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Peppino, ci Vediamo

26 marzo, 2008 di marco il buono  
Archiviato in Leggere, Oltre le Righe

Selected by dM for MCStorie da vendere
finché ne vuoi
intere pagine
riempirei
Ho libero accesso
ho la più ampia facoltà
di scrivermi addosso
vere o presunte verità
assorbo di tutto
raccolgo quei sentimenti e poi…

Vi siete mai fermati a guardare i vostri vicini di casa? Le persone con cui lavorate? I negozianti che vi vendono pane e pasta?
Io sì, è un esercizio che dice molte cose, e vi riporta con i piedi per terra.

Ad esempio al lavoro incontro tutti i giorni Peppino, dovessi descriverlo per un annuncio di incontri d’amore direi intorno ai 45 anni, capelli neri, …invidiosi, neri naturali, credo sia una controindicazione degli psicofarmaci, occhi marroni, ma abbastanza inutili, è ipovedente, quante volte l’ho salutato dicendo “ci vediamo” e subito dopo mi sono sentito un idiota.

 

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Postura alquanto rachitica, credo dipenda dal fatto che se non vedi tendi ad assumere un atteggiamento…di difesa nei confronti del mondo.

L’alitosi è il pezzo forte, a dir poco allucinante, quello credo dipenda dall’ernia iatale unita al fegato ormai compromesso dopo anni e anni di farmaci di vario genere.

Ripete ossessivamente gli stessi concetti, spesso parla con frasi fatte, ogni volta che ascolta le ambulanze crede che stiano arrivando per ricoverarlo, poi ho saputo che tra le altre cose ha subito qualche elettroshock, ed ho capito.

Nell’ultimo periodo ha iniziato ad accusare una dermatite e varie volte ha perso l’equilibrio, ma questo ancora non sappiamo a cosa sia dovuto, neanche Dr. House lo saprebbe senza le analisi.

Nonostante questa lunga serie di disgrazie, io lo adoro, forse perché è tifoso della “Maggica” come me, o forse perché ha una memoria invidiabile, basta accennare una canzone e lui ti dice immediatamente l’autore, l’anno, le strofe e i ritornelli, o forse lo adoro perché è molto facile farlo felice, basta parlargli, dedicargli tempo, ascoltare.

…Prendi quello che ti servirà
del mio cuore il battito migliore
le più strabilianti primavere
Tutto il bene che vuoi
la dolcezza che altrove non hai.
Portami nella tua gioventù
così in alto dove sei tu…

Peppino non è nato cieco, lo è diventato in tenera età, ma qui le notizie si fanno vaghe, di sicuro aveva un padre molto manesco, nessuna lacrima è stata versata quando è morto, anzi, come ulteriore indizio, Peppino ha una cicatrice enorme nella parte posteriore del collo poco sotto il cervelletto.

Che io sia un maledetto non ci piove, me lo hanno dichiarato in molti, ma so unire i puntini e mi viene fuori un gran bel disegno.

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La mia opinione è che in questi casi siamo tutti responsabili, la società siamo noi e lui ne è una vittima, ma la felicità per Peppino non è impossibile, gli basta poco, se vi capita di incontrarlo, non scappate,la malattia mentale non corrisponde quasi mai alla parola “mostro”, stategli vicino, secondo me glielo dobbiamo.

…Lasciami le chiavi dove sai
fammi trovare una sedia e del buon vino
chiunque tu sia ti resterò vicino.
carta e penna perché
questo nuovo messaggio è per te.

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marco il buono
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Comments

2 Risposte a “Peppino, ci Vediamo”
  1. esse.comesono scrive:

    …..Ti lascio le chiavi di casa sotto il vaso di viole, là, sul muretto che chiude la veranda.
    So che il tuo messaggio è anche per me.
    Io non ho paura di farti entrare, non ho paura di accordarti fiducia e coltivo la speranza che la mia mano tesa possa esserti utile per proseguire lungo il difficile cammino della vita.
    Mi fermo sempre a guardare i miei vicini di casa; certo…solo quando posso vederli ed incontrarli e non già per mancanza di interesse da parte mia ma per necessità: essi sono sempre indaffarati, impegnati nel loro duro lavoro agricolo. Tra la mia casa e le loro abitazioni c’è tanto spazio intorno.
    I nostri rapporti sono disciplinati da regole non scritte di rispetto e di reciprocità.
    E’ facile guardare i miei vicini di casa e tutti coloro che vivono nel territorio in cui vivo anch’io. C’è spazio e tempo per farlo, perchè dove vivo io nessuno ha mai troppa fretta, non esistono problemi di parcheggio nè di tempi morti da consumare ed il mare è a soli cinque chilometri e dalla mia casa posso sentirlo scuotersi ed arrabbiarsi quando è triste e cupo.
    Nella nostra esistenza e nella nostra quotidianità ci sono innumerevoli “Peppino” invisibili ai nostri occhi. Ci passano davanti, ci chiedono sorrisi, non sempre aiuto perchè chiusi nella loro gentile riservatezza e consapevoli di vivere in un mondo che sbatte porte in faccia e che è incapace di misurarsi con l’altro che sia diverso o no, che sia scomodo o no.
    E così, persi nella nostra “normalità” e troppo intenti a vivere una vita spesso fatta di formalità e di convenzioni dove non trovano spazio ed accoglienza coloro che potrebbero dare un senso alle nostre esistenze dannatamente regolari, ci dimentichiamo di tenere …la nostra porta socchiusa per consentire a chi potrebbe anche migliorarci la vita e colorarla, di entrare.

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  2. Marco il buono scrive:

    E’ piu bello il tuo commento del mio articolo, complimenti.

    [Rispondi a questo commento]

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