Per MariaAntonietta Maschi Vergogna 37


Aspetto, aspetto, e spero. O, forse, m’illudo. Sono ancora in vacanza. Settimane fa mando a MC una intervista niente male. Mi si ringrazia. Chiedo quando verrà pubblicata. Silenzio. Vabbè, aspetto ancora. E spero.

lucadelfino.jpgC’è qualcosa di più urgente di cattolici e condom (mai che si puntualizzi, del resto, che esistono anche cattolici seri, non ossessionati da questioni di lana caprina, o forse di un diverso tipo di pelo, altrimenti gli “illuminati” razionalisti non possono sfoggiare il loro fine intelletto), e, pensate, persino dell’andamento borsistico che campeggia in primissima pagina su quasi tutti i grandi media.
C’è il caso, l’ennesimo caso, della ragazza sanremese sgozzata. Qui da noi ha fatto molto scalpore. Già, perché attualmente mi trovo in vacanza proprio nella città del Festival. E del Casinò. E di Luca Delfino.
Mica è stata ammazzata solo lei, sia chiaro. Qualche giorno fa ne hanno fatte fuori altre due. Sempre mariti, fidanzati, amici irreprensibili, ecc. ecc.
A parte l’immondo rimpiattino delle procure liguri, mi è capitato di vedere la faccia del Delfino, che già qualcuno definisce “insano di mente”. Figurarsi. Sembra proprio che in questi ultimi tempi i poveri uomini siano diventati tutti dei malati da curare, e magari da comprendere e da compatire. Chissà quanto deve aver sofferto, il Delfino.
Forse per questo passeggiava tranquillo, col suo chiodo e la sua andatura ignorante e spavalda, per le strade della solatia cittadina rivierasca, pur avendo sul gobbo un’altra mattanza femminile, consumata un anno prima e nello stesso modo. Vagamente somigliante a Fabrizio Corona, le sopracciglia accuratamente depilate, il gel sui capelli, la carnagione mediterranea, quasi da “Billionaire”. Sembra che quando dal carcere ha saputo che parlavano di lui, si sia esaltato. Anche se ogni tanto piange a dirotto, e questo, per gli esperti del carcere, è la prova più inequivocabile della sua demenza. Non vorrei obiettare a questi luminari (maschi), ma se mi trovassi in galera, a stretto contatto con detenuti che me l’hanno giurata (e c’è da ipotizzare, qualcuno se lo augura anche, che costoro, a differenza dei legulei italici, potrebbero mantenere la promessa), beh, probabilmente frignerei anch’io, e strillerei pure. Alla pelle ci tengo, come chiunque, anche i vermi credo. Chiamasi istinto di sopravvivenza, mica follia.
Andiamoci dunque piano a scomodare i matti. Che meritano, loro sì, rispetto e cure. E quanto al gesto di Delfino, al mondo esistono migliaia di normalissimi che compiono stragi pazzesche. In nome del disprezzo, del razzismo, del possesso, della cosificazione dell’essere umano. Nello specifico, della donna.
La “filosofia” dei Delfino impomatati è esattamente la stessa che, portata agli estremi, ha animato gli eroismi dell’indimenticato Angelo Izzo. Anche lui un povero pazzo, anche lui “redento”, messo niente meno che ai servizi sociali, e a stretto contatto con donne e ragazzine. Coi risultati che poi si sono visti.
Distrutte le conquiste del femminismo, ritornata la donna puro oggetto di consumo, risorto trionfante il bellicismo e il barbaro istinto di possesso, rinato, insomma, il grido della savana degli uomini, questo è il mondo che ci hanno lasciato. Maria Antonietta non è diversa da Hina, non è diversa da Barbara Cicioni. Cambiano le latitudini, ma gli uomini sono sempre uguali. Dietro un ipocrita “politically correct”, il loro sogno atavico e recondito è, da sempre, uno e uno soltanto: spadroneggiare su oche compiacenti.

P.S.: Non che debba giustificazioni ai maschietti, ci mancherebbe. Ma tengo a precisare che non sono una zitella acida, non sono in astinenza, non sono gay. Già, perché facilmente gli uomini scambiano una semplice invocazione di giustizia per una frustrazione da… mancanza d’attrezzo. E’ la loro visione della vita, il loro modo di regolare i rapporti.


