Piccole Note Inutili
2 settembre, 2009 - 15:38 di Comandante Nebbia
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I.T. Was
Il primo telefono di cui ho memoria era nero, di bachelite ed era attaccato al muro, in alto, in modo che i bambini non potessero raggiungerlo.
Sotto aveva un mobile specifico a servizio dell’apparecchio, dove trovavano posto l’elenco telefonico, le pagine gialle, un quadernetto per prendere appunti ed una rubrica telefonica con la copertina di plastica marrone.
La linea era una “duplex”, nel senso che era condivisa con i vicini e se uno telefonava, l’altro non poteva né chiamare, né ricevere. Quando si aspettavano telefonate importanti si pregava i vicini di lasciare libera la linea. Se si doveva fare una chiamata urgente e gli altri erano al telefono, bisognava bussare e chiedere che si spicciassero a finire la telefonata.

La teleselezione era ancora un progetto incompiuto e per un’interurbana bisognava ricorrere al centralino. Viceversa, quando arrivava una telefonata da fuori città, il telefono faceva degli squilli diversi, più brevi ed in rapida successione, quasi a sottolineare l’eccezionalità di un evento che era sempre legato a notizie importanti o a saluti di persone che non si sentiva da tempo.
L’elenco di allora era in carta di riso, le pagine leggere e croccanti. Ogni volta che ci portavano il nuovo, mi precipitavo a controllare se in città fosse arrivato qualcun altro con il mio esotico cognome e scrutavo le pagine iniziali dove, dietro numeri corti e bizzarri, si nascondevano servizi telefonici misteriosi: la sveglia, le previsioni del tempo, il centralino internazionale, le ultime notizie e quello al quale ho ceduto appena sono riuscito a raggiungere il rotore: l’ora esatta.
Mi ricordo che mi persi ad ascoltare quella voce estranea che, con infinita pazienza, scandiva incessantemente lo scorrere severo del tempo.

Pangea e il CronoScopio
La rete ha modificato completamente il mio approccio al tempo ed allo spazio. A prescindere dal suo immenso contenuto informativo e relazionale di cui qui non mi interessa discutere(1), Internet può essere vista anche come una sorta di contenitore dal quale ripescare pezzi della propria vita.
Grazie alla rete ho viaggiato nello spazio di Pangea. Ho rivisto , , quello che rimane dove si sono combattute le battaglie decisive della mia infanzia, arrivando al luogo dove tutto .

Ho cercato i nomi e i volti delle persone che hanno intersecato la mia strada e che, in un modo o nell’altro, mi porto ancora appresso. Le ho trovate disperse ovunque: sulla riva di un mare azzurro, nell’arida sentenza di un tribunale o nella cronaca distaccata di un orribile incidente.
Mi piace usare la rete come un CronoScopio per la ricerca di ciò che è stato e la silenziosa osservazione di come evolve quello che ancora è. Rimango interdetto quando di qualcosa non trovo traccia. Mi sembra che il luogo o la persona sia come perso due volte: confuso nella mia memoria e assente anche nel mondo effimero ed inconsistente del web.

Nessuno vive per sempre
Per una sorta di transitoria occorrenza, ho una finestra che si apre su un largo spazio ancora conteso tra città e campagna. L’altro giorno mi sono fermato di fronte alle imposte aperte. Il cielo era grigio e rumoreggiava leggermente, il vento fresco portava con sé l’odore di terra bagnata. Da qualche parte aveva iniziato a piovere.
Ho pensato a ciò che ho dissipato e quanto, inevitabilmente, dissiperò ancora, a ciò che avrei voluto essere e al perché, infine, sono ciò che sono.
Faticosamente sto chiudendo gli ultimi conti lasciati aperti, anche se non riuscirò mai a colmare tutti i debiti. Delle volte mi chiedo cosa resterà di me e dell’ubriacatura d’amore e disperazione nella quale sono vissuto.
Credo che potrei trovare la risposta cercando in rete, ma non lo faccio.
Mi fa ancora paura.
Piccole Note Inutili è di Comandante Nebbia
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Note
- soprattutto dell’aspetto relazionale direi [↩]

Ma quanti anni hai?
Grazie per le indicazioni al pezzo sulle motivazioni del blocco di MC.
