Perché Sanremo non è solo Sanremo
20 febbraio, 2009 di Ataru
Archiviato in Consumo CriticaMente, Meccanica delle Cose, latest
E’ iniziato Sanremo e come ogni anno le polemiche hanno preceduto di mesi la gara vera e propria: prima i cantanti in gara, poi i temi delle canzoni, quindi presentatore e vallette.
Quest’anno però il chiacchiericcio da rotocalco di costume e spettacolo si è alzato di tono e negli ultimi giorni è divampata una polemica in cui tutti hanno voluto dire la loro, in fondo sono fedeli al motto: perché Sanremo è Sanremo.
In tempo di crisi economica può il presentatore guadagnare un milione per una settimana scarsa di lavoro?
A parte che le critiche arrivano da chi non ha nemmeno pensato di ridursi i propri privilegi, io non capisco questi novelli Savonarola.
Non sento mai nessuno scandalizzarsi per lo stipendio di Kakà o per il prezzo dei biglietti di Vasco e allora perché avercela con Bonolis che tra l’altro prende quei soldi come direttore artistico del Festival, un lavoro che di certo non lo occupa per una sola settimana all’anno.

E poi bisogna dire che Sanremo si ripaga abbondantemente da solo. La pubblicità delle sole prime serate vale non meno di 16 milioni, il più economico degli spot costa 140 mila euro se vi interessa, e non lavora solo Bonolis, ma un esercito di tecnici, fiorai, musicisti e autori vari.
Bonolis ci mette faccia e carriera consapevole che le penne della stampa più feroce sono già puntate sul palco.
Ma è solo un problema etico?
Sabato Il Giornale metteva in prima pagina (titolo principale) le foto dei principali conduttori Rai e sotto lo stipendio annuo sul modello taglia da far west.
La Ventura prende 1,8 milioni, tanti soldi, ma quanto rende con Isola, Quelli che ed X-Factor?
E i 2 milioni per Fazio (il più pagato) che piaccia o meno l’Auditel premia costantemente?
E poi perché nessuno ha mai aperto bocca sui 4 milioni circa che la Rai paga per ognuna delle 13 partite della Champions League?
Diritti comprati con un’offerta assurdamente fuori mercato sull’onda emotiva dei mondiali a Sky.
La mia modesta verità è che si spiana la strada allo smembramento di quello che resta della Rai, in una lotta continua per il rinnovo degli incarichi dirigenziali e per la futura campagna acquisti dei migliori presentatori e, notizia di un paio di giorni fa, Gasparri minaccia azioni legali per i 350 mila euro di compenso a Benigni (ospite della prima serata) che gli verranno materialmente pagati in diritti (non esclusivi) per lo sfruttamento di alcuni suoi spettacoli trasmessi dalla Rai in passato.
Ma Gasparri è un’autorità in materia, la legge sul riordino delle frequenze televisive porta il suo nome e io faccio solo la mia solita figura di cacca a voler mettere becco sulla cosa.
E la multa che paghiamo per violazione delle norme europee? Ne parliamo dopo i consigli per gli acquisti
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Hai dimenticato un piccolissimo particolare:
se Moratti dà 12 milioni di euro all’anno ad Ibra e Berlusconi 10 a Kakà, non me ne può fregare di meno … cazzi loro, a me non fanno danni e le questioni “morali” sono solo fesserie.
Ma se io sono “obbligato” a pagare 110 euro all’anno alla RAI solo perchè possiedo un televisore, divento automaticamente un partecipante alle spese di gestione e mi sta sul cazzo che un imbecille qualsiasi (bonolis, fazio, santoro, ventura, …) guadagni tanto da un servizio pubblico.
Le questioni morali sono fesserie in che senso scusa?
Che finiscono per rimanere parole vuote al vento(interpretazione disfattista) o che non esiste una morale condivisibile(interpretazione ultra-relativista)?
A volte mi sembra che per non fare la figura dei soliti intellettuali schierati si prenda troppo gusto ad assumere un atteggiamento assurdamente “falso neutralista”.
A parte questo,mi sembra di capire che tu dici che per una cosa per cui paghi con i soldi tuoi ti devono rendere conto,mentre chi non prende i tuoi soldi può fare cosa gli pare.
Volendo parlare da un punto di vista puramente pratico(tralasciando cioè la questione “morale”),ti potrei quasi dire che non hai torto,poi però penso alla polizia che sorveglia gli stadi la domenica e penso a chi la paga,e chi ci guadagna.
Tornando sulla RAI,nessuno guarda Striscia la Ca…ata?
Fino a qualche anno fa(ad occhio e croce direi 3) tirava critiche a destra e a manca,per quanto superficiali e banali potessero essere in certi casi.
Adesso è diventata uno strumento di propaganda mediaset,ed attacca regolarmente i programmi portanti del palinsesto RAI e/o i suoi personaggi principali(il festival di sanremo in questi giorni ne è un esempio lampante).
Non che io ritenga la RAI un servizio di alto livello,però il bue non dovrebbe permettersi di dare del cornuto all’asino.
Anch’io non sopporto l’incongruenza del canone, una tipica cosa all’italiana. Sappiamo tutti che non si può essere pubblici e privati fifty/fifty. La RAI, infatti, ragione in un’ottica commerciale al 100% ma si becca i soldi del canone. Non solo: i programmi come San Remo o X-Factor si basano, in parte, sulla partecipazione del pubblico, che ne garantisce la riuscita ed il successo televotando. E chi sostiene i costi degli SMS, quindi indirettamente della riuscita della trasmissione? Sempre noi. Se non ricordo male 0,75cent San Remo e 1 euro X-Factor, costi pure gonfiati. Che schifo!
Dovresti avere da dire anche delle scelte industriali di un’azienda della quale possiedi azioni, direttamente o tramite fondi, eppure non vedo mai titoloni di giornali contro queste scelte.
La Rai non è l’unica azienda pubblica che si finanzia tramite tasse, ma non ho mai sentito nessuno invocare lo sciopero del canone Italgas.
Poi che queste polemiche scoppino pesantemente alla vigilia delle nomine del nuovo CDA a me non sembra casuale.