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37 commenti su “Per MariaAntonietta Maschi Vergogna

  • MenteCritica

    2 considerazioni molto brevi

    1) La pubblicazione su MC in genere non è rapida e mai automatica. Nel caso citato da Daniela si era ritenuto che l’intervista, molto interessante, potesse essere proposta in una fase meno vacanziera in modo da dare a più persone l’opportunità di leggerla.

    2) Personalmente sono in forte disaccordo con l’articolo di Daniela. La conclusione che Delfino abbia ucciso un’altra ragazza non è sostenuta da nessuna evidenza. Gli stessi giudici hanno ritenuto che non ci fossero elementi sufficienti ad una condanna. Per fortuna, le opinioni e i pregiudizi non sono ancora sentenze in questo paese.
    Inoltre, dalla lettura si evince che tutti i maschi siano dei violenti o degli assassini potenziali che danno della lesbica insoddisfatta a chi non la pensa come loro.
    Io so di non aver mai fatto del male ad una donna e non penso che Daniela sia una lesbica insoddisfatta. In quale categoria ricado?

    E’ una generalizzazione, e come tutte le generalizzazioni indebolisce l’azione che bisogna mettere in campo per lottare contro ogni forma di sopraffazione dei più forti sui più deboli, indipendentemente da sesso, razza e religione.

    E questa non è una lotta di un sesso contro un altro, ma la lotta di chi ama la vita, la pace e l’amore contro chi preferisce potere, ricchezza e vizio. E va condotta insieme. Da tutti gli uomini e le donne che hanno a cuore la vita.

    Comunque, per obiettività, ho letto un articolo dove viene accuratamente identificato un fenomeno di persecuzione verso le ex compagne/amanti o donne in generale. Invito a leggerlo per farsi un’opinione anche sulla base delle statistiche descritte.

  • daniela tuscano

    Generalizzazione, certo. Il mio era uno sfogo, non un’analisi ponderata. Sarebbe facile, e anche banale, precisare che non mi riferivo a casi specifici.

    Ma – domandiamoci – è altrettanto infondata? Quel “dalla savana con furore” è sintomatico. 😉 Del resto, lo ammise anche l’ex-sindaco di Bologna, Vitali: ogni uomo è un possibile… continuate voi?

  • Juan

    Sintomatico di che? Ho preso un tua frase e ho voluto usarla in modo scherzoso tutto qua.

  • Chiara

    Qualcuno la chiama ironia…
    “Ogni uomo è un possibile” cosa?: criminale – stupratore – prevaricatore? (E le donne come sono, tutte angeliche e moralmente impeccabili?). Oltre all’ex sindaco di Bologna, mi sembra che John Anderton la pensasse in modo simile, finché non si accorge che qualcosa non quadra nel sistema della precrimine.
    Esistono, ovviamente, situazioni al limite come le minacce e le persecuzioni cui accennava MenteCritica: ma in questi casi si può già parlare di un reato. Il fatto che spesso le vittime, uomini o donne, di questi reati non siano sufficientemente protette è un problema fattuale, grave ma fattuale.
    Quanto accaduto su Izzo, invece, è una oscena e imperdonabile superficialità dei periti psicologi – che andrebbero presi a calci in culo e che sono i responsabili morali delle azioni di Izzo.

  • Milu'

    Il fenomeno e' preoccupante e in forte crescita. Bisogna sicuramente portarlo allo scoperto. Le generalizzazioni, pero', non servono allo scopo di divulgare una diversa cultutra.

  • serpiko

    Delfino un secondo Izzo? No, non credo.

    Non sono stati fatti errori clamorosi, e questo disgraziato non aveva abbastanza soldi per sottrarsi alla giustizia: semplicemente non c'erano tutte le prove occorrenti. Giudicare al di fuori dei fatti è difficile, per esempio mi verrebbe da dire: ok, niente prove non significano innocenza assoluta e una buona sorveglianza non sarebbe stata cattiva cosa. Ma chi mi dice che questa buona sorveglianza non sia stata predisposta, e magari dopo qualche tempo giudicata inutile? Con i se e con i ma non si ragiona, questo è il fatto, soprattutto quando c'è del sangue a terra.