Inizia a piovere e devo finire di lavorare, ma prima, un commento – forse inutile come le tue note.
La paura paralizza – ma _la paralisi è vita sprecata_, dunque, ti auguro venga presto il momento di guardare in faccia la paura e andare oltre.
DC
> Grazie per le indicazioni al pezzo sulle motivazioni del blocco di MC.
Eh? Dove, dove, che io ancora non so perchè sono bloccati i contributi!
http://www.mentecritica.net/maggioranza-e-obbedienza/cuore-di-tenebra/comandante-nebbia/14343/
50
Mammamia…… Io ricordo invece le prime cabine telefoniche con i gettoni, e non avendo il telefono in casa, c’era la casa cabina, non ricordo il nome proprio, ma ricordo che ci veniva a chiamare la signora e ci diceva: tra 10 minuti richiama per voi il sig… …. Succedeva la domenica, era lo zio di fuori. Poi trasferiti in città, Il primo telefono….. Non era un duplex…. E ricordo lo squillo iniziale della interurbana… Vero, un suono più corto, prima dei normali squilli…. Adoro anche io viaggiare con la rete…. Forse mi ci perdo troppo….. Ogni tanto faccio delle ricerche con il mio nome o nick name….. Mi fanno sentire chissachè…. poi spengo e torno alla mia vita normale….. Ho intenzione di raccontare a mio figlio, tutto quello che ho scritto, ma magari gli dirò solo i miei nomi che uso in rete…. Ne sono solo un paio, forse tre…… Raramente, vado alla ricerca di persone della mia vita…. Passata….. Lascerò solo un po di scia per mio figlio, quando avrà l’età giusta per cominciare a navigare….. Chissà che penserà della parte della sua mamma che si legge in rete??…… Magari tra qualche annetto, sarà lui che ve lo verrà a raccontare!!!!!!
Suggestivo il pezzo conclusivo del tuo articolo…..
Grazie Maria.
Il telefono appeso al muro no, ma quello con la ghiera, grigio chiaro, si’ che me lo ricordo. Era il 1974 ed entrava per la prima volta in casa nostra con un numero semplice che ancora ricordo: 284874, senza prefisso, a meno che non si chiamasse da fuori Roma. Ricordo le cabine con i gettoni di ottone con la fessura al centro. Costavano 200 lire. Ricordo il latte con la scatola a piramide. Ricordo i vecchi elenchi telefonici. Tutto passato e pare un secolo. Chi glielo spiega a mia nipote di 11 anni che solo una trentina di anni fa nessuno di noi era in grado di ipotizzare e immaginare l’avvento del cellulare? Abbiamo vissuto e stiamo vivendo un’epoca densissima di cambiamenti epocali. Conservarne la memoria dovrebbe essere un dovere e un piacere.
Grazie……. Le buste triangolari, mi è tornato in mente come un flasch…. Era stupendo bere dalla busta, facile da maneggiare per i più piccoli……
Il gettone siii in ottone, ma costava 200 lire, solo verso la sua ultima apparizione, ricordo 100 lire ed addirittura 150 lire se non vado fuori strada…. Mia mamma mandava me e mia sorella a cambiarli alla s.i.p. Pur avendo il telfono grigio, le bollette si tenevano sempre sotto mano ed il telefono doveva essere usato solo per grandi eventi……Per tutto il resto…. C’era la cabina telefonica. Adesso col cellulare ci si chiama anche solo per dire stubidagini…. Oppure i primi protoipi…. Di massa…. Una piazza di gente, un tipo che alza la mano mentre parla al cellulare e dice: io ti vedo, tu mi vedi, sto qui quasi di fronte a te!!! Che risate….. Patetiche ovviamnete…..
il cellulare è utilissimo.
sono le persone che esagerano. come sempre.
Ti manca qualche anno. La prossima volta nasci prima.
Un post della serie “ah i bei tempi andati!”. Sempre piacevole.
ah! bei tempi, senza cellulare.
Una sera sono uscito con dei miei amici. Ad un certo punto ci siamo persi di vista e… ho passato la serata da solo. O meglio mi sono fatto nuovi amici (per quella serata).
Il che si ricollega al discorso, quasi maniacale, della ricerca sul web di persone e luoghi e ricordi che dovrebbero appartenere ad un luogo più intimo e forse, giustamente, più sfocato.
