Per Abitudine
9 novembre, 2008 di Fully
Archiviato in Bacio della Buonanotte
E’ proprio vero che ci si abitua a tutto.
E’ abitudine tornare a casa la sera e trovare una famiglia ad aspettarti, cenare insieme, raccontarsi la giornata, commentare qualche notizia di cronaca, giocare un po’ col cane, guardare qualcosa in televisione e poi addormentarsi nel tuo letto.
E’ la tua casa, è la tua famiglia, è il tuo letto, cosa c’è di strano?

Qualche sera c’è la variante dell’uscita per andare a cena fuori, o al cinema, o a teatro, da soli o con qualche vecchio amico. E poi i week end, con le puntatine del sabato ai mercatini, o le gite fuori porta, oppure dedicati a stare in casa e mettersi in pari nelle questioni domestiche.
Nulla di strano. Sono cose che vado ripetendo da anni.
Sì, nel frattempo i capelli (quelli che resistono) sono imbiancati, tua figlia cresce, non sei più tu che la porti a scuola, magari è lei che ogni tanto ti passa a prendere in ufficio.
E così la vita va avanti.
E neanche ti sembra particolarmente interessante fino a che….
Fino a che non ti rendi conto che ogni attimo che vivi è irripetibile.
Che quella tazza di tè presa scambiando chiacchiere in un bar era proprio quella e solo quella.
Che quel bel tramonto era quel bel tramonto; sì, ce ne saranno altri, ma intanto tu hai “vissuto” proprio quello.
Che la gita che stai progettando sarà quella gita. Ce ne saranno altre, è possibile, è probabile, ma intanto è proprio quella la gita che vuoi goderti…

Il fatto è che noi diamo tutto troppo per scontato.
Siamo impegnati allo spasimo nel tran-tran quotidiano e perdiamo di vista gli attimi…
Eppure la vita è fatta di attimi. E’ come un fotoromanzo in cui le istantanee fissano solo alcuni momenti, e il resto è il tempo che li congiunge.
E’ proprio vero che ci si abitua a tutto, e che tutto ci scorre addosso come niente fosse.
Ci abituiamo al male, alle brutture del mondo, ci abituiamo perfino alla miseria ed al crimine che vediamo in giro, alla guerra e ai suoi morti.
Ci si può abituare a tutto, si può anche sopravvivere a grandi sventure: abbiamo scoperto da tempo le tecniche psicologiche della “rimozione” delle cose brutte o dolorose.
Ma quando ci si rende conto che si si sta abituando alle cose belle, al punto da non assaporarle, talvolta da non accorgersene neanche, ecco, allora è il momento di iniziare a chiedersi se è proprio quella la vita che ci piace vivere.

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Fully
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2008


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su questo argomento ho passato notti a pensare e le conclusioni non sempre erano sensate anzi spesso arrivavo a paradossi. capita di pensare a queste cose quando i capelli imbiancano o quando il cancro ti prende tuo padre in due mesi, quando insomma la vita ti dà un sano calcio in mezzo alle gambe ed allora capisci che tifare per il milan o l’inter o litigare perchè era rigore o meno non solo le priorità. le priorità sono la carezza di una persona che ami e la possibilità di poterla vedere e vivere con lei ancora un giorno, ancora un minuto. berlusconi, obama od osama..polvere che tornerà polvere e non ci saranno nè santi nè soldi che potranno impedirlo.il resto è noia secondo alcuni…è vita secondo altri.
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Fully reply on 9 novembre, 2008 20:16:
si, hai ragione, queste sono riflessioni da serate malinconiche o da situazioni drammatiche.
A pensarci bene è un vero peccato che poi, passato l’effetto della sberla, quasi sempre si ritorni alle miserevoli realtà di ogni giorno, ad accapigliarsi per un nonnulla senza pensare che spesso ci lasciamo scorrere la vita addosso senza assaporarla.
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è vero, dovremmo celebrare ogni momento proprio perchè unico. Invece si finisce nella rassicurante dimensione dell’abitudine e lentamente si scivola nella paralisi.
cit:
“e poi le abitudini, queste sorelle della tragedia”
(P.P.Pasolini - La presenza -1970)
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Fully reply on 9 novembre, 2008 20:12:
perbacco, simo, che citazione colta!
ogni volta che si accenna a pasolini mi viene un po’ di malinconia
per quest’uomo tanto schivo quanto capace di interpretare l’animo umano e la dimensione del futuro. Per esempio anticipando di quarant’anni gli effetti perversi di un mondo infestato dal consumismo esaltato dalla televisione.
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Fully, non ti offendere, ma non credevo che tu avessi sentimenti così belli, imtimi, dolci. Mi sei apparso sempre molto duro, determinato, pragmatico.
Mi piacciono le persone che in fondo all’anima hanno sentimenti così profondi.
E’ vero, nella vita si lotta, ci si accapiglia, si cerca di far valer le proprie idee, si vuole prevalere sugli altri, ma nell’intimo si pensa ai veri valori della vita: la famiglia, i figli, i momenti passati con gli amici, la natura a tratti bellisima con i suoi panorami, i suoi incantesimi, l’amore della persona o delle persone amate, ecc.
Eppure, spesso ce ne dimentichiamo. Ci chiudiamo in noi stessi e ci facciamo scivolare addosso senza accorgercene anche quei pochi o molti momenti della vita che ogni giorno probabilmente viviamo.
Certo, la vita ci propina anche dolori, sofferenze, delusioni, illusioni, ma se ci soffermassimo un pò di più a guardare la vita con gli occhi dell’amore forse, anche quando è dolorosa, potrebbe darci qualche piacere da non dimenticare.
Mi ha fatto bene all’anima leggerti!
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Fully reply on 9 novembre, 2008 20:09:
Non mi offendo, lupo, anzi…
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ilBuonPeppe reply on 10 novembre, 2008 8:12:
Anche i duri hanno un’anima
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Parere personale, questo è il miglior Fully.
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Abitudine… a non apprezzare le bellezze della vita.perchè non ci accorgiamo che è dono. Grazie di questa riflessione.
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