    Il problema è un altro. Anzi, sono altri due.

    Il primo: come facciamo a far sì che la cosa non si ripeta?

    Il secondo: adesso di questo tizio cosa ne facciamo?

  • Uyulala

    Sono un po’ perplessa. Non amo (di solito) le generalizzazioni e ho un ottimo rapporto col maschile, rispetto gli uomini, cerco di comprenderne le loro caratteristiche. Finora son stata a mia volta rispettata, ho avuto accanto uomini che non mi avrebbero sfiorata neppure con un dito senza il mio consenso e amici che son stati per me VERI amici, ma ovviamente potrebbe essere solo un fatto di fortuna.

    D’altro canto è innegabile che quando scoppia un fatto grave all’interno di una coppia (o ex coppia) chi commette il fatto è l’uomo e chi lo subisce o che ne muore è la donna. E questo NON è una generalizzazione, è un fatto. Al di là del caso specifico se qualcuno si prendesse la briga di studiare il fenomeno in modo serio, non sarebbe una cosa mal fatta. Fare i sociologi alla “Maurizio Costanzo Show” mi sembra non solo inutile ma proprio dannoso.

    A Lameduck vorrei dire che se è indubbiamente vero che esistono donne che le botte se le tirano dietro, vorrei però sottolineare che prima di arrivare ad ammazzarle bisognerebbe che gli uomini avessero abbastanza OO da, semplicemente, mandarle a quel paese e mollarle, lasciarle sole. Pare impossibile ma a volte ci vuole più coraggio in questo che nel commettere un omicidio.

  • Adetrax

    Procedo per dati di fatto (benvenuti nella realta` delle cose).

    1) Mi dispiace informarvi che nella popolazione maschile del sud Italia (ormai sparsa ovunque) c’e’ un elevato numero (molto maggiore della media europea) di psicolabili / psicopatici violenti (tipicamente affetti da schizofrenia piu` o meno latente) che tante donne, costrette dalle tradizioni siculo-pakistane (incluse tutte quelle che sono in mezzo :-), hanno provveduto a giustificare e a replicare nel tempo in numero assurdo (magari i loro antenati si sono pure strafatti di droghe varie: marjuana, oppio, eroina, ecc. – bravi, bravi continuate anche oggi cosi`, che alla fine usciranno di nuovo gli uomini di Neanderthal – se vi va bene).

    2) In Italia i manicomi criminali sono poco frequentati (tutti liberi !) e dato che alla fine degli anni ’80 si sono dichiarati non piu` necessari i manicomi generici, non si puo` non pensare che non si valutano piu` seriamente le persone, e questo e` quello che si ottiene.

    3) Grazie a molti sforzi, il numero dei presunti “posseduti” (da spiriti malvagi) che riescono a mimetizzarsi nelle societa` moderne, e` in netto aumento; bisognerebbe pertanto evitare che si estinguano (per vecchiaia) gli esorcisti che, in casi del genere, potrebbero essere profiquamente impiegati (in maniera complementare alle valutazioni di certi questori e procuratori).

    Per finire un paio di domande indagatorie.

    Luca Delfino da dove viene ? Che origine ha la sua famiglia (almeno fino all’8-10 generazione) ?

    Daniela qualche dubbio ce l’ha.

    Propongo un corso accelerato per tutte le ragazze moderne: identificazione e gestione degli uomini pericolosi (sappiamo da dove si originano), se li conosci li eviti (e che si estinguano una buona volta) !

  • doxaliber

    @Adetrax

    Secondo questo sito, il cognome Delfino ha diffusione prettamente Ligure/Piemontese, si suppone quindi che sia quella la zona d'origine del cognome. Dobbiamo concludere che tutti i Liguri ed i Piemontesi sono atavicamente tendenti alla violenza?

    La tua mi sembra un'analisi piuttosto superficiale ed affrettata, tra l'altro mi viene da pensare che se l'origine del cognome di quell'assassino fosse stata meridionale qualcuno avrebbe utilizzato tali origini per alimentare i soliti pregiudizi contro gli abitanti del sud Italia.

  • Vortexmind

    D’altro canto è innegabile che quando scoppia un fatto grave all’interno di una coppia (o ex coppia) chi commette il fatto è l’uomo e chi lo subisce o che ne muore è la donna.

