Qualcuno ci marcia, sul Regno dei Cieli 11


“Il Regno dei cieli è simile al padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata dei lavoratori per la sua vigna. Accordatosi con loro per un denaro al giorno, li mandò nella sua vigna.
Uscì poi ancora verso le nove del mattino, ne vide altri…
e di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre e …
ancora verso le cinque ne vide altri … e disse loro: andate anche voi nella mia vigna, quello che è giusto ve lo darò

Quando fu sera il padrone della vigna disse al fattore: chiama gli operai e dà loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. I primi pensavano che avrebbero ricevuto di più, ma anch’essi ricevettero un denaro ciascuno … e mormoravano contro il padrone, … ma questi disse: amico, io non ti faccio torto; non hai forse convenuto con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ora voglio dare a quest’ultimo come a te. Non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure il tuo occhio è cattivo perché io sono buono? Così gli ultimi saranno i primi e i primi gli ultimi.”

many who are first will be last, and many who are last will be first Matthew 19:30

Ogni persona di buon senso capisce che la parabola non si prefigge di descrivere un modello di relazioni industriali. Se il padrone tornasse in piazza l’indomani non troverebbe nessuno disposto a recarsi nella sua vigna all’alba. Gli direbbero: ripassa verso le cinque. Meglio essere l’ultimo che diventa il primo, piuttosto che il primo che diventa l’ultimo e per soprammercato l’accusano pure di avere l’occhio cattivo. Fino alle cinque preferisco restarmene in piazza, a far niente.

La stessa morale cattolica, a scanso d’equivoci, le persone di buon senso sono meno di quante si pensi, spiega che Gesù non vuole insegnare come si conduce una vigna, ma come la realtà si debba guardare non soltanto secondo la logica umana ma anche secondo quella divina, che è amore verso gli ultimi.

Il presupposto del ragionamento è che esista una logica divina. C’è chi ci crede e chi no. Chi crede all’esistenza della cosa in sé, che Kant definiva «La cosa che non è oggetto di esperienza possibile», il Regno dei Cieli, il Sol dell’Avvenir e il Popolo Sovrano; e chi al contrario sostiene che una cosa, se non può essere oggetto d’esperienza sensibile, non può neppure essere usata per determinare le regole di un comportamento fatto di cose sensibili. Coloro che non credono sostengono che chi volesse tenere insieme le due logiche, vivendolo come un dovere verso la propria umanità, si ritroverebbe a perdere sia la vigna che il credito degli ultimi, ai quali venuta sera non potrebbe pagare il solito denaro.

I padroni delle vigne lo sanno, tant’è che soltanto nelle parabole qualcuno di loro va in giro a cercare lavoratori alle cinque del pomeriggio. Tuttavia, se qualcuno continua a raccontarlo nelle parabole, una qualche ragione ci dev’essere. Anzi, ce ne sono perlomeno due. La prima, che in piazza alle cinque della sera  ci sono sempre ultimi che aspettano qualcosa; la seconda, che qualcuno li ha contati e ha scoperto che sono tantissimi. Costui, non certo uno sprovveduto, s’è detto: non c’è niente che non possa essere barattato con qualcos’altro, pure gli ultimi se bene organizzati possono valere qualcosa. Fu quella l’idea che ingravidò la madre del populismo: “atteggiamento ideologico che… esalta in modo velleitario il popolo come depositario di valori totalmente positivi”. Presa da Treccani.

Si tratta soltanto di scoprire su cosa far leva per mobilitarli. Facile. Come tutti anche costoro apprezzano il denaro, a maggior ragione se ricevuto alla fine di una giornata non lavorata, e come tutti temono la concorrenza, la presenza di altri ultimi.

Oggi, in questo paese di ultimi per vocazione, pare prevalere la paura di perdere il proprio status, piuttosto che la speranza di ricevere il denaro alla fine di una giornata non lavorata.

Gli ultimi sondaggi, Euromedia Research,  danno Salvini al 32% e Di Maio al 28%, a marzo erano rispettivamente al 17% e al 32%.

La somma dei consensi è al 60%, a marzo era al 49%.

Gli italiani  si sentono un po’ più ultimi e ne hanno tutte le ragioni.


