Piccolo Bugiardino sul Federalismo Fiscale
26 agosto, 2008 - 9:00 di marco il buono
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Il federalismo fiscale è una dottrina economico-politica volta a instaurare una proporzionalità diretta fra le imposte riscosse in una determinata area territoriale del paese (i Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni) e le imposte effettivamente utilizzate dall’area stessa.
Quindi, le tasse pagate in Lombardia devono essere spese per la Lombardia, riscosse dalla regione Lombardia ecc. ecc.; anche se i disegni di legge sono diversi e variegati, questa breve spiegazione ci serve per capire di cosa si parla.
In Italia il Federalismo Fiscale è già previsto dall’art. 119 della Costituzione; tuttavia non è ancora entrato in funzione a causa della finora mancata approvazione della necessaria legge ordinaria d’attuazione.
Ovviamente siamo all’anno zero, parliamo solo per ipotesi, in quanto non conosciamo ancora la proposta del Governo, ma abbiamo dati a sufficienza per iniziare a porci delle domande.
Io vivo in una regione del sud, una regione in cui si produce molta più energia di quanta se ne utilizza, il surplus viene immesso nella rete nazionale: vantaggi per la popolazione? Zero. Anzi iniziamo a subire dei danni; un Sindaco, ad esempio, ha vietato la produzione di ortaggi e ortofrutta nel raggio di 10 km da una centrale a carbone.
Se passasse il federalismo fiscale la mia regione potrebbe, con un regolamento interno, interrompere la fornitura esterna? Sarebbe cosa buona e giusta?

La mia regione è una di quelle che ha accolto in parte i rifiuti campani, anche se il Premier se ne prende i meriti, tutti i meriti, questi dovrebbero essere ripartiti fra quelle regioni che appunto hanno accettato la monnezza pur di dare una mano ai loro concittadini, fratelli, connazionali.
Se passasse il federalismo fiscale la mia regione potrebbe interrompere questa condivisione delle discariche? Sarebbe cosa buona e giusta?
Mi piacerebbe farvi riflettere adesso su un altro aspetto del federalismo fiscale e sulle aziende che troviamo nei nostri territori.
Avete presente i grandi centri commerciali che popolano le periferie delle nostre città? A chi pagano le tasse ?

Ovviamente pagano le tasse a seconda dell’ubicazione della sede fiscale, quindi l’Auchan di boh, Bari, paga le tasse attraverso la sua sede fiscale che sarà a boh, che ne so, Roma? Milano? Stesso discorso per l’Ipercoop, il Carrefour, le multisala Warner, i Mc Donald’s, le catene di profumerie, dai datemi una mano anche voi, Limoni, La Gardenia, Douglas; poi abbiamo i Brico Center, Oviesse, Ikea, Blockbuster, ok, ok la smetto.
Se passasse il federalismo fiscale la mia regione potrebbe, con un regolamento interno, obbligare questi esercizi, ad avere la sede fiscale dove si trova un loro negozio? I nostri politici hanno pensato a questi aspetti?
Mhhh… quasi quasi comincia a piacermi questo federalismo, staremo a vedere.
Piccolo Bugiardino sul Federalismo Fiscale è di

non ci avevo ancora pensato… ottime considerazioni!
Anche io sono curioso, staremo a vedere
Per quello che se ne sa, il testo in discussione prevede appositi meccanismi di perequazione che dovrebbero “attenuare” (ma non eliminare completemante) le differenze. Ma i problemi che segnali ci saranno, eccome. Ed è difficile prevedere gli esiti di medio periodo sulla struttura dell’Italia e sulle sue diverse realtà regionali.
Un sorriso semplice
Mister X di Comicomix
Comicomix post:
Le sedi delle grandi catene da te citate (guardacaso, ma io sono maligna
) sono per lo più a Milano o a Roma (sopratutto Milano).