Non a caso la nostalgia è portata più spesso dal profumo della pioggia che non da un rovente sole allo zenit.
Un saluto caloroso (e accalorato) a tutti
dM
Ma che, chi se ne frega dei tempi andati.
Sono le persone che mancano e l’incertezza su quello che sarebbe potuto essere.
Progresso, evoluzione tecnologica e involuzione sociale, umana. La ricerca del nostro vero sé, della verità, i continui condizionamenti che riceviamo quotidianamente, il camminare in equilibrio precario, le pressioni per intraprendere una certa via, invece di un’altra. Percepire la sensazione di non aver effettuato la scelta giusta, tra tante possibili. Il regime della paura e le conseguenze sulle relazioni interpersonali. L’impegno di anni per raggiungere un determinato obiettivo.
Vivere, seguendo la voce della propria coscienza e del proprio inconscio o lasciarsi andare al carpe diem!
Il carpe diem a volte è interessante.
Concordo in pieno, che il carpe diem, in particolare, nella sua espressione più pura, è interessante.
In special modo, quando due spiriti affini si incontrano, quando la ricerca della donna giusta si può anche manifestare ed individuare, nella percezione di brevi ed intensi istanti.
Boh, la rete per quanto incredibile non è ancora arrivata a darci informazioni su noi stessi che già non sappiamo. Si, ok, apparte il death clock e quelle minchiate.
Però una cosa la si trova in rete e senza nemmeno molta fatica: la vita degli altri. E spesso, a cercare bene, brillano di speranza frammenti di vite tagliate o sfruttate, che rendono palinsesti per pubblico annoiato le nostre filosofie.
Quello che sta dietro le nostre non scelte quotidiane fa paura:
Eppure è l’unica cosa che ci rimane di nobile, la riflessione, il ricordo e la sua elaborazione.
Un abbraccio.
Riciard
Dici?
Io ho trovato in rete cose di me che non ricordavo. In fondo è come non saperle.
Beh vero, non l’avevo interpretata in codesto modo.
Per quanto mi riguarda, un po’ per memoria da elefante, un po’ perchè non ho facebook o altre cose, io su di me non ne ho mai trovate di “nuove”…
che effetto fa?
un cassetto che si apre…
Internet come cronoscopio…
Spesso, quando uso le diavolerie dell’era Google-Facebook-Flickr-e-compagnia-bella, mi torna in mente un testo di fantascienza, assai profetico, che lessi in tempi non sospetti. Da allora non l’ho più ritrovato, quindi lo riporto a mente chiedendo venia all’autore (forse Asimov?).
In sintesi, uno scienziato inventa un visore del tempo, macchina capace di mostrare gli eventi accaduti in un dato luogo e in un dato tempo, e quindi suscettibile di applicazioni di indiscussa utilità (ricostruzioni storiche, risoluzione di crimini, ecc.). Tuttavia, in chiusura di racconto uno dei protagonisti si pone un problema morale sull’uso improprio dello strumento: “Che succede se regolo il visore su due secondi fa? E’ passato, ma è come se fosse il presente. Preparatevi a vivere in un acquario grande come il mondo”. Profetico è dire poco.
Leggevo Urania
comandante, non dici la cosa più importante: che non c’erano truffe, intercettazioni e siti nati all’inizio aperti a tutti e poi censurati e monopolizzati, anche da te. Oh! l’ho anche scritto. Basta saperlo, che vuoi fare di Mente Critica?
Divertente.
Quando su mentecritica uscivano tre articoli al giorno ti sei mai chiesta cosa ci fosse dietro?
Per ogni pezzo serviva leggerne tre o quattro. Poi una buona mezz’ora per correggere gli errori, allineare il tutto e mettere le figure. Insomma, mediamente, due ore al giorno sottratte a tempo libero e famiglia. Gratis et amore dei.
Siccome era uno dei primi siti d’Italia, mi toccava anche essere preso in giro perché non accettavo pubblicità per correttezza nei confronti di chi scriveva per MC gratuitamente.
Se ti servono informazioni su dove ospitare un sito senza spese e su come installare wordpress sono a tua disposizione. Se ci sono riuscito io ad imparare lo possono fare veramente tutti. Appena apri il sito, ti prometto che scriverò qualcosa per te. Fammi sapere.
