Prostituzione, L’Altro Lato Del Marciapiede
26 gennaio, 2009 - 9:00 di Luna
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L’offerta è variegata: straniere dei Paesi dell’Europa dell’Est, africane, ultimamente, sempre più, ragazze cinesi.
Giovani schiave, vittime della tratta di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale che, dalla caduta del muro di Berlino ad oggi, nell’Unione Europea, ha raggiunto dimensioni preoccupanti e alimenta un giro di affari criminali che si aggira intorno ai 5 miliardi di euro all’anno.
Questo il lato del marciapiede che conosciamo, quello battuto, dibattuto, combattuto che desta pena, stupore, indignazione, scandalo.
L’altro lato, quello della domanda, resta pressoché un mistero, un punto interrogativo.
Per ridisegnare un quadro normativo diverso da quello attuale che aiuti ad affrontare e combattere il traffico di esseri umani, la fondazione ISMU (iniziative e studi sulla multiculturalità), in collaborazione con i ricercatori di TRANSCRIME (Centro Interuniversitario sulla criminalità transnazionale- Università di Trento e Cattolica di Milano-) ha attivato uno studio pilota sulla “domanda di prostituzione trafficata”, in Italia e in alti paesi europei, il cui rapporto conclusivo verrà pubblicato da Stringer-New York- nella Primavera prossima.
Attraverso , si è tentato di sondare le motivazioni che spingono mariti, padri, figli, conviventi e, perfino, nonni (nove milioni e mezzo di uomini negli ultimi cinque anni), di età, reddito, istruzione diversi, ad acquistare prestazioni sessuali.
Perchè?
Dalla ricerca, condotta in Italia, emerge, anzitutto, che la scelta della prostituta straniera è legata ad una mera questione economica: “50 euro in camera per una straniera, contro i 100 euro in camera per un’italiana” e che alla maggior parte dei clienti non interessa la storia della prostituta, per loro la tratta non esiste e se si deve parlare di vittime, queste sono proprio i clienti “sfruttati a causa del loro bisogno fisiologico”.

Bisogno non appagato da “mogli e compagne che dopo il primo figlio smettono di essere femmine per fare le mamme!”da qui il ricorso al mercato del sesso.
Seconda motivazione il desiderio di avere “rapporti non convenzionali” ai quali mogli, compagne e fidanzate non acconsentono.
Altra motivazione preponderante “il bisogno di dominio e rifiuto della emancipazione”, gli intervistati delle ricche zone del Nord hanno, addirittura, lanciato un proclama:”la donna sta andando oltre la parità, l’uomo sopporta ma poi si stanca”.
Pagare si trasforma in un esercizio di potere che sottomette la donna e ristabilisce il ruolo del maschio nella società.
Nessun accenno alle devianze sessuali, sicuramente difficili da confessare e liquidate con l’affermazione: “a tanti clienti basta vedere la nudità“.
Un risultato inaspettato l’espresso “bisogno di ascolto, affetto e comprensione” che l’uomo ricerca nella prostituta capace di trasformarsi, sembrerebbe, in una psicologa di strada.
Gli intervistati si sono dichiarati, all’unanimità, favorevoli alla riapertura delle case chiuse,considerandolo un vantaggio per i clienti che vedrebbero tutelata la loro privacy e la salute, per lo Stato che si garantirebbe delle nuove entrate tassando le prestazioni, per le prostitute finalmente libere dall’oppressione e dallo sfruttamento da parte dei protettori.
A parer mio lo studio ci fornisce un bel po’ di materiale sul quale i governanti possono lavorare per migliorare il quadro normativo attuale al fine di contrastare con efficacia la criminalità; gli uomini, per provare a sfumare l’aspetto testosteronicamente maschilista del loro approccio con le donne; le donne per ritrovare femminilità e dolcezza che possono andare di pari passo con le conquiste dell’emancipazione.
Prostituzione, L’Altro Lato Del Marciapiede è di Luna

Peccato che non lo faranno. Non questo governo, ma neanche l’altro. Non questi politici.
