41 Gigawatt
2 luglio, 2008 di Fully
Archiviato in Consumo CriticaMente, Il Pianeta che Ride, Informazione, Meccanica delle Cose
Se avete già capito tutto dal titolo, saltate pure questo pezzo. Se invece il titolo vi sembrerà incomprensibile anche dopo che vi avrò aiutato dicendo che ha a che fare con l’energia elettrica, allora questo articolo (insieme a quelli che lo seguiranno) può essere d’aiuto proprio a quelli come voi, che di energia sapete poco e vi piacerebbe sapere appena un po’ di più, tanto per farsi un prima idea del problema energetico nel nostro Paese.
E’ a voi che rivolgo, per iniziare, una domanda facile facile: “Avete mai cambiato casa?”. Ed ora non chiedetemi: “E che c’azzecca?”: un po’ di pazienza e ci arriviamo. Se avete cambiato casa almeno una volta nella vita saprete che una delle prime cose che facciamo in una casa nuova è rivolgersi ad un ente fornitore per farci “allacciare la corrente”, e la prima domanda che ci viene rivolta è: “Caro signore, quale potenza vuole impegnare?”. Quasi tutti rispondono con un numeretto e una sigla: 3 kW (si legge chilowatt, questo già lo sapete, no? come pure che 3 kW sono pari a 3000 watt).

Che cosa vuol dire “3 kW”? Che noi, o per esperienza diretta o perché ce l’ha suggerito il vicino di casa, riteniamo che richiedere di impegnare questa quantità di potenza elettrica sia sufficiente a coprire il nostro fabbisogno massimo di energia elettrica in un’ora. Il conto è presto fatto: un frigorifero sempre acceso consuma in un’ora intorno ai 250 W, uno scaldabagno elettrico intorno ai 1200 W. Se con loro due in funzione accendiamo anche il nostro bel forno elettrico (2000 W) e lo teniamo acceso per un’ora ecco lì che richiediamo 3450 W e allora… TAC!… “salta” la corrente, perché abbiamo superato la potenza oraria massima che ci viene messa a disposizione dal fornitore.
Come tutti - ahimé - sappiamo, quello che il fornitore ci fa pagare sono i consumi, che sono misurati in chilowattora (kWh). Una lampadina da 100 W consuma un decimo di una stufetta da 1000 W. Ma attenzione: se utilizziamo la stufetta per un’ora consumiamo solo 1 kWh (1 kW x 1h) , se lasciamo accesa la lampadina per 24 ore alla fine la lampadina avrà consumato ben 2,4 kWh (0,100 kW x 24h).
La mia bolletta del bimestre scorso diceva che in due mesi a casa mia si sono consumati 655 kWh (questo grazie anche a mia figlia che dimentica accese tutte le luci di casa). Accipicchia! Di questo passo consumerò quasi 4000 kWh in un anno! Molti di più di una famiglia media italiana, che ne consuma 2700. Mah, spero che almeno voi stiate più attenti di mia figlia, spegnate le luci inutili e cerchiate pure di spendere meno usando lampade a basso consumo…

Ma torniamo a noi. I dati forniti da Terna (la SpA nata dall’ENEL che è il massimo ente italiano erogatore di energia elettrica) ci dicono che, sommando i consumi di energia elettrica di tutti noi italiani in un anno (che naturalmente non sono solo quelli delle famiglie, ma anche quelli dell’industria, dei trasporti ferroviari, ecc.) arriviamo a poco meno di 340.000.000.000 kWh: trecentoquaranta miliardi di chilowattora (dati riferiti al 2007). Per non farci spaventare troppo da cifre così lunghe, usiamo i multipli del chilowattora.
