Perché serve una rivoluzione anche se avremmo tanto di meglio da fare 38


L’inizio del Truman Show
Da due anni, esattamente dal 16 novembre 2011, nascita del governo Monti, l’Italia vive immersa in un gigantesco e fantasmagorico spettacolo da teatro dove gli attori recitano a seconda del proscenio ( la TV, il partito, il parlamento, la strada) una parte che di volta in volta cambia; gli attori si scambiano le parti ( quello che fa opposizione governando, poi che simula l’opposizione per governare meglio ) in un apparente “teatro dell’assurdo” (vedi anche questo articolo).
Le caratteristiche peculiari del teatro dell’assurdo sono il deliberato abbandono di una trama razionale, il rifiuto del linguaggio logico-consequenziale. La struttura tradizionale (trama di eventi, concatenazione, scioglimento) viene  sostituita da una successione di eventi apparentemente illogici, legati fra loro da una labile ed effimera traccia (uno stato d’animo o un’emozione), apparentemente senza alcun significato.  Due o tre cose vanno invece comprese per cominciare a capirci qualcosa: che gli attori hanno paura di restare disoccupati, che la regia si guarda bene dal presentare al pubblico tutto il palinsesto, che il pubblico comincia seriamente a spazientirsi  chiedendo la restituzione del biglietto ( il proprio voto, la propria fiducia , le proprie tasse ); cresce la minaccia di abbandonare lo spettacolo, e per  alcuni, i più malintenzionati, di dar fuoco al proscenio.
Nella discussione interna al piccolo Gruppo delle Cinque Terre, in alcuni interventi, in particolare di Giovanni Chiambretto, lo abbiamo chiamato il Truman Show italiano. Lo spunto viene dal film dell’australiano Peter Weir dove Truman Burbank è un trentenne  pieno di vita e sempre sorridente che ignora d’essere l’attore protagonista di uno spettacolo televisivo, il Truman Show, un racconto sulla sua stessa vita, ripresa in diretta sin dalla nascita, quando fu prelevato da una gravidanza indesiderata e “adottato” da un network televisivo. L’isola su cui abita, Seahaven, è un gigantesco studio televisivo, sotto la cupola di un finto cielo, diretto dal regista Christof, una sorta di burattinaio. Tutte le persone che Truman incontra e con le quali si relaziona sono degli attori, compresi i genitori, l’amico Marlon e sua moglie Meryl, che hanno lo scopo di manipolare e pianificare, secondo le esigenze della produzione, compresi i messaggi pubblicitari, la vita di Truman. Il giorno e la notte sull’isola sono artificiali, così come il mare e tutti i fenomeni atmosferici. Un po’ alla volta Truman scoprirà l’imbroglio….)
Sempre in quel periodo ( novembre 2011) si svolgevano le primarie di coalizione di PD e satelliti, quelle di Bersani-Renzi-Vendola. Scopo: scegliere  il leader alle elezioni politiche che vennero anticipate a febbraio. Già qui quasi nulla era davvero vero: che Bersani vincesse le primarie era ovvio; poi le elezioni si anticiparono solo per rendere difficile la presentazione di Grillo e forse sperando in una polmonite fulminante nei suoi comizi al gelo; l’alleanza di Bersani ( “Italia Bene Comune”) simulava una continuità con la vittoria referendaria; uno sfregio al nome  da parte del partito che finché poté boicottò, nel suo vertice, i referendum, e che oggi rilancia le privatizzazioni perfino di Finmeccanica, delle aziende energetiche, oltre ad aziende e servizi di base locali ( altro che Acqua Pubblica..). Anche lo slogan ” Per cambiare l’Italia “, che faceva leva sull’antiberlusconismo e sulla coalizione “di sinistra” era una finzione ( tant’è che per accreditarsi alle primarie Vendola finse di non vedere che nel patto che firmava era già scritta la disponibilità all’alleanza con” le forze popolari democratiche europee”, in soldoni con i nostri Casini e Monti come minimo). Peraltro non era vera neppure la sortita di appena pochi mesi prima del nostro Nichi che, con toni apparentemente minacciosi verso il PD, annunciava l’apertura del “cantiere delle sinistre” con Di Pietro, una caricatura del radicalismo di Grillo in un paese dove la casta nelle sue versioni di centro-destra e centro-sinistra riprendeva ad essere travolta dall’azione della magistratura; il cantiere durava poche settimane, il tempo di accordarsi con Bersani ( si disse per un futuro  posto di vice -premier) poi Vendola scaricava Di Pietro garantendosi una frazione di eletti alla Camera in cambio della distruzione del compagno di cantiere Di Pietro. A  parte un eccesso maniacale per le risate al telefono già allora il nostro Vendola mostrava una eccessiva propensione,  diciamo così,  a repentini e ripetuti  cambiamenti di posizione.
