Per Favore … Silenzio

A nessuno di noi è concesso comprendere fino in fondo quali siano le sensazioni di una persona gravemente ammalata dinanzi alla quasi certezza della fine della sua vita.

E’ troppo semplice, quando la dignità umana non si è ancora persa, ipotizzare di voler vivere comunque e o di voler morire a qualsiasi costo.
Ci sono sempre troppi pensieri e troppe parole nell’uno o nell’altro caso.
Ma nessuno di noi sa davvero e fino in fondo.
Il testamento biologico videoregistrato del sig. Ravasin susciterà ancora il bisogno di parole e di interrogativi, sarà di certo contestato nel momento della sua esecuzione, i giornali se ne occuperanno per giorni e giorni.
Mi domando cosa ha provato il sig. Ravasin mentre ha espresso il suo consapevole convincimento.
E mi rispondo che sono ancora fortuna, perchè non lo so.
Lasciamo la scelta solo a chi sa.

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Il Piccolo Diavolo Stampa questo Articolo Stampa questo Articolo

Sono completamente d’accordo.
Come scrivevo un anno e mezzo fa a proposito di Welby nessuno ha il diritto di decidere un trattamento sanitario (e non solo) in contrasto con il diretto interessato. Almeno quando il diretto interessato esprime consapevolmente le proprie scelte.
Il testamento biologico andrebbe regolamentato per legge con una norma molto semplice: quello che la persona ha consapevolmente deciso per sè non può in nessun caso essere contravvenuto.
Invece, complice anche l’inazione di quelle forze politiche che a chiacchiere sarebbero d’accordo, ci dobbiamo ogni volta sorbire i pistolotti di ogni imbecille che abita questo schifo di pianeta. E intanto chi ha la sventura di essere il malato di turno, viene sfruttato, svergognato, insultato. Sciacalli!

Brava piccola G.
Poche parole per affermare un concetto banalmente universale.
Il diritto a decidere per se stessi in piena libertà.

Laura Costantini’s avatar

Laura Costantini reply on Luglio 23rd, 2008 13:26:

Proprio nei giorni scorsi ho detto a mia madre, mentre i tg blateravano su Eluana, che se dovesse accadere a me, non voglio essere rianimata. Certo, non vale a livello legale, mi tocchera’ andare da un avvocato per affermare un mio sacrosantissimo diritto. Meglio il silenzio, davvero.

Comandante Nebbia’s avatar

Comandante Nebbia reply on Luglio 23rd, 2008 14:21:

Purtroppo le cose stanno proprio così.

F.Maria Arouet

F.Maria Arouet’s avatar

Io penso che non se ne parli mai abbastanza.
Pur senza ignorare come l’affermazione secondo cui la vita é sacra, quindi al di fuori della disponibilità del vivente, sia uno dei tabù sui quale si regge più di un aspetto della civile convivenza, e dunque i rischi che si corrono volendolo superare, sono convinto che alla fine il naturale processo di secolarizzazione in atto ci porterà inevitabilmente a sostituirlo con un’adesione fondata sugli argomenti.
Dunque non più assoluta, come sono i dogmi della fede, ma soggetta a condizione, com’é qualsiasi conquista della ragione.
Credo, al di là delle affermazioni di principio, che l’attuale carenza di un’analisi che sappia andare oltre la morale acquisita vada prosaicamente attribuita soprattutto alle resistenze di coloro che dalla persistenza del tabù in essere traggono un qualche vantaggio.
Innanzitutto chi l’ha inventato e ne gode come di un copyright, nel caso la chiesa cattolica, poi l’autorità costituita, ove questa abbia concepito ed usi la chiesa come instrumentum regni.
Come succede da noi dai tempi di Costantino il Grande.
Dovremo parlarne non come di una questione di principio, sostituendo a un tabù un altro tabù, ma come di qualcosa che ha i suoi pro e i suoi contro, dove la soluzione più conveniente non é mai scontata, né a portata di mano.
Mi accontenterei se, per prima cosa, riuscissimo a liberarci di coloro che affermano di possedere la soluzione, con la pretesa di applicarla agli altri.
Ognuno per sé, dunque.
Anche se, certamente, in questo modo, aumenterebbe a dismisura la nostra solitudine.

Il Piccolo Diavolo

Il Piccolo Diavolo’s avatar


Di testamento biologico non vuol sentir parlare il ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna, che avverte: “Una legge del genere non può che vedermi in disaccordo. Ho paura, infatti, sia un viatico per l’eutanasia”.

“La mia personale opinione - spiega Carfagna - è che la vita va difesa dal principio fino alla fine. Comprendo le difficoltà dei malati terminali e dei loro familiari, ma questo è il mio punto di vista”.

Comprede le difficoltà dei malati terminali?
BAH!!!!!!!!!!!!

Finazio’s avatar

Finazio reply on Luglio 24th, 2008 8:07:

Il suo punto di vista è sempre contro il buon senso, su qualunque argomento.

Sul singolo caso è sicuramente meglio lasciare un alone di rispettoso silenzio, ma sull’argomento in generale bisogna parlarne, eccome. Sarei un pochino stufino di vivacchiare secondo le regolette pontificie.

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