho alcun dubbio che la Corte avrebbe potuto esprimere gli stessi argomenti, ossia riepilogare gli elementi a favore della “non premeditazione”, in molti altri modi.
            Quelle che sono state scritte (lo sono state?) aprono il fianco alle critiche che in questa sede, e da più voci, sono state, per me giustamente mosse. Tutto qui.

            Se quelle parole sono state scritte, e in quel modo, i ragionamenti e le critiche, non astiose, nei confronti della terza corte d’appello di Roma personalmente le ritengo legittime, non faziose, né peregrine ma anzi tutte piuttosto argomentate.

            Che ci fossero poi tutti gli elementi per l’applicazione degli articoli che disciplinano la non premeditazione e le altre attenuanti previste di legge, personalmente non mi stupisco né scandalizzo. Mi scandalizzerei del contrario: di venire a sapere che, previste per legge, non fossero state applicate a causa della rilevanza mediatica del caso.

            Ho comunque l’impressione che stiamo continuando a parlare su due piani paralleli, il tuo, mi sembra e correggimi se sbaglio, si è esclusivamente concentrato sulla critica alla sentenza, il mio invece si è concentrato su quella frase a chiarimento di come si riesce a “restare volontariamente uccisi” e non criticava affatto la sentenza in se.

            Ritengo, come tu hai più volte confermato, che quella sia stata una sentenza giusta e corretta, ma continuo a ritenere quella frase, se vera, assolutamente censurabile.

            PS Te e “silent enigma” siete la stessa persona o è un caso di omonimia? Inizio ad avere il dubbio di rispondere a Tizio quanto pensato per Caio!
            😉

          • Silent Enigma

            sì, siamo la stessa persona in vesti diverse, my fault.
            sì, quelle parole sono state scritte

          • Monica

            Avrebbero potuto essere scritte queste altre di parole per esprimere lo stesso concetto secondo te?

            “La Corte non può non rilevare che l’omicidio e la violenza sessuale sono scaturiti del tutto occasionalmente a causa dello stato di completa ubriachezza e di ira per un violento litigio sostenuto dall’imputato poco prima: ira, ubriachezza e violenza inaudita delle quali la fiera resistenza della vittima offre amara testimonianza. In assenza di quegli stessi elementi la Corte ha il dovere di ipotizzare che l’episodio criminoso avrebbe avuto conseguenze assai meno gravi, avvalorando con ciò l’ipotesi di una mancata premeditazione dei più gravi danni arrecati alla vittima.”

            Pensi di poter fornire una descrizione dei fatti che pur avvalorando la non premeditazione non dicano al tempo stesso che la resistenza della vittima è concausa del suo omicidio, per di più non potendo veramente sapere se quella resistenza è iniziata successivamente alla violenza inaudita e proprio per difendersi da essa, ossia per tentare di arginare i danni più gravi poi sopraggiunti nonostante essa, e non a causa di essa.

    • Silent Enigma

      non capisco il riferimento alla testa maschile, ma pare un complimento quindi soprassiedo 🙂
      sul tuo link: lo stupro purtroppo è il reato con il più alto tasso di numero oscuro (non denunciati all’autorità giudiziaria) e lo è proprio perché avviene nella quasi totalità dei casi (fra l’80 e il 90%) fra le mura domestiche.
      su un caso come quello dell’articolo da te proposto è irrisolvibile in tribunale, non esprimo opinioni qui ma dico solo che poteva essere evitato, secondo me

  • ilBuonPeppe

    Ringrazio Silent Enigma per l’approfondimento giurisprudenziale e non solo. Intervengo di nuovo solo per chiarire un aspetto che, a questo punto, ritengo doveroso, essendo io il responsabile di questa diatriba.
    Io non ho contestato la sentenza dal punto di vista giurisprudenziale, per il semplice motivo che non ne sono capace; non conosco abbastanza le norme, per cui non so se la corte abbia agito bene o male. S.E. dimostra di saperne molto di più, per cui prendo per buono quello che dice.
    La mia riflessione si centrava sul fatto che la resistenza della vittima sia stata considerata un’attenuante (come ho detto io) o una non-aggravante (come ha detto S.E.) perchè questo elimina la premeditazione. Il termine “attenuante” che ho usato io magari è improprio (e lo è senz’altro dal punto di vista legale), ma non ne ho trovato un altro più azzeccato: di fatto il risultato è lo stesso, si è alleggerita la posizione del colpevole.
    S.E. ha ragione quando parla di norme, consuetudini e sentenze pregresse, ma io non ho criticato i giudici nè la sentenza in quanto tale (almeno non era questa l’intenzione). Critico il fatto che la resistenza della vittima possa in qualche modo tornare a vantaggio dell’aggressore, come poi è successo nel bilanciamento tra circostanze attenuanti ed aggravanti.
    Questo stabilisce la legge? D’accordo, allora la sentenza è giusta. Ma la legge è sbagliata.
    Forse sono un ingenuo, ma resto della mia idea: S.E. ha ragione dal punto di vista legale, ma io ho posto una questione che va ben al di là dell’aspetto legale. Se non si è capito mi dispiace e me ne scuso.