La finzione e  la funzione del porcellum
Dopo aver preso in giro la parte migliore dei tre milioni  ( veri ?) di partecipanti alle primarie, la coalizione PD e satelliti ( 1) vinceva alla Camera il premio del porcellum ( 55% dei 630 seggi) con il  29,5% dei votanti ( 0,3% in più del centro-destra), liquidava nelle tristissime giornate di aprile insieme con le  candidature Rodotà e Prodi  qualsiasi rapporto con i neofiti parlamentari grillini simulando una loro irresponsabilità; finzione necessaria per il più naturale e già previsto accordo con Berlusconi-Monti. Con il porcellum  PD, SEL e i frammenti socialisti ed ex dipietristi incassavano alla Camera  ben 130 deputati in più regalati dal porcellum ( per lo più rubati al M5S), quindi afferrato il malloppo la coalizione si scioglieva per far  nascere il suo contrario ( le larghe intese..). Consenzienti gli amici Berlusconi  e Alfano che in fin dei conti al Senato, su base regionale, si portavano a casa anche loro la loro quota del malloppo di circa 25 senatori in più. Anche questi sottratti prevalentemente ai 5Stelle che complessivamente hanno avuto 90 eletti in meno in proporzione ai voti ottenuti.  Si tratta praticamente di una “truffa elettorale” (  che fa comprendere le vere ragioni dell’amore per il porcellum accuratamente messe in ombra dai media nei quali si chiacchiera di liste bloccate e preferenze) tanto che perfino la Corte Costituzionale, malgrado Giuliano Amato, il piddino infilato di recente fra i i suoi membri, non ha potuto far finta di non vedere con qualche ritardo (una decina di anni). La Corte ha sentenziato in questi giorni che il porcellum è incostituzionale e che il Parlamento ( lui  almeno nella forma) deve modificare la legge elettorale. Grande soddisfazione e titoloni sui media ma anche qui siamo alla finzione più totale. Molti italiani odiano il porcellum ma non hanno la minima idea del perché e su cosa lo dovrebbe sostituire. Dieci anni di fandonie dei media su stabilità e necessità di premi e maggioritari hanno letteralmente rincitrullito quasi tutti.  Le preferenze non centrano nulla.  La Corte è stata costretta ad intervenire dopo l’ennesimo ricorso di gruppi di cittadini ( gli ultimi di prevalente collocazione a sinistra in qualche modo classificabili nell’area di Rifondazione ) che ponevano una sacrosanta questione di “proporzionalità “ fra i consensi ottenuti da un partito od una coalizione ( inventata allo scopo) ed i seggi guadagnati. La corte ha dovuto riconoscere la incostituzionalità del premio,  cioè di fatto  ha riconosciuto che i Parlamenti eletti nel 2006, 2008 e 2013 sono il frutto di un accordo incostituzionale  fra i due principali partiti a discapito della espressione di voto  degli elettori. Giusto per capire di che si tratta si consideri che degli 8,8 milioni di voti  ottenuti in febbraio dal M5Stelle alla Camera meno di 6 hanno fatto eleggere i 106 deputati grillini mentre circa 3 milioni hanno fatto eleggere 60 deputati in prevalenza del  PD alla Camera e parecchi anche del PDL al Senato. Il marchingegno truffaldino , ben oliato e limato negli anni riguarda tutti i livelli di voto, non esclude per nulla lo stesso Mattarellum precedente che è solo una variante “ di collegio” del maggioritario ( questione che i parlamentari grillini messi in confusione dalle esibizioni del radicale Giachetti del PD, non hanno ancora compreso ). Senza dilungarsi  è sufficiente segnalare il caso delle recenti elezioni in Basilicata dove , a parte il 67% degli elettori che non ha votato nessuno ( 9% solo le schede annullate ), il M5S con il 12, 5% ha ottenuto 2 seggi, la coalizione di centro-destra, seppure entrambi perdenti, con il 19% ha ottenuto 5 seggi. Fanno eccezione solo le elezioni europee dove per la prima volta misureremo davvero i rapporti di forza fra i tre poli odierni , cioè in definitiva il vero orientamento dell’elettorato; sempre che l’astensionismo non salvi tutti in un indiscriminato “ tutti a casa”( gli elettori )  che avvantaggerebbe notevolmente la casta .
