Giovani Laureati al Potere 23


Dopo circa un secolo di monarchia assoluta il Bhutan e’ passato alla democrazia.

Bhutan, fiumi e montagne

Il piccolo paese himalayano di soli 600mila abitanti – 2,3 milioni secondo altri (1), incastonato tra l’India Nord-orientale e il Tibet occupato dai cinesi, si stava preparando ad introdurre la democrazia ormai da qualche anno. E’ stato il re Jigme Singye Wangchuck (che nel dicembre del 2006 ha abdicato in favore del figlio Jigme Khesar_Namgyel_Wangchuck) a prendere la decisione di consegnare il potere nelle mani di un’assemblea elettiva, emanando una Costituzione (che entrerà in vigore quest’anno) in base alla quale il re ricoprirà la carica di Capo di Stato ma praticamente tutti i poteri saranno delegati al parlamento, che potrà anche mettere sotto accusa il re con un voto a maggioranza di due terzi. Insomma, una vera monarchia costituzionale.

Il re del Bhutan

Il re del Buthan: Jigme Khesar_Namgyel_Wangchuck, fonte Flickr

Probabilmente il re ha pensato che consegnare i suoi poteri al popolo in un periodo di relativa stabilita’ e prosperita’ sia una scelta piu’ saggia che aspettare un cambio forzato da circostanze negative.

A dirla tutta, molti dei sudditi di Sua Maesta’ non avevano mostrato nessuna fretta nel “mettersi al passo coi tempi”, dichiarando in stragrande maggioranza di essere felici anche in un regno governato da un monarca dai poteri assoluti. In Buthan infatti, al contrario che in Nepal, la casa reale e’ ancora molto amata, in parte per via delle politiche volta alla crescita della Felicita’ Interna Lorda che, differenziandosi dal PIL (Prodotto_interno_lordo), punta alla costruzione di un’economia coerente con la cultura tradizionale del Bhutan, basata sui valori spirituali del buddhismo.

Difatti ben pochi bhutanesi, popolo estremamente fiero delle proprie tradizioni nonche’ geloso della propria tranquillità (perfino l’ingresso dei turisti è limitato a circa ventimila all’anno), ha accolto questa ‘rivoluzione dall’alto’ con grande entusiasmo, temendo che l’introduzione della democrazia possa destabilizzare un paese che si ritrova stretto tra due fronti: quello interno, col problema dei Lhotshampas (cittadini di etnia nepalese malvisti dall’etnia maggioritaria bhutanese), e quello esterno, essendo il Bhutan nel bel mezzo di una zona geopolitica sempre piu’ calda.

Per quanto riguarda i cittadini di origine nepalese, essi non hanno neppure il diritto di voto, e finche’ non si sara’ trovata una soluzione per queste persone, straniere nella loro patria, non si potra’ parlare per il Bhutan di vera e propria democrazia.

Montagne nel regno del Bhutan

Fonte: Flickr

Questi cittadini vengono sistematicamente discriminati in quanto non seguono il culto buddista maggioritario in Bhutan, parlano nepalese e non il dialetto tibetano adottato dal regno butanese, il Dzongkha. I Lhotshampas arrivarono in massa in Bhutan a fine ‘800 dal Nepal per cercare terre coltivabili. Ma negli anni ’70 il re Jigme Singhye lancio’ la politica “un regno, una nazione” escludendoli dai diritti di cittadinanza.

Con due leggi (del ’77 e del ’85) venne permesso ai Lothshampas di iscriversi all’anagrafe solo se avessero dimostrato che entrambi i genitori si trovavano nel Paese da prima del 1958. Il nepalese venne bandito dalle scuole e ai Lothshampas si impose di adottare il buddismo, imparare lo Dzongkha e adottare il codice di abbigliamento butanese, il Drukpa Bakku.

Per ironia della storia, tutte queste politiche, dal sapore un filino fascista, vennero decise dal re che ora si acclama come democratico.

