Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Per il Bene del Paese" è stato scritto da Fully
Antonio Bassolino, Governatore della Campania, è tornato al centro dell’attenzione mediatica insieme ad altri amministratori del PD (il sindaco di Napoli Jervolino, quello di Firenze, Domenici) per le azioni giudiziarie in cui sono coinvolti alcuni esponenti di spicco delle rispettive Giunte.

E mentre Ciampi descrive una situazione peggiore di Tangentopoli, da più parti si invoca una bella rispolverata della “questione morale” cara ad Enrico Berlinguer e si teme per il Partito di Veltroni un ulteriore appannamento di quella “superiorità” etica sbandierata da sempre ai quattro venti per distinguersi dai passati e presenti avversari politici.
Sui giornali troverete vari dettagli, e lì vi rimando per saperne di più. Quello su cui mi preme soffermarmi ora è la posizione di Antonio Bassolino: pare che stia maturando la decisione di dimettersi. Del resto aveva detto lui stesso che sarebbe rimasto al suo posto finché non fosse cessata l’emergenza rifiuti e l’emergenza è stata superata da alcuni mesi, ormai.
Io credevo che stesse un po’ traccheggiando per vedere come sarebbe stata gestita dal PD la sua uscita, che stesse, in altre parole, “trattando la resa”. Fino a qualche giorno fa sembrava che il compenso al “passo indietro” di Bassolino sarebbe stata una comoda candidatura alle prossime Europee, ma scorrendo i giornali sembra che non tutti nel PD siano d’accordo. Sul Messaggero si legge ad esempio:
Quel che è certo è che Bassolino non verrà candidato alle Europee, Claudio Velardi suo assessore ha già minacciato di dimettersi se lo facesse, e al Pd non ci pensano proprio: «Se deve fare un passo indietro come presidente della Campania non si capisce perché dovrebbe farlo avanti come eurodeputato».
C’è da crederci? La logica comune farebbe pensare che non esistano alternative: l’azione politica del Nostro appare tanto compromessa che sembrerebbe strano concedergli un’altra chance.
Ma Bassolino non deve disperare, ci sono precedenti illustri. Ricordate ad esempio Francesco Rutelli? Dopo la sonora bocciatura nella corsa al Campidoglio persa malissimo contro Alemanno la logica comune avrebbe voluto che si facesse da parte, che cambiasse mestiere (?) e invece no: non solo è stato ripescato come senatore, ma è anche assurto allo scranno di vicepresidente di Palazzo Madama.
Davvero indistruttibili, questi nostri politici.
E dunque, quale futuro per Bassolino? Certo è difficile credere che uno che è in politica da quando aveva 17 anni, che ha rivestito cariche di partito non secondarie, seguendo imperterrito tutte le trasformazioni del PCI, PDS, DS ed infine PD possa togliersi di mezzo tanto facilmente.
Vedrete che qualcosa gli daranno: se non andrà a Strasburgo rimedierà la presidenza di una qualche Autorità, o di una Fondazione, o di un qualche Ente più o meno utile. Insomma, Bassolino a 61 anni è ancora troppo giovane per ritirarsi a casa ad aspettare che la sera rientri la moglie senatrice, ma è troppo in là con gli anni per trovarsi un altro lavoro.
No, sono pronto a scommetterci: gli verrà concessa ancora una volta l’opportunità di mettere la sua lunga esperienza di politico e di amministratore a disposizione della collettività. Lo ritroveremo, vedrete, ancora al servizio dei suoi concittadini, per fare esclusivamente il bene del Paese. Come sempre, del resto.

… Esistono tanti lavori socialmente utili…
Magarii con uno stipendio di 700 euro al mese…
Tanto i risparmi di “una vita di lavoro” li avra’ gia’ messi da parte, e non credo che morirebbe di fame.
E poi ha la liquidazione… la pensione… e forse pure la social card.
