Io sto con Sabina Guzzanti
10 luglio, 2008 di finazio
Archiviato in Democrazia e Diritti, Il Bello della Politica, Informazione
Cos’è stato il No Cav? E soprattutto, com’è stato raccontato? Può un evento che ha raccolto decine di migliaia di persone essere ridotto, dalla stampa, ad un meeting di guitti?
Tutti coloro che si riconoscono, in questo triste momento storico, non nella maggioranza di telespettatori che ha espresso un governo popolaresco più che popolare, bensì in una minoranza che stenta a specchiarsi anche in questa blanda opposizione parlamentare, hanno diritto di manifestare, esprimere il loro dissenso? Esiste ancora questo diritto riconosciuto dalla Costituzione o anche la carta repubblicana è stata interamente ridotta a palinsesto televisivo?
Gli eventi di queste ultime settimane avrebbero fatto tremare i polsi a qualunque repubblica degna di questo nome: blocco dei processi, immunità per chi comunque non ha mai scontato le proprie pene, limitazione degli strumenti di investigazione della magistratura, uso della tv di Stato come strumento per tentare di rovesciare un governo (il precedente) servendosi della donna come di un oggetto utile come merce di scambio. E questo solo per citare le vicende più eclatanti. Tutti fatti che, vogliono convincerci, non interessano alla gente.

Vogliono farci credere, riuscendoci, che la gente non teme gli stravolgimenti istituzionali ma solo i rom, i cui bambini per questo devono essere schedati ed ai quali devono essere rilevate le impronte digitali. Vogliono farci percepire il nostro paese come il bengodi nel quale bisogna asserragliarsi per evitare che gli stranieri brutti e cattivi ci portino via le nostre ricchezze, stuprino le nostre donne e ci rubino il lavoro. Vogliono inculcarci che il Papa non sia, com’è, centro di potere temporale ma un grande pensatore. Vogliono farci credere di nuovo che i valori siano solo tre: dio, patria e famiglia. L’amicizia, la solidarietà, il rispetto del prossimo, l’autodeterminazione, la libertà individuale sono retaggi culturali di una corrente di pensiero che la storia nostrana finalmente sta sconfiggendo.
Eppure, nonostante le massicce dosi di detersivo mediatico, non tutte le menti sono state lavate a dovere. C’è chi vuole protestare. Perchè finalmente accada che rappresentare la maggioranza non significhi schiacciare le minoranze ed agire arbitrariamente.
Una mente molto più elevata della mia, quella di Umberto Eco (l’intellettuale che tanti dispiaceri ha dato al ministro Bondi per averlo trattato con sufficienza alla Milanesiana e per non averlo apprezzato quale il grande poeta che crede di essere), ha espresso quello che è il pensiero di molti:
“Democrazia non significa che la maggioranza ha ragione. Significa che la maggioranza ha il diritto di governare. Democrazia non significa pertanto che la minoranza ha torto. Significa che, mentre rispetta il governo della maggioranza, essa si esprime a voce alta ogni volta che pensa che la maggioranza abbia torto (o addirittura faccia cose contrarie alla legge, alla morale e ai principi stessi della democrazia), e deve farlo sempre e con la massima energia perché questo è il mandato che ha ricevuto dai cittadini. Quando la maggioranza sostiene di aver sempre ragione e la minoranza non osa reagire, allora è in pericolo la democrazia.”

In quest’ottica l’assemblea battezzata No Cav, nata dal movimento dei girotondini che qualche dispiacere diede alla maggioranza durante il precedente governo Berlusconi, doveva essere, ed è stata, l’occasione per dire chiaramente che c’è chi dice no. Sabina Guzzanti, Antonio Di Pietro, Beppe Grillo ed altri l’hanno detto chiaramente, con forza ed energia, spesso anche con espressioni poco eleganti, ma l’hanno detto. Hanno assolto ad un compito che in un ordinamento democratico doveva essere svolto dall’opposizione di governo, ma che questa opposizione non ha mai avuto l’energia, nè la volontà di fare. Non solo. Addirittura il leader dell’opposizione si è dissociato dall’iniziativa, distaccandosi dagli alleati che invece avevano scelto di esserci.
