Per MariaAntonietta Maschi Vergogna

16 agosto, 2007 di Daniela Tuscano  
Archiviato in Cronache Italiane, La diversa Opinione

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Aspetto, aspetto, e spero. O, forse, m’illudo. Sono ancora in vacanza. Settimane fa mando a MC una intervista niente male. Mi si ringrazia. Chiedo quando verrà pubblicata. Silenzio. Vabbè, aspetto ancora. E spero.

lucadelfino.jpgC’è qualcosa di più urgente di cattolici e condom (mai che si puntualizzi, del resto, che esistono anche cattolici seri, non ossessionati da questioni di lana caprina, o forse di un diverso tipo di pelo, altrimenti gli “illuminati” razionalisti non possono sfoggiare il loro fine intelletto), e, pensate, persino dell’andamento borsistico che campeggia in primissima pagina su quasi tutti i grandi media.
C’è il caso, l’ennesimo caso, della ragazza sanremese sgozzata. Qui da noi ha fatto molto scalpore. Già, perché attualmente mi trovo in vacanza proprio nella città del Festival. E del Casinò. E di Luca Delfino.
Mica è stata ammazzata solo lei, sia chiaro. Qualche giorno fa ne hanno fatte fuori altre due. Sempre mariti, fidanzati, amici irreprensibili, ecc. ecc.
A parte l’immondo rimpiattino delle procure liguri, mi è capitato di vedere la faccia del Delfino, che già qualcuno definisce “insano di mente”. Figurarsi. Sembra proprio che in questi ultimi tempi i poveri uomini siano diventati tutti dei malati da curare, e magari da comprendere e da compatire. Chissà quanto deve aver sofferto, il Delfino.
Forse per questo passeggiava tranquillo, col suo chiodo e la sua andatura ignorante e spavalda, per le strade della solatia cittadina rivierasca, pur avendo sul gobbo un’altra mattanza femminile, consumata un anno prima e nello stesso modo. Vagamente somigliante a Fabrizio Corona, le sopracciglia accuratamente depilate, il gel sui capelli, la carnagione mediterranea, quasi da “Billionaire”. Sembra che quando dal carcere ha saputo che parlavano di lui, si sia esaltato. Anche se ogni tanto piange a dirotto, e questo, per gli esperti del carcere, è la prova più inequivocabile della sua demenza. Non vorrei obiettare a questi luminari (maschi), ma se mi trovassi in galera, a stretto contatto con detenuti che me l’hanno giurata (e c’è da ipotizzare, qualcuno se lo augura anche, che costoro, a differenza dei legulei italici, potrebbero mantenere la promessa), beh, probabilmente frignerei anch’io, e strillerei pure. Alla pelle ci tengo, come chiunque, anche i vermi credo. Chiamasi istinto di sopravvivenza, mica follia.
Andiamoci dunque piano a scomodare i matti. Che meritano, loro sì, rispetto e cure. E quanto al gesto di Delfino, al mondo esistono migliaia di normalissimi che compiono stragi pazzesche. In nome del disprezzo, del razzismo, del possesso, della cosificazione dell’essere umano. Nello specifico, della donna.
La “filosofia” dei Delfino impomatati è esattamente la stessa che, portata agli estremi, ha animato gli eroismi dell’indimenticato Angelo Izzo. Anche lui un povero pazzo, anche lui “redento”, messo niente meno che ai servizi sociali, e a stretto contatto con donne e ragazzine. Coi risultati che poi si sono visti.
Distrutte le conquiste del femminismo, ritornata la donna puro oggetto di consumo, risorto trionfante il bellicismo e il barbaro istinto di possesso, rinato, insomma, il grido della savana degli uomini, questo è il mondo che ci hanno lasciato. Maria Antonietta non è diversa da Hina, non è diversa da Barbara Cicioni. Cambiano le latitudini, ma gli uomini sono sempre uguali. Dietro un ipocrita “politically correct”, il loro sogno atavico e recondito è, da sempre, uno e uno soltanto: spadroneggiare su oche compiacenti.