Ad ogni modo, chiedo al lettore di dimenticare per il momento l’ambivalenza della “svolta democratica” bhutanese (2) e di passare alla tema centrale del discorso.

Le elezioni, divise in piu’ tornate, hanno avuto luogo sotto la supervisione del re Jigme Khesar Namgyel Wangchuck, un ventottenne laureato nella prestigiosissima Universita’ di Oxford, in Inghilterra. La prima tornata elettorale si e’ svolta il 29 dicembre scorso, la seconda il 29 gennaio. Durante queste prime due tornate, durante le quali I cittadini bhutanesi hanno eletto i 20 membri del Consiglio Nazionale (la Camera alta), in totale l’afflusso alle urne e’ stato di poco superiore al 50% degli aventi diritto di voto. La percentuale dei votanti relativamente bassa e’ stata spiegata col fatto che una parte dei cittadini residenti in remoti villaggi non se l’e’ sentita di mettersi in viaggio in direzione della piu’ vicina sezione elettorale.

Tra febbraio e lo scorso lunedì 320 mila bhutanesi, che rappresentano circa l’80 per cento della popolazione con diritto di voto, si sono recati nuovamente alle urne, questa volta per per l’elezione dei rappresentanti della Camera bassa, rendendo effettiva la transizione da monarchia assoluta a monarchia parlamentare.

I risultati elettorali non sono stati una sorpresa: 44 seggi su 47 sono andati al Partito Pace e Prosperita’, il piu’ realista in lizza.

L’aspetto piu’ senzazionale dell’esperimento democratico bhutanese e’ stato invece il profilo degli eletti, in gran parte giovanissimi. Ad esempio, per la Camera alta 11 dei 15 eletti il 31 gennaio sono ventenni o trentenni. Il piu’ vecchio ha 46 anni. Due degli eletti avevano appena terminato gli studi universitari. La giovane eta’ degli eletti e’ in parte dovuta al regolamento che prescrive che tutti i candidati debbano essere laureati, e in Bhutan solo le ultime generazioni hanno iniziato a frequentare l’università. In pratica la democrazia bhutanese sara’ nelle mani di giovani laureati.

Scolari del Bhutan

Fonte: Flickr

A questo punto non posso fare a meno di comparare la neonata democrazia bhutanese con quella nostrana.

Che differenza la nuova elite bhutanese rispetto alla griunzosa Gerontocrazia italiana!

Il re del Bhutan ha 28 anni, il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio_Napolitano 82. L’eta’ media del dei parlamentari bhutanesi e’ inferiore ai 30 anni, quella dei loro colleghi italiani superiore ai 50. L’attuale Presidente del Consiglio italiano Romano Prodi ha 69 anni, Berlusconi 72. I due piu’ celebri senatori che nel 2006 firmavano il programma dell’Unione e nel gennaio scorso votavano la sfiducia al Governo Prodi sono:

  1. Lamberto DiniLamberto Dini (77 anni, 4 meno di mia nonna, pensionata), leader del sedicente soggetto politico ‘’L.D.’’, che non sono le iniziali del suo nome ma stanno per Liberal Democratici, subito (ri)confluito nel partito di Berlusconi, da dove mancava dal 1994. Come si sa, a volte ritornano. Dini e’ sposato con Donatella Pasquali, vedova del miliardario bergamasco Renzo Zingone da cui ha ereditato vaste proprietà in Costarica, condannata il 3 dicembre 2007 dalla X Sezione Penale del Tribunale di Roma a 2 anni e 4 mesi di reclusione per bancarotta fraudolenta in relazione ad un falso in bilancio della societa’ “SIDEMA srl” e ad un crac da 40 miliardi di lire nel 2002[1]. La stessa non sconterà la pena inflittale stante il beneficio dell’indulto del 2006. (Fonte Wikipedia) ;
  2. Clemente MastellaMastella Clemente (#), leader del sedicente UDEUR, sigla oscura ai piu’, 61 anni, 4 piu’ di mio padre, pensionato. Mastella e’ sposato con Alessandrina Lonardo, detta Sandra, ex-presidente del Consiglio Regionale della Campania. Il 16 gennaio 2008 il gip di Santa Maria Capua Vetere ne dispone gli arresti domiciliari, ravvisando una tentata concussione nei confronti di Lucio Annunziata, direttore generale dell’ospedale di Caserta. L’arresto del presidente del consiglio regionale campano si inquadra in un inchiesta più ampia che vede implicati oltre all’allora guardasigilli Clemente Mastella (per il quale si sono ipotizzati vari reati, compreso quello di tentata concussione nei confronti di Antonio Bassolino), anche esponenti della giunta regionale campana, consiglieri regionali, amministratori dell’Udeur e il sindaco di Benevento Fausto Pepe. (Fonte Wikipedia).