1 MWh (megawattora) corrisponde a 1000 kWh.
1 GWh (gigawattora) corrisponde a un milione di kWh (e anche a 1000 MWh).
Quindi si può dire che gli italiani consumano in un anno circa 340.000 GWh, ma bisogna garantirne un po’ di più (diciamo 360.000) perché un po’ di energia viene persa nella distribuzione. Rispetto al 2000 c’è stato un incremento di circa il 10%, e non è poco. Noto questo dato, è facile calcolare quant’è l’energia che dovrà essere resa disponibile in un’ora: basta dividere 360.000 GWh per il numero dei giorni dell’anno (365) e per il numero di ore della giornata (24). Non disturbatevi, il conto ve l’ho già fatto io e il risultato - indovinate un po’? - è proprio quello del titolo: 41 Gigawatt (GW).
Ecco svelato l’arcano! Servono 41 GW di potenza elettrica oraria complessiva a mandare avanti l’Italia. Naturalmente questo è un dato medio, perché esistono ore del giorno e periodi dell’anno in cui il consumo orario è più alto, altri in cui è più basso. Ma a noi basterà ricordare questa quantità (41 GW) per cercare di ragionare un po’, in un prossimo intervento, sul problema dell’approvvigionamento energetico nel nostro Paese.
Vi do solo una piccola anticipazione. Tra i vari sistemi - ce ne sono tanti, sapete? - si può fare una prima grande distinzione: alcuni producono energia elettrica utilizzando materie prime “ad esaurimento” (carbone, gas, petrolio, uranio, ecc.), altri invece sfruttano fenomeni naturali di durata virtualmente illimitata, le cosiddette “fonti rinnovabili”, come l’acqua, il sole, il vento, i moti ondosi ed il vapore acqueo che scaturisce dalle viscere della Terra.

Forse vi potrà interessare sapere in che misura contribuiscano le varie fonti. Ecco qui: il fabbisogno nazionale lordo di energia elettrica (dati 2006) viene coperto per 29 GW (70% del totale di 41 GW) mediante centrali termoelettriche che bruciano principalmente combustibili fossili (carbone, gas,…) in gran parte importati dall’estero. Altri 6,5 GW (16%) vengono ottenuti da fonti rinnovabili, soprattutto da centrali idroelettriche. La rimanente parte (5,5 GW, pari al 14%) la importiamo: nel 2006 abbiamo acquistato oltre 50.000 GWh di energia elettrica prodotta per lo più da impianti nucleari in Svizzera, Francia, Slovenia, Austria e Grecia (fonte AEEG 2006). Negli ultimi dieci anni il bilancio energetico è sempre risultato negativo con una quota di energia importata pari al 14-15%.
Per ora è tutto. Alla prossima, se l’argomento vi interessa…
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Lo stesso giorno gli anni scorsi
2008







uau… Dopo l’accademia dfc ecco un’altro manuale for dummies!
Bello, approvo l’idea di iniziare a fare informazione dicendo le cose basilari per non perdere il filo e per cominciare a proporre qualcosa al di là delle ultime notizie e degli ultimi fatti, per affrontare problemi che rimangono costanti anche se i tg ne parlano a ondate.
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missblue reply on 2 luglio, 2008 15:41:
Quoto!
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Concordo in pieno.
Fra un po’ ci saranno un po’ di pezzi “informativi” su vari argomenti.
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post utilissimo, bravi. Apre la “mente critica” ad ulteriori sollecitazioni e .. critiche.
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Attendo ansiosamente la prossima dose di info energetiche.
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Per cercare il pelo nell’uovo ci sono un po’ di sbavature sulla nomenclatura utilizzata delle grandezze in gioco, ma dato che serve come manuale per dummies non mi metto a correggere!
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Bravo da un pò mi baloccavo con l’idea di dare i numeri in questa direzione per arrivare ad una conclusione:
il problema è la potenza necessaria sempre e costantemente disponibile
abbiamo davvero bisogno di nuove centrali?
Rimodulare i consumi potrebbe forse essere sufficiente con una seria politica di tariffe orarie (report) e non con quella ridicola offerta dell’enel già stigmatizzata se non ricordo male su MC.
Secondo il sole 24 ore è impossibile raggiungere l’obiettivo dell’unione europea del 20% entro il 2020 con le attuali tecnologie per le energie alternative, anche se qualcosa di nuovo nel campo fotovoltaico sembra prossimo.
