Noi occidentali utilizziamo spesso la parola libertà, alcune nazioni hanno reso questa parola motto della loro democrazia, ed altre, unite sotto l’egidia della bandiera a stelle e striscie, hanno infilato il vocabolo “libertà” anche in operazioni militari che forse con la libertà hanno poco a che fare. In Italia, quando si è in campagna elettorale, il termine “libertà” assume toni evocativi ed un po’ posticci, così c’è chi utilizza tale parola nell’effigie di un partito, e chi invece - solo ed esclusivamente in campagna elettorale - lamenta, nella nostra nazione, l’assenza di una particolare libertà, quella di stampa; infine ci sono quelli che provocatoriamente, come abbiamo fatto noi di Mentecritica, sarebbero disposti a cedere, per un breve periodo di tempo, un po’ della propria libertà pur di poter ottenere nuovamente la libertà di scegliere chi mandare in parlamento, privilegio - questo sì - oggi negato agli abitanti dello Stivale.

Insomma, noi occidentali facciamo un uso molto disinvolto del vocabolo “libertà”, ma forse in realtà non siamo in grado di apprezzarne davvero l’importanza. La nostra libertà, nell’accezione più ampia che si può dare al termine, è il valore più grande che la democrazia è stata in grado di donarci; non il successo, la bellezza, i cellulari, le auto di lusso, i computer, i gioielli, ma la libertà di scrivere una nostra opinione controcorrente senza il timore di finire in galera, la libertà di ottenere le informazioni che ci servono senza limiti e costrizioni, la libertà di riunirci e discutere tra di noi, la libertà di votare ma anche di fare un bel picnic e lasciare i seggi vuoti, la libertà di criticare i nostri governanti, ed addirittura la libertà di emigrare, nel caso estremo in cui non riuscissimo più ad adattarci al modus vivendi del nostro paese.

Libertè, egalitè, fraternitè

Libertà, libertà, libertà. Ma che cavolo ne sappiamo noi della libertà? Noi che la respiriamo ogni giorno, che ne siamo assuefatti, noi che della libertà siamo amanti di lungo corso e che, come tali, abbiamo sostituito la “passione” fervente della gioventù (democratica) con un vago amor cortese, scontato e privo di sussulti. L’amore per la libertà è come l’amor di coppia, va alimentato giorno per giorno e va ricordato attraverso gli episodi più significativi che ne hanno tracciato il destino. Per questo motivo sono convinto del fatto che, per apprezzare la libertà, sia necessario entrare nei panni di chi a questa libertà può solo anelare, senza averla mai potuta conoscere davvero.

Entrate quindi, se ne siete capaci, nei panni di Fouad Mortada, ingegnere informatico Marocchino condannato a 3 anni di carcere per aver registrato un profilo su Facebook fingendosi scherzosamente il “fratello” del re Mohammed VI, oppure - se ne siete capaci - entrate nei panni di He Weihua, blogger cinese rinchiuso in un ospedale psichiatrico perché, tra le altre cose, aveva criticato il rincaro della carne di maiale o, ancora, indossate le vesti di Kareem Nabeel Suleiman, giovane blogger egiziano che sta scontando 4 anni di carcere, tre anni per “disprezzo della religione”, ed un anno per “diffamazione del Presidente dell’Egitto” e per cui a suo tempo fu realizzata un’inutile mobilitazione internazionale, una di quelle mobilitazioni che tanto piacciono a noi occidentali, partecipi per un giorno, dimentichi per tutto il resto del tempo.