“O con noi o con Grillo” pare avrebbe detto Veltroni, rivolgendosi al sempre mal digerito alleato Di Pietro. Ponendosi così in alternativa alla piazza, ossia alla gente (quella che una volta era definita “base” e con la quale non riesce più a dialogare), trincerandosi sempre di più in una casta che lo apparenta molto di più al potere istituzionalizzato dell’attuale governo. Forse non farebbe male un sano bagno di piazza all’ex compagno Veltroni, il maggior responsabile della scomparsa della sinistra parlamentare ed il protagonista di un’opposizione che si sta distinguendo per il continuo rasentare la complicità con la maggioranza col placet del Presidente della Repubblica.
Forse questa ex sinistra, che storce il naso davanti alle parolacce della integra Sabina Guzzanti (un esempio di vitalità e coerenza) dovrebbe scuotersi dalle spalle la forfora berlusconiana e ritrovare l’afflato vitale che per decenni l’ha sostenuta. Che Berlusconi assimili manifestazioni di questo tipo alla spazzatura di Napoli è nelle regole del gioco. Berlusconi ha un altro senso dell’eleganza: le sue telefonate al sodale Saccà, le sue barzellette, le sue galanterie, le sue opinioni sulle donne, le iniziative del suo governo ne sono la testimonianza diretta. Ma che lo faccia la sinistra, o la sedicente sinistra, o l’ex sinistra, francamente è troppo.

I sottili pensatori della carta stampata, che invece di cogliere al volo l’occasione di un’adunanza del genere per ricominciare ad elaborare una riscossa, hanno ricamato sul turpiloquio, sulle modalità, sulla parolaccia, più che affossare Guzzanti, Ovadia, Camilleri, Grillo o Di Pietro, hanno affossato loro stessi, la loro credibilità. Si sono costituiti al nemico, hanno indirettamente dichiarato che il quieto vivere e la possibilità di un incarico contano molto di più della dignità, dell’integrità morale. Hanno alzato il ditino dicendo che “ahi ahi ahi questo non si dice, non si fa così“, giustificando moralmente chi il giorno dopo ha operato un delinquenziale assalto informatico al sito di Sabina Guzzanti, cancellandolo dal web.
E’ proprio Sabina Guzzanti la persona che ha pagato il prezzo più alto per il proprio “non ci sto“. Oltre a vedersi il sito attaccato dai fasciohackers (*) ha ricevuto a mezzo stampa anche la promessa di querela da parte del ministro Carfagna, attraverso un discutibile comunicato che più o meno recitava: “In riferimento alle parole volgari e fantasiose della comica Sabina Guzzanti, il ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna ha dato mandato all’avvocato di Roma Federica Mondani per adire le vie legali nei confronti della figlia del parlamentare di Forza Italia Paolo Guzzanti“.
Comunicato attaccato anche dall’ingiustamente citato padre di Sabina, Paolo Guzzanti: ”Sono furibondo e indignato per il comunicato emesso dal ministero delle Pari Opportunita’, con cui si annuncia l’intenzione di querelare Sabina Guzzanti e in cui la stessa Sabina Guzzanti viene individuata non come la persona individuale che e’, ma come ‘la figlia del parlamentare di Forza Italia Paolo Guzzanti’. Cio’ costituisce un gravissimo atto di mistificazione e di oggettiva intimidazione, che respingo con disgusto. Le opinioni e le espressioni di Sabina Guzzanti non formano oggetto di rapporto di parentela, ma, visto che la parentela viene tirata in ballo, esprimo a mia figlia Sabina, di cui non condivido tutte le opinioni, la mia solidarieta’ di fronte al miserabile tentativo di deprezzare e disprezzare la sua e la mia identita’ personale e politica”.
Chiunque conosca da vicino le vicende della famiglia Guzzanti (il sottoscritto tempo fa ha avuto un breve ma intenso scambio epistolare con una delle persone coinvolte nella polemica) sa quanto possa esser umanamente costato al parlamentare della CdL prendere una posizione pubblica riguardante la propria famiglia, un bene privatissimo difeso al di là degli schieramenti politici. Chiunque li conosca bene sa che quelle apparentemente ingenue frasi del comunicato sono state più subdole, e per questo dolorose, di qualunque attacco possa aver rivolto Sabina dal palco del No Cav ai signori del governo. Che si sia dovuto esporre Paolo Guzzanti per difendere le posizioni della figlia, nonostante il ruolo istituzionale coperto, la dice lunga su quanto assordante sia stato al contrario il silenzio di una opposizione che ormai non sa più di quale colore sia e non ha capito dove siano ormai i propri elettori.

