Perché Franco Marini è una dichiarazione di guerra a tutti gli italiani 117


In questo momento non posso sapere se veramente Franco Marini diventerà il nuovo presidente della repubblica, ma conta poco. Conta poco perché è una vera e propria dichiarazione di guerra agli italiani il solo fatto di averci pensato, di averlo ritenuto possibile.
Quello che vuole Berlusconi lo sappiamo. Sono anni che lavora alla costruzione di un’indistruttibile cintura di sicurezza per il suo pregiatissimo quanto flaccido culo (flaccido secondo testimonianza di chi ha avuto il coraggio di guardarlo dal vero e da vicino). Alla fine lo sappiamo tutti che è un lestofante. Nella sua coerenza è addirittura apprezzabile. Si fa i cazzi suoi, ma apertamente. Quelle quattro cazzate che racconta in giro quando fa le sue finte adunate oceaniche per l’Italia sono così false che sembrano il set di un film, con tanto di comparse prezzolate a 10 euro a botta.

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Il problema non è lui, lo conosciamo. Il problema sono quelli che per anni si sono spacciati come suoi avversari e difensori della Vera Fede. I crociati senza macchia e senza paura che in televisione lo aborriscono, ma poi, in privato, ci si mettono d’accordo. Quelli che si sentono “diversi”, ma che poi, alla fine, presidiano i consigli di amministrazione delle banche, amministrano le partecipate e decidono della privatizzazione di grandi asset dello stato (vedi Telecom Italia): il magico, proteiforme, metastatico Partito Democratico.

Diciamoci la verità, alzi la mano chi di noi non si è fatto inculare almeno una volta dalla retorica del partito democratico. Di quel suo sembrare d’opposizione, ma senza dare troppo fastidio, quel suo essere “di lotta” (poco) e di “governo” (molto), quel suo sapersi democristianizzare con studiata ed ineffabile lentezza, quel suo farsi i cazzi suoi, ma rimanendo sempre nel cuore dei suoi abili cantori televisivi, quel suo avere due giornali di partito di cui uno la gente lo compra pure.
Oggi, nonostante la batosta che ha ricevuto alle ultime elezioni, il Partito Democratico offre Franco Marini, un soggetto che non ha fatto le porcate di D’Alema e Amato, ma solo perché è evidentemente meno capace. Un uomo senza storia e senza futuro. Un inetto, un boiardo di stato a cui ficcare le pile nel telecomando e fargli fare il pupazzo per 7 anni (se dura).

E’ con Marini che il Partito Democratico e Berlusconi cercano di ricacciare nella scatola la merda che il M5S ha sparso sul pavimento. E’ con Marini che rispondono alla necessità di rinnovamento. La loro è una dichiarazione di guerra, una poco velata perifrasi con la quale ci dicono che non contiamo un cazzo, che il nostro voto non conta un cazzo, che del nostro destino non se ne fottono un cazzo, che loro fanno che cazzo gli pare, divisi su tutto, ma uniti quando si tratta di sedersi a tavola e spartirsi il bottino.
Questo solo è. Non fatevi raccontare cazzate. Questo è.


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