Il ruolo degli untori nell’informazione
Se il sistema politico italiano, pur screditato,  si regge ancora in qualche modo, ci si deve chiedere il perché. Certo i due-tre partiti  che con qualche modifica di nomi e simboli, tengono il campo da qualche decennio e impediscono qualunque mutamento della società italiana sono gestiti da un gruppo di miliardari pieni di risorse ( oggi con l’euro si dice milionari ) che stanno appunto in campo da 20-30 anni. Oggi in TV si presentano giovani promesse,  spesso di grande fascino, ma nulla prova che siano in grado di suonare una musica diversa; per il momento dietro ci sono sempre gli stessi di 25 anni fa e nel voto parlamentare di questi primi sei mesi le giovani promesse di PD e PDL hanno mostrato una identica, forse peggiore ottusità di chi hanno sostituito, segnale che la degenerazione culturale e le logiche di potere esterne alle aule parlamentari hanno scavato a fondo.
I partiti restano strapieni di soldi che danno, ricevono, guadagnano, rubano , investono e fanno emigrare, trasformano in immobili , intestano a parenti, amici, segretarie , amanti, istituti di carità e fondazioni culturali, spesso usano per  corrompere o essere corrotti. Se pensate che scado nel qualunquismo ricordo che anche recentemente centri-studi sindacali, universitari e confindustriali convergono sulla valutazione che più di un milione di persone in Italia vivono di politica: per “vivono” si intende guadagnano almeno qualche migliaio di euro al mese in media, qualche decina di migliaia di loro guadagnano qualche decina di migliaia di euro al mese. Sempre per difendermi ricordo che quasi un terzo del migliaio di consiglieri regionali italiani sono inquisiti per più o meno grave appropriazione indebita di fondi pubblici.
Ma anche questi studi in qualche modo alimentano una finzione. Il sistema politico regge perché è sorretto e alimentato, è in osmosi perfetta e costante, con un imponente sistema mediatico che ha al centro 3-4 gruppi editoriali di apparenti opposte tendenze, una decina di TV nazionali e altrettanti quotidiani dai quali derivano direttamente almeno 500 testate di ambito locale e regionale la gran parte dei quali, imparata rapidamente la lezione, hanno invaso la rete web  come le “sentinelle”  di Matrix , le macchine assassine orientate alla distruzione di Morpheus, Trinity e Neo. Da questo punto di vista le analisi sulla Rete di Casaleggio sembrano già invecchiate e forse da aggiornare e correggere.
I media svolgono il ruolo degli untori manzoniani, diffondono una immagine falsa e distorta del reale, soffocano il sistema democratico che in primo luogo si alimenta di una descrizione la più possibile veritiera e in qualche modo trasparente dei fatti. Esercitano una corruzione semantica , come la chiama Grillo, delle parole stesse: finanziamento pubblico sparisce e compare rimborsi elettorali , inceneritori diventa termovalorizzatori mentre la loro denominazione tecnicamente più corretta sarebbe quella di termosvalorizzatori,  il porcellum diventa incredibilmente un sistema proporzionale con  premio di maggioranza ( come dire che un carro è quella cosa che si  muove perché ha ruote quadrate;  mentre un sistema a doppio turno, che è un porcellum moltiplicato per 500 collegi uninominali garantirebbe  il bipolarismo;  che è una furfanteria semantica con la quale si cerca di non far capire più nulla agli italiani quando è evidente che non esiste più alcun bipolarismo (PD e PDL, che peraltro hanno governano insieme in perfetto accordo da due anni,  contando anche i loro 22 satelliti di contorno (1) (2)  hanno ricevuto a febbraio il voto  di 20,4 milioni di italiani su 50,5) (3).