Un’opposizione, dicevo, che si è dissociata dalle parole di Sabina ma che non riesce a farne propri i significati. Un’opposizione che ancora una volta si è fermata davanti alle parole, non è andata a cercarne il senso profondo. Ha considerato volgare la frase “non puoi mettere alle Pari opportunità una che sta lì perché t’ha succhiato l’uccello“, non la serie di eventi che ha portato a pronunciare quella frase. E’ diventato volgare il bambino che ha urlato che il re è nudo, non il re nudo. Almeno a questo bambino, please, non prendiamo le impronte digitali.
Io sto con Sabina perchè dentro ha l’illuminazione del bambino che non teme di dire la verità. Gli altri si tengano pure il proprio consorzio di anime buie come un mondo d’inferno.
(*) Sull’argomento non ci risultano fatti accertati, ma solo la notizia riportata da Il Messaggero e che abbiamo linkato nel pezzo. Non è escluso che il sito sia down per motivi tecnici non intenzionali. (N.d.R.)
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CN, grazie per aver completato il pezzo col link del Messaggero. Cosa sarei senza di te…
non è merito mio.
Il pezzo è stato lavorato dal nostro doxaliber
Allora grazie a Doxaliber!
Prego.
Non sapevo che il comunicato del ministero si riferisse alla Guzzanti come figlia di …
Sono sconcertato.
Possibile che si possa essere così in malafede da fare una sciocchezza del genere anche quando c’erano tutte le possibilità di uscirne con la simpatia di molti?
Ma no dai! E’ solamente inesperta, pian pianino farà la “ministra” bene!
DAL BLOG DI PAOLO GUZZANTI:
Quando ieri ho letto da uno dei vostri post il comunicato del ministro Carfagna che mi chiamava in causa per nome e cognome e che – come nei Paesi arabi – affidava l’identità di Sabina Guzzanti a quella di suo padre (”Chi risponde di questa donna?” In fondo non si tratta che di una donna), sono allibito e poi mi ha preso un attacco di furia che mi ha impedito di dormire.
Al mattino ho voluto verificare se quelle parole per caso se le fossero inventate le agenzie, ma non era così: la ministra e il suo staff avevano pensato bene di tirarmi in ballo in un modo che io – e so che molti di voi non sono d’accordo – considero mafioso: “bada, Sabina Guzzanti, che tuo padre è dei nostri, non dimticartelo…. Bada, Paolo Guzzanti, che non dimentichiamo che Sabina Guzzanti è tua figlia”.
Ciò per un liberale e uomo libero è imperdonabile. Ragion per cui ho emesso un comunicato di fuoco che ho rilasciato alle agenzie, dopo essermi accertato con lo staff del ministro che il mio nome era stato incluso con l’assenso del ministro, però “con le migliori intenzioni”.
In politica non esistono migliori intenzioni, ma esistono i fatti.
Aggiungo che quando uno si sceglie i compagni di viaggio deve anche assumersi le sue responsabilità e pagarne le conseguenze.
Evidentemente la destra non è così compatta come vuol far credere. Penso che molti amici di Silvio di vecchia data si siano sentiti defraudati vedendo dare l’incarico di ministro delle pari opportunità ad una persona che ha fatto, tanto per usare un eufemismo, una “carriera lampo”.
“carriera zip” forse sarebbe più azzeccato…
s’è capita?
Si, si è capita.
Comunque carriera lampo andava bene lo stesso
non a caso era tra virgolette…
…chiedo venia allora…
Non ho capito una parte della tua argomentazione riguardo la famiglia Guzzanti: potresti spiegarmi (se la cosa non attinge a faccende private) perchè dici che “chiunque li conosca bene sa che quelle apparentemente ingenue frasi del comunicato sono state più subdole, e per questo dolorose, di qualunque attacco possa aver rivolto Sabina dal palco del No Cav ai signori del governo”?
Raf, il riferimento è al fatto che la Carfagna nel suo comunicato ha apostrofato Sabina Guzzanti come la “figlia del parlamentare di Forza Italia Paolo Guzzanti”. Puoi leggere le dichiarazioni in merito sul blog di Paolo Guzzanti.
Immagina la frustrazione di vedere l’amore paterno-filiale continuamente frustrato dal trovarsi eternamente su posizioni politiche antagoniste. Se hai visto “Viva Zapatero” di Sabina ti accorgerai che anche nei suoi confronti ad un certo punto tentano di rinfacciare la parentela con Paolo, e Sabina s’inviperisce come poche altre volte. E’ un colpo basso vedersi continuamente riproporre il tormentone “da che parte stia il proprio padre o la propria figlia”.
