Primarie e secondarie. 15


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Quanto, infine, a Vendola, appare abbastanza chiaro che l’incalzare della dinamica politica lo ha costretto a fingere di continuare a giocare il ruolo di protagonista in una partita che non era più quella che aveva immaginato (ed alla quale si era preparato) prima che la travolgente discesa in campo di Renzi ne cambiasse completamente il senso e le regole di gioco. A quel punto non aveva altra scelta che acconciarsi al ruolo di comprimario (puntando le residue fiches sulla vittoria di Bersani) oppure tentare di incardinare il proprio partito in una formazione allargata di tutta la litigiosa sinistra, facendo perno sulla leva anti-Monti probabilmente foriera di non pochi consensi. Il ricordo dell’esperienza della lista arcobaleno (peraltro non tollerabile a lungo per la sopravvivenza dell’ultimo partito personale sopravvissuto all’epopea berlusconiana) lo hanno indotto a scegliere la prima soluzione.

Dunque, Bersani sarà il candidato del centro-sinistra alle secondarie: come dicono i giocatori di poker, su questa ipotesi si è giocato la “resta” o, se si preferisce, ha dichiarato “all in”.Tutto o niente, come il titolo di un bellissimo film di Mike Leigh, perché Bersani sa perfettamente che se non dovesse diventare primo ministro questa volta, sarebbe già il primo della lista dei politici da rottamare a breve. Purtroppo per lui, il guaio è che l’avversario da battere sul ring non è il solito Berlusconi (quando si dice la sfiga: questa volta era ridotto a poco più che punchingball), ma il poderoso professor Monti, sgusciante e potente come Cassius Clay, per giunta sostenuto e coccolato da una galassia che va da Casini all’ONU.

Povero Bersani. Tutta una vita ad esercitarsi sulla dicotomia destra-sinistra, adesso (proprio nel momento decisivo della sua vita) si trova ad affrontare uno che sembrerebbe non stare né a destra, né a sinistra, ma sicuramente altrove, forse semplicemente sopra, esattamente dove lui stesso lo ha collocato insieme alla strana maggioranza. Hai voglia a dire che lo hai sostenuto per la gravità assoluta “del punto dove eravamo arrivati”, perché non c’è imbecille in Italia che non si renda conto che “il punto dove eravamo arrivati non è affatto distante dal punto dove siamo adesso”. La contraddizione è evidente e non risulta per nulla attutita dai farfugliamenti in argomento da lui abbozzati senza alcuna logica, a dispetto della sua pur brillantissima laurea in filosofia.

E se alla fine, oltre al danno, spuntasse pure la beffa? Perché dietro le incertezze discesiste del caro Berlusconi potrebbe nascondersi il disegno di abbandonare il PdL al suo destino e costruirsi con un colpo da maestro (non nuovo) un partito con il solo scopo di entrare a pieno titolo nella galassia che sosterrà Monti, lasciando con il culo per terra (la stessa terra) PD e PdL.


15 commenti su “Primarie e secondarie.

  • ilBuonPeppe

    “non c’è imbecille in Italia che non si renda conto che il punto dove eravamo arrivati non è affatto distante dal punto dove siamo adesso”
    Mi piacerebbe dirti che hai ragione, ma temo non sia così.

    L’analisi è del tutto condivisibile ma, senza nulla togliere all’autore, ha per me lo stesso interesse del cerimoniale di accoppiamento del geco albino.
    Il punto è che i giochi sono bell’e fatti, non da ora, e questo è uno dei teatrini messo in piedi per deliziare il pubblico pagante. Il difetto che ha questo spettacolo è che non è all’altezza dei precedenti.

    Aridatece er nano!!!

    … ecco, l’ho detto… mammamia comme sto…

    • eduardo

      Sono d’accordo: la storia dell’accoppiamento del geco albino è senz’altro più interessante. Ti confesso che ne ignoravo persino l’esistenza.

  • fma

    Grazie per l’analisi Eduardo, acuta e ricca di spunti come sempre.
    Ne approfitto.
    Berlusconi che si rifà un partito per entrare nella galassia che sosterrà Monti: se Monti lo accettasse mi deluderebbe assai. Ci metto sopra il mio ultimo copeco, non lo farà. Berlusconi è aut, non lo vuole più nessuno.
    Vendola che accetta il ruolo di comprimario, piuttosto che quello di capo della sinistra-sinistra. Ti credo: la sinistra-sinistra, quella ideologica, tutta insieme con SEL fa un punto più di SEL. Esagero, ma mica tanto.
    Governerà Bersani. Speriamo che lo sappia fare senza dover ricorrere a Monti, perchè se fosse costretto a farlo vorrebbe dire che siamo nei guai.

    • eduardo

      Colgo l’occasione per ricambiare il saluto amicale.
      Nel merito:
      1) vada per un copeco;
      2) parafrasando Totò, non è la somma che fa il totale;
      3) su Monti futuro premier mi sbilancerei addirittura con un rublo;
      4) siamo nei guai, saremo nei guai: su questo sono disposto a pagarti una posta doppia (propongo 2 caffè contro 1).

      • ilBuonPeppe

        uhm…
        1) Non scommetto, ma se proprio dovessi sbilanciarmi direi che se serve appoggio Monti prenderà tutto quello che passa il convento.
        2) Aveva ragione Totò: è la somma che fa il totale. Per cui andranno bene (a loro, si intende) l’appoggio del berlusca a Monti ma anche quellodi Vendola a Bersani.
        3) Monti premier? Probabilmente no, ma quasi certamente solo nella forma.
        4) Concordo: siamo nei guai, terribilmente.

        E aggiungo…
        5) Se Monti fosse “costretto” a governare, vorrebbe dire che gli italiani non sono gli unici ad essere nei guai.

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