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Decidiamo Noi: Ecco il Sistema

Da cittadino italiano, dipendente statale, che annaspa per arrivare a fine mese, non riuscendovi perché oberato di bollette, balzelli, manovre, manovrine e manovrone mi gira in testa un’idea, per la verità già partorita da altri, ma comunque allettante.

Noi cittadini viviamo, nonostante la deprecata globalizzazione, un’incredibile solitudine che consente, in maniera assolutamente trasversale, a questi nostri piccoli politici di sfruttarci e farci annaspare mentre il loro scialacquare ce li fa vedere su panfili da sogno veleggiare verso il loro benessere.

I vari governi che ciclicamente si alternano hanno la sola capacità di aumentare le imposte - mezzo facile e poco costoso di autofinanziamento degli sprechi - senza prevedere alcuna seria politica che possa favorire realmente la concorrenza per un abbassamento dei prezzi. Senza contare che il raddoppio dei prezzi causato dall’avvento dell’euro ha ulteriormente portato benefici allo Stato poiché sono raddoppiati anche gli introiti derivanti dall’IVA.

Allora penso agli incredibili sacrifici che ci toccano per essere cittadini modello, capaci di pagare ogni balzello che menti contorte sono capaci di proporre, comunque consapevoli che viviamo in uno stato che potrebbe essere paragonato ad un genitore che nonostante guadagni 30 mila euro al mese non riesce a soddisfare i bisogni di due figli.

Basti pensare alle evidenti sperequazioni che esistono con esempi come la benzina, della quale circa l’85% dei proventi sono di tasse pulite che incamera lo Stato (i dazi sui carburanti si pagano prima). Su trenta milioni di veicoli circolanti in Italia, senza considerare gli stranieri che quotidianamente transitano sul territorio nazionale, non riesco neanche a quantificare l’introito giornaliero atteso, visto il numero enorme di zeri che sarebbe necessario.

Allora se noi cittadini riuscissimo ad avere una visione appena appena più ampia e globale del nostro ruolo potenziale come consumatori potremmo mettere in ginocchio chiunque, senza peraltro rinunciare a nulla. Parafrasando Vasco Rossi mi vien da dire “pensa se da domani davvero tutti quanti smettessimo, altro che crisi del dollaro, questa si che sarebbe la crisi del secolo”.

Se da domani tutti insieme decidessimo di non fare benzina solo presso uno di questi colossi (AGIP, ESSO, TAMOIL ecc); ancora, se tutti decidessimo di disdire il contratto TELECOM, i cui costi fissi mensili hanno raggiunto la modica cifra di circa 25 euro; se domani tutti evitassimo di fare la spesa presso una grande catena alimentare come Carrefour, Conad, Sma, Sidis, ecc. ecco che potremmo essere noi a decidere l’andamento dei prezzi al ribasso riappropriandoci del danaro di cui veniamo depredati ad ogni occasione.

E tutto questo in modo del tutto indipendente dalle idee politiche e dagli schieramenti. Al solo scopo di far capire che noi esistiamo e siamo esseri pensanti.

Dal nostro lettore Giovanni Antonio Palermo

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Comments

75 Risposte a “Decidiamo Noi: Ecco il Sistema”
  1. Oris scrive:

    Già, ma come è ovvio, l’insieme non riflette l stesse capacità del singolo.

    [Rispondi a questo commento]

  2. mattions scrive:

    Una possibile via di fuga..

    http://www.retegas.org/

    La rete gas e l’autoorganizzazione sono delle (prime) risposte

    mattions post: TiddlyWiki mandatory plugins

    [Rispondi a questo commento]

  3. Sarebbe bastato che per questo anno (dico SOLO per questo anno) tutti fossero restati a casa invece di andare in vacanza (non mi pare un sacrificio mortale). Niente pieno di benzina, niente pedaggio autostradale, niente treni, niente aerei, niente consumi superflui, niente di niente e adesso tutti i furboni che si stanno approfittando dell’idiozia italica (i prezzi di tutto in Italia sono mediamente piu’ alti che nel resto dell’Europa mentre i salari sono fra i piu’ bassi, e le la seconda citta’ piu’ cara nel mondo per il costo della vita e’ stata giudicata Milano, subito dopo Mosca), sarebbero li’ in ginocchio con la mano tesa a mendicare
    Ma capisco che sarebbe troppo chiedere all’italici di rinunciare ad un solo giorno di vacanza, a una partita di calcio, ad una scorrazzata in auto. Se ci rinuncia e’ perche’, ormai ridotto alla frutta, e’ costretto dai debiti.
    Allora faccio un altro esempio: per 1 settimana (dico una sola settimana) non si inviino piu’ messaggini SMS (quelli inutili pieni di TVB e cazzate varie) e le azioni delle compagnie telefoniche crollerebbero.
    Cio’ che dici tu io lo dico da molti anni ma ho sempre trovato risposte del tipo: “si’ ma tanto la gente non lo fa quindi la mia azione penalizza solo me”.
    Le persone in Italia ragionano cosi’ e gli italici governanti lo sanno.
    Ho viaggiato molto e posso dire che questo tipo di rassegnazione nel non credere nel detto “l’unione fa la forza” esiste solo nei paesi del terzo mondo.
    Bisogna anche dire che le “famose” associazioni di consumatori assomigliano piu’ a cosche che hanno il solo interesse di garantire uno stipendio ai dirigenti. Oltre a non avere alcuna voce in capitolo (perche’ non riescono ad organizzare niente di efficace contro i vari rincari), servono solo da trampolino di lancio per vari personaggi che vogliono arrivare in parlamento.

    [Rispondi a questo commento]

    Sara reply on 25 agosto, 2008 14:02:

    Per quanto riguarda le vacanze, non sono d’accordo. Farle responsabilmente sì, ma rinunciare alle vacanze non è come rinunciare a una partita di calcio, è rinunciare a un ristoro per poi ripartire. Che poi a qualcuno non pesi non fare le vacanze è un altro conto, ma l’anno scorso io non le ho fatte e quest’anno non ce la facevo più. E’ un pò integralista secondo me rinunciare alle vacanze…Allora andiamo tutti a vivere nelle comunità degli elfi dove vivono senza elettricità e riscaldamento e senza telefono, MA hanno il cellulare, perchè un contatto col mondo comunque serve…
    Invece per gli altri discorsi, io ad esempio quando sono in vacanza non mando praticamente sms e non telefono, detesto gli sms inutili e non capisco perchè tanti non usino alcune alternative al telefonino pratiche e semplici in tanti casi…
    E per l’egoismo e il fatto di dire “tanto gli altri non lo fanno” non sopporto gli italiani, è una cosa che più infantile non si può. E in più tendere al ribasso non aiuta nessuno.

    Sara post: Il medagliere definitivo e altre considerazioni

    [Rispondi a questo commento]

    Chiara di Notte - Klára reply on 26 agosto, 2008 11:50:

    Ma io non dico di rinunciare per sempre. Io parlo di un piccolo sacrificio ma che sia significativo.

    Non andare in vacanza non significa non riposarsi. Significa per un arco di tempo breve (1-2) anni consumare di meno.

    Non credo che se una persona non va per un anno in vacanza (o anche per due) muoia. Se muore, allora non mi sorprende che la situazione italica sia quella che e’.

    Chiara di Notte - Klára post: Scrittrici e scrittori

    [Rispondi a questo commento]

    davide reply on 25 agosto, 2008 15:29:

    Gentile Chiara,

    “”Sarebbe bastato che per questo anno (dico SOLO per questo anno) tutti fossero restati a casa invece di andare in vacanza (non mi pare un sacrificio mortale).”"

