Sesso e Danaro. Fenomenologia del Telefono Cellulare
23 dicembre, 2009 di dellefragilicose
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Non c’è niente di male. Basta ammetterlo. Il cellulare è come le mutande. Se ne rimani senza, senza averlo fatto apposta, vuol dire che sei nei guai. Da quando sono apparsi i primi telefoni da campo, quasi venti anni fa ormai - li ricordate? Erano quasi come degli zainetti e si portavano a tracolla con una cinghia – il fenomeno ha assunto dimensioni macroscopiche e sociologiche al punto di consentirci le prime classificazioni.

L’impatto del cellulare sull’attività sessuale degli utilizzatori è stato dirompente. Lo strumento consente una gestione parallela di diverse relazioni con una semplicità precedentemente sconosciuta. La possibilità di avere più numeri e di riciclare quell’sms particolarmente riuscito, hanno fornito nuove micidiali armi agli appassionati ed alle appassionate della seduzione. Con la sua capacità di essere utilizzato in ogni frangente il telefonino si presta a riempire ogni istante disponibile della giornata. Utilizzato con consapevolezza militare può servire a tenere calda la prossima preda mentre si sta consumando l’attuale, adescare compiaciute controparti con la frequenza delle chiamate, sedare relazioni tempestose con la semplice sostituzione di una scheda. La vera arma finale del sesso, quella della quale non si può più fare a meno.

Grande anche l’apporto fornito all’altra passione dell’uomo moderno: la pecunia. La possibilità di essere reperiti sempre e comunque è stata una panacea per chi vive rispondendo alle richieste dei clienti. Ce ne accorgiamo con la massima soddisfazione quando, dopo lunga anticamera e a prezzo di una cospicua parcella, ci troviamo di fronte al Grande Professionista e nel bel mezzo del consulto squilla l’amato bene che ci rapisce per lunghi e preziosi minuti l’attenzione del luminare. Altro campo d’applicazione economico è la rottura di balle. Come avrebbero potuto vivere quelli dei call center se si fossero dovuti limitare a chiamarci a casa? Cosa avrebbero fatto durante le ore di lavoro quando a casa non c’è nessuno? Quante famiglie vivrebbero oggi sulla soglia della miseria senza poterci chiedere se vogliamoattivarelapromozionecon200smsgratis?
Nel corso degli anni ho anche provveduto ad una piccola classificazione zoologica dei tipi da cellulare. Ve ne fornisco un estratto:
Tutti: perché la prima cosa che dice chi risponde al cellulare è:”sono in autobus” oppure “sono in treno” o anche “sono per strada, mi stanno rapinando“. Sembra che chi ci chiami, più che interessato a dirci quello che ci deve dire sia interessato a dove ci troviamo in quel momento. Si faccia un po’ i cazzi suoi.

Il Pianista: è quello che picchiotta sui tastini continuamente producendo un sommesso ma estenuante bip bip. Il rumore non è tanto forte da giustificare proteste ma è comunque un terribile supplizio. Ci sarebbe da giustiziare chi ha avuto l’idea di associare un bip ai tasti.

Lo Scrittore: Nella maggior parte dei casi si tratta di adolescente brufoloso con poco credito residuo. Redige e riceve sms in continuazione. Ogni tanto il suo viso si illumina perché ha ricevuto una misteriosa stringa del tipo: “6 il + fiko xchè cmq i tuoi msg rompono -”. è evidente che uno Scrittore è anche un Pianista.

Il Campanaro: è quello che in treno o in autobus scorre tutta la lista delle suonerie disponibili sul suo cellulare per scoprire quella che gli darà successo e fama consentendogli di emergere sulla bruta massa. Mozart ed Eminen si rincorrono in un incubo musicale intervallato da sconci beep e squilli di telefono di bachelite degli anni 30.

Lo Squillista: è quello che ha scoperto che far squillare il telefono degli altri non costa nulla e prova a mandare uno squillo nella speranza di essere richiamato. Personaggio odiatissimo perché basa il suo successo sulla curiosità morbosa degli altri.

Il Riflessivo: è quello che quando riceve una telefonata guarda a lungo sul display per capire di chi si tratta e decidere cosa rispondere. Mentre il telefono esegue per la terza volta il Bolero di Ravel, il riflessivo concepisce stupefacenti strategie di risposta che, nel 99% dei casi si concretizzano in un banalissimo ”Pronto” seguito da un “sono in autobus” oppure “sono in treno” o anche “sono per strada, mi stanno rapinando”.

Il Tenore: è quello che quando fa o riceve una telefonata, nel giro di cinque minuti, tutti quelli nel raggio di duecento metri sanno i cazzi suoi.