Credo sia un bel casino perchè chi obbliga per esempio Auchan a fatturare su ogni punto vendita anzichè su un unico punto cioè la sede amministrativa? Auchan ci rimetterebbe soltanto perchè l’amministrazione dovrebbe seguire più punti per la fatturazione. E fra l’altro Auchan è francese quindi non gliene potrebbe fregare di meno, giustamente.
Credo che con una più attenta ridistribuzione delle risorse e delle ricchezze e meno scalacquamento, il federalismo non avrebbe senso di esistere.
Ma tanto lo sperperare fa parte dei governi italiani da quando siamo una Repubblica quindi non c’è da stupirsi.
Ottimo articolo. Volevo scrivere una cosa del genere.
Io aggiungerei anche un’altra cosa. Per esempio A Taranto hanno l’Ilva. Ai tarantini rimane l’inquinamento, le morti e la “fatica”. Mentre gli azionisti e i risparmiatori pagano le tasse al nord. Gli operai tarantini avranno scuole e ospedali depotenziati, mentre i loro padroni avranno i servizi come la Svizzera.
Hanno voluto la biciclitta- non tutti ma la maggior parte- …adesso pedalano!
Ghibellina post:
ff, come ho fatto a saltare l’ilva nell’elenco? Il sig. Riva, propietario, è di genova, e ovviamente non vive a taranto, mica è scemo.
A Taranto abbiamo il 90% della diossina italiana, oltre alla raffineria agip, inceneritore, centrali a carbone, la cementir, che credo sia di caltagirone, romano e suocero di casini, fra un pò il rigassificatore e un paio di centrali nucleari.
Io sono per il primato del lavoro e della produzione sui servizi e sull’organizzazione. Sono “socialista”, che ci posso fare. Socialista as in Marx, not as in Craxi.
Secondo me il primo e principale risultato del federalismo lo si vede allargando a tutto il resto ciò che già succede per le ASL
Costi alle stelle
Centri di spesa moltiplicati senza alcuna responsabilizzazione
Aumento della burocrazia
Clientelismo che nemmeno gli antichi romani se lo sognavano
Nepotismo
corruzione anzi concussione
sistemi diversificati per ogni regione
concessioni ai privati quantomeno sospette
distruzione e sfascio delle strutture pubbliche
infatti questo è il piano di B. & C.
e ce lo teniamo così?
Non se ne può più
TRITUMBANI FRITTI!
no, c….i amari!
Grande! Bella riflessione!
Aggiungo che oltre ad impoverire il povero, e arricchire il ricco, c’e’ una concorrenza sleale di fondo, in quanto le sedi fiscali non coincidono piu’ con le sedi amministrative. Un esempio su tutti? Allianz Group. La Allianz tedesca tempo fa ha assorbito un buon numero di grosse compagnie assicurative italiane creando un super eurogruppo. La sede fiscale italiana e’ a Trieste, in quanto la regione Friuli-Venezia Giulia dotata di statuto speciale puo’ permettersi di applicare tasse minori slegate dalla logica italiana per attirare aziende (tentate ad ogni modo di varcare il confine sloveno), mentre la sede reale e’ stata spostata da poco a Milano, centro geografico ideale del loro territorio, lasciando nella ex sede fiscal-amministrativa triestina qualche scrivano medievale per giustificare il fisco.
Terroni, non avete speranze
Ah spe.. ma pure la Sicilia (o era la Sardegna?) ha lo statuto speciale.. o sbaglio?
Entrambe, direi…
Cambiamo Pianeta post:
ouch, quando penso a statuti speciali mi vengono sempre in mente Trentino-Alto Adige e F-VG
Il tegolino Barilla prodotto in Lombardia e venduto in un Carrefour laziale come deve essere trattato? In Lombardia pago le tasse sul valore del bene prodotto mentre in Lazio quelle sul valore del bene acquistato? E in Emilia, dove Barilla ha sede?
CHE MACELLO! La geografia economica è un grande caos. Ad ogni passaggio un bene prodotto aumenta di prezzo, di questo passo ogni regione o “federazione” potrebbe pretendere il proprio dazio.