    Beh, ora non voglio scadere anche io nei luoghi comuni ma è un dato oggettivo che l’uomo “mediamente” (e soprattutto nella società “occidentale”) prevale fisicamente sulla donna … se un uomo aggredisce una donna questa ha meno possibilità (per indole e anche per costituzione fisica) di difendersi. Si si ok, a meno che l’uomo non sia un ingegnere informatico :)))

    Che poi spesso la separazione sia meno tollerata dall’uomo e sfoci spesso in atti violenti (rispetto a quanto succede alla donna) è un dato di fatto che è oggetto di vari studi e non va sottovalutato.

  • Adetrax

    Non si tratta di alimentare pregiudizi ma di affrontare la realta` delle cose il che vuol dire imparare a distinguere piuttosto che a generalizzare.

    Se si prendesse un po’ piu` sul serio la statistica si avrebbe anche il coraggio di ammettere che certi fenomeni esistono.

    Ai nostri giorni il cognome non e` piu` sufficiente (e a parte questo tanti Delfino si trovano anche in Sardegna e nel sud Italia), occorre l’albero genealogico delle ultime 20-25 generazioni; basta poi considerare tutti gli “incroci” che ci sono stati negli ultimi 100 – 150 anni nelle zone di forte emigrazione meridionale (Piemonte, Lombardia, ecc.) e la cosa si spiega perfettamente.

    Non basta cambiare residenza per ripulire automaticamente il proprio corredo genetico, il massimo che si puo` sperare e` di intervenire sull’educazione (fin dove questa e` utile).

    Doxaliber, e` chiaro che, nel caso specifico, le mie sono ipotesi con alta probabilita` di essere vere (se qualcuno vuole verificarle sul serio e` libero di farlo), se poi vogliamo continuare a mettere la testa sotto la sabbia, facciamolo pure ma NON e` un atteggiamento costruttivo (perche` e` questo atteggiamento che ha facilitato la morte di quella ragazza).

    P.S. nel post precedente mi e` scappata una ‘q’ al posto di una ‘c’ e manca qualche congiunzione (non e` che non me ne sia accorto, ma quando si scrive a 10 dita a ora tarda …).

  • MenteCritica

    @Adetrax

    E dove li avrebbe trovati questi dati di fatto caro signore? Nel Mein Kampf? quello che lei dice non ha nessun fondamento scientifico e lo dico a ragion veduta. Il tentativo di dare base scientifica al razzismo si chiama nazismo e su MenteCritica non c'è posto per certe deformazioni del pensiero umano.

    Sono secoli che persone che la pensano al suo stesso modo cercano di stabilire differenze razziali sulla base di dati biologici e culturali. Ogni tentativo è poi risultato completamente privo di fondamento. I coglioni ed i delinquenti sono distribuiti in maniera equivalente in ogni gruppo sociale/razziale.

    Dal suo "ragionamento" sono escluse completamente le condizioni ambientali nelle quali sono costrette a crescere le persone e si concentrano esclusivamente sul patrimonio genetico.

    Ritenere che il comportamento di una persona sia influenzato esclusivamente dal patrimonio genetico e non dal contesto nel quale viene allevata è un'ipotesi assolutamente priva di fondamento scientifico.

    L'ultima cosa da aggiungere è che i popoli che dispongono di contesti ambientali più favorevoli sono spesso quelli che tendono a tenere altri popoli in contesti ambientali più sfavorevoli sfruttando a proprio vantaggio la povertà e l'arretratezza che inducono.

  • daniela tuscano

    @ Adetrax: non ho molto tempo oggi, ma gli sarei grata se m'informasse dove abbia dedotto i miei dubbi sul cognome Delfino (e relativa disamina razzial-sociologica)…

    Vedi, Adetrax, il mio cognome è Tuscano. Molto diffuso nella provincia di Reggio Calabria, di dove appunto viene mio nonno (paterno… il cognome, tanto per restare in tema, si perpetua per via maschile… 😉 ).

    (E vorrei approfondire, naturalmente in altra sede, l'omelia di mons. Bregantini, di solito ecclesiastico sensibile e accorto, che su donne – anzi, "donna": tornerò su questo punto – e mafia mi pare abbia pronunciato parole molto, molto dubbie.)

