Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Per una teoria del porno scadente (di Sara Tommasi)" è stato scritto da redazione
Il porno di Sara Tommasi, finalmente, è uscito. Noi amanti del porno attendevamo questo momento con impazienza. Stuzzicati per anni da Max e GQ, calendari arrapanti, pubblicità e quant’altro, abbiamo resistito a comprare il dvd di Sara solo perché acquistarlo sarebbe stato immorale. Ce l’hai gratis nel giro di un giorno, giusto il tempo che qualcuno lo metta online, comprarlo è contro i principi razionali. Ecco, da rappresentante della categoria dei pornomani, farò una confessione: questo è un brutto porno, è mal recitato. Uno potrebbe pensare che la recitazione non sia proprio la caratteristica fondamentale del genere, eppure conta. Quello di Sara Tommasi è recitato talmente male, c’è talmente poco realismo, talmente poca convinzione, da stracciare tragicamente il tacito accordo che il pornomane stringe con il film prescelto: le persone coinvolte sono messe tra parentesi, la loro umanità non viene giudicata, così come non viene giudicata l’umanità di chi si sta masturbando. Avviene in tutti i film, per carità, non si giudica (quantomeno consciamente) la persona per la parte che interpreta, sarebbe una follia. È questo che ci permette di guardare un film senza pensare a quanto è assurdo che alcune persone facciano finta di essere altre persone mentre vengono riprese. Tutto ciò è valido soltanto se non viene a mancare una regola fondamentale, e cioè la competenza degli attori. Se questa dovesse venire a mancare, allora assistiamo al ridicolo.
Un attore che non sa recitare è ridicolo perché è come vederlo nudo in mezzo ad una piazza, e l’incapacità osservata lascia emergere la realtà della persona. Torna insomma ad essere un individuo che fa finta di essere qualcun altro di fronte ad una telecamera, e la parte intimamente individuale, esce vergognosa allo scoperto. E così, nel film di Sara, il meccanismo ben oliato si inceppa, l’accordo salta. Sara non è un’attrice porno, niente parentesi, non si può sospendere il proprio giudizio, quella nel video è la stessa che prova solitudine nel tornare a casa da sola e trovare il frigo vuoto, la stessa che si fa bella prima di uscire per vanità personale. Insomma, non è più finzione, vengono messi in discussione la personalità e le storie di vita dei personaggi, la loro dignità, e i topos tipici del porno qui non vengono in aiuto. E’ il classico caso che mentre guardi il porno, ti viene in mente tua madre, e ti passa la voglia, perché non sei riuscito a passare dalle situazioni tipiche della vita quotidiana ad una stato di eccezionalità, in cui nemmeno i tuoi parenti esistono. Tolto il velo, non rimane che la tragedia di una donna forse triste, forse disperata, sicuramente dimenticata dal mondo dello spettacolo che, ad un certo punto, l’ha scartata. Se la sarebbe ripresa, quel mondo, se questo film fosse stato girato diversamente, se tutta la messinscena che ha preceduto il porno non fosse stata così meschina. Non tutto il porno compromette, ma questo sì. E ci sarebbero state interviste, programmi televisivi. Invece probabilmente non ci sarà niente, lo squallore vero non fa spettacolo. E forse non ci sarà nemmeno un suo secondo film porno, perché a noi pornomani è nocivo il ricordo di nostra madre, mentre ci masturbiamo.

Non sono mai stata pornomane, ma in quei pochi che ho visto, ho notato anche io, (pur non avendo visto questo della tommasi che di certo non avrò nemmeno voglia di vedere) la differenza di recitazione tra i vari attori ed attrici…
Che poi, appunto, è la stessa che notiamo nei normalissimi films, dalla telenovella al “filmone” cinematografico… Ci sono attori che in realtà recitano e non interpretano una parte, e questo modifica tutto l’aspetto e la sensazione del film che guardiamo.
Non lo so se la Sara sia realmente mentalmente così instabile, nel senso, più di tanti altri, che nulla ha a che fare con l’essere artisti, oppure se sia solo la classica persona costruita a tavolino solo perchè ha un bel culo ed un bel paio di seni… fatto sta che di chiunque sia la responsabilità, che sia sua o che sia di chi l’ha o si è lasciata manipolare nella speranza di avere successo, la tommasi risulta, ai più, altamente antipatica e per tanto la si disprezza e la si giudica… e devo dire che tutto questo mi fa una gran pena…
Secondo me la bravura di una pornostar, la dote che ne fa una Meryl Streep del porno, è la capacità di compiere qualunque atto sessuale, anche il più estremo, come se fosse la sola cosa che desidera. Insomma, la chiave della grande pornostar è disinibizione, il farlo facendoselo piacere un mondo o essere così brave da far finta di farselo piacere. E, aggiungerei, la capacità di trasmettere il proprio godimento allo spettatore (dote forse che noto più nei pornostar maschi). Ma se, vivaddio, la performance sullo schermo sembra la ripresa diretta di una scopata e non un porno, se la tipa invece di essere la Gran Maiala è solo una zoccola e lo spettatore prova imbarazzo, come credo di capire si provi di fronte al film della Tommasi, allora è una tragedia. Il porno imbarazzante è una delle esperienze più tristi che si possano vivere. (vedi anche la recensione del filmino di Belen by Rocco Siffredi).