Sabina Guzzanti è una che ci mette sempre la faccia e non te le manda a dire, te le porta di persona. Non mi dissocio dal suo disgusto e in quello che ha detto ci sono cose che rodevano dentro a molti. Molti che probabilmente si sono sentiti liberati, ma non io. Avevo altre urgenze.
Puntare sulle oscenità “ovvie” di questi orrendi ministri ha spostato l’attenzione, sbilanciando il puntatore che ha mancato l’obbiettivo.
Penso che lanciare accuse su “scandali privati” che -al momento- non si possono dimostrare e sono sostenuti solo da chiacchiere di giornalai, ha prestato il fianco a troppi assalti e strumentalizzazioni, dalle quali si rischia di uscire con le idee ancora più confuse e le ossa rotte.
Più in generale, sul No Cav Day (ormai è tutto un qualcosa-day…che mancanza di fantasia), penso che i temi promossi da Pardi e Flores D’Arcais avrebbero dovuto fare da denominatore comune a questa espressione “tutti gusti”, piena di numeratori diversi. Ma poi il senso della giornata è andato sfilacciandosi nei molteplici interventi e l’espressione non è riuscita (mia impressione a caldo).
Comunque l’intervento di Sabina ha piantato un primo semino di fiore:
ha fatto dire a Paolo Guzzanti una cosa SENSATA…..erano tanti anni che non gli succedeva, lo credo che non ha dormito tutta la notte!
Quoto, in toto.
Poveri illusi. Sabina Guzzanti in piazza a fatto salire le sue quotazioni sul mercato, offendendo alte cariche costituzionali, ma la cosa più triste e che in piazza c’erano dei poveri pecoroni che ascoltavano le sue cazzate,oltretutto mi viene il dubbio che magari eè anche gelosa della carfagna (non è che lei avrebbe voluto succhiare l’uccello al cavaliere) chiedetelo alla Guzzanti di quanto sono salite le tue quotazioni sul mercato con lo spot pubblicitario in piazza?e chiedetegli pure se è lei che avrebbe voluto succhiare l’uccello al cavaliere.Che schifo chiederò asilo politico al Vaticano mi vergogno di questi Italiani in cui non mi riconosco.
dal primo commento al ban. complimenti, un record eccezionale.
addio
BAN!
Ban ban ban ban ….che goduria….
DESPOTA
Disporre della mannaia è una grande responsabilità, ma ha i suoi lati positivi.
non sono d’accordo, credo che avrebbe portato un contributo essenziale al dialogo politico. O all’antropologia.
Certa gente sembra fare lo spot antiberlusconi. Secondo me sono Dipietristi sotto copertura.
“Che schifo chiederò asilo politico al Vaticano mi vergogno di questi Italiani in cui non mi riconosco.”
La trovo una splendida idea
la più condivisibile di tutto il discorso. BAN!
non vediamo l’ora caro tnet
Dimenticavo:
“[...] nei confronti della figlia del parlamentare di Forza Italia Paolo Guzzanti“.
Questo legale è inqualificabile, come il ministro che rappresenta.
anche solo per il fatto che Guzzanti di figlie ne ha due!
macchè,sono 3:
da bravo parlamentare PdL – i difensori della famiglia tradizionale- è il fortunato titolare di un divorzio (con i 3 figli famosi che ringrazio di esistere) e di un secondo matrimonio che hanno prodotto altra bimba.
Dovrei leggere più riviste di gossip
ancora peggio quindi.
no no, di figliE ne ha 2 (Sabina e Caterina).
L’altro, Corrado, mi risulta maschio
comunque, rileggendomi tutto sul Dossier Mitrokhin (Guzzanti, Campanella, le vicende di Aleksandr Litvinenko, il Polonio, il polonio pure a Scaramella… troppo poco) non posso che domandarmi ogni giorno:
ma come cactus ha fatto quel coyote a partorire 3 figli così in gamba??
simona dice che esiste una terza figlia di secondo letto.
sinceramente non sono andato a verificare, non ho la mia collezione di novella 2000 sotto mano, al momento
Ho sbagliato!…….Ho appena scoperto che ne ha 5!
