Psicopatologia del Fascistone 83


Il Fascistone gode nel fare il saluto con il braccio teso. Lungi dal rappresentare una ideologia politica, una mozione di ribellione o una semplice semeiotica di appartenenza, il braccio teso attinge essenzialmente ad un’esibizione di virilità. Una metafora fallica la cui proiezione spaziale verso l’alto e l’intrinseca rigidità hanno la valenza liberatoria dell’atto di aprire l’impermeabile e mostrare, finalmente e senza inibizioni, le spropositate dimensioni e la consistente turgidità del proprio apparato riproduttivo.

Il Fascistone ha il mito dell’Ordine. La vastità dell’Universo e la volubilità della sua fenomenologia gli procurano un disorientamento agorafobico. Per tale motivo il Fascistone proietta la multiforme e sterminata sostanza polidimensionale del Creato in una visione categorica che gli fornisce una mappa comportamentale adeguata alla profondità del suo pensiero. Gli omosessuali sono ricchioni, le russe puttane, gli extracomunitari negri, gli immigrati delinquenti, quelli dei centri sociali zecche, gli ebrei avari, gli operai dei fannulloni. Tutti hanno la loro etichetta in una tassonomia cristallina e finalmente indubitabile. Una sorta di topografia etologica nella quale ciascuno è intrappolato dalla nascita senza alternativa evolutiva.

Il Fascistone si è finalmente liberato dei lacciuoli intellettuali che obbligano a giudicare cavillosamente e specialmente ogni evento fenomenologico ed inferenziale della società umana. Per il Fascistone i grandi metainsiemi del “Giusto” e dello “Sbagliato” sono separati da una frontiera disegnata con precisione cartografica e costantemente pattugliata da doganieri armati fino ai denti acciocché nessun concetto possa transitare clandestinamente da una parte all’altra o, peggio, sostare sulla “border zone” assumendo un particolare ed indecidibile carattere di indeterminazione.

Il Fascistone non ha interlocutori, ma solo nemici. La rigidità del suo pensiero non ammette crepe insinuate dalla discussione, pena il crollo dell’intera struttura. E’ per questo che il Fascistone vive perennemente in conflitto con ciò che lo circonda. Costantemente assediato dal nemico, il Fascistone trova la sua pace solo nell’esplicazione della violenza, sia essa intellettuale o fisica. La violenza è lo scudo dietro il quale il Fascistone si nasconde dal terrore che gli insinua la profondità e la complessità degli spazi intessuti di eventi nei quali l’infausto destino l’ha condannato a vivere.

Essere Fascistone non ha nulla a che fare con la politica. Essere Fascistone è uno stato dell’anima latente in ciascuno di noi, indipendentemente da ciò che votiamo o pensiamo di essere. Una condizione dalla quale dobbiamo guardarci costantemente, specialmente nella sera della vita quando la grandezza delle cose ci ha fiaccato e sentiamo il bisogno di rinchiuderci in noi stessi.

Si noti che è stato sperimentalmente dimostrato che avere un Che Guevara tatuato sul braccio non serve a nulla.

Leggi anche “Fenomenologia dell’Intellettuale di Sinistra“.


83 commenti su “Psicopatologia del Fascistone

  • Simone

    Ribadisco il commento poichè non è stato pubblicato, errore o fascismo?!?!.. comunque, il commento era : notevole presa di coscenza!

  • Simone

    Allora ho capito.., ho colpito proprio nel segno! Fascista è in primis il comportamento del moderatore, o chi per lui, che non pubblica ciò che non ritiene in linea con il pensiero comune a coloro che frequentano il presente blog, eppure qui si scrive di ..”nessun concetto possa transitare clandestinamente da una parte all’altra o, peggio, sostare sulla “border zone” assumendo un particolare ed indecidibile carattere di indeterminazione.” Ho espresso un’idea che non è affatto lontana da quel che passa dalle righe oggetto dei commenti della rete tutta, opps..quasi tutta, poichè si parla di..”Una condizione dalla quale dobbiamo guardarci costantemente, specialmente nella sera della vita quando la grandezza delle cose ci ha fiaccato e sentiamo il bisogno di rinchiuderci in noi stessi.” quindi di una condizione comune, commento dicendo che è una notevole presa di coscenza e per ben due volte non vengo pubblicato…beh, credo sia anche questa una forma di fascismo! Ben pensanti peggio scriventi fate ridere con le Vs. idee fuori controllo: scrivete per il gusto di leggere commenti che soddisfino il vostro ego, non siete affatto distanti dalla classe politica che ci governa utilizzandoci, secondo comodo, quali elettori-contribuenti! Che torni la ghigliottina in ogni piazza, poichè troppi galli a cantare non si farà mai giorno e la gente comune è stanca della notte.