Per come sono strutturate,  il 90% almeno delle testate sopravvivono solo grazie ed esclusivamente  ad un costante flusso di denaro garantito dai partiti ( che la chiamano democrazia) dei quali una parte consistente di direttori, redattori, conduttori fanno più o meno formalmente parte. Che l’informazione sia in gran parte in mano a Berlusconi è una barzelletta che circola da anni fra simpatici buontemponi di sinistra. Per intanto negli ultimi tempi  i velinari del Cavaliere sono oggettivamente malmessi: promosso Minzolini e altri meno noti  in Parlamento,  a Vespa, Fede,  Sallustri,  Belpietro, Ferrara e le varie signore del biscione Mediaset  e del giro Mondadori e &  è sempre più dura  tenere l’attenzione di sonnambuli della tarda serata e casalinghe del mattino. Tantè che recentemente si  sono dati, non scherzo, al porno.  A sinistra ( si fa per dire )  ovviamente si campa meglio: tengono il campo gli ex-parlamentari PD, dalla Gruber a Santoro e altri minori; premio fedeltà a Mineo che fino all’ultimo giorno utile prima di informare della sua candidatura sicura in Sicilia ha invaso RAI news24 di fondamentali servizi sulle primarie bersaniane riproposti anche 10 volte nell’arco di 24 ore ( per la verità sembra che una volta eletto Mineo,  ex giovane rivoluzionario troskista, abbia avuto qualche dubbio sul partito, visto dall’interno,  in cui era finito ). Il più sfigato sembra essere Gad Lerner ( anche lui ex rivoluzionario che conoscevo in gioventù , sempre più a sinistra di me, nel Gruppo Gramsci );  malgrado il suo impegno PD  a tempo pieno in TV nessuno gli ha proposto nulla e sembra finito nell’angolo con il suo moderatissimo blog, dove addirittura sembra recuperare qualche accento più radicale di gioventù. Inamovibili e vergognosamente di parte l’Annunziata, Fazio, la Berlinguer,  mentre scalda i motori il giovane Floris a Ballarò, un esempio di scientifica e abilissima disinformazione al momento concentrata contro il M5Stelle che gli garantirà, in età più avanzata un posto sicuro in Parlamento ed oggi si dice più di 500.000 euro all’anno. Lo scalpitante Formigli ha inventato un nuovo modo di farsi largo nell’etere con la supposta intervista registrata di nascosto al grillino dissidente con la quale si è garantito grande apprezzamento di tutti i nemici di Grillo ben sistemati nella casta dei  partiti delle larghe intese. La Gabanelli di Report e Jacona di Presa Diretta , gli unici che fanno vero giornalismo d’inchiesta e ci mostrano l’Italia vera sono invece appena tollerati e tutti se ne libererebbero al più presto se solo se ne presentasse l’occasione.
E’ singolare che nel periodo del massimo caos istituzionale a cavallo del voto di febbraio fino al governo Letta di aprile le due anime della disinformazione (diciamo di destra e di sinistra ) travolte dallo tsunami grillino che ha per qualche tempo seriamente preoccupato tutti, hanno per un momento abbandonato la finzione: per due-tre settimane abbiamo visto talk ( chiacchiere) e tavoli dove a pacche sulle spalle, risate, insulti e barzellette sporche , Ferrara e la Berlinguer, Annunziata e Sallustri, Vespa e Telese uniti e concordi  hanno fatto a gara a chi la diceva più sporca su Grillo e grillini, ma anche su quei candidati scelti dai grillini con le primarie in rete ( Rodotà, Prodi etc..) che facevano saltare il palinsesto secondo il quale per gli uni “i grillini sono per il 90% dei centri sociali e di estrema sinistra “    per gli altri “ la nuova destra, populista  e xenofoba”.