Veltroni (#) a quasi 53 anni e’ considerato giovane, nel quadro della politica italiana, e nonostante sia entrato in Parlamento per la prima volta vent’anni fa e gia’ 12 anni fa era il Vice-Presidente del Consiglio nel Governo Prodi I, Veltroni e’ ancora la faccia nuova della politica italiana.

All’estero, in Spagna Zapatero (#) e’ divenuto Primo Ministro a 44 anni, come Blair in Inghilterra. Clinton divenne Presidente americano a 47. J.F.Kennedy, idolo di Veltroni, a soli 44 anni. Fu assassinato a 46. Sempre in America, Hillary Rodham Clinton e’ stata definita “vecchia megera” a 61 anni. L’altro candidato democratico alla nomination per la Presidenza, il senatore dell’Illinois Barack Obama, ne ha 47. George W. Bush, all’ultimo anno alla Presidenza, ne ha 62. Berlusconi, di dieci anni piu’ vecchio, potrebbe essere il nuovo leader italiano.

Berlusconi, Prodi e Veltroni

Allora mi chiedo: perche’ dobbiamo essere governati dai nostri padri e dai nostri nonni? Non dovrebbero essere i giovani a costruirsi il prorpio futuro ? Non sono forse i giovani i naturali portatori di idee fresche, nuove ?

Questo tema ( la casta, la gerontocrazia, eccetera) e’ stato spesso sollevato anche da Beppe Grillo, il blogger che ha trasformato le sue idee e « crociate » in iniziative concrete. Ma nel caso dell’ultima campagna elettorale non posso assolutamente condividere la sua posizione astensionista. Perche’ invece non prova a convogliare i tanti voti che puo’ spostare con la sua « autorita’ » verso una lista in particolare? Perche’ non si mette in gioco, lasciando la forse troppo facile posizione del tiratore libero, scegliendo la lista piu’ pulita e cercando di impedire a tanti candidati notoriamente farabutti di entrare (tornare) in Parlamento ? Sarebbe forse il miglior regalo che potrebbe fare all’Italia.


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23 commenti su “Giovani Laureati al Potere

  • Francesco Orsenigo

    Grillo non propone perche’ vuole spingere le persone a mettersi in gioco per prime e prendersi diretta responsabilita’ della situazione.
    Ha proposto liste locali e non nazionali perche’ (comprensibilmente e giustamente) non vuole essere lui a scegliere i candidati… Insomma, si tratta di far prendere agli Italiani responsabilita’ di se stessi invece che fare il messia.
    Mi sembra piu’ che giusto.

    Cmq, sono davvero curioso di vedere come finira’ il Bhutan in qualche decennio… Ultimamente ho molta poca fiducia nella democrazia.

  • Paolo

    Grillo non propone anche perché la lista più pulita non esiste: sono tutte sporche quasi allo stesso modo.

    regolamento che prescrive che tutti i candidati debbano essere laureati

    Nel confronto con l’Italia hai dimenticato di discutere i titoli di studio dei nostri politici. Innanzitutto è quasi impossibile trovare i loro CV in rete (chissà per quale motivo. Forse se ne vergognano?). Poi vorrei sottolineare come uno dei due principali candidati premier non solo non è laureato (e in Italia ormai si laureano praticamente tutti), ma non ha neppure un vero diploma di maturità (Istituto professionale per l’industria e l’artigianato? L’artigianato che io sappia non si impara a scuola, ma facendo apprendistato in bottega!).

