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Da qualche giorno, passata la buriana degli “infiltrati”,della violenza di solo pochi “provocatori” o del “Black bloc”, ora è tutto un fiorire di racconti dalla parte dei “poliziotti”, figli del popolo. Caso a se è la sceneggiata del fascista ministro della guerra, (che non voglio commentare, perché fascista e io i fascisti li ho combattuto e li combatto. Fisicamente, personalmente, culturalmente. Fascisti di cui non parlo. Non parlo sia di loro, sia di chi, siano esse persone o istituzioni,li ha sdoganati come individui e come cultura.)
E’ la solita rigirata della frittata, cosa non rara, e da cui nessuno è immune o vaccinato. Ora la tesi, quasi subdola, è che è colpa di chi manifesta se il poliziotto è pagato 1200 euro al mese (che per chi fa ordine pubblico non è vero. Comunque da vent’anni Berlusconi è al governo. Se avevano tanto a cuore il futuro dei poliziotti, perché non hanno dato loro aumenti?). E’ colpa dei manifestanti se lavorano con armi vetuste ed avariate? Senza benzina per i loro mezzi scassati e fermi per manutenzione ecc ecc? E’ colpa dei manifestanti se nelle loro mansioni di poliziotti vi è anche il rischio di subire violenza di piazza? E’ forse colpa dei manifestanti se fra loro vi sono precari? Quelli stessi precari per cui la Generazione “P” combatte e che i poliziotti contrastano contro i loro stessi interessi a manganellate o colpi di caschi a difesa di chi ha voluto e vuole precari a vita?

Se veramente si sentissero calpestati, vilipesi, maltrattati, malpagati, sfruttati, utilizzati e strumentalizzati, dovrebbero prendere atto della loro condizione e, in massa, fare come alcuni di loro hanno fatto. Rivolgersi ai veri colpevoli della loro situazione. Invece che nascondersi dietro il fascista ministro della guerra, dovrebbero contro di lui rivolgere le accuse e le lagnanze che rivolgono contro i manifestanti. Dovrebbero ragionare contro il loro ministro della lega che ha voluto (rivelatosi poi solo uno scoop elettorale) la formazione della pseudo polizia privata in concorrenza con loro stessi. Ministro che invece proteggono e difendono.
Ora non so se dietro la campagna inscenata con diversi pseudonimi, (Drago, Leone, Mariospina, ) ci siano veri poliziotti o solo una manovra giornalistica a fini politici e mediatici. Ma io c’ero tra le file dei poliziotti (parlo di carabinieri, di finanzieri, di poliziotti). Pischelli , giovane reclute, con pochi anziani, e qualche panzone più abituato ad incitare “avanti savoia” è più favorevole al ” famocé du spaghi”. La loro incazzatura era più contro chi li comandava, senza organizzazione, senza coordinamento, con armi avariate, con pochi mezzi e il gippone con un quarto di serbatoio di benzina, che verso i manifestanti, che sì, erano visti come l’avversario, il nemico, ma non con la rabbia violenta di altre circostanze e situazioni.
Se veramente i poliziotti volessero la considerazione di uomini del popolo, di figli di proletari, allora non dovrebbero parlare del loro lavoro come “vocazione”. Dovrebbero prendere coscienza della loro situazione e trarre le dovute conseguenze. Altrimenti saranno complici di quel potere che li rende schiavi e succubi e come tali trattati.
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in effetti ho trovato molto strano che il sedicente Drago facesse servizio all’ordine pubblico per vocazione. In altri tempi sarebbe stato un merc…pardon, un gladiatore!
Ma capisci che sia vero o solo finzione mediatica non è questo il vero problema, io credo. Chi sta dietro queste forze , dietro questi Mass Media, la TV e le trasmissioni alla Fazio e Floris, non hanno capito che il mondo è cambiato e che le vecchie categorie , i black bloc, gli infiltrati, gli stessi poliziotti sono altro rispetto a quello che ci vogliono far creder. Una nuova generazione si sta affacciando nel mondo del reale, finora lasciata e relegata nelle scuole , negli uffici, nei Call Center. La Generazione “P” attraversa tutto il mondo delle prossime due generazioni, e la politica non ha ancora gli strumenti non solo per dare risposte , ma anche solamente per interpretare e capire il nuovo, il reale.