Mi torna in mente una scena di “non ci resta che piangere”
- chi siete? Quanti siete? Che trasportate?….UN FIORINO!-
Gran film!!
P.S.: fottuto tegolino!!
Cambiamo Pianeta post:
Io ho semplicemente la convinzione che la Lega, più agguerrita promotrice del Federalismo, abbia abbaiato (e si sia divertita un casino nel farlo) più forte che poteva, facendo baccano, rutti e puzze a volontà, ma che nella pratica non si sia mai soffermata nemmeno un secondo a stilare un piano per realizzarlo. Insomma, non ne hanno la più pallida idea!!
Cambiamo Pianeta post:
Intanto però si prendono gli applausi del PD.
Che vergogna!
no!
Qualcuno sa spiegarmi il nesso tra federalismo fiscale e prodotti farmaceutici?
In particolare quello di fantasia quando recita: – “rimedio di sicura efficacia contro la malinconia e l’isterismo” – esattamente come si collega al federalismo fiscale ed alle sue conseguenze?
L’esclusione del pubblico maschile non predisposto e senza particolari inclinazioni mi dovrebbe far pensare ad ipotesi innovative di federalismo?
1. al nord donne, fanciulle e uomini predisposti (così si pagano da soli i costi del ticket della Roche)
2. al sud uomini non predisposti, esentati così dal contribuire al pagamento del ticket
3. al centro bambini, vecchi e incerti.
???
pssssh
(sospetto fosse una presa in giro)
Hai presente quella frase “Elisir di tal bontà, benedetto chi ti fa!°
pssssh
Vi hai notato qualche forma di volgarità gratuita e fuori luogo?
Vi hai notato qualche malcelata forma di stereotipo sessista?
Sai, si nascondono ovunque, gli stereotipi e la volgarità, dove meno ti aspetti di trovarli… nelle pieghe dei bilanci, nelle discussioni fiscali.. ahh le pieghe che piaghe!
Shhhh.. Non spargiamola notizia, sono estremamente contagiosi!
Certo che li ho notati. Ti ho sussurrato perchè credevo erroneamente che tu non li avessi notati, e chiedo venia se ho frainteso.
In quanto all’espressione “volgarità” si può essere daccordo o meno. Qualcuno potrebbe notare che gli stereotipi sono il pane quotidiano della satira, o dell’ironia spicciola. La sessualità poi, sia essa sana e non, è il motore dell’umanità.. è facile scherzarci su.
Hai presente il collegamento tra piccole dimensioni del pene, e un suv? Certo, dirlo a priori è un attacco sleale, ma a prescindere che in certi casi possa essere vero o no, gli ingredienti sopra menzionati esposti in un certo contesto o forma generano sorrisi.
Nel caso specifico, la riproduzione della descrizione di un farmaco, dove essa abbia lo scopo di lasciar intendere che i politici in un modo o nell’altro “ce lo mettono nel… ” (altra espressione di uso corrente), mi è sembrata una gran trovata. Un sorriso fugace certo, ma immaginare lo sforzo atto a riprodurre il “foglietto” di un farmaco in maniera così formalmente corretta lascia un certo buon retrogusto. Almeno a me. Naturalmente, nel compilare suddetto foglio in maniera esteticamente fedele (generando il contrasto ironico con quanto effettivamente comunicato) immagino abbia costretto l’autore a citare le donne. Forse un’errore per eccesso di zelo. Tu converrai con me che l’intenzione (prova a rivederlo con l’ottica che ti sto proponendo) non era di ferire sensibilità femminili, o sminuire in qualche modo il gentil sesso. Tutti siamo inermi di fronte a certe affermazioni di Bossi, ma c’è a chi questo farmaco piace (suppongo tutti i voti alla Lega), e a chi no. Soprattutto non dovrebbe piacere al meridione, ma non solo, spero che tu abbia letto bene il contenuto divulgativo dell’articolo.