Un politico italiano che si prende la responsabilità di decidere cose così importanti?
Per prima cosa si prenderebbe di fascista se fosse di destra e di comunista se fosse di sinistra, seconda cosa dovrebbe viaggiare con due scorte invece di una, terza cosa non lo lascerebbero lavorare in pace perchè la macchina dell’”inforNazione” si metterebbe in moto fino a far ignorare la cosa…
Non siamo abbastanza civili ne abbastanza propiettati al futuro, legati come siamo alle sovrastrurìtture religiose e/o politiche che tanto sanno di tifo calcistico, spesso.
UN conto è avere opinioni diverse, che oltre ad essere lecito è anche auspicabile, un conto è essere inconcludenti.
Ecco perchè stanno vincendo i decisionisti.
Peccato che anche questi prendano decisioni spesso pro bono loro, piuttosto che per il popolo.
Ma di questo la nostra storia è piena.
Le case chiuse ci saranno quando promuoverle porterà abbastanza voti, se le si vogliono dobbiamo raccoglierli e venderli al partito di turno.
I dibattiti non servono nella nostra apolitica, servono scambi di favori.
“50 euro in camera per una straniera, contro i 100 euro in camera per un’italiana”
Aggiornate le tariffe, sono completamente sbagliate. 50 € è quanto chiede mediamente una cinese, bruttina, dopo trattativa.
Ditemi dove che mi precipito!
Solleverò un vespaio ne sono certo
Ancora una volta leggo sempre e soltanto notizie sulla prostituzione viste, per parafrasare il titolo, da un solo lato del marciapiede.
Notizie ed opinioni arricchite dal solito buonismo parrocchiale e condite da una massiccia dose di criminalizzazione, il tutto galleggiante nel perbenismo del comune senso del pudore (Alberto Sordi docet).
Escludiamo le prostitute, d’ogni nazionalità, che dietro inserzione su quotidiani locali, lavorano tranquillamente in casa con tariffe che vanno dai 100 ai 500€ a seconda dei casi, escludiamo anche le migliaia di ragazze dei servizi di escort che si fanno pagare per andare a cena e…dopo cena, spesso studentesse universitarie od insospettabili impiegate che arrotondano e restano le prostitute da marciapiede.
Che ci sia lo sfruttamento è fuori discussione, soprattutto rumene, albanesi, cinesi ed africane ma che ci siano decine di migliaia di ragazze e transessuali che, volontariamente, e ribadisco volontariamente, decidono di prostituirsi è altrettanto vero. Basta con la generalizzazione che impone che siano tutte sfruttate e costrette. Certo che ce ne sono ma sappiate che per ogni storia lacrimosa della ragazza salvata dal marciapiede ce ne sono centinaia che hanno scelto (non sindachiamo sul significato sociale di questa “scelta”) Ci sono molti luoghi comuni che servono soltanto a giustificare i vari Don Camillo/Chisciotte in giro con le loro organizzazioni di solidarietà!
Come mai nelle una volta frequentatissime strade delle nostre grandi città da quando viene comminata loro una multa (oltre alla multa al cliente) se sorprese a “trattare” sono praticamente scomparse? Forse che i loro spesso presunti sfruttatori si sono arresi ed hanno rinunciato? Non so cosa hanno fatto gli sfruttatori ma so che le ragazze o si sono “vestite” cercando di camuffare il loro ruolo forti di una clientela abbastanza fissa che le riconosce o si sono organizzate in appartamenti, cosa che non hanno fatto prima perché in fin dei conti sulla strada si lavora e si guadagna molto di più!!!
Ho conosciuto decine di prostitute dalla ex Jugoslavia, oramai scomparse dalle nostre strade, che “scelsero” la strada al posto della guerra e della fame, consce della scelta, spesso seguendo cugine od amiche arrivate in avanscoperta. La maggioranza di loro ora è tornata a casa, ha aperto negozi, si sono sposate, hanno figli e conducono una vita avviata con i soldi guadagnati sui marciapiedi italiani e non. E prima di loro le rumene, le polacche, dopo di loro le albanesi ed altre disperate post crollo dei paesi del socialismo reale. E prima ancora di loro le italiane del dopo guerra…
C’è un’evoluzione sociale anche in questo. Esiste l’offerta perché esiste la domanda e ci si chiede come mai questa domanda esista associando il puttaniere ad un povero infelice che nel caso di miglior quadro clinico è qualcuno che cerca il sesso a pagamento per sopperire alla moglie che non lo soddisfa e male che gli vada è un caso patologico al limite del maniaco.