3 figli dal 1° matrimonio e 2 dal 2° (la 2a moglie è una giornalista americana) se andate su wikipedia scoprite anche i nomi “liberisti” dei 2 piccini …non ve li dico, vi rovino la sorpresa.
(Mò basta co’ radio serva)
ti verrà affidata la sezione gossip di mc
dagosimo ?
Chiedo umilmente scusa a tutto lo Staff di MC, e a tutti gli utenti, per aver definito, in altro post, alcuni di loro “basabanchi”, e il post dell’ottimo Finazio, ne è la prova, del quale condivido al 100% i contenuti. Certamente, credo che i questa vicenda, la famiglia Guzzanti ha avuto come non mai l’attenzione dei media: ma mentre la povera Sabina rischia una querela dalla neoministra (!), firmata addirittura a nome di un Ministero, oltre che un’eventuale probabile querela per vilipendio alla Religione (e già, quando Bossi, Gentilini e c. insultano l’intera Chiesa per la questione della schedatura dei bimbi rom, c’è un silenzio assordante sia da parte delllo Stato che della chiesa stessa), il buon
….
Paolo si vede, non certo per merito suo, arrivare una così inaspettata pubblicità dopo anni di letargo. Per quanto riguarda la nostra brava ministra, beh, lei non ha certo bisogno di pubblicità: da brava soubrette ben addestrata alla scuola di Lele Mora, lei sì che è una volpona, e mi complimento con Lei, che è riuscita addirittura a superare in visibilità il suo mentore-maestro presunto partner in prestazioni orali. Forse sarà la prima Presidentessa del Consiglio della storia italiana, anche se, come donna, la cosa non è che mi entusiasmi molto
Grande Sabina! Grande Beppe! E’ inutile che si scandalizzino i ben pensanti ( pieni di vizi privati..). E’ la Satira, bellezza…. Negli USA queste cose sono all’ordine del giorno su tutti i media e lì nessuno si scandalizza. Nessuno più ricorda come venne trattato Bill Clinton per la vicenda Levinsky su giornali e televisioni. E’ la democrazia , babie…In confronto le battute di Sabina sono roba da educande. Qua invece i media sono in mano a chi li usa come strumenti per la propaganda di regime e che pretende si narrino solo le pubbliche virtù OMETTENDO le PORCATE e le SCALATE ( alle banche…) BEPPE, SABINA (ma anche Luttazzi) vengono additati da una casta trasversale che vorrebbe imporre al paese un REGIME BAGAGLINO/PORTA A PORTA con qualche spruzzata di Floris. Avanti tutta….
sono d’accordo sul discorso della satira, però bisognerebbe collocarla nei luoghi dove normalmente si gode di questa nobilissima arte.
Se si fa satira in piazza e politica in palcoscenico non si capisce più quello che si sta facendo, secondo me.
Con tutto il rispetto, non sono d’accordo.
Così si uccide la Satira, il cui compito non è quello di essere un’Arte fine a se stessa, ma è quello di comunicare, attraverso il (sì!) nobilissimo uso dello scherzo e dello sberleffo con le persone più semplici e genuine, quelle che non vanno di solito a teatro per vari motivi, e che parla proprio degli affari loro, prendendosi gioco dei potenti così come noi abbiamo fatto per secoli, nelle piazze, nelle taverne e nelle osterie, senza remore, nè censure o peli sulla lingua, come si usa da secoli nella mia terra dai tempi di Goldoni e della Commedia dell’Arte, che ti ricordo, venivano rappresentate non solo in piazza, ma spesso anche sotto le finestre dei potenti, che avevano allora anche un senso dell’humor più acuto del nostro, giacchè erano anche capaci di ridere di loro stessi. E se ne dicevano di tutti i colori, di cose irripetibili, tanto che quello che ha detto la Sabi è roba da educande. E tutto questo 2 Secoli fa. Non a caso in un’altro post ti parlavo di Medioevo prossimo venturo…
Chiedo scusa in anticipo se involontariamente possa aver frainteso il tuo pensiero, o urtato la tua sensibilità.
Pace e Amore
Valentina.
Sono daccordo con te nel compito attribuito alla satira, un pò meno sul come questa sia stata manifestata l’altro giorno. Secondo me la satira, per essere davvero efficace, non dovrebbe appoggiarsi alla politica, nel senso di sfruttarne lo stesso momento e lo stesso contesto. In questo senso, ognuna delle due arti, dovrebbe cercarsi u palcoscenico proprio, altrimenti la confusione porta ad una mescolanza di concetti che rende meno efficace il risultato.