    Tralasciamo pertanto le fesserie e restiamo in tema. Sono contenta che la mia provocazione sortisca qualche effetto. Noto che gli uomini tendono a offendersi per le generalizzazioni. Ciò mi pare alquanto strano: è infatti dall'alba dell'umanità che essi generalizzano. E mica gente comune, o svalvolati come Delfino: fior di filosofi, santi, navigatori, poeti, legislatori, psicoanalisti, ecc. ecc. Avete inventato "la donna" (che, essendo entità astratta e mitica, non esiste: esistono invece le donne, ciascuna nella propria individualità e dignità), per nulla necessariamente sante o tr… come suggerisce una utente – ovvio ce ne siano anche di quel tipo -. La maggior parte delle donne è normale, non è né più buona né più cattiva della maggior parte della società. E di questo gli uomini devono convincersi. Punto.

    Invece la cultura dominante (maschile) ha creato la donna, di volta in volta angelo (asessuato), strega, fomite di peccato (Eva, Pandora, ecc.), uomo inferiore (Aristotele; e di tutti gli insulti che ci avete indirizzato, questo mi pare forse il peggiore), priva d'anima (sant'Agostino), limitata intellettualmente (Moebius ci scrisse addirittura un saggio "scientifico"), invidiosa del pene (che non ha mai posseduto, perché l'individuo non nasce maschio, come sempre è stato erroneamente insegnato), incapace di svolgere certi lavori (vedi giudice, ecc.), da processare nei casi di stupro al posto del violentatore (tale delitto è considerato crimine contro la persona solo dal '96), da infibulare, indegna di ricoprire cariche ecclesiastiche e/o religiose, del tutto o quasi assente nei programmi scolastici, ridotta a oggetto muto e nudo sui mass-media, specie italiani e specie commerciali. Ovviamente potrei continuare.

    E' vero, il mio articolo è stato eccessivo. Credo che la cultura maschile sia "eccessiva" da diversi millenni, però. O sbaglio? Sorry, ma non riesco a farmi passare l'incazzatura.

  • doxaliber

    @Adetrax

    Il tuo è puro delirio, non merita alcuna risposta.

    @Daniela Tuscano

    A parte le tantissime responsabilità maschili mi sembra che nella tua analisi manchi un po' di autocritica. Perché il movimento femminista è fallito, per colpa degli uomini? Perché così poche donne si ribellano all'esposizione televisiva delle loro carni? Perché le donne cattoliche accettano di buon grado un ruolo passivo e secondario all'interno della chiesa cattolica? Perché spesso le donne, per sentirsi emancipate, sentono la necessità di comportarsi come i maschi ereditandone anche i difetti? Insomma, viviamo sicuramente in una società in cui il maschilismo domina ancora, ma le donne, anche quando ne hanno la possibilità, fanno poco per ribellarsi a questo status quo.

  • Juan

    Non capisco il legame tra l'essere "incazzati" per certe cose senz'altro vere e generalizzare prendendosela con un genere intero.

    Seguendo il tuo modo di ragionare siccome esistono molte donne che rovinano gli ex-mariti dopo il divorzio, impedendo di vedere i figli (tanto per restare in tema i figli venogno di solito dati in custodia alle donne) e facendosi pagare gli alimenti, donne che abbandonano i figli nei cassonetti dell'immondizia, donne alla Franzoni, allora bisogna concludere che le donne siano poco di buono tanto quanto gli uomini. E poi siccome molti rom rubano, allora pure i rom sono poco di buono. Siccome molti nord africani spacciano allora sono tutti spacciatori. Così come le rumene sono tutte prostitute. (E siccome uno ha cognome Delfino allora ha l'obbligo della firma in caserma ogni 6 ore, ma va a ca….)

    Probabilmente col tuo articolo intendevi far passare qualche altro messaggio, ma secondo me passa questo.

    Passa questo per il modo che usi per porre la questione, per l'uso del pronome "loro", per il fatto che alla fine ti poni preventivamente sulla difensiva supponendo già che verrai accusata di essere insoddisfatta, acida, gelosa.

  • serpiko

    Scusate se insisto con la mia domanda.

