Pedofili, che Dio vi Maledica
4 ottobre, 2007 di Lameduck
Archiviato in Cronache Italiane
Attenzione, si avvertono i signori lettori che questo post conterrà toni molto incazzati e violenti e non avrò pietà perché sono in Mr. Blonde mode e anche se mi supplicate di non farlo vi torturerò lo stesso.
Avrete sentito anche voi come i giornali e soprattutto i telecinegiornaliluce stanno trattando ormai da settimane il caso di Rignano Flaminio, le accuse di pedofilia agli insegnanti dell’asilo locale. Per questi orribili fatti, per i quali a stento si trovano le parole per descriverli, mai come prima si sta sprecando l’aggettivo presunto. I presunti abusi, i presunti colpevoli, i presunti orrori, le presunte vittime, sgorgano come un sol vomito dalle bocche e dalle penne dei presunti giornalisti.
E va bene, siamo un popolo coerente: se quattro ragazzi vengono investiti da un ubriaco e la televisione ci ricorda gentilmente che è un rom, invochiamo tutti in coro la ghigliottina e andiamo ad incendiare il campo dal quale proviene. Se invece c’è il sospetto che dei figli di troia violentino bambini di quattro anni (diconsi quattro, o anime belle) per carità, diventiamo tutti garantisti. Forse perchè le loro facce sono troppo simili alle nostre.
In fondo in fondo, stanno cercando di convincerci, sono bambini di quattro anni quindi si sono inventati tutto. Oppure sono stati imbeccati dai genitori, magari dopo che questi, raffinati intellettuali, si erano riletti per l’ennesima volta l’opera omnia del Divin Marchese e i “Canti di Maldoror” di Lautréamont, dai quali i racconti di certi abusi sembrano tratti pari pari.
E i genitali tagliuzzati allora? Cos’è, un nuovo modello di pannolino con il cavallo di Frisia incorporato? Hanno quattro anni i bimbi, brutti bastardi, e pensate che si siano inventati la faccenda del sangue da bere? O delle poppe delle maestre da massaggiare con l’olio? Chi dovrebbe solo denunciare dei fatti orribili e aiutare i bambini a non essere più tormentati si sente invece di dover ragionare come il pedofilo, che se glielo chiedete vi dirà che lui, quello che fa, lo fa per il bene dei bambini. Perchè lui i bambini li ama.
Prima di lasciare questa valle di lacrime mi piacerebbe un giorno conoscere di persona quell’emerita testa di cazzo di pennivendolo che per primo (o prima) ha avuto l’idea di definire “giochi erotici” degli abusi sessuali su bambini, ripeto, di quattro anni, con il risultato che ora tutti i suoi colleghi pubblici declamatori di balle teletrasmesse li definiscono a quel modo.
Giochi erotici, capite, come se si trattasse di loro e dei loro compagni e compagne di merende e scopate. Come se si parlasse di adulti consenzienti annoiati da troppe posizioni del missionario di sabato sera, a letto al buio e con su i calzini. Giochi erotici come quelli che i loro amici pubblicitari ammiccano di continuo con le loro campagne del cazzo sui gelati, gli yogurt e gli aperitivi.
Meravigliosa, veramente commovente la solidarietà che, ci raccontano, “Buona Domenica” ha riservato all’autore televisivo coinvolto. Quando si dice che il mondo è governato dalle “corporations” non ci si riferisce mica alla Microsoft o alla Monsanto, ma alle vecchie e care corporazioni medievali. Chi tocca un macellaio dovrà renderne conto a tutta la categoria. E qui ci sono in campo nientepopodimenoche i generatori di televisione, ovvero i netturbini dell’etere con le loro truppe aviotrasportate. Tutti a fare quadrato attorno al possibile mostro per partito preso e solidarietà di cadreghino. Quintalate di dubbi sulla colpevolezza e neanche un piccolo e schifosissimo dubbio, piccolo piccolo che si tratti effettivamente di fatti veri. Garantismo a rutto libero, il collega è sicuramente innocente perché i bambini si sono inventati tutto, come dicono gli avvocati difensori.
Già, quelli. Ecco, io penso che non ci sia niente di peggio di un avvocato che difende un pedofilo. Uno che ha il coraggio di insinuare che il piccolo con il culetto rotto certificato dal medico si è inventato tutto, che è in atto una calunnia, che le maestre sono “under attack”, come direbbe Bush. La pedofilia è una cosa per la quale prima bisognerebbe tagliare la testa in questione e poi cercare di ragionarci.
Io non ho alcuna pietà perché so quanto l’avere la sfiga di incontrare un pedofilo ti possa rovinare la vita per anni. Perché sai che non verresti mai creduta ed è una cosa che fa impazzire. E poi perché dovresti parlare quando per principio i bambini sono bugiardi? E poi perché se quando finalmente lo racconti, dopo vent’anni, magari trovi una parente che ti dice “beh, in fondo non ti ha mica violentata”.