    • Silent Enigma

      peppe,
      quando scrivi nell’articolo che “la resistenza […] costituisce un’attenuante per l’aggressore” io ho il dovere di intervenire per dirti che stai sbagliando, che non è così.
      se questo argomento era il centro del tuo ragionamento, beh mi spiace ma il tuo ragionamento si basa su un presupposto errato.

      lo ripeto anche a te (ma per l’ultima volta):
      la posizione del colpevole non è alleggerita.
      la posizione del colpevole non è alleggerita perché non ha agito con premeditazione e la corte non ha fatto altro che constatarlo.
      non ha agito con premeditazione, quindi in base al combinato disposto di articoli che non sto qui ad elencare sennò mi prendo anche del saccente, l’imputato ha diritto a vedergli concesse “le attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti contestate”.
      le quali attenuanti sono quelle che ripeto da giorni e che ti prego di andarti a leggere, ma non certamente la resistenza opposta dalla reggiani.

      la resistenza della vittima è un elemento del fatto, non un elemento normativo, non è attenuante, non alleggerisce niente.
      non vediamo il mostro anche dove non c’è.

      x peppe; la consuetudine non è una fonte del diritto penale, non di quello interno perlomeno, questo per completezza.
      le norme giuridiche attraverso le quali ogni provvedimento giurisdizionale dev’essere motivato sono costituzione, codice, leggi complementari.

  • aLFREDO

    per un reato come questo non dovrebbero esistere attenuanti che consentano una pena minore dell’ergastolo

      • simona_rm

        scusa se mi permetto, ma perchè l’ergastolo non esisterebbe? Mi sembra che il sistema giuridico ancora lo contempli, al di là delle disquisizioni di incostituzionalità.
        http://it.wikipedia.org/wiki/Ergastolo
        mi sono persa la sua abrogazione?

        anche nel maxi processo di Palermo ce ne furono parecchi, o no?

          • simona_rm

            l’ho riletto, ma continuo a non trovare la risposta che cerco. Cioè: l’ergastolo non è più applicato nel nostro paese.

          • Silent Enigma

            sinteticamente: esiste solo sulla carta, l’articolo di wikipedia è piuttosto chiaro in merito

          • simona_rm

            mi rendo conto di sembrare insistente, ma il “fine pena mai” viene ancora inflitto…perchè sarebbe solo sulla carta?
            Anche di recente, mi viene in mente il processo di Erba. Forse sbaglio (perchè odio i processi TV) ma i Romano non hanno avuto l’ergastolo?
            Anche per i delitti di mafia viene comminato. Giuridicamente esiste. Poi se tu intendi dire, che nel corso della carcerazione si può beneficiare di libere uscite o premi di altro genere, è altra storia. O intendi che non esiste in terzo grado?

          • Silent Enigma

            simona, io stesso non riuscirei ad essere più esauriente della voce di wiki che hai linkato, mi spiace.
            mettiamola così: nessuno resta in carcere a vita, nemmeno se è stato condannato a 4 ergastoli. meglio?
            ti prego di non insistere perché siamo già parecchio fuori argomento.

  • vertigoz

    ovviamente quello che dici non ha alcun senso. il giudice non ha sostenuto che la fiera resistenza della reggiani fosse un attenuante per lo stupratore omicida. molto probabilmente si stava sostenendo che non era omicidio premeditato, che è un’altra fattispecie di reato.

  • Vampiretta

    Io non ho ben chiara una cosa. Ma il concetto quale è che se l’omizicio fosse stato premeditato la vittima non si sarebbe comunque difesa? Visto che si è difesa allora è occasionale?

    Io non credo il fatto che la signora si sia ferocemente difesa significhi assolutamente nulla se non il fatto che non voleva subire ciò che ha subito.

    Non so, non riesco a capire, ma lo dico sul serio non con ironia. Sarò torda! -_-

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