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Adetrax reply on 2 luglio, 2008 20:31:
Mah, in Spagna fra eolico 27% piu’ solare, sono al 35% e da qualche parte ho letto che nel 2008 contano di superare il 40% dei 31 GWh del loro fabbisogno giornaliero.
Calcolando che si tratta di energia non costante per tutto l’anno, possiamo pure dimezzarla ma siamo comunque gia’ prossimi al 20%.
Nel 2007, in Spagna, l’energia eolica ha battuto di poco quella prodotta dal nucleare (chiaramente con le riserve sopra riportate).
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tritumbani reply on 3 luglio, 2008 17:42:
41 GW di potenza, il 20% sono 8 GW
eolico attualmente ci sono circa 2.800 MW (fonte ANEV)
con potenziali di sviluppo di altrettanto almeno (superando le difficoltà burocratiche, credo che solo la PUGLIA stia investendo molto)
biomasse siamo intorno a 1200 MW
per il fotovoltaico dovremmo arrivare a 1200 MW
cavolo ci siamo quasi
dovrò andarmi a rileggere l’articolo del sole
Problemi dell’eolico sono la disponibilità costante e il sovraccarico delle linee, mi risulta che sulle normali linee in media tensione dell’ENEL non si possano mettere più di 5 MW
La disponibilità garantita è importante ecco perchè bisogna comunque avere una base di potenza e bisogna investire sulla tariffazione oraria in tempo reale ed investire sul solare accumulabile (Rubbia)
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Adetrax reply on 4 luglio, 2008 19:29:
Forse scrivero’ qualcosa sull’energia eolica.
Concordo che gli attuali generatori di energia eolica forniscono poca energia rispetto alle necessita’ e che il salto di qualita’ si avra’ solo avendo il coraggio di osare con le nuove soluzioni prospettate, in grado di produrre 0.5 - 1 GWh per centrale in uno spazio di 2 - 4 chilometri quadrati ciascuna, spazio che, volendo, per l’80% resta disponibile alle attivita’ agresti.
In ogni caso e’ evidente un fatto, ovvero che se c’e’ una variabilita’ fra i 34 GWh notturni e i 55 GWh diurni, avere delle fonti alternative in grado di sopperire, anche solo per 8-9 ore, al picco di richiesta di energia, e’ tutto di guadagnato.
E’ proprio in questo contesto che le centrali eoliche + quelle solari termiche hanno il loro senso, soprattutto perche’ queste ultime, grazie alla tecnologia di accumulo del calore, ora hanno raggiunto un’autonomia di 8-12 ore senza sole, con produzione di energia ridotta al 40% - 80% del normale (chiaramente ottenibile solo con precedenti 9-10 ore di forte irraggiamento solare) - sic, se avessimo ancora la Libia …
Teniamo presente che ci sono centrali idroelettriche che possono fornire il massimo dell’energia anche solo per 6-7 ore, poi, per motivi ambientali, es. mantenimento livello d’acqua minimo di un lago, eccesso d’acqua scaricata a valle, ecc. devono interrompere l’erogazione per altrettante ore se non di piu’.
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Comandante Nebbia reply on 4 luglio, 2008 20:40:
ok
grazie
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AVVINCENTE. Voglio la 2a puntata.
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ottimi iniziativa,giustissimo proporre argomenti che non tutti sanno in maniere scolastica.Finalmente forse capiro anchio di tutti sti numeri.eh si la matematica e le scienze non sono il mio forte:)
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Comunque dai grafici di terna si vede che il consumo minimo è alle 06.00 del mattino (ora in cui probabilmente si spegne l’illuminazione pubblica) con 34.5 GWh e il massimo è alle 12.00 con quasi 55 GWh, con consumi che rimangono oltre i 54 GWh fino alle 16.30 per poi decrescere lentamente.
Riassumendo: min. 34 GWh, media 41 GWh, max. 55 GWh (almeno in questo periodo).