In fede
messer Zippole
Sono d’accordo che le intenzioni non erano di sminuire le donne (isteriche/melanconiche) né le ragazze che una volta assuefatte non possono più farne a meno o gli uomini con determinate inclinazioni cui conferisce colorito roseo (?) e movenze languide oltre a ingrossamento delle natiche (?), ma nei fatti lo fa.
Tu accenni ad una logica che doveva lasciar intendere che i politici in un modo o nell’altro “ce lo mettono nel… ” … ma a tutti o solo a donne e omosessuali?
Non mi sembra che l’immagine che evoca il foglietto illustrativo del farmaco lasci intendere quello che dici a meno che tu e qualsiasi altro maschio sessualmente attivo non ti schieri naturalmente, serenamente, tra le fila delle donne e degli omosessuali. Sei in classe con me alla fin fine?
Usando il sesso (che personalmente considero assolutamente sano tra PARI di qualunque genere) divide le persone in sottospecie: Curativi e da Curare.
Come spesso accade negli stereotipi sessisti la donna (spesso in buona compagnia di omosessuali e bambini) diventa da curare e l’uomo (forte, virile, ecc. ecc.) diventa la cura, in casi estremi la cura si trasforma in violenza e la logica sottostante non è molto lontana da quella rappresentata in quelle istruzioni, ma ne è figlia.
Ti piacerebbe se si dicesse che gli uomini senza la loro dose di masturbatix sono soggetti a isteria, aggressività e a comportamenti ai limiti della schizofrenia paranoide?
Comunque vorrei alleggerire la situazione ricordando alla cura miracolosa che le rifiuto qualsiasi riconoscimento sindacale perché:
1. Non lavora per otto ore consecutive.
2. Si addormenta in ufficio dopo una breve attività lavorativa.
3. Non sempre obbedisce alle esigenze dei superiori.
4. Non sempre è fedele al suo posto di lavoro, a volte va con la concorrenza.
5. Riposa molto tra un lavoro e l’altro.
6. Non ha iniziativa. Per farlo lavorare bisogna cercare di stimolarlo.
7. Non mantiene il luogo di lavoro pulito al termine della giornata.
8. Non gli piace il doppio turno.
9. A volte lascia l’ufficio ancor prima di aver finito il suo lavoro.
10. E, come se fosse poco, lo si vede entrare e uscire continuamente dall’ufficio con due borse sospette.
Ps. Lo sforzo grafico è sicuramente d’effetto.
bellissimo!
Concordo con la tua analisi del testo.
Tuttavia la mia difesa argomentava sull’intenzionalità, mentre la tua accusava il testo estrapolato dal contesto. Vista la tua ponderata chiarezza, devo ammettere che abbiamo ragione tutti e due. Se ipotizzassimo (dato che al momento non ci è dato sapere l’effettivo modus operandi) la stesura del testo del foglietto e il suo inserimento nell’articolo come operazioni di persone differenti, potremmo dire che uno subliminalmente si sente di dover curare il prossimo, mentre l’altro non cogliendone la psicanalitica sottigliezza, vuol evidenziare un messaggio di fregatura esposto altrove. Il testo dell’articolo è puro, non vedo presupposti per legarlo al testo nudo e crudo del foglietto illustrativo.
Personalmente, leggendo interessatissimo l’articolo, una volta notato il titolo e prime righe del foglietto, ho notato quel gioco ironico evidente nel collegamento tra “federalismo fasullo nelle modalità” e “penetrazione”, e ho sorvolato tutto il resto del foglietto (cioè letto solamente per vedervi un difetto espositivo che non c’era) in quanto mero artifizio per generare l’ilarità che ti ho descritto.
Riguardo al masturbatix sono pienamente daccordo, non mi sentirei minimamente offeso e probabilmente riderei. Accetto la mia natura maschile e la assecondo. Una sola donna che soddisfi *sempre* un uomo in piena virilità a mio parere è una succube schiava del compagno, in quanto i tempi biologici di queste necessità non possono sempre coincidere. Non sempre tutti hanno il coraggio di ammetterlo perchè si sentono sconfitti e sminuiti dal sesso debole ricevendo un rifiuto. Non sono gay in quanto non mi eccito con il mio stesso sesso, anche se sono un caso rarissimo (stando alle interviste che faccio di tanto in tanto a chi mi circonda) di etero che non prova fastidio a vedere 2 uomini che si baciano.