Ma il problema sta sempre li’: l’abolizione del voto di preferenza che adesso vorrebbero anche per le elezioni europee.
Il rinnovamento della politica “quella gente” non lo fara’ mai. Sta alla gente non dar piu’ loro modo di “legittimarsi”.
@Chiara di Notte – Klára,
Verissimo. Non possiamo aspettare che cambino i politici, devono cambiare gli italiani.
Dobbiamo cambiare noi.
bello soprattutto il richiamo alla vicenda di Rutelli, nei paesi anglosassoni i grandi sconfitti si ritirano a vita privata e chi s’è visto s’è visto, da noi ci sono i Rutelli o i Walter “grandine” Veltroni, che dopo aver distrutto la sinistra italiana resta saldamente in sella al maggior partito di opposizione.
E adesso ci becchiamo la riforma della giustizia “per il bene del paese”.
Direi che la nottata si sta infittendo sempre più.
Non sono d’accordo sul parallelo con Rutelli. Dimettersi per una “questione morale” lo trovo doveroso, anche qualora si fosse innocenti. Dimettersi per una sconfitta lo trovo inutile e dannoso, specie quando si tratta di politici “giovani”. Poi non capisco perche’ si sarebbe dovuto dimettere Rutelli per la sconfitta politica del 2008, quando nessuno sottolinea che Berlusconi non si e’ dimesso quando ha perso le elezioni del 96 e del 2006….lui ne ha perse ben 2…Rutelli una sola….Occhetto una sola……
@fabio,
cito ilbuonpeppe perchè mi sembra efficacissimo in 3 righe 3…
“Se poi ci mettiamo sopra anche la batosta elettorale e l’azzeramento della rappresentanza parlamentare di quei partiti che avrebbe dovuto essere suoi alleati naturali…”
Poi ci aggiungerei l’assoluta mancanza di carisma che fa sì che nessuno possa seriamente pensare che topogigio potra mai battere la P2 che ci governa.
E comunque fare un passo indietro sarebbe solo responsabilità verso il centro sinistra che lui ha distrutto e che non potrà mai rialzarsi sino a che ci sarà lui a guidarlo.
Quanto al giovani, se non ricordo male, il Nostro è vicino alla 60ina e penso che solo in Italia si possa esser considerati “homines novi” a 60anni…
Obama ne ha 42 e mi suona decisamente meglio come “Homo novus”…
Achille “gioiosa macchina da guerra” Occhetto e “sua santità” Rutelli non mi sembrano questi grandi leaderss da rimpiangere e non è un caso se hanno perso, così come non è un caso la disfatta di topogigio…
@francy68,
Obama ha 47 anni, in ogni caso quello che è interessante sottolineare è che il limite minimo d’età per senatori e presidenti è più basso negli USA che in Italia.
In effetti in Italia si richiedono almeno 50 anni ad un presidente (che poi nel caso italiano non è neanche sbagliato dato che il presidente svolge funzioni istituzionali e rappresentative, non organizzative o esecutive), mentre negli USA 35 (praticamente un adolescente).
Per i senatori il limite minimo è rispettivamente di 40 anni in Italia e 30 negli USA.
Come poi in Italia riescano ad avere una vita politica del 50% – 100% più lunga nonostante l’età media sia di 10 – 20 anni superiore a quella USA, resta un bel mistero, ma solo per chi non vive in Italia.
Come disse “qualcuno”: il potere logora chi non ce l’ha.
Il problema dei leader e’ un altra cosa. Cio’ che intendevo sottolineare e’ questo: la debolezza della sinistra e’ data dalla consistente critica che si verifica all’interno del partito. La stessa critica e’ mossa al partito da fuori, dalla base. Dall’altra parte abbiamo una destra che non subisce alcun tipo di critica ne dai popri elettori, ne dai propri componenti, perche’ sono condizionati i primi e Berlusconidipendenti i secondi. La differenza e’ la stessa che passava tra la democrazia Ateniese e l’assolutismo Persiano. non sono convinto che l’eccesso di critica sia un male. La Democrazia per me e’ dibattito e negoziato. I decisionisti sono un’altra cosa.