  • simone

    merde, questo ancora non lo avevo scritto, pubblicatelo, così avrete qualcuno su cui sfogare il vostro fascismo latente! ah, comunque merde!

    Edit della redazione MC
    tutti gli utenti che commentano su MC sono posti in moderazione per default al loro primo intervento. Serve per conoscersi e capire con chi si ha a che fare e, a quanto pare, funziona.
    Mi volevo complimentare con lei che dalla coda di moderazione passa direttamente a quella di spam.
    Non sentiremo la sua mancanza.

  • Doxaliber

    Certa gente crede di essere intelligente e “diversa” ma finisce sempre per fare pessime figure. Simone, ripeti con me: “prima di reagire è meglio contare fino a 10, prima di reagire è meglio contare fino a 10, prima di reagire è meglio contare fino a 10”.
    Potrà tornarti utile in futuro.

  • Neottolemo

    Leggevo ieri un articolo di Eco in cui il professore parla di un suo delatore che gli recapita un suo libro (suo di Eco) autografato a mano su ogni pagina dispari (!) con un bel “merda”.

    Vedo che in questo caso la metodologia non è dissimile specie nei termini e nelle argomentazioni (nulle).

    A quando una psicopatologia del delatore?

  • ema aka mascherabianca

    Quindi i film in cui ci sono buoni e cattivi, di fondo sono di base “fascistoni” perchè piazzano le persone in due categorie distinte? Ovviamente intendo un esempio che prende in considerazione un solo aspetto della descrizione psicologica di sti tipi. 🙂
    sul commentatore Simone… che fretta di mostrare il proprio pensiero… Penso che la moderazione serva più che altro a non pubblicare commenti ricolmi di parolacce/bestemmie o altro… non penso serva a effettuare un controllo sul contenuto altrimenti sarebbe meglio cambiare il sottotitolo del sito; metterlo tipo: “non esistono questioni di principio ma alcune questioni di principio lo sono più di altre”. è venuta bruttissima ma volevo farne una modello “la legge è uguale per tutti ma per alcuni è più uguale che per altri” o una roba simile… 🙂

    Mi sa che conosco un paio di persone classificabili come fascistoni, anche se ogni tanto pur’io cerco di convincere le persone a seguire miei consigli dando per scontato, che siano modi giusti di intendere le cose mentre, in realtà, sono modi soggettivi miei di intenderle… Devo iniziare a salutare con il braccio teso???? 🙁 Cavolo mi peggiorerà la tendinite alle spalle… 🙁

  • agu

    Cambia Fascistone con Comunistone, aggiungi solo al braccio teso il pugno chiuso e non cambia nulla!!!!
    Tutte le ideologie che terminano in ..ismo sono deleterie per l’umanità!

  • Fully

    @agu
    Non è del tutto esatto… devi anche cambiare braccio (sx/dx)
    Ah, cambia pure che se fai il saluto romano rischi una sanzione, nell’altro caso invece no.

    “Il saluto romano è vietato in Italia dalla legge n. 645 del 20 giugno 1952 (Legge Scelba), recentemente aggiornata con la Legge n. 205 25 giugno 1993 (Legge Mancino), ma solo se compiuto con intento di “rivolgere la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o a compiere manifestazioni esteriori di carattere fascista” e può essere punito con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da lire 400.000 a lire 1.000.000″ (da wikipedia)

    Per fortuna che la maggior parte della gente le braccia le usa per fare altre cose.

  • Fully

    Dimenticavo:

    “Essere Fascistone non ha nulla a che fare con la politica. Essere Fascistone è uno stato dell’anima latente in ciascuno di noi, indipendentemente da ciò che votiamo o pensiamo di essere.”

    Sublime

  • agu

    @Fully
    Hai ragione sul cambio di braccio, ma penso sia un particolare insignificante
    rapportato alle nefandezze commesse e che si continuano a commettere, come ho scritto, da tutti gli ….ismi nel mondo!
    Ciao e a ben rileggerti.
    agu

  • Iniquo

    Semplicistico dire che tutto quel che termina con “ismo” è male, la storia e la filosofia non si basano su rime e assonanze.
    Bel pezzo di satira che sottolinea l’ottusità e l’ignoranza di certi disagiati.

  • Comandante Nebbia

    A quanto pare lo stigma degenerativo di crociana memoria non è stato dimenticato. Bravi, ma un po’ generici.