    Ma se tutti non vanno in vacanze e restano a casa io cosa faccio con il mio Hotel ???????????

    Tanti saluti dal tuo Davide

    [Rispondi a questo commento]

    Adetrax reply on 25 agosto, 2008 19:53:

    Si fanno le vacanze in Italia, possibilmente vicino alla propria residenza, così tutti i soldi vanno a beneficio di altri italiani e non dispersi in 18000 siti sperduti nel mondo.

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    Sara reply on 26 agosto, 2008 2:24:

    E se uno vuole conoscere il mondo? Se uno vuole conoscere altre realtà? E i soldi vanno a chi? Perchè gli italiani sono meglio di altri? Vanno all’italiano evasore o che non rispetta le regole? Secondo me ste cose sono veramente da integralisti. Sbaglierò io a questo punto, ma non c’è niente di più bello che conoscere altre realtà e prendere spunto dai loro lati positivi. Vacanze responsabili e consapevoli sì, ma tanto se uno è un irresponsabile ignorante lo è anche in italia a spegnere i mozziconi in spiaggia.

    Sara post: Il medagliere definitivo e altre considerazioni

    [Rispondi a questo commento]

    Francesca reply on 26 agosto, 2008 9:37:

    Io sto zitta perchè viaggiare è una delle poche cose che veramente mi piace fare. Risparmio per poterlo fare, almeno per il momento che riusciamo a farlo.
    Per me sarebbe una grande rinuncia.
    Piuttosto rinuncio ad altre cose…

    [Rispondi a questo commento]

    Sara reply on 26 agosto, 2008 9:45:

    Ecco brava! Io una vacanzina l’anno (quest’anno due, di cui una in barca a vela molto ecologica) riesco a farmela, anche perchè se no è scientificamente provato che strippo! Si può risparmiare su tante cose, anche da piccoli. Ad esempio, mi ricordo che alla upim c’era il buono sconto una volta raggiunte le 60.000 lire di spesa su articoli scolastici entro agosto-settembre. Ecco, mi ricordo che noi non siamo praticamente mai arrivati a quella cifra! Era molto semplice: comprare il necessario, lo zaino buono che durava fino a quando non aveva buchi eccessivi e non quello delle barbie o schifezze varie…E così non dovendo ricomprare tutto ogni anno si risparmiava…Questo è uno degli insegnamenti anticonsumismo già da quando si è piccoli. E non importa di essere di buona famiglia o meno, avevo compagni figli di operai che ogni anno cambiavano tutto, il consumismo non guarda in faccia a nessuno.
    In breve io penso che dato che tutti i giorni abbiamo la possibilità di fare politica con le nostre scelte su quello che compriamo che non ha senso rinunciare a un pò di vacanza.

    Sara post: Il medagliere definitivo e altre considerazioni

    [Rispondi a questo commento]

    Chiara di Notte - Klára reply on 26 agosto, 2008 11:58:

    Ecco, qui proprio mi rendo conto che sono io aliena e del motivo per il quale, spesso, resto sulle palle alla gente. Il fatto e’ che molta gente, non potendo permettersi tutto, s’indebita sempre di piu’…

    Comunque la mia non era una critica a chi fa le vacanze. I soldi (se li ha)ognuno se li spende come vuole: viaggiando, fumando, mangiando, giocandoli, drogandosi, scopando… insomma, sono cavoli suoi.

    Pero’ qui si discuteva di come poter risolvere un problema che sta aumentando a dismisura. Se non si ha consapevolezza dell’acqua che cresce, il giorno che verra’ di fuori e travolgera’ tutto, nessuno avra’ il diritto di lamentarsi dicendo che la colpa e’ solo degli altri.

    [Rispondi a questo commento]

    Sara reply on 26 agosto, 2008 18:57:

    Io ho ben presente il problema e credo di essere ben fuori dall’essere strumentalizzata da questo sistema, nel mio piccolo ho ancora vestiti di molti anni fa perchè vanno ancora bene, non compro cremine cremone e prodotti miracolosi vari, non fumo e non bevo, faccio la raccolta differenziata e cerco di risparmiare, evito accuratamente la stragrande maggioranza di televisione e radio.
    Dico che non andare in vacanza secondo me non è un buon metodo per risolvere il problema. E comunque se parli di sacrificio allora il mio sacrificio l’ho già fatto l’anno scorso non andandoci. E in più non dovrebbe essere un sacrificio, per me non comprare un paio di scarpe o un vestito o che cavolo ne so appena vedo una pubblicità non è un sacrificio. Auto-obbligarsi a un sacrificio secondo me significa che ancora non si è interiorizzato il concetto. Sempre secondo me ovviamente. E poi ognuno applica i metodi che lo fanno stare meglio. Per me non comprare cose inutili, per te non andare in vacanza. Certo nel mio discorso per vacanze responsabili intendo anche evitare di indebitarsi per andare in vacanza…

    Sara post: Il medagliere definitivo e altre considerazioni

    [Rispondi a questo commento]

    Chiara di Notte - Klára reply on 26 agosto, 2008 19:26:

    Sara, lungi da me criticare chi va in vacanza. Il mio discorso era sul concetto. Ok, non chiamiamolo sacrificio. Chiamiamola rinuncia,
    Certo se la situazione fosse diversa, se le cose non stessero come sono descritte nei filmati segnalati da Monica, se la soddisfazione dei bisogni fosse sostenibile, perche’ rinunciare? Sarebbe masochismo.
    Ma la situazione e’ critica, ed io credo che una specie di “sciopero” del “gelato” (chiamiamolo cosi’), inteso come piccola cosa alla quale si puo’ rinunciare senza intaccare il nostro stato psicofisico, sia un atto che, se entra nella cultura generale, puo’ innescare un meccanismo virtuoso.

    [Rispondi a questo commento]

    Sara reply on 27 agosto, 2008 8:55:

    Alla fine stiamo dicendo la stessa cosa!E’ solo che con due metodi diversi…

    Sara post: Pechino 2008 - Fenomenologia della malinconia

    [Rispondi a questo commento]

    Francesca reply on 27 agosto, 2008 10:49:

    Ho visto che hanno indetto lo sciopero della “pagnotta” per un giorno: cambierà qualcosa?Non credo. Forse per una settimana sì…

    [Rispondi a questo commento]

    Chiara di Notte - Klára reply on 27 agosto, 2008 11:01:

    Questi “scioperi della pagnotta” fatti per 1 solo giorno mi ricordano tanto gli scioperi della fame di pannelliana memoria… quelli a base di cappuccino e brioches :mrgreen:
    Secondo me sono prese per il culo. Credo che siano addirittura organizzati da Governo tanto per far credere alla gente di essersi sfogata.

    Nell’italico popolo (ripeto) manca la propensione alla rinuncia e quindi 1 giorno e’ il massimo sostenibile.

    Vuoi una lista di scioperi che potrebbero essere fatti (che so) per 1 mese?

    - lo sciopero del calcio (nessuno guarda piu’ partite allo stadio o in TV)
    - lo sciopero dell’informazione (nessuno acquista piu’ un giornale)
    - lo sciopero dei telefonini (obbligatorio anche per i figli)
    - lo sciopero delle banche (lo faccio da sempre): nessuno mette piu’ i soldi in banca se non il minimo indispensabile necessario per pagare le bollette.
    - lo sciopero delle carte di credito (si paga sempre in contanti e cosi’ si controlla meglio anche il flusso in uscita)

    Questi ultimi due senza limite di scadenza temporale ed adottati proprio come sistema.

    Insomma, volendo ce ne sarebbero tantissimi di scioperi da fare se solo gli italici non si facessero prendere per il culo dall’adusbef, l’adusbec, la cazzinculec.