  • Alessio in Asia

    Caro Paolo, io la penso come (tra gli altri) Marco Travaglio: esistono liste piu pulite di altre, senza mafiosi e via dicendo: http://temi.repubblica.it/micromega-online/marco-travaglio-con-di-pietro-per-fare-i-guastafeste/

    E la stessa differenza tra la destra-destra di Berlusconi e il centrosinistra di Veltroni (PD+Radicali+IdV) e’ netta. E si deve scegliere ( ariguardo consiglio l’ottimo articolo di Flores D’Arcais: http://temi.repubblica.it/micromega-online/al-voto-al-voto/ ).
    Purtoppo alla Camera tertium non datur.
    Al Senato la storia e’ diversa a seconda della regione.

  • ilBuonPeppe

    Li volete giovani?
    Li volete laureati?

    Allora tenetevi la Carlucci
    – 49 anni (che in Italia è una bambina)
    – 2 lauree (la terza in arrivo)
    – 1 paio di tette 😉

  • Tasti

    ah bé….

    difficile conciliare la democrazia con l’élite….

    porre un limite di questo tipo ha il sapor vagamente discriminatorio.

    vagamente.

    ma sono l’ultima che può parlare: non sono laureata…
    ma tranquilli tutti, grazie alla stabilizzazione dei precari dello scorso Governo sarò stabilmente disoccupata proprio perché non in possesso di una laurea…

    anche in Italia l’élite dev’essere titolata…

  • Cambiamo Pianeta

    Complimenti per l’articolo…davvero molto ben scritto e ben strutturato…i quesiti che poni sono tutti assolutamente condivisibili e struggenti.
    Tu pensa che Andreotti, quando iniziò la sua carriera politica, avrebbe quasi quasi rispettato i rigidi canoni di selezione bhutanesi…39 anni e laurea!! Purtroppo poi è successo l’irreparabile e per qualche strana ragione ce lo troviamo ancora fra i piedi…la politica italiana ha seguito strane strade che ci hanno portato a questo sfacelo ed alla non più procrastinabile necessità di cambiamenti radicali!!
    Per quanto mi riguarda mi prefiggo un buon proposito: che questa sia l’ultima volta che vado a votare tappandomi naso, occhi e orecchie!!
    Ciò significa che farò, nel mio piccolo, tutto il possibile perchè già dalla prossima legislatura si metta in moto il rinnovamento!!

  • Paolo

    @Alessio in Asia: non capisco la differenza tra votare IdV e votare PD. Non sono nella stessa coalizione? E’ vero che si darebbe maggior peso a Di Pietro all’interno della coalizione, ma siamo sicuri che questo – nei fatti – si traduca in qualcosa di concreto.

    Riguardo la differenza netta fra destra e sinistra, scusa ma per me non è sufficiente. Se devo fare un volo intercontinentale (a mie spese) per andare a votare, beh voglio un motivo più convincente per farlo. Se vuoi una lista più pulita delle altre, allora ti consiglio di votare PS.

    Ma permettimi una considerazione: da quando basta una fedina penale pulita per governare un paese? Non servono forse anche delle idee? E magari la volontà di (e la forza per) attuarle?

    @ilBuonPeppe: ma è vero che la Carlucci ha quasi 3 lauree, o è una leggenda metropolitana? Esiste qualche fonte ufficiale oltre al blog della Carlucci?

    A parte questo, permettimi di criticare il tuo modo di ragionare. Sostieni forse che siccome la Carlucci ha una laurea, e siccome non brilla per intelligenza (ma questo è da verificare), allora tutti i laureati sono degli idioti?