    Adesso che abbiamo scoperto Delfino sporco del sangue della sua vittima; che l'abbiamo ricollegato a un precedente omicidio, che sappiamo lui essere un soggetto pericoloso per la società; che abbiamo avuto prova e controprova dell'incapacità delle istituzioni di porre freno alla sua istintività omicida; insomma adesso che cosa facciamo di questa persona?

  • Vortexmind

    @serpiko: Delfino sconti la sua pena in carcere. E che sia una pena certa e commisurata a quello che ha fatto. Se le istituzioni, allo stato attuale delle cose, non possono recuperarlo … non c’è altra scelta. Se esistesse un metodo che prende in ingresso un’omicida e restituisce in uscita un vir optimus saremmo tutti molto più felici … ma non esiste (per ora).

  • Vortexmind

    E poi … se in passato è stata predominante la cultura maschilista … che colpa ne abbiamo noi che siamo nati venti-trent'anni fa? "Voi …" voi chi?? Non si può …

    E Adetrax potrebbe quasi quasi fare concorrenza a Mengele se va avanti su questa strada 😀 Non ha senso parlare di "meridionali": al massimo ci si può riferire a raggruppamenti socio-culturali locali … e comunque lasciamo da parte la genetica che ci facciamo più bella figura dai 🙂

  • Vortexmind

    Beh il signor Adetrax conferma con i suoi scritti la sua tesi: nelle sue parole, tramandate dal codice genetico, sono sopravvissuti i deliri del ventennio 😀

  • Adetrax

    @ Serpiko: succedera` quello che prevede la legge, si faranno ancora un po' di indagini (con molta calma), seguira` un processo in cui qualcuno tirera` fuori tutte le possibili attenuanti per Delfino che verra` condannato per un solo assassinio a non piu` di 30 anni, sconto di 1/3 della pena perche` sara` bravo, poi un "indultino" con un'amnistia fra 10 – 15 anni e voila`, spero di no ma molto prima del 2030 rientrera` in scena.

    @ Doxaliber: te la sei presa per l'albero genealogico o per il corredo genetico ? 🙂 Certo chiudere le discussioni cosi` non dimostra una grande maturita`, ma non preoccuparti posso intuire le motivazioni profonde per le quali etichetti le mie considerazioni come puro delirio.

    @ MenteCritica: concordo con quello che affermi perche` e` la pura verita`, ma per cortesia, non deviare il discorso su temi che non sono il nocciolo di questa discussione: ti informo che le malattie mentali esistono e la scienza afferma che si trasmettono quasi esclusivamente per via genetica.

    Ora, fino a quando si tratta di persone ritardate potenzialmente non violente, la cosa dispiace ma e` controllabile, quando si tratta di qualcosa di piu` sottile, di qualcosa che ai vostri occhi appare inizialmente normale, allora le risposte come la tua, pur corrette sono parziali e incomplete.

    Gridare "facimmo ammuina" tutte le volte che un tema tocca tasti sgradevoli per non affrontare con _umilta`_ i problemi non e` molto serio, nel caso in questione possiamo scusare tutto e tutti, pero` quando ci scappa il morto, un esame di coscienza se lo devono fare un po' tutti.

    @ Daniela, riporto la tua frase:

    Vagamente somigliante a Fabrizio Corona, le sopracciglia accuratamente depilate, il gel sui capelli, la carnagione mediterranea, quasi da “Billionaire”.

    NOTA: Fabrizio Corona, nato a Catania nel 1974, ecc.

    Ma questo non vuol dire niente perche` io parlo sempre per percentuali e non uso disinvoltamente il termine "tutti" come pare essere oggi di moda.

  • MenteCritica

    Mi scusi

    e quale sarebbe il nocciolo della questione. Ce lo spieghi lei che ha le cose così chiare e che conosce così bene la ricerca scientifica da aver semplificato il problema della malattia mentale in due righe di bignami.

    Il nocciolo sarebbe che ci sono codici genetici di serie A e codici genetici di serie B? Che sarebbe opportuno stabilire il nuovo ordine mondiale tenendo conto di questo principio? Che magari quelli con il codice genetico di serie C devono occuparsi solo di fare lavori manuali e quelli con il codice genetico di serie D servire solo da combustibile?