Ps L’Italia purtroppo e’ gerentocratica. L’anzianita’ fa merito…non solo nella politica. Questa e’ una questione di costume
Un saluto
@fabio,
Rutelli non era in corsa anche nel 2001 ? Con questa fanno 2 volte.
Mi riferivo alle amministrative…..
comunque il concetto penso sia chiaro, neppure se ne perdesse un milione di elezioni a Berlusconi verrebbe chiesto di farsi da parte….l’alleato che si e’ opposto a lui e’ sparito (Follini)
@fabio,
c’è modo e modo anche di perdere.
La sconfitta di Rutelli contro Alemanno è stata una vera disfatta sul piano personale. Rutelli non venne votato neanche dai suoi, tanto è vero che per la provincia di Roma (dove la città di Roma è preponderante) il centrosinistra con Zingaretti prevalse sul centrodestra.
@fully,
Vedi sopra Fully
Un saluto
E io voto! (cit. >Totò)
@Oris,
Se gli italiani “votassero”, invece di andare semplicemente a fare una croce sulla scheda, staremmo sicuramente meglio…
@ilBuonPeppe,
ehi qua si va sul difficile… qua si chiede di legger fra le righe…troppo difficile (e, come direbbe il gran capo, sei il solito “intellettuale di merda”)…
e forza italiaaaa….
ok domandona da intellettualoni, gli italiani capiranno che la riforma della giustizia servirà a sancire lo scioglimento dalla legge della casta?
domandonaonaona n.2:
riuscirà il buon Walteroneone a salvarci?
@francy68,
“intellettuale di merda” a meeeee? Andiamoci piano con le parole… io non sono un intellettuale
domanda n. 1: gli italiani, come non capiscono la differenza tra votare e mettere una croce, nemmeno possono capire a cosa serve la riforma (?) della giustizia. Qunidi: NO
domanda n. 2: NO, soprattutto perchè noi non gli interessiamo affatto; l’unica sua preoccupazione è salvare sè stesso, e ci riuscirà benissimo.
@ilBuonPeppe,
infatti (giuro) mentre lo scrivevo mi chiedevo se non stavo osando troppo dandoti dell’”intellettuale” … ho esagerato, chiedo umilmente scusa.
1- curiosamente ho anch’io la strana sensazione che NO sia la risposta esatta.
2- qui ho qualche dubbio, secondo me a lui non dispiacerebbe perseguire (anche) il bene comune…è che, poverino, i suoi mezzi sono quel che sono.
@francy68,
Riguardo al Walterino, tralasciando ipotesi più inquietanti, e dando per scontata (?) la sua buiona fede e la sua voglia di perseguire il bene comune, posso avanzare queste ipotesi:
- è un incapace
- non lo fanno lavorare
- non ha i mezzi necessari
In ogni caso sarebbe suo dovere dimettersi. Se poi ci mettiamo sopra anche la batosta elettorale e l’azzeramento della rappresentanza parlamentare di quei partiti che avrebbe dovuto essere suoi alleati naturali, il quadro è completo: A CASA!!!
E, ovviamente, a casa tutta la dirigenza PD, cominciando da Max Baffin. Invece stanno tuti lì attaccati alle loro poltrone. E’ l’Italia baby..:!
@ilBuonPeppe,
dando per scontato che i tuoi dubbi siano legittimi (e lo sono, ma preferisco non pensarci troppo), direi che la risposta alle tue “domande” è, chiaramente…
è un incapace privo dei mezzi necessari per opporsi alla valanga che ci sta travolgendo ma, in compenso, è sotto tutela del buon max baffin che -orbo nel paese dei ciechi- viene riverito come l’eminenza grigia della morente (ops scusate l’ottimismo…morta e sepolta) sinistra italiana.
sull’”A casa!” c’è poco da aggiungere, l’unica è sperare che anche da noi possa spuntare dal nulla un Obama a salvarci…
@francy68,
nooooooooooooo! Francy mi deludi.
