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Pubblicità di Cacca – La Naturale Regolarità delle Donne

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ddf-adp-yogurt-types-1.jpgStiamo diventando tutti dei deficienti per colpa della pubblicità. A sentire la marcuzzi la cassiera svogliata, la commessa scorbutica, la manager stressata, la mamma isterica, l’insegnante acida e in generale tutte le donne inspiegabilmente turbate e nervose hanno un solo unico problema: hanno perso la loro “naturale regolarità”. Sarà vero?

naturale_regolarita.jpgParlando fuori dai denti la pubblicità mi dice che le donne sono nervose perchè non cacano. Tutto qui? Care signore ho io la soluzione per voi. Mangiate più fibre (frutta verdura cibi integrali), fate due passi in più, bevete molta acqua. Oppure ingurgitate qualsiasi porcata, sfinitevi con assurde ed estenuanti diete, digiunate e poi prendete il vostro bel vasetto di probiotico e mettetevi a posto con la coscienza.

Ma fatemi un piacere, non chiamateli yogurt. Sono pseudo-yogurt farciti di batteri da marchio registrato. E, badate bene, per legge non possono chiamarsi yogurt. Sono latti fermentati con bifidobatteri, coloranti, addensanti, edulcoranti. Lo yogurt, alimento sano e naturale, si può anche produrre facilmente in casa usando i batteri Lactobacillus Bulgaricus e Streptococcus Termophilus che sono di tutti.

Torniamo a noi. La prima questione è: perché la marcuzzi si rivolge alle donne? Statisticamente esistono più donne stitiche rispetto agli uomini? Oppure i geni del marketing hanno capito che le donne sono, sotto questo punto di vista almeno, più sensibili? (leggi: fesse e credulone). Sicuramente trovare un uomo in grado di assumere una “dose” di activia al giorno per 15 giorni non è facile. Si sa, gli uomini sono incostanti per natura. Ergo pessimi consumatori.

Mi vado a documentare sul sito del prodotto di punta nel settore. Prima di spiegarmi che cosa sia il loro bacillo col marchio registrato (sta cosa proprio non mi va giù) si lanciano in una filippica su “functional food”.
Un’idea nata in Giappone negli anni 80. Cosa sia non l’ho capito. E forse non lo ha capito nemmeno il redattore del sito che dopo tre pagine di vaniloquio conclude dicendo:

“Un alimento funzionale, infatti, mostra effetti positivi per tutti i componenti di una popolazione, ma allo stesso tempo risulta specifico per determinati gruppi di consumatori che presentano particolari esigenze. In parole semplici: è consigliato a tutti, ma su qualcuno produce effetti ancora migliori.”

Ora rileggiamo il tutto provando a sostituire “un alimento funzionale” con “un bel cannone di marijuana”. Quello che probabilmente si è fumato chi ha scritto sta roba.
Se le cose stanno così il functional food è per coloro che abbisognano di personal belongings.

Altrove scopro che i functional foods sono cibi/medicina. Quindi non uno yogurt, ma uno YoGuttalax. In ogni caso una porcata bella e buona.

Torno sul sito di Activia. Nelle pagine seguenti dopo la descrizione dell’estatica sensazione che proverà la donna una volta che avrà risvegliato il suo kundalini intestinale parte l’anatema:

“L’effetto salutistico del consumo regolare di Activia può quindi essere osservato finchè il consumo perdura, e smette dopo poche settimane dall’interruzione della sua assunzione. Per questo motivo si consiglia per Activia un consumo continuo e regolare, su base quotidiana.”

Ottima strategia. La mia “naturale regolarità” diventa subordinata ad un batterio-marchio-registrato che dovrò assumere ogni giorno per tutto il resto della mia vita. Mi è venuta un’idea per lo slogan della prossima campagna.

Un batterio è per sempre.

Leggo, su un sito di commercio elettronico, che 2 vasetti di activia costano € 1,50.

A coloro che vogliono risparmiare 273 euro l’anno, recuperando comunque una sana regolarità segnalo i saggi consigli della paperazoppa per una pronta e serena evacuazione a costo zero. I maschietti scopriranno che c’è un activia fatto apposta per loro, che potrebbe aiutarli a rendere più regolare la loro assunzione. Come dire: tira più un vasetto di Activia che un carro di buoi. (dal blog di lameduck.)

Segnalo a tutte le stitiche boccalone che lo hanno gia acquistato e che sono rimaste insoddisfatte dal prodotto questi preziosi consigli utili per reclamare il rimborso (dal blog di a.i.u.t.o.)

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So' romano quinni non c'ho voja de fà 'n caxxo! 'na vorta scrivevo su mentecritica ma mmò ce stà twitter...

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