    Chiara di Notte - Klára post: Nuovi domini

    Chiara di Notte - Klára reply on 26 agosto, 2008 12:31:

    Francesca, avrei potuto dire “gelato” invece di “vacanza” e ci sarebbe stato comunque qualcuno che avrebbe obiettato: “Ah no, io rinuncio a tutto, anche alla vacanza, ma non al gelato!”.

    Il mio discorso non riguarda ne’ un soggetto, ne’ un oggetto, ma un concetto. Quello di sacrificio. Se tutti attendono che il sacrificio lo faccia qualcun altro, allora il discorso muore qui. :-)
    Chiara di Notte - Klára post: Scrittrici e scrittori

    [Rispondi a questo commento]

    Francesca reply on 26 agosto, 2008 14:08:

    No ma infatti io non critico il tuo discorso, anzi. La mia parte di sacrifici la faccio sempre, a parte le ferie durante l’anno praticamente non mi muovo.
    Le mie scelte sono sempre ponderate quando compro, non ho mai fatto debiti a parte il mutuo per la casa. E’ avvilente che ci sia gente che li fa per andare in ferie.

    [Rispondi a questo commento]

  4. Francesca scrive:

    Sarebbe semplice se fossimo in grado di capire come masse che si può fare.

    Esempio: quanta gente pur sapendo cosa fa’ la multinazionale Nike nei paesi del terzo mondo e in quelli in via di sviluppo, non riesce a rinunciare a comprarsi un paio di scarpette col quel marchio?
    E’ un piccolo esempio per fare capire quanto sia difficile per ogni persona assumere atteggiamenti critici verso cose alquanto banali come un paio di scarpe. Figuriamoci se in ballo c’è lo spostamento comodo comodo in auto…

    Purtroppo la mia fiducia nell’essere umano è sempre di più ai minimi storici.

    [Rispondi a questo commento]

  5. Carmine... scrive:

    Secondo me il problema è il coordinamento. Infatti, queste iniziative viaggiano sempre attraverso cabali non convenzionali, ad esepio blog, spettacoli di grillo, manifestazione, che nel ebene o nel male coinvolgono pochissime persone. Se questi messaggi venissero veivolati ad esempio attraverso la tv, attraverso ii giornali, le radio, sistemi molto più fruibili e diretti, forse qualche risultato lo si avrebbe.
    Mi rendo che la mi idea è utopica, perchè giornali radio e tv sono espressione delle lobby de consumo e non possono fare a meno della pubblicità.

    [Rispondi a questo commento]

  6. lucaspazio scrive:

    Il problema per come la vedo io, non é nel penalizzare chi produce un bene/offre un servizio.

    Questa scelta, ottusa e di cui soffriamo in questi giorni é tra le concause primarie del periodo che ci apprestiamo a vivere ed in cui molta gente (tra cui l’autore) non riesce ad arrivare a fine mese.

    Ragionevolmente esistono due strade per arrivare alla fine del mese
    1) Abbassare i costi.
    2) Aumentare le entrate.

    L’autore (ed altri) si concentrano sul rpimo punto. Bravi fessi, é come dare ad un ammalato di polmonite acqua zuccherata gelata. Forse l’effetto placebo vi permetterá di arrivare a fine mese per i prossimi due/tre mesi. Ma la scure della diminuzione dei costi taglierá inveitabilmente anche le vostre entrate rimettendovi nelle condizioni di prima se non peggio.

    L’unico modo vero di permettere alla maggior parte delle persone di arrivare a fine mese é di aumentare le entrate. Purtroppo per aumentare le entrate bisogna spendere di piú, ma spendere di piú consapevolemente premiando le aziende meritorie che investono in lavoro e servizi e non in quello che investono in armi, povertá e distruzione.

    [Rispondi a questo commento]

    Chiara di Notte - Klára reply on 25 agosto, 2008 12:28:

    L’unico modo vero di permettere alla maggior parte delle persone di arrivare a fine mese é di aumentare le entrate.

    A meno di mettersi a delinquere, oppure (sei sei una donna carina e disponibile), mettersi a fare una certa cosa, che possibilita’ hai oggi IN ITALIA (bada bene IN ITALIA) di aumentare le entrate?

    Hai ben presente quale sia la REALE situazione italica? Forse non l’hai ben presente, ma io ce l’ho.

    Quando gli italici si accorgeranno che nessuno fara’ loro credito neppure di 1 euro, e si renderanno conto che la produzione italica sara solo quella di fornire CALL CENTER (che fra l’altro nei prossimi anni saranno tutti trasferiti in Paesi dove il costo del lavoro e’ minore) allora in vacanza non ci andranno piu’ davvero… per anni. Forse per decenni.

    Io ho ipotizzato che in meno di venti anni, a pulire i vetri alle auto ferme ai semafori di Bucarest, ci saranno i figli di coloro che oggi credono che la situazione venga risolta seguendo i metodi proposti da questi cazzoni che governano l’Italia.

    Comunque se hai dei suggerimenti per aumentare le entrate nel breve termine, sono certa che staranno tutti ad ascoltarli. :mrgreen:
    Chiara di Notte - Klára post: Scrittrici e scrittori

    [Rispondi a questo commento]

    lucaspazio reply on 25 agosto, 2008 12:39:

    Aumentare le entrate spendendo premiando chi produce prodotti/servizi di valore. Valore intrinseco e valore aggiunto (salari piú alti, benefici alle famiglie dei lavoratori, attivitá sociali e bla bla bla)

    Finché si premia la Nike che costruisce scarpe nel 3o mondo sfruttando schiavi, non puoi poi lamentarti se per lavorare diventi schiavo pure tu…
    Se l’unica proposta é comprare da chi ti propone le cose a prezzo piú basso, non ti venire a lamentare del fatto che altro che call center a tempo determinato non trovi. Ragionando cosí infatti si spingono le imprese ad andare a produrre in Cina (o in Aftrica) dove lo si puó fare a costo “0″.

    [Rispondi a questo commento]

    Chiara di Notte - Klára reply on 25 agosto, 2008 13:12:

    Ho visto un film. Si tratta di American Gangsters, di Ridley Scott, il mio regista preferito. In questo film un trafficante di droga (il film e’ ispirato ad un fatto vero) negli anni ‘70, complice la geuerra in Viet Nam, assume il controllo totale del mercato della droga a New York fornendo “roba” migliore a meta’ prezzo di quella piu’ scadente che c’era precedentemente sul mercato e che veniva commercializzata dalle varie mafie (guarda caso, fra le prime, quella italica). Quando gli viene proposto di aumentare gli introiti peggiorando (quindi tagliando) la qualita’ dell’eroina, lui dice che la sua filosofia degli affari prevede fornire sempre il meglio al minor prezzo possibile, saltando tutti gli intermediari.
    ed i suoi affari prosperano senza che nessuno possa ostacolarlo.
    A suo modo, paragonato agli avidi delinquenti che per anni gestiscono l’economia italica, questo trafficante era un grande economista. Quasi da premio nobel.

    Cio’ che i consumatori dovrebbero fare e’ dare innanzitutto una bastonata a chi in Italia applica prezzi e tariffe SUPERIORI della media europea (benzina, medicinali, tariffe telefoniche, energia, un po’ tutto), in modo da costringere gli AVIDI a ridurre le loro pretese.

    C’e’ gente che i minori costi sostenuti facendo produrre nel terzo mondo NON LI TRADUCE in minor prezzo per i consumatori, ma li incamera come UTILI…

    Per questo dico che la prima cosa da fare, prima ancora di applicare la ricetta che tu esprimi, dovrebbe essere quella di far capire a certa gente che non e’ piu’ il caso di continuare a prendere per il culo.