Il Sussurratore: A differenza del tenore, lo si vede solo muovere le labbra dalle quali non sortisce suono alcuno. Probabilmente lo fa all’indirizzo di una microtelecamera che consente all’interlocutore di interpretare il linguaggio labiale.

L’Organizzatore: Spesso un Tenore che organizza una cena, un cinema o un semplice appuntamento con gli amici. Sembra che sia impossibile mettere d’accordo tutti. L’organizzatore chiama, e viene chiamato mentre cerca di comporre la difficile situazione. Gli sforzi compiuti per mettere d’accordo tutti su quale spettacolo vedere avrebbero potuto consentire un consistente passo in avanti nella risoluzione della questione mediorientale.

Il Sessuomane: L’aspetto e le parole sussurrate non ammettono dubbi. Si sta assistendo ad un atto sessuale che si svolge con le parti separate da centinaia di chilometri di cavo e decine di ponti di ripetizione. Eppure l’aspetto soddisfatto ed emozionato del sessuomane inducono ad una riflessione: un’avventuretta telefonica mette al riparo da malattie contagiose e fa risparmiare un bel po’. Viaggio, albergo, pillole blu. Un bel sistema per mettere pace tra coscienza, portafoglio e basso ventre.

photos by: Carlo Nicora, jsarcadia, mangee, redMorris, giarose, xeni, Dharbigt Mærsk, chilsta, occhiovivo, pacfolly
pezzo originale del 2 gennaio 2007
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Togliere la suoneria ai tasti è la prima cosa che faccio quando acquisto un cellulare.
non riesco a concepire il cellulare, non ci posso far niente, è più forte di me! Lo trovo una fra le più devastanti del nostro tempo; se è vero che le droghe in generale uccidono la nostra mente (è vanno vietate!), cosa dovremmo mai fare del cellulare che annienta anche l’anima?
*Non riesco a concepire il cellulare, non ci posso far niente, è più forte di me! Lo trovo una fra le più devastanti droghe del nostro tempo; se è vero che le droghe in generale uccidono la nostra mente (è vanno vietate!), cosa dovremmo mai fare del cellulare che annienta anche l’anima?
Hai dimenticato quelli che hanno comprato un cellulare contentissimi di farlo e poi si sono resi conto di aver fatto una grande cazzata e quindi non rispondono mai, e se proprio devono comunicare si servono al massimo di monosillabi e grugniti! xD
si può sempre regalare o rivendere, ma scommetto che non lo fa nessuno
Comandante, questa segnalazione non voglio farla pubblicamente: rileggi bene il primo capoverso.
a suo tempo scrissi “dei zainetti” invece ci vuole il “degli”.
grazie Silvio per la tua segnalazione, io non ci sarei mai arrivato.
Ma cosa c’è che non va nel telefono cellulare? Per quale ragione bisogna demonizzare uno strumento? Perché togliere il suono ai tasti? Perché cercare di distinguersi a tutti i costi? E soprattutto che cos’ha che non va il cellulare in sé stesso?
Preferisco credere che esso sia un ottimo strumento di comunicazione e con esso, guarda caso, si comunica e ognuno lo fa a modo suo, come sa, come può e come è in grado d fare.
Il cellulare è solo un meccanismo tecnologico per dire qualcosa o far qualcosa che coinvolga anche altri.
Il divertente intervento di “dellefragilicose” è appunto divertente e godevolmente ironico. Suppongo che egli (o ella) tuttavia il cellulare ce l’abbia e lo usi.
Io posseggo un cellulare che mi ha fornito il mio datore di lavoro, appunto per lavoro. Poi mi ha anche chiesto se volessi fare un contratto con il fornitore del servizio per avere la possibilità di sbloccare il telefono e usarlo anche per telefonate private pagando un’aliquota vantaggiosa, escluse le telefonate per l’estero. Ho accettato. Il conto me lo fanno trovare sulla busta paga ed è ormai un annetto che va avanti così. Ho fatto due conti e un po’ di confronti. Il risultato è semplice: tra il prima dello sblocco e il dopo lo sblocco non c’è differenza apprezzabile. Ne ho dedotto che se non avessi più o meno continui contatti di lavoro non userei il telefono se non per ricevere comunicazioni dalla scuola di mia figlia, e dalla moglie ansiosa.
Sarà che non ho amanti, sarà che non sono pianista e non m’intendo di tempi vuoti da riempire. Sarà che non so cosa fare dei giochini, degli sms, ma, soprattutto, sarà che, se devo dire qualcosa di interessante a qualcuno preferisco farlo guardandolo negli occhi o scrivendogli una lettera con tutte le valutazioni del caso, ma il cellulare lo intendo proprio per quello che è: uno strumento. Niente di più e niente di meno.