    Io ritengo che per governare serva un minimo di preparazione. Ricordate l’intervista delle Iene, in cui chiedevano ai parlamentari cose tipo “chi è Nelson Mandela?”, “dove sta il Darfur?”, “che è il monossido di diidrogeno?” (=acqua) e quelli non sapevano rispondere? O le imbarazzanti interviste in cui i compari di Prodi promettevano continuamente di abbassare il cuneo fiscale, e quando il giornalista gli chiedeva cosa fosse il cuneo fiscale, quelli non sapevano rispondere?

    Finché a governarci saranno degli incompetenti, c’è poco da fare.

  • Sara

    D’accordo sula totale gerontocrazia egoista italiana, però su Beppe Grillo la penso diversamente: se a lui importasse veramente che i cittadini si prendessero le loro responsabilità ragionando con la propria testa farebbe ancora satira o comunque non si porrebbe così da leader, userebbe modi totalmente diversi per dire le stesse cose. Non si espone perchè preferisce esporsi ad altri livelli, non si espone perchè adesso abbastanza persone sanno tutto quello che ha fatto Di Pietro e Grillo non può più sostenerlo così palesemente come prima. Non si espone perchè paradossalmente per il “potere” di leader che ha, sarebbe lui a doversi assumere le responsabilità per qualsiasi azione sbagliata o incoerente della lista che sostiene. Non sapete quanto avrebbe voglia di esporsi! Insomma, si è fregato con le sue stesse mani. Questa è la dimostrazione che l’uomo deve evolvere.

  • andrea

    Vorrei fare una domanda idiota…partendo da un ragionamento che potrebbe non sembrarlo.
    La gente è insoddisfatta. La gente non fa (quasi) niente per migliorare questa condizione.
    Perche?!…ci sono mille motivi credo.
    Vista la mia idea che per miigliorare si puo aspirare solo a una rivoluzione interiore, quale puo essere una soluzione?
    Non la so…pero so che ci vuole creativita (idea + utilita) e soldi.
    Ecco che arrivano le domande idiote (siamo passati a piu di una…si sa che gli idioti si ammassano facilmente)

    Quanto costa comprare uno spazio pubblicitario in tele?O meglio, conoscete un modo per far sapere a tutti una cosa?

    Lo dico perche amo le manifestazioni pacifiche…e mi piacerebbe una volta scendere in piazza con tutti quelli che la pensano come me…e mi piace pensare che possa essere l’inizio di qualcosa di nuovo.
    Fischiettante come il Grillo…ma con semplicità….
    Contro la politica attuale.

    Ora insultatemi.

  • ilBuonPeppe

    Paolo, la mia era (quasi) una battuta. Non intendevo assolutamente dire che i laureati sono idioti; in effetti io ce l’ho un po’ con gli ingegneri (soprattutto gli elettronici che si mettono a fare gli informatici) ma questo è un altro discorso.
    Quanto alle competenze necessarie per i politici, sono d’accordo a metà.
    Sapere chi è Mandela o dove sta il Darfur è informazione, cosa dalla quale non si può prescindere se ci si vuole occupare di questioni politica. Sapere cosa sia il monossido di idrogeno invece richiede una competenza scientifica del tutto superflua, tanto più se io lo chiamo semplicemente “acqua”.
    Il politico deve essere informato, deve avere idee, deve avere buon senso ed essere pratico. Le competenze specifiche se le va a prendere dagli esperti che di volta in volta sono necessari; altrimenti i politici dovrebbero essere tuttologi e questo è ovviamente ridicolo.

  • ilBuonPeppe

    @Andrea
    Oggi mi sono imbattuto in un articolo che dà una risposta alla tua prima domanda, e di conseguenza forse anche ad altre.
    In questo articolo è descritto un esperimento assai crudele, ma significativo: una cosa he dovrebbe farci riflettere sulla nostra situazione.

