Psicopatologia del Berlusconismo 70


Dopo un’apparente uscita di scena, Berlusconi è tornato in questi mesi a monopolizzare la politica e buona parte dell’informazione italiana, confermandosi come l’uomo che più ha caratterizzato la storia nazionale, nell’ultimo ventennio. Secondo alcuni storici, il movimento di pensiero iniziato da Berlusconi sarebbe assurto a fenomeno sociale e di costume, il cosiddetto Berlusconismo. Secondo altri, invece, il Berlusconismo sarebbe il risultato di una concomitanza di fattori, la cosiddetta “Anomalia italiana”, realizzatasi con la fine della guerra fredda e il crollo dei sistemi di potere a essa correlati.

A parte i giudizi storici, il Berlusconismo è un fatto le cui manifestazioni, tanto da parte di politici e opinionisti, quanto di gente comune, conoscenti e vicini d’ombrellone, raggiungono spesso livelli di fanatismo. In molti casi, si tratta di persone in mala fede, cioè non motivate da intime convinzioni civiche e morali, bensì da mere ragioni di convenienza, e pienamente consapevoli di causare un danno alla collettività. In altri casi, però (penso ad esempio a certe arzille signore di mezz’età mie conoscenti), si tratta di un’adesione sincera e totale, senza calcoli egoistici; anzi, direi, talmente irrazionale da potersi qualificare come una psicopatologia, ovvero un insieme di esperienze, cognizioni e comportamenti abnormi, quali i prodotti di una mente alterata.

Dilettandomi di psicanalisi, non ho potuto fare a meno di pensare (Iddio mi perdoni l’accostamento a tanto nome [e Nume]) all’immortale opera di Sigmund Freud, “ZurPsychopathologiedesAlltagslebens” (Freud, 1901), di cui faccio mia questa citazione:

sono arrivato alla conclusione che il fenomeno — tanto comune e abbastanza irrilevante nella pratica — […] può ricevere una spiegazione la cui portata va molto al di là dell’importanza generalmente accordata a tale fenomeno.

In attesa dei prossimi sviluppi politico-giudiziari della vicenda Berlusconi, e agli sgoccioli delle vacanze, vi porgo queste mie modeste considerazioni su alcune manifestazioni individuali e spontanee del Berlusconismo, come contributo per un suo futuro studio sistematico.

Per comodità di sintesi, avevo scelto di riferirmi agli individui oggetto di questa mia piccola analisi con l’espressione “Testimoni di Silvio“. Poi mi sono imbattuto in questo bel documentario di VICE sull’Esercito di Silvio, da cui ho appreso che la stessa espressione è usata da loro stessi per auto-definirsi.

Mi preme dunque sottolineare che l’oggetto di questa mia analisi non è l’Esercito di Silvio (anche se è assai probabile che lo siano alcuni dei suoi membri: consiglio fortemente di guardare il documentario per averne un’idea), bensì qualunque individuo che aderisca al Berlusconismo in totale buona fede. Nel resto di questo testo continuerò a usare l’espressione “Testimoni di Silvio”, nell’accezione appena descritta.

La cosa che più mi stupisce dei Testimoni di Silvio è il loro incrollabile abbandono fideistico alla persona Silvio Berlusconi, cui essi attribuiscono specchiata onestà, totale bontà d’animo, generosità assoluta, sincerità, disinteresse e completa assenza di secondi fini.

Dal loro punto di vista, Berlusconi è sceso in politica per spirito di sacrificio, rinunciando a godersi serenamente la sua ricchezza.

In realtà, la ricchezza personale di Berlusconi è aumentata immensamente dopo il suo ingresso in politica (v. figura).