So cosa vuol dire avere un bimbo, automaticamente si riducono tutti gli altri interessi assorbiti dalle gioie e responsabilità, ho provato anche a farmi delle pagine personali e se le soddisfazioni e le idee non mancano ho aggiunto alle mie frustazioni anche quella di avere un sito disordinato che non riesco a mettere a posto, come la casa, il banco di lavoro e l’ufficio con la mia contabilità, dove c’è anche la voce “il telefono, la tua croce” che voglio analizzare contabilmente per vedere a quanto ammonta il totale da mettere nel “furti e ammanchi”, quindi capisco perfettamente questo “congedo per paternità” che ti sei preso su Mente Critica. I cambiamenti mi fanno apprezzare quei momenti in cui dopo tante letture uscivano pezzi sempre senz’altro veri, e spesso anche molto belli, ma se immagino il dietro le quinte di questo sito non ti vedo solo alle prese di pappe e primi passi per un pensiero che mi ritorna in mente: quel periodo in cui c’è stata una discussione, e un tuo allontanamento di cui ci avete fatto partecipi. Trovo strano che nessuno ne approfitti adesso per prendere il tuo posto, che nessuno ti dia una mano, e soprattutto i tuoi post per cui trovi il tempo, sembrano allegorie, metafore, autocensurati. Tornando al discorso del telefono, ti sei perso nei ricordi, se sollevi/ solleviamo la cornetta e chiediamo “chi è il più deluso dell’uso delle moderne tecnologie?” Ti senti/sentiamo “TU TU TU” All’altro capo c’è un capo in tutt’altre faccende affacendato!
Ti ho stuzzicato, e mi hai risposto che è divertente, ma chi si diverte non siamo noi che stiamo lì a bestemmiare perchè arrivano tanti post-spazzatura o perchè non pubblicano i nostri, perchè l’unione consumatori non ci risponde, perchè sui lavoratori di Alcatel che rischiano di non avere più lavoro non si scrive una riga, poco e niente su chi muore in incidenti o si uccide perchè non ce la fa più… “è divertente”, perchè ci si perde sulla parola e non sul fatto in se stesso. Il giorno che tanto per cominciare potendo, dimezzeremo almeno le telefonate al posto d’inveire sulla liberalizzazione che non funziona, o a vivere di ricordi, potremo parlare faccia a faccia gratis con chi ci sta accanto perchè anche lui non sta ricaricando il cellulare. Questo possiamo farlo, come possiamo non arricchire il mercato della prostituzione, come dici nel post successivo, senza essere eroi.
Ciao
All’inizio c’era un sito aperto a tutti, un’opportunità che pochi, sempre meno infine nessuno è stato in grado di cogliere.
Quindi, secondo te, nessuno ha contribuito? Personalmente ho mandato dei post, ma a differenza degli altri non sono stati pubblicati. Ne deduco che qualcuno:
1) Non è piaciuto
2) Non è arrivato
3) Sono imbranata e in realtà non l’ho spedito
4) E’ stato censurato o boicottato.
Mi arrabbierei per l’ultima ipotesi, ma mi arrabbio più per i motivi per cui ho scritto i pezzi, e perchè le altre battaglie che ho fatto tramite associazione dei consumatori, tribunali, camere di commercio non sono servite a niente anche se mi danno ragione.
E ci sono altri segnali molto negativi…….
Dico che nessuno ha contribuito a raggiungere, se non in piccolissima parte, l’obiettivo prefissato. Obiettivo che, certamente era molto ambizioso. Magra consolazione.
Quello di cui ti parli, ovvero inviare pezzi, è stato fatto.
In tutta onestà non ricordo il caso specifico dei tuoi post, né se siano arrivati etc.
Posso garantirti che i pezzi illeggibili sono stati, in percentuale, veramente pochi.
Il motivo quattro continua, nonostante tutto, a farmi ridere. A parte il fatto che termini e condizioni di pubblicazione sono sempre stati molto chiari so per certo che la maggior parte delle persone che si sono dichiarate “censurate” hanno fatto quello che il nostro caro premier (che sta lì non a caso infatti) fa quotidianamente.
E’ normale che uno scriva con l’ambizione di essere letto. Meno normale che qualcuno pretenda di essere pubblicato.