P.S.: Non che debba giustificazioni ai maschietti, ci mancherebbe. Ma tengo a precisare che non sono una zitella acida, non sono in astinenza, non sono gay. Già, perché facilmente gli uomini scambiano una semplice invocazione di giustizia per una frustrazione da… mancanza d’attrezzo. E’ la loro visione della vita, il loro modo di regolare i rapporti.

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Daniela Tuscano

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Comments

38 Risposte a “Per MariaAntonietta Maschi Vergogna”
  1. MenteCritica scrive:

    2 considerazioni molto brevi

    1) La pubblicazione su MC in genere non è rapida e mai automatica. Nel caso citato da Daniela si era ritenuto che l’intervista, molto interessante, potesse essere proposta in una fase meno vacanziera in modo da dare a più persone l’opportunità di leggerla.

    2) Personalmente sono in forte disaccordo con l’articolo di Daniela. La conclusione che Delfino abbia ucciso un’altra ragazza non è sostenuta da nessuna evidenza. Gli stessi giudici hanno ritenuto che non ci fossero elementi sufficienti ad una condanna. Per fortuna, le opinioni e i pregiudizi non sono ancora sentenze in questo paese.
    Inoltre, dalla lettura si evince che tutti i maschi siano dei violenti o degli assassini potenziali che danno della lesbica insoddisfatta a chi non la pensa come loro.
    Io so di non aver mai fatto del male ad una donna e non penso che Daniela sia una lesbica insoddisfatta. In quale categoria ricado?

    E’ una generalizzazione, e come tutte le generalizzazioni indebolisce l’azione che bisogna mettere in campo per lottare contro ogni forma di sopraffazione dei più forti sui più deboli, indipendentemente da sesso, razza e religione.

    E questa non è una lotta di un sesso contro un altro, ma la lotta di chi ama la vita, la pace e l’amore contro chi preferisce potere, ricchezza e vizio. E va condotta insieme. Da tutti gli uomini e le donne che hanno a cuore la vita.

    Comunque, per obiettività, ho letto un articolo dove viene accuratamente identificato un fenomeno di persecuzione verso le ex compagne/amanti o donne in generale. Invito a leggerlo per farsi un’opinione anche sulla base delle statistiche descritte.

  2. Juan scrive:

    Generalizzazione: stessa parola cui ho pensato io.
    (Dalla savana con furore.)

  3. daniela tuscano scrive:

    Generalizzazione, certo. Il mio era uno sfogo, non un’analisi ponderata. Sarebbe facile, e anche banale, precisare che non mi riferivo a casi specifici.

    Ma – domandiamoci – è altrettanto infondata? Quel “dalla savana con furore” è sintomatico. ;-) Del resto, lo ammise anche l’ex-sindaco di Bologna, Vitali: ogni uomo è un possibile… continuate voi?

  4. Doxaliber scrive:

    Condivido in pieno l’opinione di Mentecritica e non ho altro da aggiungere.

  5. Juan scrive:

    Sintomatico di che? Ho preso un tua frase e ho voluto usarla in modo scherzoso tutto qua.

  6. Chiara scrive:

    Qualcuno la chiama ironia…
    “Ogni uomo è un possibile” cosa?: criminale – stupratore – prevaricatore? (E le donne come sono, tutte angeliche e moralmente impeccabili?). Oltre all’ex sindaco di Bologna, mi sembra che John Anderton la pensasse in modo simile, finché non si accorge che qualcosa non quadra nel sistema della precrimine.
    Esistono, ovviamente, situazioni al limite come le minacce e le persecuzioni cui accennava MenteCritica: ma in questi casi si può già parlare di un reato. Il fatto che spesso le vittime, uomini o donne, di questi reati non siano sufficientemente protette è un problema fattuale, grave ma fattuale.
    Quanto accaduto su Izzo, invece, è una oscena e imperdonabile superficialità dei periti psicologi – che andrebbero presi a calci in culo e che sono i responsabili morali delle azioni di Izzo.