    Si può fare di meglio.

  • agu

    @Iniquo
    Sono stato semplicistico per motivi di brevità!
    Comunque penso si possa interloquire civilmente anche senza rasentare l’insulto …. vero?
    Però in effetti da un nick come il Tuo non si poteva ottenere di meglio!
    @Comandante Nebbia
    Per fare di meglio ….., come Lei suggerisce, La invito, se ha tempo e voglia, di dedicarsi a questa lettura:
    http://www.storia900bivc.it/pagine/editoria/bergoglio107.html
    Fra le tante che circolano in internet la ritengo molto interessante ed esaustiva, tocca tutte le corde degli .. ismi …… nessuna esclusa!
    P.S. La consiglio anche a @Iniquo a proposito di rime ed assonanze!
    Cordiali saluti e a rileggerci

  • Adetrax

    Devo dire che queste fenomenologie, queste fotografie introspettive hanno una loro attrattiva.

    A quando la “psicopatologia del comunistone” ?

    Sarebbe un titolo altrettanto interessante.

  • Alexandro

    complimenti per la tua critica e la tua satira sempre pungente e cerebrale, non lasci una parola al caso (la mia critica dell’ultima volta sul tuo articolo “Apologia di Rete4” è dovuta solo ai contenuti che secondo me trattavi in maniera scorretta, e poi già allora ti dimostrai il mio rammarico per non sapere scrivere bene quanto te) e al fascistone, di fronte a cotanta maestria, il braccio diventa improvvisamente flaccido, e quasi si fa scrupolo a rialzarlo.
    In realtà, come tu hai ben detto, il fascistone non accetta discussione e dunque, ammesso che abbia letto il tuo intervento, il braccio gli rimarrà ben teso davanti al volto più incarognito del solito.
    Il fascistone o chi si crede tale, agisce in nome di qualche pseudo-ideale, senza nemmeno conoscere gli orrori che questo termine si è lasciato alle spalle.
    Il fascistone probabilmente ha avuto dei problemi da piccolo …
    Comunque come dice sempre Dylan Dog, “quelli che noi chiamiamo mostri sono stati prima di tutto vittime”.

  • Silent Enigma

    Ho come l’impressione che qualcuno non abbia capito un cazzo di quanto scritto dal Comandante.

    Fully: devo correggerti sul primo intervento.

    La 205 non ha “aggiornato” la legge Scelba, è una legge autonoma.
    Casomai l’ha superata, come l’aveva superata la L. 654/75 del resto, ratificando la Convenzione di NY sulle discriminazioni razziali del 1966. La norma che citi non esiste, infatti è proprio l’unico comma abrogato della legge Scelba, che – con la Mancino – recita così:
    Il secondo comma dell’articolo 4 della legge 20 giugno 1952, n. 645, è sostituito dal seguente:

    Alla stessa pena di cui al primo comma soggiace chi pubblicamente esalta esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche. Se il fatto riguarda idee o metodi razzisti, la pena è della reclusione da uno a tre anni e della multa da uno a due milioni.

    Poi,
    ribadito che la ratifica della convenzione ha inglobato la L 645/52 e l’ha resa inapplicata, i risvolti pratici di tutela non sono così effimeri, e lo dimostra recente e ben argomentata Giurisprudenza.

    -Cass. Pen. Sez. I, 7 giugno 2001
    -Cass. Pen. Sez. V, 20 gennaio 2006 (PDF)
    -Commento alle sentenze 20 maggio 2005 e 5 dicembre 2005 sempre della V Sezione (PDF)

    QUI invece la Legge 205/93.

    Non posso q

  • Silent Enigma

    ops…premuto tab per sbaglio…spero siano giusti i tag!
    dicevo…
    Non posso quindi che riportare le parole della stessa Corte di Cassazione riguardo a cosa si vuole tutelare con le leggi sulla discriminazione razziale:

    Già […] questa Corte ha precisato che la nozione di razzismo, rilevante ai fini della applicazione delle norme contro la discriminazione razziale così come di quelle che vietano la riorganizzazione del partito fascista (legge 20 giugno 1952, n. 645) indica tutte le dottrine che postulano l’esistenza di razze diverse superiori ed inferiori, le prime destinate al comando, le seconde alla sottomissione. Perciò […] le comuni proibizioni sono dirette ad impedire che le ideologie contenenti il germe della sopraffazione o teorie quali il primato delle razze superiori, la purezza della razza, conducano ad aberranti discriminazioni e ne derivi il pericolo di odio, violenza, persecuzione.

