Qualcuno Comincia a Fare Opposizione: gli Opinionisti
19 maggio, 2008 di Fully
Archiviato in Chiamiamola Economia, Democrazia e Diritti, Il Bello della Politica
Dicevo l’altro giorno che in questo momento praticamente il governo Berlusconi non ha in Italia una vera e propria opposizione in quanto i provvedimenti messi in atto o annunciati trovano sostanziale condivisione da parte di tutti.

Qualcosa comincia a muoversi, invece.
In realtà al giro di vite sull’immigrazione clandestina qualcuno si sta opponendo, oltre … agli spagnoli. E’ Riccardo Barenghi (aka “Jena”) che sul concetto di immigrazione “utile” ha scritto:
“E’ giusto far entrare solo gli immigrati che ci servono: tu servi, egli serve, voi servite, essi servi“.
Fulminante e toccante. Verrebbe da commuoversi, se non fosse che uno si domanda subito dopo: ma se non quelli che ci servono, quali? A me è venuta in mente la scenetta vista tante volte nei film, quando all’ingresso negli USA la guardia di frontiera chiede: “E’ qui per lavoro o per turismo?”. Non ho mai sentito chiedere a chicchessia “…o per altro?”. Perché? Forse perché tertium non datur. Ora, io credo che possa escludersi che qualcuno di coloro che sbarcano nottetempo a Lampedusa lo faccia per turismo, io penso che la maggior parte venga per cercare condizioni di vita migliori di quelle che lascia, e che per trovarle venga a cercarsi un’occupazione, ossia lavoro. Cos’altro?

Insomma, anche a loro serve un lavoro, anche noi italiani serviamo a loro. La badante di mia madre serve alla nostra famiglia tanto quanto la nostra famiglia serve a lei. Nel tempo si è creata una dinamica di mercato: le persone migliori nel fare questo mestiere sono anche le più ricercate, quindi guadagnano più delle altre ed hanno prospettive di impiego più stabili e durature. Ci dovremmo scandalizzare di questo?
Ma Barenghi non è solo: c’è qualcun altro che critica le scelte del Berlusconi IV, stavolta in tema di politica fiscale. L’economista Francesco Giavazzi ha sottolineato una clamorosa contraddizione di questo governo, il cui animo federalista dovrebbe non essere in discussione, non fosse altro che perché tra le sue fila milita un certo Umberto Bossi.

Giavazzi si chiede se l’abolizione totale dell’ICI sia in linea con questo animo, visto che l’ICI è un’imposta locale, cioè un tipo di imposizione che va perfettamente a braccetto col progetto di federalismo fiscale ed il cui gettito verrebbe compensato con trasferimenti ai Comuni da parte dell’odiata Roma Ladrona. Fra l’altro verrebbe a mancare l’immediata percezione dei cittadini sull’impiego dei fondi e la conseguente responsabilizzazione dei sindaci.
A me pare che l’obiezione sia fondata.
C’è solo da chiedersi come mai la stessa obiezione non sia venuta dalla Lega in campagna elettorale oppure dall’attuale governo ombra.
Mah… Misteri della politica italiana…

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A me pare che in un clima nel quale si era abituati solo a pensare contro si cerchi per forza qualcosa da condannare o criticare, finendo per dire cose che non sanno di nulla.
Abbiate pazienza, ci sarà sicuramente qualcosa che non va, non disperate.
Speriamo che ci sia anche qualcosa fatto bene, mi piace pensare che tra chi cerca colpe e problemi si nasconda anche chi cerca soluzioni.
Saluti.
Non è che ci voglia uno scienziato per trovare qualcosa da condannare (commissari straordinari per gestire un gruppo etnico) o contraddizioni interne (nazionalisti che si eccitano con il tricolore alleati a chi è stato condannato perchè della bandiera voleva farne altro uso).
Spero che il diritto e dovere di critica non venga stigmatizzato come infedeltà alla Patria, abbiamo già dato in quel senso.