Il sistema della informazione-disinformazione  si sta rapidamente ristrutturando per  servire e sopravvivere nei tempi moderni. E’ sfuggito in queste ore dalla trama fitta che annebbia i fatti che il confronto a tre fra Renzi,  Civati e Cuperlo sotto le sfolgoranti luci americane di Sky non lo ha seguito praticamente nessuno. Come pressoché nessuno ha letto i 3 programmi dei 3 competitor delle primarie. D’altronde non c’era nulla da seguire e nulla da leggere. Io che ho una nota vocazione al masochismo li ho letti e ascoltati: quelli di Renzi e Cuperlo sono una boiata pazzesca , una ventina di pagine PDF che si riducono a quindici grazie alla saggezza di WORD, che si potrebbero scambiare e nessuno se ne accorgerebbe; una settantine di pagine invece il programma  di Liala ( scusate, Civati ) per le quali ce da chiedersi se sono state scritte per le primarie PD o di qualche altro partito di sinistra, ecologista, civico ( sebbene molto, molto,  moderato ) di cui ci era sfuggita l’esistenza. Un’altra finzione considerato che nella realtà Civati ha votato in aula per il 98% delle volte come la signora Santanchè. Bisogna riconoscere che il massimo del fantasy lo ha però raggiunto la Puppato che prima ha partecipato alla manifestazione di Rodotà, Landini  e altri contro lo smantellamento dell’articolo 138 della Costituzione e il giorno dopo in Parlamento ha votato a favore.
Il Grande Comitato Privato degli Affari Pubblici
Come era naturale che fosse, infine il governo Letta-Alfano ha assunto una versione più assestata liberandosi di Berlusconi con il quale sulle cose serie per la verità non c’era alcun dissenso; se non fosse per gli errori di gioventù che si trascinava da tempo e per una sua inguaribile vocazione ad eccedere nel far prevalere gli affari propri; un grande Comitato privato degli Affari pubblici presuppone disponibilità e tolleranza verso i soci, un po’ più di discrezione nell’andar dietro alle gonnelle, maggiore prudenza nel comprare e corrompere qua e là. Poiché le “toghe rosse” non esistono e “i comunisti” neanche, ma per fortuna esiste ancora un pezzo della magistratura, di finanzieri, carabinieri, e poliziotti che immagina di stare a servire un paese democratico, era inevitabile che gli eccessi del nostro lo inguaiassero definitivamente. Malgrado i sondaggisti che devono alimentare il giochino del “ bipolarismo fra destra e sinistra fra i quali gli italiani dovrebbero scegliere “ da chi farsi prendere in giro, penso da un anno che la vicenda elettorale e politica di Berlusconi sia chiusa e che oggi l’unico vero pericolo che potrebbe salvare il Grande Comitato di Affari che governa il paese è l’astensionismo elettorale ( “sono tutti uguali, non vado a votare…” ) oppure il tentativo golpista di passare dal porcellum al superporcellum  ( la superporcata del doppio turno che neppure un infido esperto come Calderoli ha avuto il coraggio di inventare ma che invece dal settembre del 2011 hanno messo avanti Bersani, la Finocchiaro, Dalema e Violante e che oggi, mentre la barca affonda, afferrano al volo anche Renzi e Alfano ).
Il GCPAP ha cose grosse per le mani:
  • La TAV non è una ferrovia; è un grande Bancomat pubblico aperto fra le valli che potrebbe durare 10 ( o 20 ? ) anni, costare 20 (o 40?) miliardi al quale attingeranno per anni  alcune imprese, alcuni partiti, alcuni gruppi mafiosi. A che serva la TAV non se lo chiede nessuno; le decine  di tecnici ed esperti che i NOTAV  hanno messo in campo sono pressoché disoccupati perché non c’è nessuno con cui confrontarsi. Non importa che la TAV si finisca, importa che si inizi; per alcuni è un investimento di famiglia: una parte consistente dei suoi sponsor principali se mai si finirà saranno già morti, sarà affare degli eredi. Figuriamoci a chi importa la previsione di traffico merci e persone del corridoio piemontese fra 10 o 20 anni. Intanto il sistema ferroviario locale si sgretola, le reti metropolitane urbane sono un sogno che si allontana; smantelliamo pure le reti tranviarie mentre in altri paesi europei sono in piena attività.
  • Gli INCENERITORI  vanno alla grande in particolare nella loro versione tecnologica di sinistra che ha avuto un particolare successo a Torino e nelle Puglie, anche se si presentano le prime difficoltà: che cosa brucerà il grande inceneritore di Castellani-Chiamparino-Fassino, costruito alla periferia della città più inquinata d’Italia e per l’80% venduto ai privati, se non si sbaracca la Raccolta Differenziata nella provincia di Torino ?