Cosi’ suddivisi come consumi totali annui:
49% industria
27% terziario (inclusa l’illuminazione stradale che incide per il 3.5%)
21% domestico
3% varie ed eventuali
——-
100%
Da questi numeri si capisce che la disponibilita’ energetica di tutte le centrali elettriche italiane “dovrebbe” essere superiore ai 65 - 70 GWh per avere un minimo di tranquillita` e indipendenza (invece probabilmente è molto meno).
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articolo tutto sommato interessante ma “scientificamente” scorretto.
Bisogna distinguere più chiaramente tra Energia e Potenza, contestualizzando le definizioni nell’ambito in oggetto: la distribuzione elettrica.
In fisica nasce prima l’energia (o meglio la variazione di energia) intesa come attitudine a compiere lavoro, e conseguentemente la potenza, intesa come variazione (derivata) dell’energia nel tempo.
Le unità di misura nel S.I. sono il Joule per l’energia ed il Watt (Joule/sec) per la potenza. In realtà l’energia ha molte altre unità di misura più note: la (kilo)caloria ed il (kilo)Wattora. Tutte equivalenti, a meno di una costante di conversione.
Nel settore della distribuzione elettrica invece viene prima definita la “potenza erogata”, in (Kilo/Mega/Giga/Tera)Watt e di conseguenza l’”energia consumata” in (…)Wattora, intesa come l’integrale della potenza istantanea assorbita nell’arco di un’ora… uff… la sto complicando troppo…
semplifichiamo, e giungiamo al dunque: la valvola di casa “salta” non se “per un’ora” io supero i 3kw… ma ALL’ISTANTE in cui io ho acceso cose che sommate richiedono una potenza istantanea superiore a 3kw.
L’energia elettrica non si accumula, non si accumula! Per cui questi 41GigaWatt non significano niente! se di notte il paese “accende cose” che richiedono una potenza di 35GigaWatt, mentre di giorno (maledetti condizionatori!) “accendiamo cose” che richiedono 55GigaWatt… producendo continuamente 41GigaWatt di potenza la valvola del paese, di giorno, SALTEREBBE LO STESSO.
Le centrali devono reggere i picchi di consumi. La potenza che potrebbero erogare (ma che non erogano) nelle ore di minor consumo, e persa. Come diremmo noi a Bolzano… SE LA DAMO IN FACCIA!!
Per questo una politica intelligente dovrebbe incentivare il consumo di corrente nelle ore non di punta, facendo magari tariffe differenziate per l’energia (KwH) dissipata in diverse fasce orarie…
ed ovviamente una politica di riduzione dei consumi, invece che incentivarli…
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Comandante Nebbia reply on 4 luglio, 2008 8:53:
La tariffa bioraria esiste, ma dalle nostre indagini, risulta assolutamente poco conveniente.
Impressione, d’altra parte, condivise dalle decine di opinioni a questo articolo che invitiamo tutti a leggere.
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Vorrei sapere qual’è il “burst” estivo dovuto ai condizionatori (altro settore dove converrebbe far luce … non so in quanti sappiano che il freddo non è creato dal nulla)
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Temevo di essere il solo che fa due palle così ai figli (e alla moglie) perchè non spengono mai le luci…
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Io in casa ho quasi esclusivamente lampade a basso consumo.
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tritumbani reply on 3 luglio, 2008 17:45:
anch’io ma serve a poco d’estate qui si muore dal caldo
altro settore in cui investire obbligatoriamente dovrebbe essere l’isolamento degli edifici
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Doxaliber reply on 3 luglio, 2008 18:52:
Assolutamente. Si risparmierebbero un sacco di soldi. Non solo di riscaldamento, ma anche di condizionamento. La mia abitazione, che è al primo piano ed è molto arieggiata richiede pochissimo riscaldamento e d’estate non sento assolutamente il bisogno di installare condizionatori.
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tritumbani reply on 9 luglio, 2008 11:19:
beato te io sono incuneato fra un secondo ed un quarto piano ma quando il sole picchia e soffia un vento torrido c’è poco da arieggiare
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solo un appunto: il contratto enel standard ora non e’ 3,5 kw ?
