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Libia: un Regalo che non ha Senso. O si?

7 dicembre, 2007 - 9:00 di  
Archiviato in Oltre il Confine, Storia e Memoria




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coloniale1.jpgQualche settimana fa c’è stata un’impennata nelle trattative tra Italia e Libia per “chiudere la dolorosa pagina” del passato coloniale italiano in Africa. D’Alema, dopo un incontro a Tripoli con il leader Gheddafi ed il Ministro degli Esteri libico, si è detto soddisfatto dei passi avanti nella trattativa che ormai va avanti da anni. Questo è il sunto dell’accordo. L’Italia, che dal 1911 al 1943 ha invaso e governato la Libia, per risarcire lo Stato africano, si appresta a costruire un’autostrada che collegherà il paese da nord a sud del costo di 6 miliardi di euro.




Non volendomi soffermare troppo sull’aspetto economico, sul quale ci sarebbe molto da dire, viste le casse italiane di questi tempi, vorrei dire la mia su questo inutile “regalo”.
Nella storia, le occupazioni sono cose naturali, sulle quali, durante e dopo l’invasione non c’è alcun diritto di riparazione dei danni.
Pensiamo alle invasioni fatte dal nazismo. Queste in tutta l’Europa sono costate carissimo, basti pensare agli edifici distrutti negli scontri, l’autofinanziamento dalle casse dello Stato invaso ecc.
In Italia l’esempio è ancora più lampante, essendo stata occupata dal nazismo fino al ’45 : la lira subì una svalutazione da mettere paura, proprio a causa delle spese dell’occupante.

libia00.jpg

 

libia01.jpg

Ma a chi dare la colpa? A chi chiedere dei risarcimenti? A chi attribuire delle responsabilità? Alla Germania, ex prepotenza nazista o all’Alleanza con il nazismo stipulata dal Governo italiano? Difficile trarre delle risposte.

Tornando ad oggi, il risarcimento alla Libia, sa di una copertura di affari in ambito economico molto più recenti.
L’Eni, non poco tempo fa, ha avuto il rinnovo delle concessioni per 25 anni per l’estrazione di gas e petrolio in territorio libico. E, guarda caso, l’Eni si farà carico del progetto dell’autostrada.
Da qui nasce spontanea una considerazione. Va bene che l’Italia conservi delle relazioni con la Libia, ma non vengano a dirci che questi siano risarcimenti “storici”. Al massimo ci dicano che sono affari “storici“.

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Comments

6 Risposte a “Libia: un Regalo che non ha Senso. O si?”
  1. Neottolemo scrive:

    Io mi chiedo una sola cosa:

    vista la situazione europea di strettissima dipendenza dalla Russia (anzi no, mi correggo, da Putin), se l'Italia tira fuori dal cilindro trattative (con Libia e Sudan, in pratica abbiamo solo loro credo) per alleggerirsi dalla pressione di Gazprom, perchè nasconderlo?

  2. serpiko scrive:

    Per non compromettere il rapporto con Gazprom finchè tutti i nostri riscaldamenti dipenderanno solo da loro.

    Pensa cosa succederebbe se l'Italia dichiarasse ufficialmente di volersi liberare di Gazprom ora che ne è dipendente per la stragrande parte del gas importato: da domani, ma che dico, da ieri lo pagheremmo almeno il doppio. E se l'affare libico non andasse poi in porto, chi lo riduce più il prezzo?

  3. StefsTM scrive:

    Notizie di questo calibro per l'Albania o la Somalia giusto per dirne un paio non se ne leggono… niente di storico da risarcire?

    Che tristezza.

    Aloha – StefsTM

  4. Peppe Dantini scrive:

    Beh!?

    Non vi riconosco più. Cos'è tutto questo stupore? Mai sentito parlare di tangenti?

    Eni vuoe trivellare il deserto per estrarre petrolio, e in cambio gli costruisce una bella strada. Fosse solo questo non ci vedrei quasi niente di male; se non altro lo fanno alla luce del sole…

  5. william scrive:

    ENI, “codice etico” e Servizi Segreti

    Indiscrezione tratta dal portale Indymedia al link:

    http://piemonte.indymedia.org/article/5520

    In una surreale seduta Straordinaria del Consiglio di Amministrazione dell’E.N.I. (che trovate trascritta ed in originale) evocato il nome d’un fantomatico giornalista (Altana Pietro) e dei nostri Servizi Segreti Italiani

    Stà scritto lì, nero su bianco, nel verbale del C.d.A. dell’E.N.I.:

    “… l’11 giugno 2004 Abb denuncia alcuni manager dalla sua filiale milanese di occultamento di perdite di 70 milioni di euro e rassegna al PM Francesco Greco due nomi di propri dipendenti, tali Carlo Parmeggiani e Piarantonio Prior, che sarebbero coinvolti anche anche in una tangente al manager di Enipower Larenzino Marzocchi.Mi chiedo per quanti anni ancora sarebbe andata avanti tale forma e genere di crimine se non ci fosse stata nel marzo 2004 l’indagine del professionista della stampa Altana Pietro (fonte ritenuta vicina ai Servizi Segreti) che ha fatto indagini su Enichem, Enipower, ABB; se non ci fosse stata la denuncia al Magistrato da parte di Abb, mi chiedo come possa essere motivato una tale procrastinazione di delittuoso comportamento, per altro verso una pluralità di commissionari, senza che, in più anni e sistemi di controllo aziendali interni siano riusciti ad intercettare alcunché…”.