    Perciò l’assunto secondo cui se fai il saluto romano rischi una sanzione, nell’altro caso invece no. è quantomeno superficiale.

  • Giacomo

    Si è citata spesso la contrapposizione coincidente, come rette parallele all’infinito, tra i due grandi “ismi” del passato. Ma credo che nessuno meglio di Gaber sia riuscito a condensare in poche parole la psico(pato)logia del comunismo/sta.

    http://www.youtube.com/watch?v=zXKRA3HDsrw

    E a proposito di psicopatologie io ho fatto il militare nei parà…ma da comunista anche perché anche l’Armata Rossa aveva i suoi parà 😀

  • silvio

    Credevo che questo pezzo sagace e mordace fosse nuovo, invece leggo dei commenti datati maggio 2008 (probabilmente era il periodo del mio allontanamento da MC). Quindi chiedo: in caso di ripubblicazione di un articolo, non sarebbe il caso di indicarlo esplicitamente riportando la data della prima uscita? Sarebbe il segno evidente che il pezzo è ben scritto (questo è un bene) e/o che la situazione descritta non è cambiata di un ette (questo è un male).

    • Giacomo

      Non ci avevo fatto caso. Certe cose, come un buon libro, non hanno epoca perché eterne. Altre non ce l’hanno perché anacronistiche. E ancora siamo nella contrapposizione convergente di cui dicevo prima 🙂

      Per restare sul pratico, nulla è cambiato anche se tutto passa.

      Ciao!

      • Gilda Fusco

        Dici? A me sembrano ancora nascosti, o meglio, magistralmente mascherati. Soprattutto sotto il profilo di comunisti convinti. Magari molti riescono pure a smascherarli e capirli, ma secondo me il problema principale è che sono loro a non riconoscersi e a non ammetterlo nemmeno a se stessi. Anzi, persistono nel loro ideale fittizio, ritenendosi al di sopra di tutti gli altri comuni mortali, mettendosi nei panni di piccoli, frustrati, dittatori del “bene”.

        Hai presente il bipensiero di George Orwell? Mi sembra un po’ lo stesso meccanismo, solo che invece di applicare il processo del nerobianco (in cui una persona arriva a SAPERE che il nero è bianco attraverso quello che chiamano “controllo” del pensiero), diventano fascisti per il troppo anti-fascismo.

        Oddio, non so se sono stata chiara…

        • Comandante Nebbia L'autore dell'articolo

          Sì, abbastanza.

          Comunque, un certo atteggiamento ce l’abbiamo tutti. A volte dipende dal fatto che invecchiando si tende a diventare intolleranti. Ne so qualcosa.

  • lembo11

    è vero, ce ne sono tanti anche a sinistra. Con tutte le cose esagerate che ha fatto nella vita, basti pensare al cinema, Flaiano è condannato a essere tirato in ballo quasi sempre per i suoi aforismi. Ma è colpa sua, nel campo è stato un fuoriclasse. Questa mi sembra giusta per il post: I fascisti in Italia sono una trascurabile maggioranza.

  • Gunnar

    Leggo solo ora, perché oggi il tempo non è fascista con me… ops volevo dire “tiranno”, con tutti i commenti he hanno fatto corona, l’articolo.
    Non posso non concordare con il suo significato di fondo. Che poi qualcuno si senta tirato in ballo e cerchi di mettere i “puntini” al posto giusto o provi a tirare in ballo altri “ismi” magari per sentirsi meno coinvolto o forse solo per giustificare i luoghi comuni passati dai balconi e dalle piazze romane direttamente nel DNA delle generazioni cresciute dopo la metà dello scorso secolo.
    In fondo è quelo stesso alimento da decerebrati che anima le curve degli stadi, gli insofferenti alle leggi, gli acquirenti di suv che abitano centri storici inaccessibili, i consumatori sfacciatamente snob di sushi a costi da gioielliere e che finita la cena guardano con aria schifata il gruppetto di extracomunitari che bevono birra ai piedi della scalinata del duomo milanese. E’ lo stesso alimento per rimpinguare la spocchia di quanti comprano stronzate sulle bancarelle estive di Cesenatico o di Punta Ala o di Fregene e poi a fine estate le ragalano alla badante, alla domestica filippina e pretendono di essere riveriti come generose divinità.
    Gli “ismi” significano solo desinenze. dentro però molte cose sono diverse. Molta sostanza si mescola a sostanza e la storia non fa sconti e non racconta bugie. Sono gli storici che raccontano bugie o per sopravvivere o per compiacere il fascistone di turno.

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