Avete notato che Sara Tommasi nel film indossa la parrucca de tenente Ellis di UFO? Un omaggio agli alieni?
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un bel pezzo.
a mio avviso chi guarda questo ‘film’ e poi fa una critica di questo tipo
è fuori strada e di brutto
mi spiego : se vedo Stoya o Belladonna o chicazzi recitare male in un film potrei pure criticarlo e dire le luci..blabla la parrucca.. blabla il culo non depilato blabla..Braun e la telecamera blabla..
credo che se avessero voluto davvero avere come obbiettivo realizzare un buon prodotto avrebbero dovuto investire in regia-attori-formazione etc
ma… eccoci al MA grosso come una casa.. l’obbiettivo qui era prendere un personaggio famoso e conosciuto e ‘buttarlo nell’arena’ dell’umiliazione pubblica
strafatta ed impacciata a far pompe a b-actors raggiunge perfettamente l’obbiettivo prefissato.
Il leone sbrana il gladiatore e la folla esulta.. se girassero uno snuff in cui il politico odiato di turno venisse torturato ed ucciso nessuno cazzo si lamenterebbe delle luci della musica e della regia! tutti godrebbero del risultato del prodotto e non del confezionamento.
Spostate gli occhi.. il packaging in questo caso non è il prodotto come tipico nella pornografia di primo livello con attrici fighe superdotati e villa con piscina
stiamo assistendo ad un prodotto diverso e diverso pure dall’amatoriale trafugato con belen che non sa reggere un pippo e fa ridere.
Reso l’idea?
benissimo.
al punto che mi viene di fare una domanda che ritengo pertinente.
allora chi c’è dietro l’operazione e perché?
No, perché per quel che ho potuto vedere, non credo che regista e produttore siano persone in grado di concepire una produzione così sofisticata (mediocre nella realizzazione, ma evoluta nel messaggio)
Piuttosto, credo che la chiave interpretativa presa dai media nazionali sia esattamente quella descritta da te.
Per riassumere, gente mediocre fa un pessimo film pensando che basti la parola (come falqui), farebbe un gran flop economico, ma i media ci marciano nella chiave descritta da te.
Ci può stare. Grazie per il contributo non banale.
Grazie a te Comandante,
chi c’è dietro?
domandati chi ci guadagna ed avrai la risposta.. pare banale ma il mondo si muove
per soldi e potere.
Non credo siamo lontani da Live! (Ascolti record al primo colpo) con gente oramai
stremata dalla situazione e dalle cazzate mediatiche che vive la violenza che non può esercitare in una violenza visiva..riversata.
Ora ti chiedo e mi chiedo 20 euro per assistere in streaming ad un pestaggio di un personaggio detestato da tutti. Quanto alzerebbe? (audience e grano)
per me tanto. Certo col vaticano in casa dubito decolli al volo .
Ricordi cicciociccio.com e i primi esperimenti di Voyeurismo che risultati ottenne? da lì in poi grande fratello e menate varie dei soliti forse, quelli che ignorantemente si fermano appena vedono un incidente creando casini anche maggiori, ma anche di altri ‘sbircioni’ a cui curiosare tra l’umiliazione degli altri fa sentire meno grama la propria esistenza…
Insomma siamo alla pornografia della pornografia. Il porno al quadrato, in pratica. Però che almeno sapessero scopare.
e fu così che dopo la metafisica e il metateatro, il metaporno
MMh…il tormentone di questa estate calda, ma che dico, caldissima su mc
Quello che penso sulla tizia l’ho già detto (ossia: secondo me è borderline), comunque nel porno oramai si è inventato di tutto di più, la produzione è vasta-pressoché enorme e la qualità dei prodotti variabilissima.
Concordo che qui c’è il trucchetto della starlette tutta italiana (per motivi a me oscuri le pornostar italiane diventano famosissime, forse perché sono numericamente poche? Io sono stato in esteuropa, dove un bjob – fatto da ventenne ultragnocca – costava molto meno di un DvD…)
Chiaro che un po’ funziona….ma sempre di pippe stiamo parlando, suvvia.
Gran bella dissertazione sul mestiere dell’attore! Aggiungo che chi non sa recitare risulta ridicolo quando il suo “se stesso” è realmente tale. lavoro da tanti anni in teatro ed ho visto attori cani di tutte le risme. La sua unica chance a quel punto è impersonare (non recitare) se stesso nel tentativo di creare un personaggio simbolo di un momento culturale che codifichi e renda plausibili e /o tollerabili umane debolezze, malcostume , cafonaggine (mi vengono in mente C. De Sica, Verdone, Nuti, Pieraccioni e tanti altri) .
Una pessima attrice porno perciò potrebbe impersonare se stessa e tirar fuori un personaggio che tocca inaspettatamente delle corde che scatenano i sensi degli erotomani.
Da quanto leggo immagino non sia il caso della povera Sara Tommasi che mette a nudo (sic!) un’umanità che probabilmente lo farebbe ammosciare anche al più incallito dei segaioli.