  6. INeuropa scrive:

    Dal portale Indymedia al link:

    http://piemonte.indymedia.org/article/10521

    ENI: colpo di spugna sui più gravi disastri ambientali della nostra storia.

    Pronto per l’ENI un decreto “ad personam” ed un accordo riservato con il Ministero dell’Ambiente per cancellare il passato. Benefici colossali anche per Erg (sito di Priolo Gargallo).

    Toglietevelo dalla testa. Non ci sarà nessuna resa dei conti per i danni causati dall’ENI a, Brindisi, Napoli orientale, Pieve Vergonte, Crotone, Cengio, Avenza, Mantova, Priolo Gargallo, Gela, Porto Torres. Alcuni dei più gravi disastri ambientali causati dall’Eni nel nostro paese saranno cancellati con un colpo di spugna. Per sempre. Svaniranno come il gas flaring nell’aria del delta del Niger. Tanto per non farci mancare niente anche in Africa abbiamo esportato il peggior “made in Italy”. Made in Italy criminale” targato ENI. Bisogna francamente ammettere che l’Eni una bella mano a distruggere il pianeta l’ha data.

    Quali sono le geniali menti che hanno concepito un Condono tombale/ambientale di tal sorta?. Eppure l’avvelenamento del territorio ha determinato la violazione di numerosissimi diritti tra cui quello alla salute, alla vita, ad un ambiente sano, a un salubre standard di vita. Chi se ne fotte del rispetto dei diritti umani, direte voi. Sta anche scritto sulla carta (e lì rimane). D’altronde è una logica conseguenza. Che ci potevamo aspettare da un’esecutivo che legifera “ad personam” e che dispensa impunità alla bisogna (tutelando chi delinque). Se pensate che lo scudo ambientale per l’ENI cade in una stagione del tutto casuale vi sbagliate di grosso. In questo particolare momento sta per incombere sull’Eni la mannaia delle Procure per gravi fatti di inquinamento. Paolo Scaroni (amministratore delegato dell’ENI) è reduce da una recentissima sentenza del Tribunale di Torino che ha pesantemente sanzionato l’ENI condannandola a pagare 1.833.475.405,49 Euro (disastro ambientale determinato da decenni di velENI nel Lago Maggiore dello Stabilimenti ENI di Pieve Vergonte).
    - “Inquinamento del Lago Maggiore. Condannata l’E.N.I. Spa per disastro ambientale”.
    http://piemonte.indymedia.org/article/5590

    Tra non molto potrebbero aggiungersi a Pieve Vergonte decine di altri siti industriali dove l’ENI è acclarato essere stata la diretta responsabile di paurosi scempi ambientali. Vedi per l’appunto Priolo Gargallo, Brindisi, Napoli orientale, Crotone, Cengio, Avenza, Mantova, Gela, Porto Torres.

    Come ne uscirà stavolta l’Eni? Direi elegantemente.

    La società energetica si sta confezionando all’uopo un “Protocollo transattivo” che dovrebbe metterla al riparo da ogni contestazione. Questo protocollo dovrebbe essere siglato a breve con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATT). Fonti molto ben informate che hanno potuto visionare questo delicato carteggio hanno rivelato che le bozze degli atti transattivi son già tutte pronte e potrebbero essere già controfirmate nei prossimi giorni dal Ministro Prestigiacomo e al numero uno dell’ENI.

    Il documento chiave del dossier titola:

    “Protocollo d’intesa per la determinazione degli obiettivi di riparazione ai fini della sottoscrizione di atti transattivi in materia di danno ambientale con riguardo ai siti di interesse nazionale di Priolo Gargallo, Brindisi, Napoli orientale, Pieve Vergonte, Crotone, Cengio, Avenza, Mantova, Gela e Porto Torres”.

    Dovrebbe essere una cosa del tipo saldi di fine stagione e/o supermercato. Inquini 10 paghi 1. Risarcisci a forfè. Ecco come l’Eni dribblerà la sanzione del Tribunale di Torino (secondo la giurisprudenza è importante che ci sia una generica riparazione del danno non è importante che si paghi realmente tutto il danno).