A pensare ad un rapporto a tre, provo piacere nell’immaginare altre 2 donne, mentre condividere una donna con un altro uomo non mi stuzzica (il che mi fa pensare di non avere un’omosessualità repressa.. ammesso che sia la chiave di lettura corretta).
Hei ma le condizioni lavorative di scarsa sicurezza (sforzo, umidità, reperibilità, temperatura, rischio malattie) giustificano ampiamente la flessibilità dell’orario!
Accetto il pareggio così gentilmente offerto e ti ringrazio della piacevole discussione che mi hai offerto.
PS. Ovviamente gli stereotipi molto spesso non sono notati dal gruppo dominante che li propone quasi inconsciamente ma “sentiti” come sgradevoli dal gruppo bersaglio.
Sono certa che quando si facevano scherzi, lazzi e barzellette sugli ebrei coloro che scherzavano non erano tutti in mala fede, molti volevano solo far ridere un po’. Molto meno ridono i bersagli siano essi ebrei, rom, carabinieri, donne, ecc. ecc.
Personalmente mentre leggevo il mio sorriso è stato del tipo “AH, AH, dovrei ridere ora? Ancora a questo livello siamo?”
Se per esempio il prodotto fosse stato un “lubrifix” lo avrei trovato meno sessista e più in linea con la tua logica.
L’effetto grafico sarebbe stato lo stesso e la parità dei generi rispettata senza ombra di dubbio.
Haaaa! Ma allora lo ammetti che il maschio è il genere dominante!
Lo ammetto.
Quando Dio creò Adamo ed Eva, aveva due regali da dargli.
Dio disse: ‘Ho due regali da darvi, uno è l’arte di far pipì in piedi..’
Adamo lo fermò subito: ‘Sì, lo voglio io, sarebbe bellissimo, la vita
sarebbe molto più semplice e molto più divertente’
Dio guardò Eva ed Eva fece un cenno di approvazione: ‘Perché no, non è così importante per me’.
Allora Dio lo diede all’uomo. Adamo urlò di gioia, fece salti
e pipì da tutte le parti, spruzzò sulle pareti ed corse fino in
spiaggia dove fece di nuovo pipì e ammirò il motivo che era riuscito a
fare nella sabbia.
Dio ed Eva guardavano l’allegria di Adamo, ed Eva chiese a Dio: ‘E cos’era l’altro regalo che volevi dare?’
‘Il cervello, Eva, il cervello’
PS. Me la perdoni questa?
Me l’aveva appena rigirata una cara amica ed ho trovato l’occasione irresistibile!
Perdono, mio genere dominante, perdono!
ahaha perdono concesso! In fondo non sapete cosa vi perdete, il vostro dono vi condanna a rosicare di fronte alle nostre creazioni artistiche sulla spiaggia
:
Dio è sciocco, doveva accorgersi che eva lo aveva già, il cervello, è stato inutile regalargliene un altro: adesso, nell’indecisione, non sa mai quale indossare e fa una gran confusione
(si scherza)
Al contrario, credo che Dio sia saggio: ha dovuto dotare la donna di due cervelli per comprendere…Oris!
Luna
Vi hai notato qualche forma di volgarità gratuita e fuori luogo?
Vi hai notato qualche malcelata forma di stereotipo sessista?
Sai, si nascondono ovunque, gli stereotipi e la volgarità, dove meno ti aspetti di trovarli… nelle pieghe dei bilanci, nelle discussioni fiscali.. ahh le pieghe che piaghe!
Shhhh.. Non spargiamola notizia, sono estremamente contagiosi!
Qualcuno può cancellare questo doppio?
Scusate l’errore.