  • andrea

    Gran bel articolo…però

    “se cominceremo ad usare con cosciente serenità, liberamente e senza condizionamenti lo strumento più potente che abbiamo, cioè il cervello, se penseremo in modo saggio al mondo – e non parlo solo dell’ambiente inteso in senso ecologico – che stiamo restituendo ai nostri figli”

    questo ti sembra vero?
    Che la maggior parte delle persone che scrivono e leggono questo blog lo facciano lo credo fortemente…ma la massa, quella bomba a mano-calamita che oggi ci rappresenta e ci rovina, non so se creda molto in questo…

    Cmq,come dice Nick (mio padre…), ripartiamo dai giovani(ho vent’anni)!dalle loro infinite potenzialità!…

  • Adetrax

    L’articolo mi e` piaciuto, bravo.

    Esilarante la pagina di wikipedia, espellere 100.000 nepalesi ha aumentato la FIL e dire che a noi, per come siamo ridotti, basterebbe espellere qualche migliaio di politici.

  • andrea

    Senti questa “ilBuonBeppe”…
    non sono un genio pero frullo…
    Diffondere questa iniziativa (prendila piu che altro come esempio…)
    I giorni delle elezioni esporre fuori dalla finestra la bandiera italiana…
    Una gran cazzata?Il problema è: farla girare…pubblicizzarla almeno qui (del tipo INVADETECI)e soprattutto che la gente non ce l’ha la bandiera…
    Percio…pensate a qualcosa di abbastanza eclatante-vistoso che non abbia questo limite!
    Ciao

  • ilBuonPeppe

    Non è una cazzata esporre la bandiera italiana; è una cazzata limitarsi a quello.
    Anche io sono stufo (e ho oltre il doppio degli anni tuoi) quindi domenica farò quello che è in mio potere per cambiare le cose.

  • andrea

    Io voto.Questo è quello che sento di fare e che farò. Ma cerco anche un modo per dire BASTA.
    Io sono un ragazzo e vedo che, quello pensavo fosse un pericolo, oramai è divenuto realtá: la rinuncia alla speranza, l’idea che i giochi sono fatti, che il mondo, l’Italia è gia in mano ad altri e che non ci si puo fare nulla.
    La tristezza e la rabbia che sento nel vedere e ascoltare la vita dei miei amici, parenti, ecc riguarda il loro tipo di vita, le loro relazioni con gli altri essere umani (e non).

    “Mi sento inutile” è quello che piu mi colpisce…utile?!tutto oggi deve essere utile e se non lo è…non ha alcun valore. Ora pensate a quante cose inutili si fanno e sono controproducenti…e pensate a quante poche ne fate, magari che nessuno sa, ma che fanno bene a voi stessi (quasi senza che ve ne rendiate conto).

    “Devo consumare” Per l’economia è una “buona notizia” che la gente compri di piu, costruisca di piu, consumi di piu. Ma l’idea degli economisti ceh solo consumando si progredisce è pura follia. E’ cosi che si distrugge il mondo, perche consumare siginifica consumare le risorse della terra. “La terra ha abbastanza per il bisogno di tutti ma non per l’ingordigia di tutti ” Gandhi.

    Voglio fare un esempio che vuole essere stimolo per chi perde questa speranza.Sembrerà stupido.

    Uno dice:”Questo appartamento è mio”. Ma se guarda bene il suo pavimento è il soffitto di quello di sotto, la parete è anche quella del vicino. Nulla è davvero suo.Assolutamente nulla.(anche il corpo puo essere rivendicato dai nostri genitori, dallo stato verso il quale il nostro corpo HA DEI DOVERI DI CITTADINI,la terra stessa, quello che mangiamo,ecc) Siamo in continua condivsione, cooperazione ma quando qualcuno assume un potere…allora gli altri credono e sentono che quello non è piu loro.

    E’ per questo che credo e spero che l’unica soluzione sia una rivoluzione interiore che riesca poi a manifestarsi nel migliore dei modi nella vita reale.

    Sfogo di un ventenne…

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