    Sulla falsariga dell’Eni è in serbo un pacchetto di offerte speciali anche per il Gruppo ERG. Come degno successore dell’ENI, a Priolo Gargallo (provincia di Siracusa) ha seguitato ad avvelenare per decenni le falde e la rada. Secondo quanto riportato in un autorevole Parere Pro Veritate reso alla società ERG Spa qualche mese fa dal chiarissimo (sicuramente molto più dell’acqua di Priolo) Prof. Avv. Vincenzo Roppo, il gruppo petrolifero di Riccardo Garrone se la dovrebbe poter cavare indennizzando 70-90 milioni di euro… briciole (un’inezia se si considera che talune fonti qualificate hanno quantificato il danno prodotto all’ambiente in non meno di 50 miliardi di euro). Questi quattrini, per di più sarebbero dilazionati in 10 anni senza interessi e con la possibilità di effettuare compensazioni con eventuali investimenti di ERG MED sul sito inquinato. Genialoidi che non sono altro (così se Garrone nell’’arco d’un decennio fa risultare d’aver investito 90 milioni di euro in impianti pseudoecologici non risarcisce più manco un cent al Ministero dell’Ambiente)..

    Priolo Gargallo, Melilli, Augusta Siracusa. Una provincia con la più grande concentrazione di inquinanti e di industrie petrolchimiche d’Europa. S’è scoperto che gli scarichi degli stabilimenti non erano manco filtrati. Tonnellate di Mercurio puro versato direttamente nei tombini. A Priolo uno su tre è morto di tumore. Come l’operaio escavatorista che copriva i veleni che andava a buttare. Bambini malformati nati senza ossa. Nello specchio di mare davanti allo stabilimento Enichem è stata riscontrata una concentrazione di mercurio superiore di 20.000 volte i limiti consentiti dalla legge. Se andate a Priolo è vietata la caccia (ma non è proibito inquinare).

    Sento forte puzza di beffa per i siracusani. Chissà che ne pensa il Ministro dell’Ambiente la siciliana On.le Stefania Prestigiacomo. Guardacaso pure lei Siracusana doc..

    Forse l’imminente stagione delle offerte speciali fa comodo anche a lei (non so se è notorio che due aziende chimiche controllate dalla Fam. Prestigiacomo – Coemi e Finche – hanno contribuito generosamente ad ammazzare l’ecosistema siciliano scialando anche loro migliaia di tonnellate di mercurio nell’ambiente). Mai prima d’ora, nella storia d’Italia, un ministro della Repubblica s’è trovato nel posto giusto al momento giusto.

    Rimembro l’illuminato pensiero dell’esimio Prof. Giulio Sapelli: “il mercato punisce sempre chi sbaglia … l’ex amministratore delegato della Enron, è stato condannato a 24 anni di carcere. Soprattutto oggi la Enron è scomparsa. Il mercato ha sanzionato”. (ma non sosteneva che “il mercato non esiste”? boh …)

    Se così fosse non dovrebbe esistere più manco l’ENI (e neppure ERG e Prestigiacomo & C.).
    ——————————————————-

    Link più o meno correlati:

    Doc. pdf: “Protocollo_intesa_ENI_Minambiente”
    http://piemonte.indymedia.org/attachments/nov2010/protocollo_intesa_eni_matt_2010.pdf
    - Video di Giulio Sapelli all’ENI Corporate University
    http://it.tinypic.com/r/qp13ir/7
    http://it.tinypic.com/r/23sya8l/7
    - “L’Italia diffida l’Eni a pagare subito 2 miliardi di euro”
    http://piemonte.indymedia.org/article/9593
    - “Tangenti Nigeria: ENI rischia grosso (e paga cash)”
    http://piemonte.indymedia.org/article/8981
    - “ENI, “codice etico” e Servizi Segreti”
    http://piemonte.indymedia.org/article/5520
    – “Tangenti in NIGERIA: eccome come l’ENI pagava!”
    http://piemonte.indymedia.org/article/5988
    – “Altro casino abientale dell’ENI: Syndial AVENZA (MS)”
    http://piemonte.indymedia.org/article/5958
    - “L’ENI avvelena il Kazakistan”
    http://piemonte.indymedia.org/article/10372
    - “Eni aggiusta-processi: ecco come far rottamare un giudice ostile”.
    http://piemonte.indymedia.org/article/10392
    - “ENI fuori controllo: “fomentiamo la rivoluzione in Iran”.
    http://piemonte.indymedia.org/article/10468
    - “Lodo TAV – Il Gruppo Ferrovie dello Stato diffida l’ENI”
    http://piemonte.indymedia.org/article/6152
    - “AV/AC Milano-Verona: Consorzio Cepav2 (volponi che non siete altro)”
    http://piemonte.indymedia.org/article/6131
    - “Porto Torres al Ministero: “Toglieteci l’ENI dai coglioni”
    http://piemonte.indymedia.org/article/2046
    - “Altana Pietro: lo 007 del SISMI che spiava i centri sociali (e non solo)”
    http://piemonte.indymedia.org/article/5620
    - “Enichem Porto Marghera”
    http://italy.indymedia.org/news/2004/02/480143.php
    - “Ecco come il cartello si spartiva il business del riciclaggio batterie”.
    http://piemonte.indymedia.org/article/9715

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