  • Gli F35 sono tornati di moda anche se in realtà è una storia vecchiotta; i governi di destra e di sinistra (Berlusconi e Prodi ) avevano sanzionato che quanto e come si spende nel settore degli armamenti  non è affare del Parlamento. Malgrado le proteste dei movimenti e le azioni dei  grillini, con a ruota Sel, non è che oggi le cose siano chiarissime. Per giunta abbiamo ri-scoperto che esiste anche un’altra bella botta di spesa per gli  Eurofighter  di cui quasi nessuno ci aveva parlato, a parte portaerei ed elicotteri con i quali ci apprestiamo , come dice il nostro ministro della difesa ,  a garantire la pace in vari scenari del pianeta.  Per primo in Afghanistan dove, secondo indiscrezioni, ci siamo candidati a mantenere un migliaio di militari quando , almeno ufficialmente, gli americani se ne andranno.
  • Il FINANZIAMENTO PUBBLICO ai partiti  non si tocca: al massimo si porta sul 740, si rende più invisibile, si compensa rendendo legale quello privato; oggi i soldi che da più parti  soggetti privati forniscono già a esponenti di partiti, fondazioni culturali, associazioni di facciata, devono passare per vie traverse; non è più semplice rendere tutto legale? Perché mai dovremmo spiegare le motivazioni per le quali il padrone dell’ILVA finanziava direttamente un Ministro della Repubblica ?
La Conversione ecologica non è possibile senza una società democratica e giusta 
Siamo e restiamo ecologisti ma nessuna azione in direzione di una economia sostenibile, di  un cambiamento di paradigma nella produzione, come nei rapporti sociali di  convivenza  e perfino nella sfera dei rapporti collettivi e individuali fra le persone è possibile in un paese devastato dai  guastatori della casta, indifferenti a tutto e pronti a tutto pur di sopravvivere nella loro immutabile connotazione predatoria. Dobbiamo riprenderci la democrazia, recuperare una società più giusta, fare pulizia allontanandoli, non cinguettando con i responsabili dello sfascio che sono bipolarmente noti. Malgrado errori, ingenuità, a volte insopportabili uscite, Grillo ha aperto un grande  varco nel nostro Truman Show, mostrando una strada che si apre nella direzione giusta, che è comunque la direzione da tanti auspicata e per la quale tanti hanno perso battaglie e speranze.
E’ necessario costruire un muro di solidarietà verso il Movimento 5Stelle che è sotto il tiro evidente di un fuoco concentrato per annichilirlo, e nei prossimi mesi, a ridosso delle elezioni europee e forse non solo quelle, ne vedremo drammaticamente di tutti i colori. Il movimento di Grillo è appena nella fase nascente ed è ancora ben lontano da quel movimento di liberazione nazionale che serve al paese. Fra i suoi obiettivi deve esserci anche quello di superare l’immagine di Grillo, obiettivo che probabilmente solo lui stesso è in grado di ottenere, cominciando dal superare il nome stesso nel simbolo del movimento. Al movimento servono urgentemente la costruzione di alleanze e convergenze esterne che però,  al momento, oggettivamente non appaiono all’orizzonte e che, da chi è in grado di dare un contributo sincero,  andrebbero favorite.
Serve una lunga, pacifica, nonviolenta, complessiva , entusiasmante, magari anche gentile, ma radicale ed epocale rivoluzione; come tutte le rivoluzioni prevede di abbattere e sostituire un sistema , un regime politico, economico, finanziario e sostituirlo con un altro, più democratico, più giusto, in cui appunto nessuno resti indietro ed il destino  delle generazioni future sia garantito. 
Non fatevi prendere in giro , ne vale la pena, il resto sono chiacchiere…
note:
(2)    Coalizione di centro-destra Coalizione composta da Il Popolo della Libertà, Lega Nord, Fratelli d’Italia – Centrodestra Nazionale, Lista Lavoro e Libertà – 3L, La Destra, Partito Pensionati, Grande Sud, Moderati in Rivoluzione, Intesa Popolare, Movimento per le Autonomie, Cantiere Popolare, Liberi per una Italia Equa e Basta Tasse
(3)    Italia Bene Comune, voti: 10.353.275 – Coalizione di centro-destra, voti 10.074.109 –  Movimento 5Stelle, voti  8.797.902 – Aventi diritto al voto: 50.449.979