Perchè non ribaltare in parte la questione invece affermando che, dall’alba dei tempi delle società umane organizzate, esiste la domanda perché esiste un’offerta?
Ciao Puttaniere (senza offesa, visto che te lo dici da te
)
Scegliere la strada al posto della guerra e della fame suona tanto male che perfino tu hai sentito il bisogno di mettere le virgolette. Sinceramente questa solidarietà a base di cazzi non mi sembra che faccia onore a chi fruisce del servizio. Non è scopando qualcuna che si fa beneficenza o solidarietà sociale.
Detto questo, mi chiedo: ma tu come fai quando vai a puttane a distinguere tra le volontarie e le costrette? E se incappi in una costretta ti ritiri cavallerescamente o te ne freghi e te la scopi lo stesso?
Libero di fare quello che vuoi. Un po’ strano il tuo tentativo di farti passare come vittima dell’offerta.
Se non ci fossero tanti delinquenti disposti a pagare per scopare le ragazzine, probabilmente ce ne sarebbero di meno per strada.
su cosa si regge questa tua convinzione?
non si tratta di vittimizzare il “cliente”, ma nemmeno di considerare un cliente come delinquente.
per molti, ad esempio i disabili, il sesso a pagamento è l’unica alternativa.
sono convinto che il grande errore di questo paese sia stata la legge merlin. dubito che si sarebbe evitato il fenomeno dello sfruttamento, ma almeno un controllo (sociale, sanitario) ed un diverso approccio scevro da inutili moralismi, avrebbe aiutato ad affrontare più serenamente l’argomento prostituzione da un lato, e perseguire più efficacemente i mercanti di persone dall’altro.
Ciao Puttaniere
Il tuo mi sembra un quadro abbastanza realistico, salvo l’assioma finale. Consentimi che la legge di Say, che non vale in economia, vale ancora meno nella prostituzione
Trovo piuttosto crudele che il meccanismo di redistribuzione mondo ricco – mondo povero che hai a grandi linee illustrato debba passare per scopate e pompini. E’ evidente che al mondo politico italiano e occidentale in genere interessa ipocritamente solo il “decoro” delle strade e non il problema politico che non esista per giovani straniere altra via se non quella per raggiungere un livello di vita economicamente dignitoso (per non parlare delle condizioni di lavoro incivili di queste lavoratrici, di cui non frega a nessuno, tantomeno a chi si svuota i testicoli dentro di loro…) . Questo è il dramma, consensuale o meno sempre uno sfruttamento è, capisci?
Che poi esistano escort strapagate e autonome è fuor di dubbio (una ex ha pure scritto a lungo qui ed era tuttaltro che sfruttata), ma quello è tutto un altro mondo. Quello è un servizio al corpo e come tale nella sua mercificazione non ci vedo il minimo problema.