E se invece di parlare del cellulare come strumento si parlasse dei proprietari dei cellulari? Più o meno che parlare dei proprietari dei cani che scagazzano sui marciapiedi, o dei figli isterici di padri e madri nevrotici/che? Di possessori di SUV che parcheggiano davanti al panettiere per comprare le merendine al figliolo? Di utilizzatori di PC che non sanno come funziona un programma e quando fanno cazzate senza rendersene conto chiamano l’assistenza e pretendono di farsi spiegare ciò che nessuno può spiegare per il semplice motivo che non c’è nulla da spiegare a meno di non essere offensivi…
Intendo dire che il cellulare è un meccanismo di tecnologia avanzata che l’idiota di media intelligenza usa per colmare i vuoti creati dalle proprie frustrazioni invece di fare semplicemente una telefonata per qualche serio motivo di comunicazione.
A voi stimare quanti siano gli idioti di media intelligenza.
Ritengo che la questione
Io lo trovo inutile e fastidioso, a che serve? Alcuni poi tengono la suoneria dei tasti così alta che quando scrivono un sms sembra di ascoltare uno strano concerto di musica elettronica.
Ho avuto il primo cellulare che era di famiglia a 30 anni, quasi 10 anni fa…
ero in un paesino di montagna e l’unica cabina telefonica del paese era rotta.
Io sono un soprano…. Non perchè mi piaccia… Mio suocero ha problemi di udito e se non urlo non sente… Abbiamo provveduto a fargli un cellulare con viva voce… Ma non sempre riusciva ad adoperarlo…
Adesso sono un mezzo soprano, quel malefico cellulare dopo essere caduto ripetutamente perterra, una volta in acqua e tante volte che si è aperto nell’impatto, ora funziona ancora, ma non si sente un granchè, quindi per quell’assurdo riflesso incondizionato, se sento poco, ho l’esigenza di urlare per farmi sentire…. Poi la mia voce aimeh, è quella che è…. Sempre da mio suocero, quando si assopiva e non sentiva il tel, in quanto si assopiva con la tv accesa, ero io quella che aveva il compito di urlare il suo nome da fuori della finestra della camera… ohh a me mi sente sempre, inseime a tutto il vicinato… (rimediato il problema con chiavi di riserva, ma ogni tanto per cause estreme, tipo le chiavi sono nell’auto di mio marito ed io non posso stare fuori con la spesa e mio figlio…. Funziona ancora).
Odio gli sms abbreviati, considerando che hanno anche inventato il T9, continuano ad arrivare…. Ammetto solo la parola comunque in abbreviato “cmq”, anche perchè è l’unica che conosco.. Quando usavo il TVB i cellulari non c’erano, ogni tanto usavo ancora le missive….
P.S. L’effetto cellulare lo noto in molti che chiamandomi a casa, sul telefono fisso, al mio pronto, mi dicono: ciao dove stai? Forse sanno che ho un cordless
Ho iniziato a fare il lavoro che faccio quando i cellulari ancora non esistevano né si immaginavano e credetemi, si lavorava lo stesso e forse anche meglio.
Tanto per cominciare nonostante la tecnologia ormai avanzatissima ho notato che in genere si sta più tempo a dire “pronto? mi senti? come? ti richiamoooo” che quello in cui si conversa davvero.
Ovviamente è indiscutibile che sia uno strumento utile ma il problema è capire quale sia il livello di “utilità” per ognuno degli utilizzatori. C’è gente che lo usa per qualsiasi evento. Ho visto con i miei occhi un vicino di casa chiamare la moglie a casa per chiedergli lumi sulla lista della spesa: che c’è di strano? C’è che stava a 50 metri dal portone e dal relativo citofono!
Col cellulare non si ha praticamente più privacy. Si è raggiungibili sempre ed ovunque, non si riesce mai a staccare la spina. Niente di più odioso per me ad esempio del fatto che mentre sto scambiando due chiacchiere con colleghi o clienti magari davanti al caffè di un bar questi vengano chiamati e…rispondono con un solito “scusa…” facendo decadere la conversazione che ovviamente non verrà mai più ripresa. Io normalmente lo tengo in vibrazione e rispondo quando effettivamente necessari.
State tutti pensando che si può spegnere. Vero. Ma la cosa se riflettete bene non è sempre possibile. Conosco persone che il cellulare non lo spengono neanche la notte e magari vengono svegliati, come è successo a me, dal messaggino della compagnia telefonica che pubblicizza questa o quella promo!
Non amo viaggiare in treno ma quelle rare volte che l’ho fatto per lavoro è un delirio. Magari approfitti del treno per un pisolino, per leggere un libro o guardarti un film sul portatile (con le cuffie ovviamenente) e la cosa risulta impossibile! Suonerie a go-go e conversazioni continue. Lo ammetto: in certi casi mi scopro voyer delle altrui conversazioni