Prigioniero

Immagine originale su deviantart

Non sono molto comodi i panni di questi uomini, vero? Ora, per finire, provate ad immaginare di essere dei pescatori nord coreani, imbarcati con altri 21 compagni di viaggio su un peschereccio specializzato nella raccolta di vongole e ostriche. Provate ad immaginare che, nell’estenuante ricerca di quei mitili, per voi unica fonte di reddito, il peschereccio valichi erroneamente i confini delle acque territoriali nazionali, sconfinando nelle acque di un paese vicino; talmente vicino da avere lo stesso nome del vostro paese, ma politicamente così lontano dal vostro da essere considerato un “nemico” dai governanti della nazione in cui avete avuto la sfortuna di nascere. Due nazioni che prima erano una, ma che poi una guerra ha diviso e rese ostili. Immaginate di avere un incontro con le autorità marittime del paese considerato “ostile” dalle vostre autorità e di chiarire con “gli ostili” il vostro errore, di essere quindi riaccompagnati immediatamente nel confine delle acque territoriali a cui “appartenete”. Assaporate, come gli uomini di quel peschereccio, l’emozione di tornare verso il porto, dai vostri cari, per abbracciarli ancora una volta dopo tanti giorni di mare, ma subito dopo - proprio come è avvenuto a quei pescatori - lasciatevi invadere dalla paura nello scoprire che ad attendervi non ci sono le vostre famiglie, bensì la polizia. Immaginate ora - se ci riuscite - di essere accusati di tradimento per aver varcato i confini della vostra terra natìa e - se davvero ci riuscite - immaginate di trovarvi poco dopo, senza capirne le ragioni, senza un vero perché, davanti ad un plotone d’esecuzione che dilanierà le vostre carni e quelle dei vostri sfortunati colleghi di lavoro, colleghi stanchi ed affamati che, nella ricerca di cibo, avevano varcato le loro personali Colonne d’Ercole, pagando per questo con la vita.

Peschereccio all’orizzonte

Immagine originale tratta da deviantart

Ora tornate nei vostri comodi vestiti di tutti i giorni, davanti al vostro computer, e provate a drizzare le antenne sulla realtà che, frettolosamente, si muove intorno a voi; leggete ad esempio queste parole di Umberto Bossi: “milioni di uomini della Padania sono pronti a combattere per la loro libertà”, “siamo pericolosi come lo sono tutti i popoli cui è negata la libertà. Lombardi e veneti non sono nati per sottostare alla schiavitù romana”. (da Il Giornale). Udite - se davvero ancora ne avete la voglia - le voci che escono dalla televisione, leggete i giornali, ed ancora, soffermatevi sulla leggerezza, tutta occidentale, con cui la politica italiana fa uso di una parola che per alcuni popoli è un desiderio irragiungibile da covare nel silenzio dei propri sogni, ma che da noi è stata ormai ridotta a mero strumento di propaganda.

Le vostre orecchie ed i vostri occhi sopporteranno ancora a lungo l’uso ipocrita che la politica fa delle parole, quando avrete finito di strafogarvi con tutto questo “abuso di libertà”, ditemi, se vi va, quali sensazioni provate.

Oramai non è più in gioco la libertà: già da tempo è andata in malora. Il problema è se avrà il potere Cesare o Pompeo: che hai a che fare con questa disputa? Niente. Si sceglie un padrone: che ti importa chi vince? Può anche vincere il migliore, ma chi vincerà non può non essere il peggiore.Seneca

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doxaliber Stampa questo Articolo Stampa questo Articolo

Doxa, è difficile che uno si “abitui” alla libertà che ha e ne vorrà sempre di più.
Del resto non si spiegherebbe l’evoluzione illuminista che ha dato i natali alle costituzioni di tutta europa (e non solo) se non attraverso un continuo desiderio di rinnovare e rinnovarsi. Certo, le parole di bossi e di chi come lui abusa del termine “libertà” - utilizzandolo nell’accezione che ne presuppone l’assenza - sono da stigmatizzare, ma la ratio originaria è sempre la stessa.

Per quanto riguarda il blogger marocchino e a quello egiziano, hanno con pochi margini di errore commesso un reato, spetta alla sovranità dello stato quantificare la pena. Se queste sono draconiane si può criticare il quantum, non l’azione (imho9.

In cina e in corea del nord invece, semplicemente non esistono diritti civili. Semplicemente per modo di dire, è un’infamia.

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chiarisco: i blogger di cui sopra fanno bene a battersi in prima persona per le libertà d’espressione dei loro paesi. Sviluppare una diffusa coscienza critica per le istituzioni più vetuste è da appoggiare senz’altro, ma devce arrivare da dentro un sistema: mobilitazioni internazionali e raccolte di firme, invece, dispiace dirlo ma non servono a un cazzo.

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@Silent
Nei casi del blogger marocchino ed egiziano sono intervenuti anche organi internazionali come Amnesty International, pare che le azioni intraprese contro questi blogger abbiano superato il “limite legislativo” di cui parli.

