41 Gigawatt

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Se avete già capito tutto dal titolo, saltate pure questo pezzo. Se invece il titolo vi sembrerà incomprensibile anche dopo che vi avrò aiutato dicendo che ha a che fare con l’energia elettrica, allora questo articolo (insieme a quelli che lo seguiranno) può essere d’aiuto proprio a quelli come voi, che di energia sapete poco e vi piacerebbe sapere appena un po’ di più, tanto per farsi un prima idea del problema energetico nel nostro Paese.

E’ a voi che rivolgo, per iniziare, una domanda facile facile: “Avete mai cambiato casa?”. Ed ora non chiedetemi: “E che c’azzecca?”: un po’ di pazienza e ci arriviamo. Se avete cambiato casa almeno una volta nella vita saprete che una delle prime cose che facciamo in una casa nuova è rivolgersi ad un ente fornitore per farci “allacciare la corrente”, e la prima domanda che ci viene rivolta è: “Caro signore, quale potenza vuole impegnare?”. Quasi tutti rispondono con un numeretto e una sigla: 3 kW (si legge chilowatt, questo già lo sapete, no? come pure che 3 kW sono pari a 3000 watt).

Che cosa vuol dire “3 kW”? Che noi, o per esperienza diretta o perché ce l’ha suggerito il vicino di casa, riteniamo che richiedere di impegnare questa quantità di potenza elettrica sia sufficiente a coprire il nostro fabbisogno massimo di energia elettrica in un’ora. Il conto è presto fatto: un frigorifero sempre acceso consuma in un’ora intorno ai 250 W, uno scaldabagno elettrico intorno ai 1200 W. Se con loro due in funzione accendiamo anche il nostro bel forno elettrico (2000 W) e lo teniamo acceso per un’ora ecco lì che richiediamo 3450 W e allora… TAC!… “salta” la corrente, perché abbiamo superato la potenza oraria massima che ci viene messa a disposizione dal fornitore.

Come tutti – ahimé – sappiamo, quello che il fornitore ci fa pagare sono i consumi, che sono misurati in chilowattora (kWh). Una lampadina da 100 W consuma un decimo di una stufetta da 1000 W. Ma attenzione: se utilizziamo la stufetta per un’ora consumiamo solo 1 kWh (1 kW x 1h) , se lasciamo accesa la lampadina per 24 ore alla fine la lampadina avrà consumato ben 2,4 kWh (0,100 kW x 24h).

La mia bolletta del bimestre scorso diceva che in due mesi a casa mia si sono consumati 655 kWh (questo grazie anche a mia figlia che dimentica accese tutte le luci di casa). Accipicchia! Di questo passo consumerò quasi 4000 kWh in un anno! Molti di più di una famiglia media italiana, che ne consuma 2700. Mah, spero che almeno voi stiate più attenti di mia figlia, spegnate le luci inutili e cerchiate pure di spendere meno usando lampade a basso consumo…

Ma torniamo a noi. I dati forniti da Terna (la SpA nata dall’ENEL che è il massimo ente italiano erogatore di energia elettrica) ci dicono che, sommando i consumi di energia elettrica di tutti noi italiani in un anno (che naturalmente non sono solo quelli delle famiglie, ma anche quelli dell’industria, dei trasporti ferroviari, ecc.) arriviamo a poco meno di 340.000.000.000 kWh: trecentoquaranta miliardi di chilowattora (dati riferiti al 2007). Per non farci spaventare troppo da cifre così lunghe, usiamo i multipli del chilowattora.

1 MWh (megawattora) corrisponde a 1000 kWh.

1 GWh (gigawattora) corrisponde a un milione di kWh (e anche a 1000 MWh).

Quindi si può dire che gli italiani consumano in un anno circa 340.000 GWh, ma bisogna garantirne un po’ di più (diciamo 360.000) perché un po’ di energia viene persa nella distribuzione. Rispetto al 2000 c’è stato un incremento di circa il 10%, e non è poco. Noto questo dato, è facile calcolare quant’è l’energia che dovrà essere resa disponibile in un’ora: basta dividere 360.000 GWh per il numero dei giorni dell’anno (365) e per il numero di ore della giornata (24). Non disturbatevi, il conto ve l’ho già fatto io e il risultato – indovinate un po’? – è proprio quello del titolo: 41 Gigawatt (GW).

Ecco svelato l’arcano! Servono 41 GW di potenza elettrica oraria complessiva a mandare avanti l’Italia. Naturalmente questo è un dato medio, perché esistono ore del giorno e periodi dell’anno in cui il consumo orario è più alto, altri in cui è più basso. Ma a noi basterà ricordare questa quantità (41 GW) per cercare di ragionare un po’, in un prossimo intervento, sul problema dell’approvvigionamento energetico nel nostro Paese.

Vi do solo una piccola anticipazione. Tra i vari sistemi – ce ne sono tanti, sapete? – si può fare una prima grande distinzione: alcuni producono energia elettrica utilizzando materie prime “ad esaurimento” (carbone, gas, petrolio, uranio, ecc.), altri invece sfruttano fenomeni naturali di durata virtualmente illimitata, le cosiddette “fonti rinnovabili”, come l’acqua, il sole, il vento, i moti ondosi ed il vapore acqueo che scaturisce dalle viscere della Terra.

Forse vi potrà interessare sapere in che misura contribuiscano le varie fonti. Ecco qui: il fabbisogno nazionale lordo di energia elettrica (dati 2006) viene coperto per 29 GW (70% del totale di 41 GW) mediante centrali termoelettriche che bruciano principalmente combustibili fossili (carbone, gas,…) in gran parte importati dall’estero. Altri 6,5 GW (16%) vengono ottenuti da fonti rinnovabili, soprattutto da centrali idroelettriche. La rimanente parte (5,5 GW, pari al 14%) la importiamo: nel 2006 abbiamo acquistato oltre 50.000 GWh di energia elettrica prodotta per lo più da impianti nucleari in Svizzera, Francia, Slovenia, Austria e Grecia (fonte AEEG 2006). Negli ultimi dieci anni il bilancio energetico è sempre risultato negativo con una quota di energia importata pari al 14-15%.

Per ora è tutto. Alla prossima, se l’argomento vi interessa…

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