    Guarda, te lo dico io che, per certi versi, per molti anni, ho applicato regole monopoliste a cio che facevo :-)
    Chiara di Notte - Klára post: Scrittrici e scrittori

    [Rispondi a questo commento]

    lucaspazio reply on 25 agosto, 2008 14:33:

    Sono d’accordo. Spero che dalle mie parole non sia emerso un puro elogio dei prezzi alti. Bisogna che i prezzi siano adeguati a ció che si produce.

    L’altro giorno ho comprato un paio di scarpe (da decathlon) sotto i 20€ poi uscito mi son guardato i piedi ed ho pensato….ma sotto i 20€…come fanno a produrle???

    Solo di materia prima ce n’é per circa 20€, in piú i trasporti, il costo della mano d’opera, il guadagno…

    Vuol dire che chi le ha fisicamente prodotte non ha preso piú di 1 misero € per paio di scarpe…

    Anche se tale persona risiede nel (controllo) Vietnam con 1 € cosa si puó permettere? Come possiamo noi, abitutati ad (spero almeno) uno zero in piú competere con questo costo?

    Non sarebbe meglio anziché impoverirci (a parte gli imprenditori) si spendesse 100€ per una scarpa fatta bene da artigiani italiani (o europei) da tenere almeno qualche anno e non mezza stagione?

    Mi accorgo ora che ho dimenticato il 3o punto
    3) decrescere. Ovvero smettere di seguire la pubblicitá, comprare solo il necessario. Fare vacanze autarchiche. Basta seguire la moda delle 3 C “compra, consuma, crepa”…

    [Rispondi a questo commento]

    lucaspazio reply on 25 agosto, 2008 12:41:

    dopo ” bla bla)” il discorso andrebbe completato con un “finché prima o poi il valore aggiunto raggiunge pure te dandoti respiro”

    Infatto ció ceh propongo io non é un palliativo, ma una cura che prima fa soffrire un po’ di piú, per produrre un beneficio a lungo termine…quanto lungo non lo so, dipende da quanti ci si mettono d’impegno…

    [Rispondi a questo commento]

    Francesca reply on 25 agosto, 2008 14:16:

    Quando gli italici si accorgeranno che nessuno fara’ loro credito neppure di 1 euro, e si renderanno conto che la produzione italica sara solo quella di fornire CALL CENTER (che fra l’altro nei prossimi anni saranno tutti trasferiti in Paesi dove il costo del lavoro e’ minore) allora in vacanza non ci andranno piu’ davvero… per anni. Forse per decenni.

    Entro breve non ci sranno nemmeno Call Center trasferiti all’estero.
    Ho visto diversi servizi in cui si capisce bene che l’Italia sta seguendo l’esempio della sua Casa madre Bianca Usa è cioè trasferire i call center direttamente nelle carceri: costo ancora minore rispetto al trasferimento nei paesi del terzo mondo.
    Fantastico, no?
    Prima c’erano i lavori forzati, ma di fatica vera, ora fanno i centralisti con le cuffiette. Non me ne voglia chi sta dentro ma è un altro tipo di sfruttamento a cui sono sottoposti.

    [Rispondi a questo commento]

    lucaspazio reply on 25 agosto, 2008 14:52:

    Hmm ma siamo poi sicuri che il costo sia minore nelle carceri?

    Forse per chi gestisce i call center si, ma per pantalone (il contribuente) il costo non é poi cosí basso….

    [Rispondi a questo commento]

    Francesca reply on 25 agosto, 2008 14:57:

    ma pantalone resta sempre pantalone. Non conosco situazioni in cui venga beneficiato il contribuente.
    il costo era riferito al fatto che i carcerati non vengono pagati (se non un minimo quasi ridicolo) e le aziende di call center non hanno nemmeno le spese per fare imparare la lingua agli stranieri (romeni piuttosto che indiani) in quanto vengono impiegati i carcerati italiani mentre gli stranieri lavorano nella mensa piuttosto che alla linea dei pezzi meccanici: sfruttati pure loro.

    Allora a questo punto non era meglio farli lavorare per lo Stato?

    [Rispondi a questo commento]

    lupoalburnino reply on 25 agosto, 2008 18:08:

    Chiara, mai come in questo momento sono d’accordo con te. Infatti, questi cazzoni di italici non si rendono conto, no non sembrano, non si rendono proprio conto da chi siamo governati e temo davvero che saranno i nostri nipoti ad andare a lavare i vetri delle auto nei paesi cosiddetti sottosviluppati.
    Questo governo, con il suo capo in testa, sta rendendo povero, se non addirittura miserabile, una lascia fascia di italiani, a cominciare da me che sono pensionato, perchè se ne fotte delle condizioni della gente, proprio quella gente che ancora plaude alla sua vittoria, dando la colpa di questo impoverimento al governo precedente che ha governato solo per 16 mesi: ha dimenticato in fretta e furia i precedenti cinque anni. Sono stato sabato pomeriggio in un paese dell’entroterra salernitano per la presentazione di un libro. Su di un notiziario locale il PDL ha preso 767 voti, il PD 236. Bada bene che in quel paese il centrosinistra ha sempre stravinto. Quando sono uscito ho parlato con alcuni amici del posto che si lamentavano che fra non molto gli italiani saranno superati dagli extracomunitari e tutti avremo la pelle scura. Gli ho messo sotto gli occhi una lista dei nati e dei morti nel 2007 del loro paese: nati 7, morti 23. Sono rimasti allibiti.
    E’ un paese di ignoranti, scusa il termine. Parla senza conoscere nulla. Solo per percezione.
    A proposito di consumi. Magari gli italiani si rendessero conto che acquistando di meno forse i commercianti, che intanto si sono già arricchiti, diminuirebbero i prezzi. Queste cose le devono fare sempre gli altri. Io no. E’ un problema serio. E’ inutile dire che il governo Brelusconi ha consentito che mille lire diventassero da un giorno all’altro un euro, senza controllare i prezzi dei prodotti. No, la colpa è del cambio della lira in euro: bisognava concordare con l’Europa un cambio più vantaggioso senza rendersi conto che l’Italia possedeva e possiede il debito pubblico più alto d’Europa.
    Con chi parli?
    Scusate lo sproloquio.
    Ma voglio aggiungere un’altra chicca: la Gelmini ha detto che i profeesori del Sud fanno abbassare la qualità della scuola italiana, facendo anche i nomi delle regioni. Quando anche qualcuno della sua parte politica l’ha redarguita, ha dichiarato: “Quando mai!” Il suo maestro l’ha catechizzata bene. Anche lui fa così, dice e ritratta. Tanto rimane nella mente la “pars destruens” e lui può dire, come fa, che la colpa è di chi l’ha preceduto. E il popolo italiano abbocca. A questo punto io ho poche speranze, anzi nessuna!

    [Rispondi a questo commento]

  7. Kamavirya scrive:

    Boicottaggi di qua e di là…quante volte se n’è sentito parlare e poi puntualmente non è MAI stato fatto nulla di concreto???

    Gradirei sapere che risultato ha dato UNA (dico UNA) di queste iniziative…

    Mi sembrano molto come quei tentativi da “guinness dei primati”: raduniamoci in 500.000 e all’ora X tutti insieme facciamo un salto così simuliamo un terremoto del grado N sulla scala Richter….ma per favore!!! :-)))

    Personalmente la soluzione non ce l’ho…e nemmeno faccio “spallucce” pensando “chissenefrega…io guardo solo al mio…”.

