Prima o poi


Alla lunga il marcio che c’è stato e c’è ancora dietro il traffico di povere vite verrà fuori. La storia è sempre sincera. Basta sapere aspettare. Ed allora sarà chiaro come siamo stati tutti manipolati, come la nostra solidarietà è stata usata come un grimaldello per scardinare i forzieri dell’affarismo e della clientela politica, come il diritto di critica, che è un’opzione naturale in una società civile, sia stato deformato in “razzismo”.

Sulla carne di chi ha bisogno dell’essenziale, sui culi grassi di chi in questo paese vuole essere più buono del pane e sulla caramellosa ed appiccicosa oratoria pontificia (a proposto, che fine a fatto quello che era andato a Lampedusa a chiamare i migranti ora che c’è da sistemare le cose, gestirne i bisogni e conciliare le esigenze?) è stato costruita una mega operazione affaristica dove anche “i giovani tedeschi” che hanno raccolto i soldi sul web per “salvare i migranti” sembra che abbiano voluto inzuppare il pane.

Sempre di più. con l’età, la beneficenza e la solidarietà mi inquietano. Io conosco un mondo di lupi, un posto dove la gente si scanna per pochi euro, un universo dove un’infermiera inietta morfina ai neonati perché cacano il cazzo, un paese dove la gente “guai se toccano mia figlia” e poi si va a chiavare la negretta di sedici anni e tira pure sul prezzo.

Appena uno incomincia a parlare di pace, amicizia, fratellanza, gentilezza e cazzi vari, mi viene da pensare che mi voglia prendere per il culo. Preferisco chi vuole fottermi esplicitamente, quello che cerca di mettermi le mani in tasca senza voler passare per mio amichetto. Non voglio nessuno che mi voglia bene o che “pensi a me”. Voglio gente che mi consideri una preda e da loro mi voglio difendere come conviene in un rapporto che sarà pure violento, ma almeno è sincero.


Informazioni su Comandante Nebbia

Sono stato un uomo mediocre. Ho avuto mille paure segrete e le ho tenute nascoste sotto una coltre di ruvida violenza. Ho camminato a caso e qualche volta mi sono fermato quando non dovevo. Ho muti rimpianti, una rabbiosa rassegnazione e vivo di severi silenzi. Ho amato i pigri pomeriggi d’estate, le stanze ombrose con gli scuri abbassati e i giorni cupi dell’inverno più freddo, quando il cielo grigio minacciava pioggia e i primi lampi squarciavano l’orizzonte.