Sperare nell’uomo nuovo, nel leader carismatico… no grazie.
Non abbiamo bisogno di uomini forti che ci guidino, ne abbiamo avuti già troppi; dobbiamo diventare forti NOI. Tutti.
@ilBuonPeppe,
beh Obama non l’interpreterei come un “uomo forte”…piuttosto come un messia.
D’accordissimo che dobbiamo migliorare noi stessi più che lamentarci di ciò che fanno gli altri, ne sono più che convinto.
Però, se nel frattempo arrivasse uno come Obama che nomina squadre di collaboratori come questa…
http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/esteri/obama-presidente-3/obama-squadra-ambiente/obama-squadra-ambiente.html
…insomma sarei un po’ meno pessimista.
Poi è giusto il tuo timore che anche se lo avessimo finchè siamo quel che siamo continueremmo a votare FI; però avere un Obama…insomma magari perderemmo lo stesso ma almeno mi sentirei rappresentato.
@ilBuonPeppe, andare a votare in questa situazione è inutile proprio per il tuo NO.
La democrazia basa il suo funzionamento sulla matematica, la matematica è priva di intelligenza e funziona anche in totale assenza della stessa.
Se c’è un numero maggiore di un altro quel numero vince.
E in italia quel numero è talmente grande da cancellare qualsiasi possibilità, se non casuale, di una votazione consapevole.
@Oris,
vorrei tanto darti torto, purtroppo hai ragione, coi numeri non si ragiona.
Resto però contrario all’astensionismo perchè comunque si facilita la vita a chi cerca poltrone strafottendosene della legittimazione o meno dei numeri.
D’altra parte devo ammettere che se alle prossime elezioni dovessi riavere un pd guidato da topogigio come punto di riferimento, beh sarà la volta che prenderò in seria considerazione l’astensione.
O forse voterò Di Pietro, turandomi il naso.
Sempre ammesso che le prossime leggi non stabiliscano direttamente il partito unico; dopo la riforma della giustizia in arrivo manca solo questo…
@francy68, semplice: chi si è predsentato a casa e nuova votazione.
Che ne dici?
NOn credi che le cose cambierebbero.
I candidati corrotti non sono infiniti.
Potere alla gente, casso.
@Oris,
Quel che dici è vero, ma se l’alternativa è far votare solo le persone intelligenti, mi dispiace ma non ci sto. I motivi dovrebbero essere evidenti, per cui non mi dilungo.
Sono d’accordo con Francy, che l’astensionismo è peggiore di una democrazia malata come la nostra. Non si può risolvere un problema con un altro problema, ci vuole una soluzione.
E la soluzione l’ho già detta sopra: bisogna curare il malato, cioè NOI.
@ilBuonPeppe, sono d’accordo.
Ma io metterei lil quorum anche alle votazioni.
Minimo 90% degli aventi diritto la prima volta, a scendere L 75% LA SECONDA.
Se non le elezioni non valgono.
In questo modo si darebbe potere anche a chi non si riconosce negli attuali schieramenti.
Solo così si può sperare in una analisi di coscienza della politica.
@Oris,
eheh così frego la mancanza di tasto di risposta…
tornando alle cose serie, Oris che succede se alla seconda convocazione non si raggiunge il piccolo quorum (per gli amici, cuoricino
)?
Dobbiamo fare una terza tornata con quorum 4 amici al bar? Alla fine saremo comunque costretti ad accettare che il governo possa essere eletto anche con pochissimi voti. Proprio per questo continuo a ritenere necessario il mio andare a votare, anche se sarò “annacquato” da una maggioranza che non la pensa come me.