Se avessi ascoltato il discorso della Sabi, l’8 luglio, in Piazza Navona, durante un suo spettacolo, beh,credimi, non avrei scritto sull’altro post: che brutta figura.. Anzi.
Non credo che cambiando il contenitore possa cambiare il giudizio sui contenuti: la Satira è Satira, quale sia il luogo, la forma o l’evento ad esso associato. Per quanto riguarda la politica, ti prego, non chiamarla Arte, e ci risparmino anche i “palcoscenici” dove si recita questa penosa opera dei pupi di quarto ordine. Preferisco evitarlo quel “palcoscenico”, anche se, in fondo dovremmo essere al tempo stesso attori e fruitori. E non solo passivi spettatori che pagano il “biglietto” nell’urna elettorale per sorbirsi sempre il medesimo abominevole spettacolo per ben 5 anni.
Allora mettiamola così: dovrebbe essere la politica a non mescolarsi con la Satira, per non inficiare l’utilità di quest’ultima. Ok?
Scusa se ho capito male:
Tu affermi che lo staff della manifestazione NON doveva invitare la Sabi (e direi io neanche il Beppe) per non mescolare un’evento politico di piazza (che dovrebbe rimanere alto e austero) con un volgare spettacolo di satira, dal quale, si sa, puoi aspettarti di tutto ed è per sua natura incontrollabile e incontrollato, e tutto questo per non sminuire l’”utilità” della satira stessa, ovvero per non far della satira un’arma politica, asservita a questo o quello schieramento, da usare liberamente contro i propri avversari. Io non credo che la Sabi sia stata “imboccata” da questo o quel politico di turno, visto che si sono dissociati un pò tutti. Ha semplicemente detto quello che pensava, è stata una sua iniziativa individuale, della quale si è assunta in prima persona, come ha sempre fatto, la piena responsabilità. Si sa che la Sabi è così, non ci vuol certo la sfera di cristallo per scoprirlo: se lo sapevano non la invitavano, così come non hanno invitato a Daniele Luttazzi. Ma oramai, anche per attrarre la gente, alle manifestazioni di piazza si invitano un pò tutti, fra musicisti, comici, attori… anche se c’è qualcuno che si lascia sfuggire sempre una parolina di troppo, che canta sempre fuori dal coro… ma si sa, il Vero Artista è fatto così, piaccia o no….
No, io non sapevo che Sabi fosse così. Ultimamente non mi chiama spesso.
Alto e austero sono aggettivi che non ho usato
Portare gente che urla per attrarre spettatori è un sistema che lascerei a Maurizio Costanzo. Io immagino un mondo leggermente diverso.
Come spesso accade CN mi ha tolto le parole di bocca.
Se il no cav day voleva essere un modo per farsi quattro risate in compagnia, per sfogarsi e togliersi di dosso un po’ di frustrazione, è andato benissimo.
Se invece voleva essere uno strumento per fare politica, che in democrazia è essenzialmente manifestare le proprie idee per convincere il maggior numero possibile di cittadini della loro validità, allora è stato un fiasco.
Mi ritengo onorato. Grazie.
triste, eh?
@Comandante: condivido il timore della commistione teatro-politica, ma è si può concedere ad un’attrice di avere opinioni proprie, no? quella frase potrebbe essere stata pronunciata da chiunque, non è una battuta da spettacolo comico. Peggio ancora.
articolo 21? chi era costui?
E perché sul palco c’era lei e non un chiunque qualsiasi?
Diventanto personaggi pubblici si assumono implicitamente delle responsabilità che possono limitare la libertà di espressione.
non esiste proprio che la libertà d’espressione sia limitata dall’essere personaggio pubblico.
casomai le va mossa una critica sul metodo e sullo stile, che possono essere opinabili, ma vedere limiti alla libertà d’espressione è un po’ fascista
voglio dire: uno al massimo può autolimitarsi nell’esprimere le proprie idee. niente di più
era quello che intendevo caro precisino.
Mah, io la trovo un poco gratuita e troppo poco nobilitata dall’arte. Come discorso serio è volgare, come satira è banalotta, eppure fa scalpore come se fosse arguta e profonda. Insomma, forse ho idealizzato troppo la letteratura, ma mi sembra che se si voleva far satira la si poteva fare più sottilmente crudele e meno svaccata