Le mobilitazioni internazionali (che come ho scritto io durano un giorno e poi tutti a fregarcene) a volte servono, penso ad esempio al caso di quella ragazza nigeriana che non solo aveva subito violenza, ma rischiava addirittura la lapidazione, a volte invece sono alzate di scudi velleitarie, che durano l’arco di un giorno e che vengono dimenticate in fretta. Peggio ancora quando queste alzate di scudi vengono fatte a fini di propaganda. In ogni caso ritendo che sia giusto diffondere queste notizie e portarle all’attenzione dell’opinione pubblica.

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Francesco Orsenigo

Francesco Orsenigo’s avatar

La mia generazione ha avuto tutto agratis, la liberta’ non ce la meritiamo e non la sappiamo apprezzare.

Non temano gli estimatori della liberta’: nel prossimo futuro, avremo ampio spazio per meritarcela: il controllo dei media e di internet, le telecamere ovunque e i divieti di bibite in aereo..

Lungi dall’essere sparati per tentare di emigrare, avremo anche noi il nostro bel daffare per non dimenticarci di quanto sia comodo e utile essere liberi.

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doxa, il difetto d’efficacia sta nel fatto che amnesty non alcuna giurisdizione né in marocco né in egitto. figurati se stanno ad ascoltare le inferenze nei loro affari di un deputato svedese o chissà che altro.

sul diffondere il più possibile queste notizie, sai come la penso invece ;-)

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p.s.: non conosco abbastanza a fondo la procedura penale marocchina ed egiziana per poter esprimere giudizi sullo “sconfinamento” dei provvedimenti

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Un articolo molto interessante. Per noi la libertà è una cosa che si legge sui libri di storia a riguardo delle rivoluzioni del passato. Pochi pensano ad associarla a varie situazioni del mondo di adesso, eppure le negazioni di diritti sono tante: i casi dei blogger che hai citato sono solo alcuni, nella realtà in Egitto Cina ecc. succede in continuazione.
Noi continuiamo a vedere tutto rosa e ad ignorare il resto, che mi viene il sospetto che se un giorno si avranno situazioni simili anche qui, ci metteremo un bel pò ad accorgercene.
In quanto alla divulgazione delle notizie: dato che i telegiornali parlano dell’ultimo flirt dei reali d’Inghilterra o mostrano le grazie della gnocca di turno, sono contenta che esistano siti come questo o tanti altri :))

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Marco il buono

Marco il buono’s avatar

Ormai la lega e i leghisti sono puro folklore, se penso che alcuni di loro rappresentano l’italia presso la comunità europea…

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Vorrei porre una semplice domanda…scusate la mia ignoranza…

Perchè si ricerca il potere?Perche le persone vanno alla ricerca di potere?Perche vogliono influire sulla gente?

Grazie

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Andrea, penso sia qualcosa di profondamente NATURALE, un istinto animale.
Detto questo, penso che anche la cultura influisca molto. Una persona veramente profondamente buddista, o francescana, sara’ poco o per nulla interessata al “potere”.

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Quei blogger hanno commesso un fatto che è considerato reato nei loro Paesi non democratici (se prevedi quei reati non sei una democrazia), quindi per un atto di libertà sono finiti dentro. PUNTO.
In più, come ulteriore sfregio alla libertà ed al buonsenso, sono state violate le leggi liberticide per infliggere maggior danno ai due.
Quindi non si può solo criticare il quantum, ma anche il se ed il quomodo.
Ancora più feroce è la dittatura nordcoreana, ma questo nulla toglie alla anti democraticità degli altri Stati citati.
Sarebbe come dire: “Sì è vero che in Pakistan arrestano i dissidenti, però in Corea del Nord li fucilano e quindi non possiamo che criticare il quantum”; converrete con me che trattasi di assurdità.

Dobbiamo stare attenti, vigilare sulle sottigliezze dell’autoritarismo che si insinuano nella mente senza che ce ne accorgiamo e che abbassano il nostro livello di guardia e di indignazione.
Per la maggior parte degli Italiani è troppo tardi, per chi scrive qui credo proprio di no.

Ringrazio sentitamente l’Autore per le sensazioni che mi ha fatto provare la lettura del suo pezzo.

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Ringrazio sentitamente l’Autore per le sensazioni che mi ha fatto provare la lettura del suo pezzo.

Grazie a te per il commento. :-)

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luca belmondo

luca belmondo’s avatar

cosa può fare luca belmondo nei panni di luca belmondo?

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bello, veramente, spesso i migliori post me li perdo …:(

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