Ma il punto -e qui arrivano le giuste osservazioni del buonpeppe- non è che il paese osi votare in maniera difforme dalle mie intelligentissime opinioni; il punto è che, purtroppo, non si riesce ad avere una grande quantità di (veri) cittadini che votano “davvero”…
Per questo mi piacerebbe che il paese spendesse la maggior parte dei suoi soldi in scuole scuole scuole (magari anche qualche scuola di giornalismo aiuterebbe).
PS: il quorum non solo non lo introdurrei per le politiche, ma lo abolirei anche per i referendum; sia per evitare i giochetti antidemocratici dei no che si astengono per aggiungere al proprio voto quello fisiologico degli astenuti, sia perchè mi sembra corretto che chi non è interessato a una certa materia lasci decidere chi è interessato (e magari, si spera, informato) invece di imporre il suo non decidere…
@francy68, semplice: chi si è predsentato a casa e nuova votazione.
Che ne dici?
NOn credi che le cose cambierebbero.
I candidati corrotti non sono infiniti.
Potere alla gente, casso.
(chiedo scusa per il commento duplicato
)
@Oris,
humm direi proprio che non è realistico, e poi le elezioni costano assai sarebbe anche un “giochetto” costoso…
Il potere al popolo semmai lo darei tramite internet: il governo non fa un cazzo se le sue proposte non sono approvate da almeno x milioni di cittadini, ognuno col suo filo diretto col Grande Processore Democratico del Volere Popolare…probabilmente il popolismo ne uscirebbe rafforzato ulteriormente, però chissà…ogni giorno, compiti a casa per tutti i cittadini, mail di convocazione per votare le leggi proposte dal governo….
per adesso è infattibile, ma secondo me ci si potrebbe arrivare…certo ci vorrebbe l’accesso a Internet per una fetta consistente di popolazione, non per i 4 gatti che siamo oggi (dato in discesa!…vi rendete conto…in Italia i connessi a Internet diminuiscono!!! diomio!)
Purtroppo rutelli è anche a capo dei nostri servizi segreti, anche se mi vergogno a dirlo.
@Marcoilbuono, cosaaaaaaaaaaaaaa?????
Mi sembra il minimo, d’altronde non penserete che nell’intera faccenda dei rifiuti, lui abbia avuto una qualche lontana responsabilità ?
Come disse la Jervolino:
delle povere vittime che si sono prestate a un ruolo orrendo (aggiungo io).
Insomma, agli inizi di aprile 2008 Bassolino aveva detto: “fra un anno mi dimetto” (e non ha cambiato idea pur con la destra che aveva inutilmente protestato nei mesi successivi affibbiandogli il titolo di “abusivo”).
La linea che lui ha sempre sostenuto è che lui non ha responsabilità gravi, infatti non gli è neanche passato per la mente di dimettersi (cosa che a suo modo di vedere sarebbe stata solamente una stupida ammissione di colpevolezza), quindi ha deciso di rimanere e dimostrare le sue capacità.
In effetti non appena il clima politico l’ha permesso, qualcosina ha fatto, ma basta questo per assolverlo dalla sua parte di responsabilità ?
Ovviamente no, ma quello che è altamente probabile è che queste idee geniali siano concertate con gli “amichetti”, quindi anche le scaramucce in cui si dice “deve andarsene, è abusivo, è cattivo, ecc.” mi sembrano delle messe in scena come da copione.
La cosa scandalosa è che per fare tutto questo e procrastinare a sufficienza eventuali indagini e processi, basta fare un po’ di scena e intorbidare le acque nel modo giusto; a me pare che questi giochetti siano diventati un po’ troppo facili da fare, quindi vorrei tanto dire: con te, o con voi, non gioco più.
Questi due in foto rappresentano il meglio,
tutto quello che in base alle nostre forze siamo riusciti a partorire.
Ogni scarrafon è bell a mamma soi.
amerezza e disgusto.
Viene voglia di arrendersi.