Informazioni su Massimo Marino

Uno dei fondatori del Gruppo delle Cinque Terre, gruppo di ecologisti nato nel 2009 che opera sui temi della Conversione ecologica e della aggregazione e unificazione dei movimenti dell‘area ecologista. http://www.gruppocinqueterre.it/ . E' uscito il libro si Massimo Marino Scopri di Più

38 commenti su “Perché serve una rivoluzione anche se avremmo tanto di meglio da fare

  • Stestenic

    Cominciamo a comportarci da buoni cittadini.

    La rabbia della gente è solo all’apparenza verso il sistema: è profonda frustrazione verso la propria incapacità di capire, di agire, di rinunciare alla sterile comodità di elemosinare soluzioni.

    • Massimo Marino

      sottile e condivisibile commento, che andrebbe ben sviluppato; banalmente: se questa è l’Italia è anche de-merito degli italiani… anche noi , non solo ” la casta”….

  • Django

    Fare vera politica: analisi a 360 gradi, per non lasciare scappatoie, diradare il fumo, rendere di nuovo chiari gli obiettivi, restituire al ragionamento il rapporto causa-effetto.Grazie Massimo Marino.

  • Giacomo

    Devo dire che ho fatto abbastanza fatica a leggere questo lungo ed articolato post, fatica dovuta al fatto che spesso i contenuti diventano piuttosto banali e densi di inutile qualunquismo. Altri sono condivisibili.

    Non ci sarà nessuna rivoluzione. Né pacifica né violenta. Le rivoluzioni necessitano di tempo, spesso decenni, per maturare e gli eventi che le generano nascono sempre da menti illuminate che concorrono a diffondere l’idea di cambiamento. Cambiamento: la parola chiave. Ovvio che il rivoluzionario vero, popolano e ignorante per lo più, non ha la più pallida idea di quelle idee ma di una cosa è sicuro assaltando il palazzo d’Inverno o la Bastiglia: vuole che le cose cambino!
    Quello che vedo intorno a me è che, improvvisamente -dov’erano 2 od anche 5 anni fa quando le condizioni erano le medesime?- appare dal nulla un gruppuscolo (esagero? 200.000 persone?) che sbraita e strilla chiedendo indietro quello che ha perso, ovvero la possibilità di consumare. Altro che rivoluzione anticapitalista, altro che rivoluzione contro l’euro assassino come lo definisce Salvini.
    Questa che vedo qui intorno è solo la classica “rivoltina” di popolo incazzato a cui è stato tolto il pane o che si trova il prezzo della farina aumentato oltremodo: si scagliano una tantum contro il malcapitato fornaio di turno, ottengono promesse e sconti, ristabiliscono il com’era e tornano tutti a casa felici e contenti soprattutto se nel casino sono riusciti a mettersi in tasca qualche pagnotta a gratis.
    Ma quale rivoluzione.
    Non vorrei concludere con amarezza ma non posso fare a meno di pensare a quando Ennio Flajano, negli anni ’70, affermava che gli italiani sono irrimediabilmente fatti per la dittatura.