11 commenti su “Qualcuno ci marcia, sul Regno dei Cieli

  • emilio

    Un articolo certo non ad usum populi. Ci ho messo un bel po’ a districarmi tra principali e subordinate. Continuo a ringraziare l’Autore per l’utile analisi di cose che si danno per scontate. Provenendo da una lontana educazione cattolica, che mi fa sempre provare una indefinibile sensazione di colpa quando mi irrito per le semplificazioni infantili del messaggio papale, ti ringrazio di nuovo perché non ho mai letto il Vangelo e se queste sono le fesserie che sono riuscite ad abbindolarci per due millenni, siamo a posto. Ciò detto, per costruire, si usa il materiale disponibile, in ogni tempo e in ogni luogo. Dare un eccessivo peso e eccessive colpe al populismo, beh… il populismo è l’asso nella manica quando si ha necessità di “massa” e lo usano buoni e cattivi. Ma non credo che sia l’unico ingrediente quanto piuttosto il legante, per dirla alla muratora, perché di “inerti” se ne sono accumulati a sufficienza. Altrimenti, si si è convinti di avere ragione, si schierano i carri armati e si governa il popolo con la dittatura. Meglio del populismo?

    • fma

      Detta così parrebbe che l’unica scelta possibile sia tra dittatura e populismo. Fortunatamente non è così. Se dovessi indicare come dovrebbe essere la società in cui mi piacerebbe vivere direi: Quella in cui le ineguaglianze sociali ed economiche sono accettate solo se il loro venir meno procurerebbe un danno ai meno avvantaggiati e se le posizioni cui sono collegate sono aperte a tutti. Vale a dire che il sistema funziona bene solo se ogni persona trae beneficio dalle ineguaglianze e se la posizione di privilegio connessa all’ineguaglianza è scalabile da parte di chiunque.
      L’idea è di John Rawls.

  • emilio

    “Detta così parrebbe che l’unica scelta possibile sia tra dittatura e populismo”… nel periodo di transizione… secondo te, non ci fu alcun populismo nei frangenti del referendum tra repubblica e monarchia? O negli anni dell’anticomunismo per fede cattolica?
    ” Vale a dire che il sistema funziona bene solo se ogni persona trae beneficio dalle ineguaglianze e se la posizione di privilegio connessa all’ineguaglianza è scalabile da parte di chiunque.” Una visione molto etologica. Credo, e non scherzo, funzioni così anche tra i bonobo.

    • fma

      Scimpanzé e bonobo appartengono al genere Pan, con il quale noi umani condividiamo il 98% del genoma, dunque non ci sarebbe da meravigliarsi.
      Resta la questione dell’anima, di cui non c’è traccia nel genoma, ma che secondo il dottor Duncan MacDougall, che condusse degli interessanti esperimenti all’inizio del secolo scorso, peserebbe 3/4 d’oncia, all’incirca 21 grammi.

      • emilio

        Certo, era quello che intendevo per i bonobo. Ero un po’ preoccupato che paresse celia.In quanto al peso dell’anima… misteri dell’esistente. Se non sbaglio uno stesso oggetto freddo o caldo differisce per peso…

        • fma

          Non me ne voglia la buonanima del dottor MacDougal, ma la mia era proprio celia. 🙂
          Oggetto freddo o caldo: non cambia il peso dell’oggetto, ma il suo peso specifico, in funzione inversa della variazione di volume determinata dalla dilatazione termica.
          Il mercurio del termometro non varia di peso passando da 36 a 40 °C, ma aumenta di volume, quindi il suo peso specifico diminuisce.

          • emilio

            Credimi… da qualche parte lessi, o fu addirittura durante una lezione che sentii affermare che c’è una appena percettibile e inspiegata variazione di peso in un oggetto caldo non legata alla relazione che tu hai esposto. Cercherò…

          • emilio

            “La teoria della relatività ha scoperto che l’energia, in tutte le sue forme, si comporta come la materia: un pezzo di ferro caldo pesa di più dello steso pezzo di ferro freddo; e ancora, che il Sole, e le altre stelle, emettendo energia, perdono massa. La fisica classica aveva individuato due entità distinte: materia ed energia, la prima dotata di peso, la seconda priva di peso. In fisica classica si avevano pertanto due leggi di conservazione, l’una per la materia, l’altra per l’energia. Dopo la formulazione delle leggi relativistiche di Einstein non vi è più alcuna differenza fra massa ed energia e le leggi di conservazione si sono ridotte ad una sola: la legge di conservazione della massa-energia.” cit,

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