    Sarebbe veramente bello che qualcuno proponga qualcosa che sia REALMENTE fattibile e tangibile, anche se temo che - parafrasando Frederic Beigbeder nel suo romanzo “26.900 Lire” (ora anche il titolo è stato modificato e adeguato all’Euro…) - nessuno vuole la NOSTRA felicità, perchè la gente felice NON consuma!!!

    KAM

    [Rispondi a questo commento]

    Chiara di Notte - Klára reply on 25 agosto, 2008 14:59:

    Perche’ riesci sempre ad esprimerti in maniera cosi’ piacevole? :-)
    Sono d’accordo. La gente felice non consuma. Per questo motivo ci seminano addosso infelicita, insoddisfazione, frustrazione, insicurezza.

    Ma santiddio, possibile che ci sia cosi’ scarsa propensione al sacrificio?

    Si puo’ benissimo saltare il “guardaroba” per qualche anno. Si puo’ benissimo evitare le “tendenze”, le mode, le cazzate.

    Soprattutto si puo’ benissimo (dato che il futuro saranno loro) educare i nostri figli ad una vita piu’ modesta e meno basata sulle futilita’.

    Certo che se sono per primi i genitori a dare il cattivo esempio, le cose mica si risolvono.

    Io sono vissuta in un Paese in cui rispetto agli altri dell’Est era privilegiato. ma che comunque non offriva moltissimo. Pero’ siinsegnavano “valori” leggermente diversi da quelli che ho visto insegnare una volta giunta in Italia.

    Per carita’, non voglio dire che in quel periodo non ci macassero le cose, ma e’ stato proprio il dover rinunciare che mi ha “favorita” in qualche modo nell’accettare anche un po’ di sana autarchia nel momento in cui, da adulta, posso comprendere che le “difficolta” ce le creiamo noi se non sappiamo gestire bene i nostri bisogni.

    E poi, dai… io in realta’ sono sempre stata modesta nel modo di vivere. Solo che con la “divisa da lavoro” non si notava :mrgreen:
    Chiara di Notte - Klára post: Scrittrici e scrittori

    [Rispondi a questo commento]

    Kamavirya reply on 25 agosto, 2008 15:12:

    Sì Chiara, penso che sia molto dovuto ad una questione di VALORI che sono via via diventati sempre più carenti nella nostra società fino a scomparire (o quasi).

    Forse ha ragione mio padre, quando parliamo, che mi dice che la SUA generazione non è riuscita, dopo la II guerra mondiale, a dare la svolta al Paese, ma che la MIA (nostra) ne sta decretando l’inesorabile fallimento.

    E sebbene io sia portato ad essere ottimista (per mia natura), mi sembrano drammaticamente profetiche le sue parole che dicono: “Il motivo? Perchè a VOI è mancata la FAME DEL NONNO…”. :-|
    KAM

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    Francesca reply on 25 agosto, 2008 15:04:

    nessuno vuole la NOSTRA felicità, perchè la gente felice NON consuma!!!

    Siamo sicuri? Sicuramente chi è felice non consuma droga…ma per vivere deve pur consumare almeno i beni primari.

    [Rispondi a questo commento]

    Kamavirya reply on 25 agosto, 2008 15:24:

    Ciao Francesca,
    il termine “consumare” in questo caso si trasla verso il concetto di CONSUMISMO SFRENATO…di frenesia, di bramosia, di “consumo compulsivo”.

    Tutt’altra cosa rispetto ad un consumo, come dici tu, legato ai bisogni primari, laddove è legato ad una concezione RESPONSABILE e SOSTENIBILE del termine.

    KAM

    [Rispondi a questo commento]

    Francesca reply on 25 agosto, 2008 18:10:

    Ok, così è vero.
    L’insoddisfazione produce poca consapevolezza dei bisogni e quindi consumismo sfrenato. Così fila.

    [Rispondi a questo commento]

    Kamavirya reply on 26 agosto, 2008 10:45:

    Francesca,
    penso che sia ANCHE attraverso il consumo responsabile e sostenibile che una nazione progredisce, sia a livello economico che sociale che morale.
    La vera sfida penso che sia trasformare il circolo VIZIOSO del consumismo (nella sua accezione negativa) in un circolo VIRTUOSO di una “società dei consumi” (nella sua accezione positiva).

    Rischio di andare un po’ fuori tema, ma mi piace citare un episodio che mi rimarrà sempre in mente, avvenuto qualche anno fa durante un viaggio in India.
    Lungo il tragitto ci fermammo in un villaggio dove un uomo vendeva monili e manufatti creati da lui.
    Per pochi soldi ci accordammo per acquistare 4 ciondoli da portare al collo, molto originali, curati e di pregevole fattura.
    Siccome erano davvero belli gli chiesi se ne avesse altri da vendermi per poterli regalari ad alcuni amici al rientro in Italia.
    Nel suo buffo inglese disse che no, al momento non ne aveva più.
    Rimasi un po’ stupito e gli feci capire che se ne avesse creati di più, avrebbe potuto sicuramente venderli tutti e quindi sarebbe riuscito a mettersi in tasca un bel gruzzoletto.
    Con la fierezza tipica di quel popolo mi guardò sorridendo e disse: “…E perché dovrei? Per oggi ho guadgnato IL GIUSTO….” ;-)))

    KAM

    [Rispondi a questo commento]

    Francesca reply on 26 agosto, 2008 16:02:

    penso che sia ANCHE attraverso il consumo responsabile e sostenibile che una nazione progredisce, sia a livello economico che sociale che morale.
    La vera sfida penso che sia trasformare il circolo VIZIOSO del consumismo (nella sua accezione negativa) in un circolo VIRTUOSO di una “società dei consumi” (nella sua accezione positiva).

    L’ho scritto anch’io un sacco di volte. Da quando prima di fare compere consulto il manuale per il consumo critico ho scoperto un sacco di cose che non sapevo perchè volutamente nessuno ti informa.

    Anch’io ho vissuto scene come la tua in India in altri paesi del mondo.
    Purtroppo il consumismo è il pilone fondamentale del capitalismo quindi finchè esisterà il secondo dovrà esserci il primo.

    [Rispondi a questo commento]

    Chiara di Notte - Klára reply on 25 agosto, 2008 15:28:

    Francesca, credo che il senso fosse che “sono le insoddisfazioni che ci portano a consumare per sentirci adeguati”.

    Non e’ una questione di bisogni PRIMARI. Quelli, comunque, ci sono.

    Il fatto e’ stabilire bene quali siano i bisogni primari.

    In certi casi mi pare che IL SUV oppure lo scorrazzare imbecillemente, un individuo per auto, per tanti sia un bisogno primario e questo e’ ridicolo.

    Il SUV E’ovviamente un bisogno indotto. Come si induce quel bisogno? E’ semplice e tu lo sai meglio di me: basta far sentire tutti i non possessori di SUV come degli sfigati.

    Chiara di Notte - Klára post: Scrittrici e scrittori

    [Rispondi a questo commento]

    Francesca reply on 25 agosto, 2008 18:11:

    In che senso lo so meglio di te?!?! :mrgreen:

    Grazie per la spiegazione anche a te, così il discorso fila eccome.