    • Marino Massimo

      Rispondo a Giacomo 1 e Giacomo2 ringraziando invece gli altri per i commenti positivi.
      A parte un lieve eccedere nell’arroganza, a cui chi diffonde e raccoglie idee nel calderone del web, deve fare l’abitudine, riconosco il pessimismo della ragione che dubita di rivoluzioni e rivoluzionari ( di forconi e rivolte non si accenna nemmeno nell’articolo). Dunque, potrei concludere con i nostri 2 Giacomi, che dannarsi a fare, mettiamoci in pantofole davanti la TV, diamoci alle droghe , al sesso selvaggio per chi può, cerchiamo di rubare la nostra parte con il partito di turno, mandiamo tutti a quel paese senza votare nessuno dei farabutti ( che ci ringrazierebbero assai per la nostra stupidità ) e neppure di chi cerca di differenziarsi almeno un pochino. Potrei chiuderla così spargendo la mia puntina di arroganza. Ma i nostri 2 Giacomi sono migliori di quanto sembrano perché argomentano il loro pessimismo, dunque rispondo in breve per quanto mi è permesso, seriamente:
      1) Si stà tentando un golpe: prevede un sistema elettorale con doppio turno fingendo un bipolarismo dove stanno oggi almeno in 3. In altre parole si prevede almeno un 30% al primo turno ed un 60% al secondo turno che non votano. Per il primo turno RenziLetta e BerlusconiAlfano ( o chi per essi ) concordano un po’ di insulti televisivi per un mesetto e fanno i fuori i 5stelle in metà dei collegi ( tutti gli altri, dai vendola ai salvini e giù scendendo ai fratellini italiani, dipietristi e bonelliani, pannelliani e montiani sono solo comparse di scena con questo sistema ). Fra il primo ed il secondo turno si lancia un appello ( cioè lo lanciano 500 fra tv, giornali e altri media al servizio del grande fratello ): mio dio, non ci sarà nessuna maggioranza! quindi perché l’Italia non cada in preda del populismo grillino ( tradotto: votate chi cazzo volete dalla Santanchè al Civati ma non questi guastatori della pax italiana, piuttosto statevene a casa ) date un voto bis utile. Così si fanno fuori i grillini nell’altra eventuale metà dei collegi. E Grillo con il 30% ( anche 35 ) se ne starebbe comunque fuori dal Parlamento. Se pensate che sia fantascienza studiatevi le ultime elezioni francesi ed il capolavoro delle lobby nucleariste, economiche e finanziarie che hanno , seppure a malavoglia, sostenuto Hollande essendo la banda Sarkozy, ad eccezione della moglie , impresentabile.
      2) Io ho altrettanta paura delle rivoluzioni ( violente) come dei golpe ( violenti ), per ragioni ovvie. Si parte dalla difesa della Costituzione, dall’estensione ( non la contrazione scalfariana ) della democrazia , però con due obiettivi IRRINUNCIABILI con cui ho concluso il mio articoletto: nessuno resti indietro ed il destino delle generazioni future sia garantito. Questa, oggi, sarebbe una rivoluzione.
      3) Naturalmente, con umiltà, si fa quel che si può…ma qualcosa va fatto…

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