Un atteggiamento che ricorda quello dei genitori che preferiscono dichiarare gli insegnanti degli incompetenti piuttosto che accettare il fatto che il loro rampollo è un idiota.
Diabolicomarco,
chi tanto chi meno,ognuno di noi ha dato qualcosa a mentecritica: dedizione, tempo, sogni, desideri, paure…ricevendo in cambio informazione onesta e disinteressata, incoraggiamento,numerevoli spunti di riflessione, tanto approfondimento…
Ho letto articoli interessantissimi, istruttivi, ma anche tanti, tantissimi, commenti scritti con passione, con la rabbia di chi vuole giustizia e onestà in questo mondo.
Scrivi che l’obettivo prefissato non è stato raggiunto.
Sono convinta del contrario.
Credo che, ognuno di noi,portando un “pezzo” di mentecritica nella propria realtà quotidiana e viceversa, ha imparato/suggerito/ispirato “qualcosa” (cosa, potremmo chiederlo ai lettori che continuano a passare di qui!:)) e questo non può non portare frutti: tanti piccoli acini formano un grande grappolo d’uva!(lo diceva mio nonno:))
Ciao
preghiamo: Padre internet che sei nel web sia libero almeno il blog, venga Mozilla che pubblichi le nostre volontà e le petizioni che firmiamo sullo schermo come nei nostri pensieri. Dacci oggi la nostra illusione quotidiana, paga anche i debiti come noi paghiamo quelli che fa lo stato in nostro nome, non ci abbandonare alla clonazione, alle modificazione genetiche e al rincretinimento mediatico, ma liberaci dal papi. Amen
Carina questa.
vedi che sei brava?
E’ per questo che ti ho sempre pubblicato tutto.
non ho detto che il punto quattro sia stato censurato o boicottato da Mente Critica, dal Comandante Nebbia o chi per esso. In questo caso una risposta tipo: “spiacenti, ma il suo scritto non rientra nella nostra linea editoriale” come fanno certe case editrici, mi avrebbe tranquillizzato, perchè se scrivo un trattato di medicina a “Liala” e non un romanzo rosa, è giusto che mi rispondano così. E’ il dubbio di qualcosa di diverso che mi assale, anche perchè se firmo a favore di una petizione e poi non viene pubblicato, o se scelgo una risposta e poi il pc si blocca, e questo spesso, rimangono solo due risposte: la prima che porto sfiga toccando i tasti, la seconda è:” quello che il nostro caro premier (che sta lì non a caso infatti) fa quotidianamente” Ma ripeto, della censura di MC che non credo, o di SB. non me ne può fregà de meno. Il problema è che la mia “cronaca di una settimana quasi normale” che poi è anche quella di tanti italiani, continua. Magari rimanesse censurata e nel frattempo gestori disonesti venissero bloccati, delinquenti venissero puniti, e non dico io, ma vittime di ben più gravi ingiustizie venissero risarciti! Vorrei che ci fosse una censura per nascondere tutto ciò che non funziona perchè c’è la vergogna, c’è la fretta di sistemare tutto al più presto. Invece neanche questo. Ed è veramente grave. Mi sento in questo momento un acino di un grappolo d’uva, come dice Luna, mi son sentita bene nel grappolo di Mente Critica, fosse anche per essere pestata con i piedi e diventare vino. E’ vedere vino al metanolo o contraffatto il giro che non mi va. Meglio diventare aceto, preferimente, balsamico.
Non mi risulta che qualche tuo contributo non sia stato pubblicato. O ti sei confusa o me lo sono perso.
Per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, sono lussi che si può permettere chi ha tanta gente per svolgere il lavoro. All’inizio ci ho provato, ma spesso questo faceva scattare la molla del “Perché non viene pubblicato? Mi volete censurare?”
Ho letto cose terribili e mi sono convinto che, al momento, in Italia nessuno è in grado di scrivere qualcosa che valga veramente la pena di censurare. E questo è vero partendo da Travaglio e Grillo fino all’ultimo dei blogisti in rete.
La bimba c’entra poco.
Ho smesso con MC per disgusto. E, a quello, non si comanda.
Allora la tua bimba chiamerà il telefono azzurro, l’hai usata per copertura!