    [Rispondi a questo commento]

    Chiara di Notte - Klára reply on 25 agosto, 2008 21:50:

    Lo sai meglio di me perche’ sei italiana (nel mio Paese i bisogni indotti sono arriivati solo dalla meta’ degli anni ‘90 in poi). In realta’ li ho scoperti in Italia dopo che sono arrivata. Per me e’ stato strabiliante accorgermi di come tanta gente fosse “drogata” di futilita’. E dire che e’ proprio sulla futilita’ che io ho potuto sopravvivere :-)
    Chiara di Notte - Klára post: Scrittrici e scrittori

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    Francesca reply on 26 agosto, 2008 9:44:

    Ma tu sai meglio di me che il solo fatto di essere italiana non vuol dire necessariamente avere un quadro clinico del proprio Paese, anzi! :mrgreen:
    Magari fosse così! ;-)

    Pensavo ti riferissi alla nazionalità del mio compagno che in qualche modo è un pochino collegata alla tua provenienza…

    Ps. e meno male sei sopravissuta! :-)

    [Rispondi a questo commento]

    Chiara di Notte - Klára reply on 26 agosto, 2008 9:50:

    Ps. e meno male sei sopravissuta!

    Uff… non ho saputo trovare un termine migliore.

    Forse e’ esagerato, ma “vivere” mi pareva riduttivo. :-)
    Chiara di Notte - Klára post: Scrittrici e scrittori

    [Rispondi a questo commento]

    Francesca reply on 26 agosto, 2008 16:04:

    Forse e’ esagerato, ma “vivere” mi pareva riduttivo

    O forse sarebbe stato + esagerato dire “vivere”? ;-)
    Comunque ci siamo intese…

    [Rispondi a questo commento]

  8. Vortexmind scrive:

    Io non credo molto a queste soluzioni miracolose: non sono un esperto di economia ma … supponiamo che si facesse veramente quanto detto. Mettiamo, che so, nessuno va a fare la benzina all’AGIP per una settimana. Ammettiamo che, conseguentemente a questo, l’AGIP riduca sensibilmente i suoi prezzi, a quel punto vista la situazione vantaggiosa tutti andrebbero a fare benzina all’AGIP, la domanda andrebbe alle stelle e di conseguenza il prezzo. Insomma … che senso ha? Cosa mi è sfuggito?

    [Rispondi a questo commento]

    Chiara di Notte - Klára reply on 25 agosto, 2008 15:02:

    No, l’agip rischierebbe il fallimento (perche’ il “cartello” le impedirebbe di ridurre i prezzi) e poi tutte le altre avrebbero il culo che brucia. Capisci il senso?

    Servirebbe da segnale FORTE che potrebbe essere letto come un giro di boa del comportamento dei consumatori.

    [Rispondi a questo commento]

    Oris reply on 25 agosto, 2008 20:37:

    Ogni comportamento di massa è sporadico, può accadere una volta ma poi l’egoismo intrinseco degli individui gioca a favore di chi lavor a macro-livelli.

    Non credo cambierà nulla fino a quando resisterà il denaro e l’economia.

    Un male intrinseco e necessario per far funzionare questo tipo di società.

    [Rispondi a questo commento]

    Vortexmind reply on 25 agosto, 2008 23:26:

    Appunto (rispondendo anche a Chiara), per migliorare la situazione economica non si può fare affidamento a misure una tantum … per di più difficilmente realizzabili.

    [Rispondi a questo commento]

  9. Hai dimenticato un altro atto “comodo” e credo senza grande sforzo tipico dei governi. Oltre ad aumentare le tasse c’è l’inasprimento e la moltiplicazione di pene, sanzioni, leggi, divieti. Appena han dato via libera ai sindaci anche loro han detto la loro. E solitamente una legge si modifica più facilmente in senso restrittivo. Se non c’è a livello statale (codici penale e civile) può essere regionale o comunale o forse anche provinciale, con tutti i vari gradi amministrativi che alla fin fine chiedono al cittadino di render conto. Ogni volta si ha un ottimo motivo, a sentire il richiedente, di inasprire: lo si fa per via di un aumento della criminalità o anche solo sull’onda emotiva di fatti particolarmente gravi. Il guaio è l’effetto cumulativo di tutte queste norme draconiane in buona fede e la sensazione che sia sempre possibile aggiungere e rafforzare nel controllo ma difficilmente ci si arrischi a togliere, sfoltire, razionalizzare, deregolarizzare

    [Rispondi a questo commento]

  10. Monica scrive:

    Concordo con Chiara che la visione fuorviante “consumo=felicità” sia la causa di molti problemi.
    Allevati ad essere consumatori prima che persone, ad avere prima di essere, ricerchiamo nell’acquisto quello che non siamo stati abituati a cercare in noi stessi e nel rapporto con gli altri e con il mondo che ci circonda.

    C’è un video interessante su youtube, diviso in tre parti, che affronta il problema dell’homo consumatore e del circolo vizioso in cui annaspa:
    http://it.youtube.com/watch?v=18a1GQUZ1eU
    http://it.youtube.com/watch?v=fRrpNgIG0jA
    http://it.youtube.com/watch?v=WwAgiNbcsIg

    A mio avviso l’unico modo di uscirne è NON comprare… con gli ovvi limiti che non sto a ripetere.

    [Rispondi a questo commento]

    zippole reply on 26 agosto, 2008 2:22:

    [Rispondi a questo commento]
    Nome (richiesto)zippoleEmail (richiesto, non verrà mostrato)amba@inbox.comWebsite
    Il tuo commentoVideo stupendi, li ho guardati di fila divorando le parole, grazie per i links!
    Mi e’ venuto subito in mente a chi farli vedere, ma gia’ immagino la perdita di attenzione, il soffermarsi su un singolo nome che passa nel discorso (”ah quello l’ho sentito, e’ il tizio che.. ” e intanto il concetto se ne va coperto dal bisogno di esternazione… )
    Niente rinuncio a priori. Mi autocensuro.
    Comunque mi hai regalato un’ottima mezzora :)

    [Rispondi a questo commento]

    zippole reply on 26 agosto, 2008 2:24:

    ehm.. CN non so come, il commento mi si e’ sputtanato. Puoi censurarmi le prime 2 righe?
    Non ci tengo a ricevere troppo spam (quello ricevuto tramite il mio isp che rivende il mio indirizzo ad aziende pubblicitarie gia’ e’ sufficiente).
    Grazie!

    [Rispondi a questo commento]

    Monica reply on 26 agosto, 2008 6:57:

    Grazie Zippole,
    anch’io a volte mi auto censuro quando si parla di ecologia, media, stereotipi, ecc. sono tutti argomenti così fuori moda in Italia (e si vede!)!
    Sicuramente lo sono nell’ambiente in cui vivo; quando pongo l’attenzione su certi argomenti, per esempio nella scuola dei miei bambini, vengono guardata come lo potrebbe essere Che Guevara all’international commeetee delle più grandi banche mondiali: un incrocio tra un integralista, di quegli -ista sgradevoli, e un rompiscatole e comunque sempre come qualcuno vestito da clown quando è d’obbligo l’abito da sera.
    Quindi doppiamente grazie e insisti anche tu. Non siamo più clown appena varchiamo i confini nazionali: forse è il loro senso del gusto che deve essere sensibilizzato e non il nostro vestito.

