Perchè il PD non è un partito di sinistra 43


La creazione di sovrastrutture è quanto di più normale esista in una qualsiasi organizzazione, sia essa specializzata o no. Il formicaio è cosa diversa dalla formica, la macchina è cosa diversa dal carburatore, la nazione è cosa diversa dal cittadino.

Cercare quindi, da cittadini (struttura), di comprendere la nazione (sovrastruttura) al 100% è impossibile (oltre al buonsenso, ci viene in aiuto anche il teorema di Gödel in questo – Vedi articolo di MenteCritica su Principio di Emergenza), così come per una formica cercare di capire il formicaio. Si può di certo percepire l’esistenza della sovrastruttura, la si può anche accettare o addirittura sponsorizzare, ma non potrà mai conosciuta al 100% da un suo sottoinsieme. Perché questo? Perché la sovrastruttura fa meglio alcune cose, e soprattutto ne fa altre che i suoi componenti singolarmente non possono fare. Io cittadino, quindi, avvicinandoci all’oggetto dell’articolo, come posso fare per influenzare la sovrastruttura (nazione, Patria, Mondo) al meglio (o almeno, secondo quello che è meglio per me)? Innanzitutto, ed è qui la vera grande differenza tra sinistra e destra, altro che facezie pseudo-liberiste – lasciando – se si è di sinistra che la sovrastruttura sia libera di agire, riconoscendola più importante del singolo. La destra direbbe di no, che la sovrastruttura deve solo gestire ma che la prevalenza sia del singolo. Ecco dove a parere di chi scrive ci sono le vere “alternative”.

Questo è un punto fondamentale: fare politica attiva non vuol dire  lavorare “dentro” la sovrastruttura ma, diciamo così, “per”: che differenza con il Re o il Potente che “comandano” la sovrastruttura. E’ un ruolo fondamentale, che in altre realtà del genere non esiste, e che anzi è molto moderno anche per la razza umana. Io rinuncio a far parte diretta dell’organizzazione perché la devo gestire. Piantiamola quindi con l’epiteto “professionisti della politica” usato in senso negativo: è una delle cose più nobili, il fare politica, e se chi la fa è un farabutto bisogna prendersela con lui e con chi gli ha concesso di occupare quel ruolo, non con il ruolo stesso.

Si può far politica singolarmente? Ovviamente no, la gestione presuppone la ricerca di una serie di interessi condivisi, che se sono maggioranza diventano poi dominanti. Attenzione, però: non dimentichiamoci, che si può “gestire” la sovrastruttura, non governarla, che essa va dove la naturale evoluzione sua e dei suoi membri la porta. Il concetto di Partito, quindi (o almeno, il concetto di partito del XX secolo, cui a mio modo di vedere si deve guardare per ripartire in Politica senza necessariamente riproporlo) serve proprio a far si che chi gestisca la sovrastruttura lo faccia essendo portatore di valori ed interessi comuni. Per comuni, attenzione, io intendo di massa: persino nei formicai, la sovrastruttura è utile alle formiche, non alla regina che, in quanto singola, non ne ha bisogno. Così come chi può vivere indipendentemente per mille motivi (disponibilità economica, esclusività di risorse, etc.) non ha bisogno della sovrastruttura, anche se tenterà di “impadronirsene” per la naturale tendenza a congelare lo status quo che lo vede dominante. Ecco perché il partito di massa è importante, e perché anche nel periodo erroneamente identificato come Prima Repubblica ce ne erano così pochi: perché posso contrastare questi interessi particolari solo se l’interesse è veramente generale.

Ora, i Partiti in Italia alla fine del dopoguerra “alternativi” lo erano veramente: la DC ed il PCI proponevano modelli di nazione radicalmente diversi l’uno dall’altro. Tutto questo è terminato negli anni ’70, quando il PCI di Berlinguer, con una crisi lacerante, (altro che quella dell’89 e della Bolognina) si accorse che il modello che proponeva era “sorpassato”. Da allora (e salvando Berlinguer, che probabilmente non poteva fare altro se non quello che ha fatto) l’alternativa alla DC non è più stata “un’altra”, ma “la DC stessa”, magari più educata. La dimostrazione è che quando si è concretizzato il fallimento del modello economico (economico e non altro) comunista, le alternative in Italia non sono più state su quale modello di nazione si dovesse puntare, ma tra chi la Nazione la vuole usare e chi invece la vuole governare. Modelli imperfetti entrambi, con la differenza che il primo è più accattivante del secondo.

Bene, l’alleanza PD-PDL mi fa pensare che a questo punto la nazione non è più difesa da chi “gestisce” la sovrastruttura, neanche da quelli che si autodefiniscono di sinistra, e che dovrebbero quindi ritenerla superiore al singolo. In pratica, abbiamo dato la gestione della nazione (intesa come detto all’inizio: sovrastruttura che garantisce il meglio per il maggior numero di persone) a chi questo concetto di Patria lo vuole, se non annullare, quantomeno depotenziare. Un nuovo partito di sinistra deve ripartire ribadendo con forza questo concetto, e soprattutto lo deve rendere intelligibile alla maggior parte delle persone.

Di @Giglic



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