Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/">Widget</a>

 

Quale Puccini?

8 marzo, 2009 - 8:00 di  
Archiviato in latest, Suoni & Musica




Condividi Quale Puccini?. Marina Garaventa ti ringrazia.
22 letture

Ti Piace MenteCritica?

Sull’onda dell’auditel e stuzzicata dalla domanda di Ysor, festeggio la festa della donna (scelta non casuale!) parlandovi di Giacomo Puccini e, in particolare del recente sceneggiato televisivo.
Chi ha visto lo sceneggiato senza conoscere la vita e le opere del musicista lucchese, si chiederà cosa c’entri Puccini con le donne. In realtà, l’universo femminile e il rapporto con esso sono stati il fulcro e il motore dell’ispirazione di questo musicista: non a caso, tutte le sue composizioni hanno come protagoniste le donne e l’amore.




Lo sceneggiato televisivo, prodotto pregevole per interpretazione, scene, costruzione narrativa, ci ha presentato un personaggio, seppur ben delineato, totalmente avulso dal contesto storico e culturale dell’epoca e solo travagliato da dubbi d’identità e preoccupato solo di portare a termine la stesura di “Turandot” che, col reiterare della melodia di “Nessun dorma” ha finito per diventare uno stucchevole tormentone. Come se Puccini avesse scritto solo quell’aria che, tra l’altro, non è una delle sue migliori!

puccini

Sfido chiunque abbia visto lo sceneggiato, a dire, a parte i costumi, quale sia stato il periodo storico in cui l’autore visse. L’opera di un artista è sempre fortemente influenzata dall’ambiente, dalla storia e dalla cultura del tempo ma, nello sceneggiato non se ne fa il minimo accenno. Un esempio per tutti: le prime due opere di Puccini (Le Villi e Edgar) furono scritte sull’onda wagneriana che aveva invaso il melodramma con il sinfonismo, ed ebbero, giustamente, poco successo. Puccini, infatti, non aveva trovato ancora l’equilibrio tra sinfonismo tedesco ed emotività italiana. A questo si riferiva Verdi, quando scriveva a Ricordi, riferendosi al lucchese, “l’opera è l’opera, la sinfonia è la sinfonia”.

Ma torniamo alle donne: ammesso e non concesso che il sor Giacomo fosse personaggio così travagliato, si sa, per certo, che abbia avuto innumerevoli relazioni extra dalle quali, spesso, trasse ispirazioni per le sue opere. Lo sceneggiato ci mostra, solo velatamente, quest’aspetto, concentrandolo sulla tra l’altro, dubbia relazione con la giovane domestica, e facendo passare la povera Elvira come una pazza visionaria.

E, per ultimo ,parliamo di musica: quale musica, direte voi, poiché non abbiamo ascoltato che “Nessun dorma”? Appena accennate le note di Manon Lescaut, Boheme e Tosca, di Butterfly abbiamo “visto” solo il finale, completamente tralasciate Gianni Schicchi, Suor Angelica, Tabarro, La rondine, La fanciulla del West. Nessun accenno al rapporto coi cantanti, coi direttori e con tutto ciò che concerne il melodramma in tutte le sue sfaccettature. Come fare un film su Picasso e non far vedere i suoi quadri!

Dubito quindi che, chi non abbia dimestichezza con la lirica, possa aver capito qualcosa di utile e consiglio un giro nel sito del Centro Studi Puccini e la lettura del libro “ Giacomo Puccini: l’ultimo di una bottega di musicisti – (Maria Pacini Fazzi Ed. Lucca) di Daniele Rubboli.

Dopo tanta serietà, ecco una versione particolare del Coro a bocca chiusa dalla Madama Butterfly.

Immagine anteprima YouTube

Puccini mi scuserà ma non ho resistito!

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
Quale Puccini? è di Marina Garaventa