    [Rispondi a questo commento]

  11. ilBuonPeppe scrive:

    A parte il fatto che il costo fisso di Telecom è di 15 euro al mese e non 25…
    Tutto giusto, tutto bello, tutto campato per aria.
    Come diceva giustamente Oris, la massa non si comporta come si comportano i singoli; sembra paradossale ma è così. Inoltre non hanno senso le campagne che ogni tanto vengono fuori, del tipo “non fate il pieno alla Erg”.
    Nonostante ciò è vero che noi abbiamo il potere, e che se vogliamo possiamo utilizzarlo per cambiare le cose. Il punto è che non vogliamo, perchè richiede impegno, ci vuole tempo, sono pigro, ho altro da fare, quello mi sta antipatico…
    Votiamo ogni volta che compriamo qualcosa, ogni volta che accendiamo la luce o la spegniamo, ogni volta che saliamo in auto o sul bus, e così via.
    A tutto GAS

    [Rispondi a questo commento]

    Francesca reply on 26 agosto, 2008 9:49:

    15 euri + IVA, però…
    Io so che mia nonna fa’ una telefonata al mese da fisso a fisso nella stessa città e le sue bollette non riescono a scendere sotto i 30 euri.
    Le avrei già staccato la linea, ma farle usare il cellulare è un’impresa a cui abbiamo rinunciato…

    [Rispondi a questo commento]

    ilBuonPeppe reply on 26 agosto, 2008 11:01:

    No. 15 euro iva compresa.
    E siccome le bollette sono bimestrali, non possono scendere sotto i 30 euro.

    ilBuonPeppe post: La corruzione: un ricordo del passato

    [Rispondi a questo commento]

    Francesca reply on 26 agosto, 2008 14:11:

    sì scusa avevo dato per scontato il bimestrale.
    Si tratta di furto comunque per avere un servizio come quello telefonico. Sai quante reti paghi con 30 euri mensili da milioni di famiglie?! :-)

    [Rispondi a questo commento]

    ilBuonPeppe reply on 26 agosto, 2008 15:16:

    La mia precisazione infatti non voleva essere una difesa di Telecom. A proposito di furti da parte di questa gente potrei raccontarne più d’una, ma ci vorrebbe un articolo apposta.

    [Rispondi a questo commento]

    Francesca reply on 26 agosto, 2008 16:05:

    Infatti, credo che tutti nella vita abbiano avuto un problema di gestione con Telecom.

    [Rispondi a questo commento]

    Chiara di Notte - Klára reply on 26 agosto, 2008 10:31:

    Anche secondo me le campagne contro l’uno o contro l’altro non sortiscono alcun effetto. Il problema va afferontato strutturalmente. E’ una questione di cultura.
    Faccio un esempio: quando sono arrivata in italia (erano gli anni ‘90) notai subito una cosa che mi strabilio’. Al ristorante, all’arrivo del conto, le persone pagavano senza neppure controllare. Io, non abituata a tale comportamento, chiesi perche’ lo facessero, come potevano fidarsi della giustezza dei calcoli, oppure dell’onesta’ del ristoratore?
    Mi venne risposto che “in Italia” si usava fare cosi’, per non apparire degli sfigati, che’ solo i tirchi, gli sfigati o comunque le persone che non potevano permetterselo stavano li’ a controllare i conti, ed io dentro di me dissi: “Questo e’ il posto che fa per me!” :mrgreen: A parte la battuta, credo che il discorso sia da legarsi ad un comportamento che “culturalmente” andrebbe abbandonato. Certi atteggiamenti da “miliardari”, che gli italici hanno da sempre sono radicati nel loro modo di vivere anche se non hanno un soldo. Quando ho obiettato su tale argomento dicendo che i bisogni andrebbero calibrati in base alle proprie capacita’ reali e non a quelle immaginate. mi e’ stato risposto che loro sono un “popolo di signori”, e signori si nasce.
    Ecco, secondo me dovrebbe essere ditrutto questo convincimento. Gli italici non sono piu’ un popolo di signori da molto tempo e certi comportamenti da nobili decaduti, sono ridicoli. I conti dei ristoranti andrebbero controllati, e non solo quelli. Dovrebbe nascere una cultura in cui la gente non si vergogna di far valere i propri diritti, perche’ altrimenti i risultati sono quelli che si vedono.
    Bimbi di 10 anni che hanno 3 telefonini… roba da matti. Io non l’ho mai vista una cosa del genere. Posso capire i figli degli oligarchi russi che stanno seduti sui pozzi di petrolio, ma non un ceto medio qualsiasi, che a volte non e’ neppure tanto medio, proprio non riesco a concepirlo.
    Fra l’altro i bimbi con i telefonini, in giro per il mondo, li ho visti solo in Italia.
    E’ qui il problema. Questi bimbi quando cresceranno che concezione avranno dei loro bisogni? Avranno le possibilita’ per soddisfarli?
    Sono i genitori per primi che dovrebbero cambiar rotta.
    Vedo da parte dei genitori, soprattutto, una scarsa propensione al sacrificio. Fra l’altro cio’ e’ anche evidenziato dal fatto che pur di non sacrificarsi a star vicini ai loro figli, spesso li abbandonano nelle amorevoli “braccia” della televisione. Le mamme discutono di cazzate tutto il giorno, i papa’ discutono di cazzate e di figa (quando non discutono di calcio). Nessuno in famiglia legge (intendo libri, non rotocalchi di gossip), ognuno pensa a se’, a soddisfare le proprie pulsioni. E se un educatore, a scuola, ha il coraggio di criticare il comportamento dell’alunno, e’ citato tribunale, quando addirittura non viene menato.
    Si’ certo, ci sono anche molte eccezioni. Famiglie responsabili che riescono a trasmettere valori positivi, ma la stragrande maggioranza, si comporta nel modo che ho detto.
    Il modello di uomo vincente in Italia non e’ un premio nobel che scopre la cura per una malattia, ma un calciatore beota che tira due calci ad una palla, una velina che mostra le tette, oppure l’apoteosi: un faccendiere che riesce ad evitare con ogni mezzo la giustizia.
    Allora il problema si risolvera’ una volta che la stragrande maggioranza avra’ compreso che il modello comportamentale che le hanno imposto non e’ sostenibile e che “singolarmente” un po’ alla volta verra’ creata una coscienza finalizzata piu’ alla concretezza che alla futilita’.
    Non creiamoci degli alibi del tipo “tanto non serve a nulla”… “tanto la maggioranza se ne frega”… Discorsi cosi’ sono solo discorsi di rassegnazione. Impariamo invece che gia’ dal nostro comportamento puo’ avere inizio il mutamento di una situazione.Tutto parte da noi, dentro. Siamo gocce in un mare, ma spesso basta una goccia a far tracimare il tutto quando il recipiente e’ colmo.

    [Rispondi a questo commento]

    ilBuonPeppe reply on 26 agosto, 2008 11:04:

    Dovrebbe nascere una cultura in cui la gente non si vergogna di far valere i propri diritti, perche’ altrimenti i risultati sono quelli che si vedono.

    Giustissimo.
    Ma la maggior parte delle persone non si preoccupa di far valere i propri diritti semplicemente perchè non si preoccupa neanche del proprio dovere. Diritti e doveri vanno sempre di pari passo.

    [Rispondi a questo commento]

    Adetrax reply on 26 agosto, 2008 13:17:

    Ottima descrizione generale, concordo in pieno, anche se per fortuna non è proprio dappertutto così.

    [Rispondi a questo commento]

    Chiara di Notte - Klára reply on 26 agosto, 2008 13:42:

    Sai qual’e’ il vero problema? E’ che non esiste la “coesione” di popolo. Troppo individualismo.

    Si crede (a torto) che le risorse personali afferiscano solo ad un discorso personale, e quindi sono cavoli di chi le ha come se le spende (”eccheccaxxo, me li sono sudati e ne faccio cio’ che voglio”), mentre i debiti riguardino invece la collettivita’ (”buhhhhh!!! Non ce la faccio piu’ ad arrivare a fine mese, buhhhhh!!! lo stato deve fare qualcosa!”)
    Invece le risorse personali, come i debiti, sono in minima parte entrambi collettivi e dalla loro entita’ individuale ne risente il tenore di vita di tutti.
    Un Esempio?
    Se io ho risorse prima di tutto non peso sulla collettivita, inoltre posso aprire attivita’ che a sua volta fanno crescere l’economia ed il tenore di vita intorno a me.
    Ma se io ho solo debiti sono un peso per tutti.
    Per questo le risorse individuali vanno GESTITE come se fossero anche collettive, e si deve abbandonare una politica legata al PRESTITO ed al pagamento rateale, per ritornare al RISPARMIO.