    Nel suo prossimo intervento non faccia più il modesto ed abbia la grazie di manifestarci i suoi titoli accademici e di citare le sue fonti. Siccome vedo che dispone di tanta scienza sarei ansioso di abbeverarmi alla sua stessa fonte.

    Se esiste.

    Perché se non ha titoli accademici e ricerche riconosciute da citare, la pregherei di smettere di provocarci con affermazioni che solo leggere mi infastidisce.

  • Adetrax

    @MenteCritica.

    Va bene, il mio primo post aveva una sottile ironia di fondo; quelle che ho espresso sono mie _opinioni personali_, non ho titoli accademici relativi alle malattie mentali e non ho mai pensato di suddividere la popolazione in caste a seconda dei corredi genetici (cosa questa assolutamente folle).

    Ho incontrato tantissime persone del sud e non ho mai avuto problemi (a parte qualche perplessita`), e` comunque vero che ogni volta che succede un fatto di sangue (sparatoria, accoltellamento, ecc.) nel 90% – 95% dei casi (mia stima da osservazione giornaliera della cronaca nera degli ultimi 10 anni) i soggetti che commettono tali crimini appartengono o ai loro consimili o a gruppi esteri (albanesi, marocchini, rumeni, ecc.), in cui e` considerato "normale" avere un coltello con cui terminare le discussioni piu` impegnative (cosi` e` piu` facile capire chi ha ragione).

    E` evidente che l'Italia e` il paese di bengodi per chi intende delinquere o commettere atti delittuosi e questo a prescindere dalle motivazioni.

    Le forze di polizia potrebbero tranquillamente rendere pubbliche le loro statistiche ma sarebbe come ripetere nel dettaglio cose piu` o meno note e sinceramente la cosa non mi interessa piu` di tanto.

    Il nocciolo della questione e` che in Italia certi problemi di base paiono non esistere a livello pubblico (d'altronde affrontarli costa), ci sono solo le conseguenze (impreviste) per le quali a chi tocca tocca; quello che e` intollerabile e` la paura di essere troppo severi nei confronti dei criminali seriali mentre ce la si prende comoda con chi chiede giustizia (magari con la G maiuscola).

    Qualche anno fa in una nota trasmissione su RAI 2, parlando della frequenza degli infanticidi e/o di certi tipi di omicidi, il presidente degli psicologi italiani disse (pro domo sua ovviamente) che il 50% della popolazione italiana non e` del tutto normale, ovvero presenta vari gradi di disturbi della personalita`; quelle che possono essere classificate come serie malattie mentali (persone socialmente pericolose) sono ovviamente una percentuale minima.

    Ora, nel caso in oggetto ritengo che, volendo scartare la teoria del "posseduto" (sicuramente non ben accetta in questo ambiente), non rimane che quella del "forte disturbo della personalita`" (paranoia / schizofrenia, vedi wikipedia) unito a un substrato culturale che in qualche modo NON crea sufficienti barriere / scrupoli alle azioni vigliacche e violente (ma che eventualmente "tende" a facilitarle).

    Questi tipi di disturbi sono spesso sottovalutati a livello sociale, perche` non sono assolutamente "pazzia" (nel senso stretto del termine), tuttavia se uniti a determinati ambienti, a eventi scatenanti e magari a certe dipendenze (droga, alcool, ecc.), alla fine producono effetti esplosivi.

    Rimuoviamo tranquillamente le parole: sud, meridionale, ecc.; possiamo comunque chiedere a un qualsiasi "napoletano di Napoli" quanti "spostati" ci sono nella sua citta` (ovviamente non nel suo quartiere), e` probabile che ci risponda: "tanti" e spesso sono armati di coltelli e pistole.

    Quindi la mia teoria e` che in certe zone sono rimasti molti piu` "ricordini" del genere rispetto ad altre (magari sono arrivati in massa o si sono trovati bene e nessuno li ha "disturbati" a sufficienza quando ancora si poteva).

    Resta il fatto che gente come Delfino, come Bilancia, come Izzo sono perfettamente in grado di rilasciare interviste (es. Bilancia – Bonolis), di rispondere a tono, ecc. quindi alla fine fate voi le vostre deduzioni.