La cosa poi che per me è risultata anomala, io che ho rifiutato l’offerta aziendale (finché non mi constringeranno ovviamente) di avere il cosiddetto “palmare” o comecavolosichiama che fa tutto, telefono, email, web, controllo missione dello Space Shuttle ecc, è stata che tutti i colleghi che hanno queste multipiattaforme concentrate in un decimetro quadrato, sacramentano continuamente sull’inefficienza. Come telefoni fanno pena, inviare sms o mail con le microtastiere anche peggio…insomma se prima era il telefono a massacrarti ora anche la mail-message addiction è dietro l’angolo!
E infine ciliegiana sulla torta. Quelli che stanno parlando al cellulare e squilla loro anche il fisso della scrivania…e rispondono passando ora dall’uno ora all’altro senza ovviamente capire un accidente di quel che si dicono!
Credo di capire e condividere tutte le controindicazioni possibili sul cellulare. I tasti a volte serve proprio che suonino, magari piano, questione di sensibilità personale evitare di tediare il vicino.
Tuttavia continuo a credere che si tratti solo di uno strumento. Un mezzo evoluto tecnologicamente per moltiplicare le possibilità di comunicare. Molte informazioni non si avrebbero se non ci fossero i cellulari che azzerano le censure governative, che superano le barriere della disinformazione di Stato. Si costruiscono “siti” web in occidente che vengono alimentati con le informazioni che arrivano via cellulare dall’oriente, o dal sud del mondo. Ci sono strutture che funzionano perché i membri riescono a tenersi in contatto con il cellulare dove non altro sistema è utilizzabile.
Insomma esiste un mondo nuovo dietro il cellulare e, al contempo, esiste la sciatteria culturale dell’uomo medio pingue e insoddisfatto che non ha altro da desiderare se non ciò che ancora non possiede.
Era così anche nel medioevo però. Solo che allora il fenomeno non aveva contorni sociologici né fastidiosi risvolti sulle collettività. Forse perché le collettività avevano altri problemi da affrontare.
Si può convivere con questi fastidi? Certo che si può. soprattutto quando si tratta di condizioni occasionali e ben individuabili.
Per motivi di diporto e per esigenze di lavoro sono spesso in Francia e il Germania e in Spagna, meno in Inghilterra ma mi dicono che è anche meglio. Ebbene e spero di trovare conforto in analoghe esperienze, la follìa idolatrica, tutta italiana, per il cellulare, e da ultimo per i super cellulari multifunzione, non trova alcun paragone apprezzabile.
Su un trenino della Borgogna non si sentono squilli né conversazioni coinvolgenti. Ma capita di vedere qualcuno che chiede permesso e si avvia nel corridoio a chiaccchierare al telefono. Quindi tornare al suo posto, richiedendo scusa a tutti per il fastidio. L’ho visto di persona e, non lo nego, ne ho sofferto molto pensando a quale abisso di civiltà ci separa dal resto dell’Europa.
In cambio, sbarcato a Linate dopo una settimana a Stoccarda, Ho visto una bella ed elegante signora che urlava come un’ossessa “guardando il proprio cellulare” tenuto diritto davanti a sé e ripetendo ostinatamente a qualcuno “… Mi vedi? Ma mi vedi e mi senti o mi senti soltanto? Allora? Mi vedi?…”
L’ho osservata con perplessità per un paio di minuti da una distanza di cinque o sei metri. Tanto è bastato perché si voltasse verso di me e mi apostrofasse con un elegantissimo “Fatti i cazzi tuoi…!”
Il cellulare è uno strumento ma è anche un meccanismo per carpire l’imbecillità delle persone.
Un augurio di buone feste a tutte le menti critiche e anche a quelle “ipercritiche”
Per la natura del discorso (una persona con uno o più telefoni) hai dovuto omettere alcune categorie di utenti. L’articolo si sofferma specificatamente sui cellulari, tagliando fuori un bello zoo che è l’utenza di palmari, smartphones, pda. Se così non fosse ci sarebbero anche:
“la comitiva”, quella quando due o più persone ascoltano musica dal telefonino di una persona sola;
“l’esibizionista”, colui o colei che ha acquisito una gestualità talmente naturale nel premere i tasti o meglio ancora il touch screen che quando mostra le applicazioni presenti nel suo device sembra un direttore d’orchestra, lo vedi a volte che gesticola da solo e quasi ride, gongolandosi nella sua simbiosi;
“il cuoricino”, cioè due che ascoltano la stessa musica con gli auricolari, RIGOROSAMENTE sulle orecchie più vicine;
“il maniaco”, infine, categoria alla quale sono fiero di appartenere, che racchiude un po’ dei vizi di tutte le categorie precedenti. L’unica differenza col resto è il tempo passato a gestire tutta la sua esistenza fittizia sui social network, il suo blog…
quando lo scrissi, nel 2007, i palmari erano rari e scomodi.