Dal loro punto di vista, il successo di Berlusconi come imprenditore è garanzia delle sue capacità di realizzare il suo programma politico-economico. In realtà, nel 2001, Berlusconi promise ufficialmente di realizzare 5 punti programmatici (il cosiddetto “Contratto con gli italiani“). Secondo studi scientifici (Ricolfi, 2006), li mancò tutti tranne uno, quello su “l’innalzamento delle pensioni minime ad almeno 1 milione [di lire] al mese” (516 euro): nel senso che chi nel 2001 percepiva meno si vide aumentare la pensione fino a tale cifra (n.b.: secondo altre stime, l’aumento riguardò invece solo il 25% delle pensioni minime). A tutt’oggi, secondo i recenti dati ufficiali INPS, il 34,2% dei pensionati non raggiunge i 500 euro mensili.

La sesta promessa di Berlusconi era di non ricandidarsi, se non avesse realizzato almeno quattro dei cinque punti del Contratto. Mancò anche quella, infatti si ricandidò nel 2006. Lo votarono 19.357.217 italiani, cioè il 49,20%.

Tra questi italiani ci sono certamente i Testimoni di Silvio, che con ogni evidenza non manifestano un comportamento razionale.

In effetti, la comunicativa di Berlusconi sembra far leva su pulsioni irrazionali e pre-intellettive (la cosiddetta “pancia della gente”), con meccanismi retorici atti a sedurre e rassicurare, quali l’anacronismo del lessico (in particolare l’anti-comunismo belligerante), la simbologia mistico-religiosa, il culto dell’immagine.

In questo contesto, la tipica tecnica oratoria berlusconiana del disco rotto (o “tormentone”), potrebbe agire da stimolo condizionante, per rinforzare tali meccanismi e indurre comportamenti riflessi a livello fisiologico (v. anche (Pavlov, 1903) e gli studi della psicologia comportamentista).

Dalle analisi elettorali effettuate nel 2001-2006, si evince che l’elettorato berlusconiano è costituito per la maggior parte da persone anziane o giovanissime, che si professano cattolici, con un livello di istruzione medio-basso, sostanzialmente disinteressate e disinformate sulla politica, le quali attingono informazioni prevalentemente dalla televisione e soprattutto dalle tre reti Mediaset (Ignazi, 2008).

In particolare, un recente studio evidenzia che l’esposizione ai canali Mediaset è direttamente correlata al voto per Berlusconi.

Non sono a conoscenza di studi affidabili sul Quoziente Intellettivo (QI) dell’elettorato berlusconiano. Tuttavia, numerose ricerche hanno evidenziato come il QI sia direttamente correlato al livello di istruzione e inversamente correlato alla religiosità e al settarismo (Zuckerman, et al., 2013).

Inoltre, il QI e ancor più il grado di religiosità sarebbero inversamente correlati all’abilità di utilizzare correttamente le informazioni a propria disposizione (Bertsch& Pesta, 2009). In altre parole, i Testimoni di Silvio potrebbero non essere in grado di interpretare bene la realtà circostante, in particolare la situazione politica, cui per giunta accederebbero prevalentemente tramite la propaganda berlusconiana.

Quanto sopra suggerisce che la psiche dei Testimoni di Silvio potrebbe essere fortemente affetta da una distorsione cognitiva nota come “effetto Dunning-Kruger” (Kruger &Dunning, 2009), ossia una tendenza degli individui incompetenti a sopravvalutarsi, ritenendo le proprie capacità superiori alla media. Ciò potrebbe rafforzare in essi la convinzione di “essere dalla parte giusta” e facilitare espressioni fanatiche e frutto di zelo eccessivo e acritico.

Tale zelo potrebbe essere all’origine di un ulteriore fattore di rinforzo: i Testimoni di Silvio profondono molte energie nel sostegno attivo all’ideologia berlusconiana. Essi si sottopongono a trasferte estenuanti, gridano e sventolano stendardi sotto il sole cocente, sostengono ore di comizi e inni. Molti di loro ascoltano correntemente gli album in dialetto napoletano di Berlusconi e Apicella.

