Ogni volta che si parla di libri e di editoria, ricucito con diversa sintassi ma uguali contenuti, tanto da apparire come il restyling di un copiaincolla senza copyright a disposizione di tutti, viene lanciato l’allarme:
Il libro è diventato un prodotto del marketing e della pubblicità!
Cari/e casalinghe di Voghera, quand’è che il libro non è stato un prodotto? Quand’è che non ha avuto un costo? Una volta che il romanzo ha oltrepassato la frontiera dell’arte creativa per buttarsi nel mercato, in cosa esattamente differisce dall’assorbente igienico?
Il libro è un prodotto.
Questo non lo dissacra. Dissacrante, semmai, per la cultura tanto invocata, è l’ostinazione a voler varcare la frontiera a ogni costo. Dissacrante è la guerra che nella blogosfera gli aspiranti scrittori si fanno, cercando notorietà e allo stesso tempo puntando il dito quando qualcuno la ottiene. Dissacrante non è il paragone con l’assorbente igienico, ma lo scoprire che quello (l’assorbente) è mo lto più evoluto e differenziato del libro.
Leggo, sovente che Il libro è cultura, La cultura non si commercializza, La pubblicità è irriverente, l’anima nera di questa società.
Olè!

Primo: il libro di per sé non è cultura, semmai è l’espressione individuale della cultura;
Secondo: la pubblicità riflette ciò che siamo; siccome non ci piace l’immagine che vediamo, rigiriamo la frittata e quindi non è più la pubblicità a rispecchiare la società ma, al contrario, la società a specchiarsi in essa. Alla faccia della coerenza!
Terzo: scegliere ci è dato, eppure preferiamo credere che quel detersivo, quell’auto, quel libro, quel cappotto, quella scarpa…lavi più bianco. Tanto poi possiamo dare la colpa alla pubblicità!
Quarto: francamente non vi sopporto più, voi che “quella che di giorno chiami con disprezzo pubblica moglie, quella che di notte stabilisce il prezzo alle tue voglie” e che sparate a raffica contro la pubblicità e poi vi ritrovo a delineare brief nelle Agenzie, attenti a che il visual “si veda” e la body “dica proprio tutto” perché “voi valete in quanto sotto allo shampoo avete una testa pensante”.
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Tag: cultura, libri, pubblicità
Assunta Altieri
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