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tritumbani reply on 9 luglio, 2008 18:06:
é 3 kW con tolleranza del 10% ovvero fino a 3,3 kW di potenza
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Anzitutto grazie per l’attenzione e la simpatia con cui avete accolto questo piccolo testo senza troppe pretese.
Poi vorrei scusarmi di alcune sbavature che sono state notate dai più esperti nella materia. Vi assicuro che non è facile spiegare un argomento ostico come l’energia in modo da farlo capire a tutti (almeno per me non è stato facile…), quindi ho preferito privilegiare la comprensibilità alla assoluta precisione scientifica (ve lo immaginate quanti sarebbero arrivati alla fine dell’articolo se avessi cominciato a parlato di joule?).
Comunque questo è niente: prometto che le prossime puntate saranno molto ma molto più…. imprecise
….
…. ma - almeno me lo auguro - abbastanza chiare per tutti coloro che si accontentano di un’infarinatura.
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ugasoft reply on 3 luglio, 2008 20:26:
eh eh eh tranquillo, sono io che sono da manicomio
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L’articolo è estremamente interessante!
Di recente con alcuni amici si parlava proprio di questo e la mancanza di fonti precise e attendibili (certo non Enel) non ci ha permesso di continuare la discussione.
Vorrei anche capire com’è che nel paese del sole, come diceva una vecchia canzone napoletana, si investa poco sul fotovoltaico e paesi come la Norvegia siano tra i più grandi costruttori di pannelli fotovoltaici.
Attendo le prossime info, che leggerò con grande attenzione.
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tritumbani reply on 9 luglio, 2008 11:18:
germania non Norvegia
il più grosso produttore al mondo attualmente è tedesco finquando non verrà superato dai cinesi
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Giu reply on 9 luglio, 2008 12:13:
Ho parlato della Norvegia come uno dei più grandi produttori, non del maggiore in assoluto!
So esattamente di cosa parlo: lavoro per una azienda norvegese, che ha dismesso parte di un grande stabilimento, riconvertito anni fa da un produttore di pannelli fotovoltaici che sta producendo a ritmi in continua crescita.
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va bene non ti scaldare
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Giu reply on 9 luglio, 2008 15:32:
Chiedo scusa se ho dato l’impressione di “scaldarmi” come hai detto tu.
Intendevo soltanto chiarire il senso del mio messaggio.
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Studio Italia sui consumi energetici
Consumi totale: 340.000.000.000 di Kwh
Consumo procapite circa 5600Kw annuo
Produzione solare fattibile 3000 kw a famiglia
Numero di famiglie 20.000.000 (presunte)
20.000.000 x 3000 = 60.000.000.000 kwh in solare fattibile ad uso domestico (una bella fetta dei 340.000.000.000 totali)
costo stimato per l’installazione di un impianto solare a kw = euro 18.000 / 3000 = 6 euro a kwh per l’impianto
costo totale a livello Italia 60.000.000.000 x 6 = 360.000.000.000 euro
se poi ci aggiungiamo impianti solari sui tetti delle industrie, dei centri commerciali, delle scuole, dei comuni…. Etc etc….
che ne dite? ed è solo un assaggio
Giovanni Bufarini
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….sto collaborando con una piccola azienda elettronica che ha nel suo DNA
la ricerca,ebbene quest’azienda,che naturalmente per correttezza non nomino,ha tra i suoi brevetti una “chicca” che potrebbe far risparmiare agli italiani importazione d’energia dall’estero pari al 4% dell’energia totale consumata dal paese compresa quella che produciamo…..i nostri politici distratti ,informati da questa realtà volgono lo sguardo altrove.Sono un semianalfabeta autodidatta ma vi assicuro che questa semplice strategia creerebbe decine di migliaia di posti di lavoro,un eccellenza che potremmo esportare e nessuna opposizione a quelli che sono gli accordi di KYOTO a cui i nostri governanti, pregni di populismo,vogliono sfuggire.Adesso non chiedetemi di Governare il Paese…riprecipitereste nello stesso inferno in cui oggi vi trovate a vivere…Ciao a tutti.Ciro
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