    Gli extracomunitari, tanto criticati, questo lo sanno. In Italia lavorano, vengono sottopagati (spesso), non hanno privilegi, fanno la vita (appunto) da extracomunitari… hanno pure un sacco di figli.
    Eppure riescono, non solo a non far debiti (perche’ nessuno presta loro i soldi), ma anche ad inviare i soldi a casa, risparmiando.

    Ma qui… in Italia… son tutti NOBILI. Tutti hanno diritto a godersi la vita, a togliersi il loro sfizio (che non e’ mai lo stesso degli altri poiche’ ognuno ha il proprio). Qui si prendono per il culo gli extracomunitari… morti di fame, sporchi, ignoranti.

    Per questo dico che fra 20 anni di romeni in Italia non ce ne sara’ piu’ neppure uno (quindi non si impensierisca Maroni, che’ tanto andranno via tutti), ma in compenso ci saranno un sacco di badanti italiche in Romania.

    Chiara di Notte - Klára post: Nuovi domini

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    Francesca reply on 26 agosto, 2008 14:20:

    Non posso fare altro che quotare in pieno questo tuo commento e quello più sopra. E’ parecchio desolante.
    Molte cose le ho capite solo viaggiando (tornando al discorso di prima) ed interessandomi alle altre culture e agli altri tipi di governo.
    Se gli italiani viaggiassero di più in modo consapevole (non solo per prendere il sole in inverno) avrebbero un quadro più preciso e forse sarebbero meno idioti e più ragionevoli.

    [Rispondi a questo commento]

  12. Personalmente sto imparando a non fidarmi più delle lacrime “italiche” come dice chiarina, o meglio mi fido più di TUTTE le lacrime italiche.
    Tutti che si lamentano, e poi come sempre tutte le spiaggie piene, code sull’autostrada, code per l’I PHONE, ed io l’unico imbecille che lavora ad agosto, per non parlare delle code di Natale…..
    Ho capito che l’italico medio è uno che abbaia molto…moltissimo…ma morde troppo poco…e non per poca disperazione…ma forse per troppa convenienza…

    [Rispondi a questo commento]

    CogitoergoVomito reply on 25 agosto, 2008 20:44:

    *non mi fido più di TUTTE le lacrime italiche

    CogitoergoVomito post: IL "DECRETO SICUREZZA"

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  13. Adetrax scrive:

    Questa del potere collettivo ai consumatori è una cosa cui ho sempre pensato in termini di diritto - dovere di esercitare la ritorsione sugli acquisti.

    Ogni volta che si acquista un oggetto dovremmo sempre privilegiare la qualità e la durata per il semplice motivo che oggi le cose non si riparano più bensì si gettano via creando inutile immondizia.

    Anche se si paga 10 un oggetto che normalmente dovrebbe costare 20-25, siamo sicuri di aver fatto un affare se poi quell’oggetto dura 1 anno invece di 4 o 5 ?

    Il tutto è aggravato dal fatto che la popolazione degli acquirenti è aumentata esponenzialmente negli ultimi 2 secoli, tanto da intaccare le risorse di materie prime presenti sulla terra.

    In breve questo sistema economico-sociale entro pochi anni non sarà più sostenibile se non rimediando immediatamente con drastici cambi di rotta oppure procedendo alla futura sistematica eliminazione di parte della popolazione; questo aspetto del problema dovrebbe farci riflettere parecchio sulle conseguenze di certe azioni di massa.

    Ritengo quindi che sia ormai indispensabile impegnarsi per contrastare la proliferazione degli oggetti inutili, “tecnologicamente insultanti” o che durano troppo poco e soprattutto aver cura, ove possibile, del loro riciclo.

    In questo contesto credo che il problema maggiore risieda nella comunicazione fra gli utenti / acquirenti e i fornitori; a mio avviso in moltissimi ambiti la comunicazione è estremamente carente per non dire inesistente; spesso l’unico modo per avviare un’evoluzione virtuosa dei processi è quello dell’età della pietra, es.:

    F. Compri ?
    C. NO !

    Se a questo punto il fornitore si preoccupa di chiedere perlomeno perchè, il 90% del problema è risolto.

    Se invece risponde con offerte a senso unico tipo: te lo vendo a meno, ti do 3 x 2, lo confeziono con pagliette e lustrini, lo pubblicizzo in maniera più “allettante”, ecc. allora non ha capito che il problema non è il o solo il prezzo e bisogna insistere.

    [Rispondi a questo commento]

    Monica reply on 26 agosto, 2008 6:59:

    C’è un video interessante su youtube, diviso in tre parti, che affronta il problema dell’homo consumatore e del circolo vizioso in cui annaspa:
    http://it.youtube.com/watch?v=18a1GQUZ1eU
    http://it.youtube.com/watch?v=fRrpNgIG0jA
    http://it.youtube.com/watch?v=WwAgiNbcsIg

    e parla proprio dall’obsolescenza programmata cui accenni sopra.
    Scusa se ho riproposto il link ma ho pensato che fosse sfuggito.

    [Rispondi a questo commento]

    Adetrax reply on 26 agosto, 2008 13:18:

    Grazie, li avevo notati ma ho il vizio di esprimere le mie opinioni personali prima di documentarmi (specie quando non ho molto tempo); in ogni caso poi li ho visti con la dovuta attenzione, grazie ancora per la segnalazione.

    [Rispondi a questo commento]

    Chiara di Notte - Klára reply on 26 agosto, 2008 17:57:

    Non li conoscevo, e li ho trovati talmente esplicativi che li ho persino riportati nel mio blog.

    [Rispondi a questo commento]

    Francesca reply on 26 agosto, 2008 9:54:

    “tecnologicamente insultante” è un concetto bellissimo.
    Mi permetto di copiartelo! :-)

    [Rispondi a questo commento]

  14. accurimbono scrive:

    questa idea strampalata IMO del boicottaggio di compagnie petrolifere l’avevo già sentita su una catena che periodicamente ritorna, credo che leggere il post di attivissimo possa chiarire le idee:

    http://www.attivissimo.net/antibufala/caro_benzina/caro_benzina.htm

    [Rispondi a questo commento]

  15. vanda scrive:

    Cao a tutti, ho visto i video di you tube di Monica, forse sarebbe difficile realizzare un boicottaggio in grande stile, però….però l’idea non è da scartare. Anzi perchè non ci organizziamo, rinunciamo a qualche acquisto inutile compriamo uno spazio pubblicitario e mandiamo in onda i video di you tube, capirle le cose potrebbe svegliare la gente da questo letale letargo.
    Usare il metodo della pubblicità per combattere la pubblicità che ci rende ciechi consumatori. Che f……. grazie Monica.

    [Rispondi a questo commento]

    Monica reply on 26 agosto, 2008 7:01:

    Grazie a te.
    Ti rimando alla risposta che ho fornito sopra a Zippole per una comprensione di quanto siano sinceri i miei ringraziamenti.
    E’ bello ritrovarsi a parlare senza essere guardati come clown o alieni pericolosi!
    Baci

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    Chiara di Notte - Klára reply on 26 agosto, 2008 9:01:

    E’ bello ritrovarsi a parlare senza essere guardati come clown

    Benvenuta nel circo :mrgreen:
    Chiara di Notte - Klára post: Scrittrici e scrittori

    [Rispondi a questo commento]

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