Leggi tutti gli articoli di

Comments

2 Risposte a “Quale Puccini?”
  1. Antonio Garganese scrive:

    Divampano le critiche sul nuovissimo “Puccini” di RAI 1. Poche benevole, moltissime contro. Le numerose sottolineature di scarsa aderenza alla realtà, gli errori, la fretta, il pressappochismo e così via, sono la protesta di un inevitabile modo di essere della nostra televisione.
    Davvero c’era così tanta gente che si attendeva un prodotto migliore? Personalmente mi aspettavo addirittura di peggio! Cosa pretendere da una TV pubblica in eterna concorrenza con se stessa e con quella cosiddetta “commerciale” (Mediaset), ma soprattutto chiamata a un certo modo di far spettacolo e (non)cultura?
    I tempi stretti del racconto sono quelli imposti dalla “fiction” imperante e le molteplici imprecisioni non debbono stupire più di tanto, anzi.
    Rimarcare il gran disordine di questa produzione, come fatto-e li si capisce-da molti appassionati, è imbarazzante.
    Non poteva che essere così.
    Alessio Boni se non altro è un buon professionista, anche se non basta ciò a salvare qualcosa che ha dei costituzionali limiti.
    Aggiungere note negative su questo o quell’aspetto facilissimo.
    Nel primo sceneggiato RAI sul musicista, diretto da Bolchi, i consulenti furono Mario Labroca ed Enzo Siciliano.
    Qui? I titoli di coda sono stati sfumati sia nella prima, che seconda puntata (c’era altro da mandare in onda!), ma le locandine rese pubbliche dei “crediti” non fan menzione di questo aspetto.
    Che la discendente, Simonetta Puccini, abbia letto la sceneggiatura, dando qualche marginale avvertimento, non potrà essere ritenuta una seria consulenza (ma per i “tempi moderni” evidentemente sufficiente).
    Lo stesso Boni ha confessato su “La Stampa” del 1 marzo di aver visionato due volte di fila la precedente versione RAI interpretata da Alberto Lionello, trovandola “bellissima” e consigliando di replicarla.
    Una interpretazione rimasta famosa, sia per la cifra dell’attore, sia per una credibilità interiore e fisica (ci fu chi disse-avendo conosciuto il vero Puccini-di averlo perfettamente ritrovato nella
    maschera di Lionello).
    Ma tra le tante “colpe” di questa nuovissima produzione, l’assenza di musica è parsa mancanza due volte grave visto che si stava mettendo in mostra la vita di un compositore.
    Così sarà inutile rievocare i fantasmi di opere artistiche come il film su Mozart “Amadeus” , percorso da cima a fondo non tanto dalla quantità di citazioni musicali, ma dall’ impatto musicale offerto allo spettatore; o del Ciaikovskij di Ken Russell, infedele di fuori ma analisi profondissima delle motivazioni intime, sia umane che artistiche.
    Il “colmo” del tema musicale non pucciniano dei titoli di apertura e poi d’accompagnamento è un peccato veniale, al riguardo.
    La “trovata” di far terminare “Turandot/Turandò” su una melodia ormai approdata a Sanremo, non è il vero scandalo.
    Le tanti parti secondarie troppo spesso al limite della macchietta o
    l’ossessionante far notare che Puccini copulasse costantemente (Boni stesso, ha rimpoverato questo atteggiamento in sede di rappresentazione, nella intervista citata) sono, assieme ad altro, punti dolenti di una produzione dalla quale era vano attendersi una
    seria analisi quantomeno biografica.
    Chi conosce davvero Puccini, avrà riempito i tanti vuoti del programma con le proprie conoscenze; ne sarà rimasto magari disgustato: mal di poco in fondo.
    Il guaio è aver dato un’ immagine da quattro soldi a chi Puccini non lo conosceva invece, perdendo un’ occasione di proposta culturale di qualche validità.
    Ma questa è la televisione che ci meritiamo.
    Consiglio. Comperarsi i libri di Carner, Siciliano, l’ epistolario ed ascoltare qualche buona incisione e sperare che il vecchio e glorioso sceneggiato con l’affascinante Lionello, sia inserito nella collana dei “Grandi Sceneggiati TV” attualmente in corso di pubblicazione nelle edicole dalla “Fabbri”, se non altro per accertarsi che è possibile qualcosa di diverso.
    Meglio: era possibile.

  2. Mario Fedrigo scrive:

    E’ verissimo. Lo sceneggiato televisivo è veramente inutile. E’ pieno di errori storici che non possono essere spacciati per esigenze cinematografiche. E’ decisamente un falso.

Apri la Tua Mente

Esprimi il tuo pensiero...
Per favore, leggi chi siamo e quali sono le regole di discussione
Il primo commento di un nuovo lettore va sempre in moderazione
Puoi sbloccare il commento cliccando sul link contenuto nella mail che ti invieremo
I commenti non confermati tramite click verranno considerati spam
ah, se vuoi essere riconoscibile dagli altri utenti procurati un gravatar!

Aggiungi Gianalessio ai tuoi amici di Facebook. Facebok ha rimosso il precedente profilo. Aiutaci a seguire quello che accade in rete!