E’ verosimile che l’attivazione di idee contrapposte o divergenti dalla rappresentazione della realtà proposta dal Berlusconismo (quali ad esempio una condanna definitiva), possa causare l’insorgenza di forti difficoltà discriminatorie ed elaborative. Ritengo che tale incoerenza produca nella psiche del Testimone di Silvio una dissonanza cognitiva (Festinger, 1957) e un conseguente marcato disagio psicologico, che l’individuo cerca automaticamente di eliminare, ridurre o compensare con vari processi elaborativi, tra i quali certamente il rinforzo dell’apparato ideologico berlusconiano, per razionalizzazione. A questo proposito, un recente esperimento ha provato che anche le scimmie si affezionano alle loro ideeè istintivo ostinarsi sulle proprie posizioni anche quando si sa che sono assurde. Infine, l’attivazione dell’idea che Berlusconi possa costituire una minaccia per la società potrebbe stimolare meccanismi di “identificazione con l’aggressore”, quali la Sindrome di Stoccolma.

Numerosi altre manifestazioni psicologiche dei Testimoni di Silvio potrebbero essere fatte oggetto di analisi. In particolare, ritengo che le vieppiù crescenti difficoltà giudiziarie di Berlusconi e le sue probabili condanne future potranno determinare nei Testimoni di Silvio specifici adattamenti dei meccanismi di difesa psichica comunemente riconosciuti (negazione, proiezione, rimozione, sublimazione, etc.), o addirittura l’insorgenza di nuove difese.

Inoltre, in questa modesta analisi mi sono limitato alle espressioni individuali del Berlusconismo, tralasciandone gli aspetti collettivi e sociologici, pure connaturati al movimento stesso, in quanto fenomeno sociale e di costume.

Le dinamiche relazionali dei Testimoni di Silvio, sia all’interno sia all’esterno delle loro comunità ideologiche, costituiscono verosimilmente un promettente campo d’indagine futura, con possibili affinità con fenomeni quali l’istinto gregario, la sottocultura Ultrà, i suicidi di massa.

Bibliografia

  • Bertsch, Sharon, & Pesta, Bryan (2009). “The WonderlicPersonnel Test and elementary cognitive tasksaspredictors of religioussectarianism, scripturalacceptance and religiousquestioning”. Intelligence, 37 (3), 231-237 DOI: 10.1016/j.intell.2008.10.003.
  • Kruger, Justin, &Dunning, David (1999). “Unskilled and Unaware of It: How Difficulties in RecognizingOne’sOwnIncompetence Lead to Inflated Self-Assessments”. Journal of Personality and Social Psychology 77 (6): 1121–34. DOI: 10.1037/0022-3514.77.6.1121.
  • Festinger, Leon (1957). “A theory of cognitive dissonance”. Stanford, CA (USA): Stanford University Press. ISBN 0804701318.
  • Freud, Sigmund (1901). “ZurPsychopathologiedesAlltagslebens (überVergessen, Versprechen, Vergreifen, Aberglaube und Irrtum)”. MonatsschriftfürPsychiatrie und Neurologie, 10, 1-2, 1-32, 95-143; ZurPsycopathologiedesAlltagslebens, Berlin: Karger, 1904.
  • Ignazi, Piero (2008). “Partiti politici in Italia”. Bologna: il Mulino, 2008.
  • Pavlov, Ivan (1903). “The ExperimentalPsychology and Psychopathology of Animals.” The 14th International MedicalCongress, Madrid, Spain, April 23-30, 1903.
  • Ricolfi, Luca (2006). “Tempo scaduto. Il «Contratto con gli italiani» alla prova dei fatti”. Bologna: Il Mulino, 2006, ISBN 8815108882.
  • Zuckerman, Miron, &Silberman, Jordan, & Hall, Judith (2013). “The Relation Between Intelligence and Religiosity: A Meta-Analysis and Some ProposedExplanations”. Personality and Social PsychologyReview, August 6, 2013. PMID: 23921675.

 

Di @victor_mancini
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