  7. Milu' scrive:

    Il fenomeno e’ preoccupante e in forte crescita. Bisogna sicuramente portarlo allo scoperto. Le generalizzazioni, pero’, non servono allo scopo di divulgare una diversa cultutra.

  8. serpiko scrive:

    Delfino un secondo Izzo? No, non credo.
    Non sono stati fatti errori clamorosi, e questo disgraziato non aveva abbastanza soldi per sottrarsi alla giustizia: semplicemente non c’erano tutte le prove occorrenti. Giudicare al di fuori dei fatti è difficile, per esempio mi verrebbe da dire: ok, niente prove non significano innocenza assoluta e una buona sorveglianza non sarebbe stata cattiva cosa. Ma chi mi dice che questa buona sorveglianza non sia stata predisposta, e magari dopo qualche tempo giudicata inutile? Con i se e con i ma non si ragiona, questo è il fatto, soprattutto quando c’è del sangue a terra.

    Il problema è un altro. Anzi, sono altri due.
    Il primo: come facciamo a far sì che la cosa non si ripeta?
    Il secondo: adesso di questo tizio cosa ne facciamo?

  9. Lameduck scrive:

    Sarò forse considerata cinica e spietata ma, al di là del fatto che esistano i sociopatici e gli odiatori di donne a prescindere, gli uomini violenti e gli stupratori incalliti, voglio dire che esistono anche le donne stronze e t***e che farebbero scappare la pazienza ad un santo.
    Potrei fare degli esempi ai quali assisto quotidianamente ma me ne asterrò per brevità. Dico solo che se la persona alla quale penso uccidesse sua moglie in un impeto d’ira, per le cattiverie, tradimenti e ruberie che gli ha fatto, se io fossi un giudice, chiederei ogni attenuante e possibilmente l’assoluzione.
    Le vittime di Delfino saranno state sicuramente delle brave ragazze ma non dobbiamo dimenticare che il mondo non si divide in maschi violenti da una parte e donne vittime dall’altra.
    Dico anche che questo personaggio è stato “fidanzato” con le sue vittime, cioè era stato liberamente scelto da loro. Tutte possiamo avere la sfortuna di incontrare ed innamorarci di un assassino ma se capita qualcosa di brutto non diamone la colpa a chi non c’entra. Assumiamoci la responsabilità delle nostre frequentazioni.

  10. Uyulala scrive:

    Sono un po’ perplessa. Non amo (di solito) le generalizzazioni e ho un ottimo rapporto col maschile, rispetto gli uomini, cerco di comprenderne le loro caratteristiche. Finora son stata a mia volta rispettata, ho avuto accanto uomini che non mi avrebbero sfiorata neppure con un dito senza il mio consenso e amici che son stati per me VERI amici, ma ovviamente potrebbe essere solo un fatto di fortuna.

    D’altro canto è innegabile che quando scoppia un fatto grave all’interno di una coppia (o ex coppia) chi commette il fatto è l’uomo e chi lo subisce o che ne muore è la donna. E questo NON è una generalizzazione, è un fatto. Al di là del caso specifico se qualcuno si prendesse la briga di studiare il fenomeno in modo serio, non sarebbe una cosa mal fatta. Fare i sociologi alla “Maurizio Costanzo Show” mi sembra non solo inutile ma proprio dannoso.

    A Lameduck vorrei dire che se è indubbiamente vero che esistono donne che le botte se le tirano dietro, vorrei però sottolineare che prima di arrivare ad ammazzarle bisognerebbe che gli uomini avessero abbastanza OO da, semplicemente, mandarle a quel paese e mollarle, lasciarle sole. Pare impossibile ma a volte ci vuole più coraggio in questo che nel commettere un omicidio.

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