il terzo lato del marciapiede: gli gigolò. escort o accompagnatori, chiamateli come volete. Sono dell’idea che ognuno debba decidere liberamente il proprio rapporto col sesso: se farlo per piacere, per amore o per soldi ma la chiarezza dovrebbe essere d’obbligo, la tutela dei minori totale e la libera scelta dovrebbe essere libera, non forzata da situazioni che fanno arricchire schiavisti moderni. Anche per chi decide di vivere la vita normale considerando il sesso un semplice aspetto della vita a due, il sospetto di essere strumentalizzata/o s’insinua sempre più spesso. e guardandosi attorno trova la risposta del perchè nonostante le sue capacità, oculatezza e impegno viene scavalcato da cultori del fisico più che da professionisti. Prostituta non pagata o signora accontentata gratis solo perchè piace, anche se non ha chiesto niente? Puttaniere o ricattato? Prostituta costretta o una che vuole soldi subito e senza fatica? Libera professione legale con tanto di partita iva o maitresse? Prestazione utile per soddisfare naturali bisogni fisiologici o arma di distruzione di massa con diffusione di malattie sessuali? donna in carriera o prostituta d’alto bordo? Artista o mantenuto? badante o tiramisu per vecchietti bavosi fornita con l’aiuto dell’assistente sociale? Caro puttaniere, te e le tue donnine a 50 o 100 € e passa fate un pò quello che volete ma non camuffatevi, prendendo magari social card, incentivi o promozioni che nessun altro riesce a prendere; non violentate la prima donna che passa e che vuole solo andare a casa o al lavoro perchè in strada le puttane non ci sono o vogliono essere pagate, non ricattate chi ha detto no alle vostre voglie o alle vostre tariffe e soprattutto non chiedeteci il voto.
La solita pappagallesca notizia che si sente spesso di: “Tutte le prostitute da strada sono schiave” è falsa! Osservate il seguente sito internet: Qui troverete tutte le affermazioni rilasciate da serie organizzazioni come il CENSIS ed il PARSEC. Quest’ultime affermano che non più del 20% delle prostitute sul territorio italiano è ridotto in schiavitù. Il vice capo della Polizia durante una trasmissione di Matrix su Canale 5 ha affermato che ultimamente questa percentuale è scesa al 10%. La non prevalenza della costrizione è stata riaffermata anche dall’Osservatorio sulla Prostituzione del Ministero dell’Interno, composto da molte tra le più reputate organizzazioni di assistenza.
Posso portare anche una mia testimonianza. In effetti, io vedo sulle pubbliche vie queste donne al lavoro con un “Telefonino” in mano ed addirittura, in numero sempre crescente, le stesse persone automunite con vettura dotata di targa del rispettivo Paese di provenienza. Voglio ricordare che con il cellulare è sempre possibile chiamare il 112/113, anche con il traffico limitato e/o con la tastiera bloccata. Quindi se io fossi uno che costringesse queste donne a svolgere questo lavoro, non doterei affatto esse di tale apparecchio.
In più, non ho mai notato sulla strada la ragazzina con la faccia da quattordicenne. Si vede benissimo in quest’ultima occasione che la donna non ha diciotto anni d’età.
Inoltre, oserei sollevare un quesito molto strano. Perché le ragazze semplici italiane sono indenni da schiavitù sia dentro l’Italia, sia verso l’estero? Avremmo dovuto sentir parlare di ciò ed anche spesso, poiché queste persone nel nostro Paese non possono essere clandestine e quindi rimpatriabili con conseguenti mancati guadagni!
Possibile che se le donne hanno il passaporto sequestrato, non possono denunciare nulla? Ciò vuol dire che se uno straniero smarrisce il detto documento, nel nostro Stato diventa un clandestino?????
Comunque, devo dire che la schiavitù esiste nella prostituzione, come esiste in tutti i mestieri.
I clienti delle prostitute non vogliono essere, salvo qualche raro caso, dei violentatori o schiavizzatori. Non cercano la donna costretta a prostituirsi. Se disgraziatamente si accorgessero di essere stati tali di una schiava, facilmente si offrirebbero per aiutarla in qualsiasi modo possibile. Molte, in effetti, sono libere grazie anche ai propri clienti. CHI AMA LA PROSTITUZIONE ODIA LA SUA SCHIAVITU’.
Non pensiate che il proibizionismo risolva il problema suddetto. In effetti tale politica repressiva manderà il fenomeno nel sommerso, dove chi eserciterà tale mestiere o se ne vorrà avvalere, verrà spinto ad entrare in luoghi protetti e nascosti e per stare in detti posti queste persone pagheranno molti più soldi di quelli che danno tuttora. Tutto questo significherà un maggiore vantaggio per gli introiti della criminalità organizzata. Un proverbio dice: “Il proibizionismo è l’acqua del pesce Mafia”.