  • MenteCritica

    Bene,

    una volta acclarato che lei non ha titoli per esprimere opinioni competenti ne deduco che "la sua teoria" è quella che ci sono popolazioni che presentano un maggior numero di tare ereditarie.

    Visto il metodo da lei utilizzato per giungere a questa conclusione, cioè impressioni, notiziole, trasmissioni televisive e deduzioni empiriche, mi permetta di catalogarla nella sezione "pregiudizi".

    Lavoro in ambiente scientifico da lunghissimo tempo e sono perfettamente consapevole del lavoro e della disciplina necessarie ad esprimere un risultato scientifico. Si fidi della mia esperienza. Lei è molto lontano.

    Comunque, così come tutti, anche lei è stato libero di dire la sua. Personalmente non credo di averne ricavato molto, ma se non altro anche lei ha avuto la sua possibilità.

    Lasciamo a chi legge il compito di trarre le conclusioni.

    Non ritenendo la possessione degna di menoma attenzione, almeno su queste pagine, riterrei l'argomento chiuso.

    Grazie a tutti

  • Vargan

    Io sono un maschio e non mi vergogno per niente di quello che ha fatto la persona in questione. Che si vergogni lui.

    Rispetto all'articolo vagamente misandrico e provocatorio non ho parole veramente. Mi verrebbe da ricordare tutta quella moltitudine di bambini uccisi o abbandonati dalle loro madri. editato.

    Bha!

  • MenteCritica

    Chiedo scusa,

    per qualche giorno non abbiamo potuto monitorare i commenti e questo era sfuggito.

    Ho provveduto ad eliminare le offese alla sensibilità e, di conseguenza, quelle tra utenti.

  • GdA

    Ho letto il commento di Vargan e, scusa se te lo scrivo MC, sarebbe stato meglio "additarlo", come ha fatto Daniela, piuttosto che "editarlo"..

    Certe affermazioni possono e devono essere spunto di approfondimento, analisi e rilfessione (visto l'argomento) al fine di "formare" la coscienza di donne che continuano a pensare che certi "atteggiamenti" siano "normali"..

    A me Vargan fa pena, un'immensa pena, non è un "uomo" e deve pesargli molto…

    Luna

  • MenteCritica

    Capisco la tua posizione Luna, ma noi qui cerchiamo di discutere, non di additare.

    Questo ci costa caro, come sai. MC ha un grandissimo pubblico, ma la sua scelta di non sposare la rissa e la polemica ci causa un lavoro di controllo e prevenzione che non è così evidente a voi che leggete.

    Per questo, volendo additare, ci sono tante alternative. Io credo che sia nostro dovere difendere la specificità di MC dove certe forme di interazione personale non hanno senso di esistere in quanto non producono effetti utili.

  • GdA

    Non vorrei essere fraintesa..

    Anch'io sono contraria alla rissa, alla volgarità, all' uso "improprio" della parola…

    Avrei preso spunto da quanto scritto da Vargan per confermare l'immane sforzo che la donna deve compiere, anzitutto, in difesa di sé stessa, della propria incolumità e, nel contempo, contro una cultura "prevaricatrice" e una mentalità maschile che, anche quando non sfocia nella violenza fisica o psicologica, "sottilmente" considera normali determinati atteggiamenti.

    Luna 🙂

  • daniela tuscano

    Concordo… Purtroppo leggo il tuo commento solo ora.

    Nel frattempo un’altra Hina, in Canada, è stata sgozzata dal padre perché rifiutava di portare il velo, mentre nel modernissimo Occidente un portale (parlo di Libero.it) continua ad ammannirci seni, sederi, toccacciate, figure di bassissimo rilievo persino nella giornata di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne. Quel giorno pubblicarono immagini discinte della Spears che voleva “farsi” due gemelli, adesso campeggia la Gregoraci per un sedicente “sondaggio”: secondo cui è sufficiente avere un bel corpo, il cervello è un optional. Oltre a finti gossip su starlette e signori nessuno diventati star per presunte sporcacciate sessuali. Ah, e va forte anche lo squartamento per esibizionisti. Da denuncia. Sì, lo scritto di Vargan andava lasciato, anzi esibito a caratteri cubitali, e sbattuto in faccia ogni volta che qualche solone (maschio) avesse decretato che no, ora la donna è libera, anche troppo.

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