Non ho pietà e nessuno dovrebbe averne per quei figli di troia. Nemmeno Cristo l’ebbe. Fu una delle poche volte che si incazzò veramente e scagliò la sua divina maledizione. “Perché Dio è violento! E gli schiaffi di Dio appiccicano al muro tutti“, come diceva Gaber.
Io non mi sento garantista di default per questi fatti, proprio per niente. Se risulteranno tutti innocenti mi cospargerò il capo di cenere, ma fintanto che ci sarà il più piccolo ed infinitesimale dubbio che uno qualunque dei bastardi abbia toccato, abusato e violato uno solo di quei bimbi io starò sempre e comunque dalla parte dei bimbi. Senza se e senza ma. Perché i bambini non si toccano, e che siate maledetti.
Articolo originale del 30 Aprile 2007
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Grande articolo lame! mi ricorda quelli in cui pure dfc si incazzava di brutto! e non c’era trippa per gatti
non lo dovrei fare ma tant’è mi piace cercare i guai.
Sono stato accusato di violenza su mia figlia essendo innocente perchè la madre era arabbiata con me e voleva la casa , sto aspettando che il pm apra il fascicolo …… la madre ha ritrattato ma la procedura va avanti d’ufficio.
Parlo solo per me , sono stato accusato ingiustamente e non posso urlarlo ai quattro venti che non è vero perchè altrimenti rischierei il linciaggio.
Ti posso assicurare che è una vita di merda essere innocenti ed avere sul collo un’accusa cosi brutta.
se fosse vero mi maledirei io per primo
Ammiriamo invece i genitori di quei bambini, che hanno avuto il coraggio di non andare a scuola con il machete e far fettine di genitali docenti.
Soprattutto visto che hanno preferito affidare sentenze e condanne all’incerto giudizio statale piuttosto che al proprio.
Molto coraggiosi.
E’ ovvio che in certe situazioni le indagini vadano avanti anche a seguito di una ritrattazione. Il reato di cui stiamo parlando si persegue d’ufficio una volta ricevuta la notizia e il magistrato non può archiviarlo solo a seguito di una ritrattazione di cui non siano accertate le modalità.
MC
questo mio outing voleva essere solo un punto di partenza per far riflettere una posizione diversa sullo stesso argomento.
magari loro sono colpevoli ma se ci sarà anche solo un innocente questo pagherà un prezzo veramente alto.
sempre qui si è esposto in maniera molto ragionevole ogni singola sfacettatura della cronaca , ma sull’argomento pedofilia ho notato che le persone anche più ragionevoli perdono la trebisonda (io per l’itervista della BBC ho fatto lo stesso ai tempi).
Solo questo volevo dirvi a tutti voi.
L’aggettivo presunto è tra i pochi che ci impediscono di impiccare pubblicamente un sospettato invece che limitarci a parlare a vanvera senza avere informazioni sufficienti (Garlasco docet, ma anche su Rignano Flaminio non c’è un invasato che non abbia già detto la sua). Significa che uno è innocente fino a prova contraria e che se ci sono prove che ne accertano la colpevolezza deve pagare. Che un cittadino diventa un criminale non a furor di popolo e senza il diritto di difendersi dalle accuse, ma perché si è dimostrato che lo è. Ma di che ovvietà stiamo parlando? Che esistano dei pedofili è cosa che fa inorridire chi è genitore come chi non lo è. Lo stesso vale per gli omicidi. O gli stupratori. Lo stupro è il reato che mi disgusta più di tutti, e chi lo commette rischia una pena inferiore a una vecchietta che disfa il nido di un passerotto con un manico di scopa. Ci sarebbe molto da dire su come funziona la giustizia italiana, ovviamente, ma l’alternativa quale sarebbe: consegnare un sospettato alla folla prima che venga processato secondo i suoi diritti, in modo che nessuno faccia in tempo a usare con lui l’aggettivo presunto?
Non è un po’… uhm… totalitario?
Diciamo che l’articolo, scritto in un momento di forte trasporto e nelle ore immediatamente successive allo scoppio della vicenda, è pregno di comprensibile sdegno per un’azione così bestiale come la violenza sui minori, ma anche e soprattutto per il modo platealmente ammiccante che la stampa assunse nei confronti delle persone coinvolte nella vicenda data la presenza di un regista della RAI.
Effettivamente la colpevolezza per alzata di mano è incivile, a meno che questa alzata di mano non avvenga in un tribunale legittimamente insediato, ma anche l’innocenza per voce di popolo è una pratica barbara.
mentre per la prima, e per fortuna, esistono strumenti atti a renderla inapplicabile, della seconda la nostra classe politica ha fatto ampiamente uso candidando al parlamento persone soggette a a pene detentive e negando l’autorizzazione a procedere per casi di parlamentari coinvolti in vicende penali.
Una volta chiarito questo concetto voglio dire che la lettura di questo pezzo serve anche per capire a quali limiti di ferocia si possa giungere quando si ha notizia di cose del genere.
Questa cosa che è del tutto inoffensiva per le persone soggette ad indagine visto che i magistrati non si faranno mai influenzare da pezzi come questo, deve invece valere da monito per chi ha tentazioni strane.
Sappiate che se fate del male ad un bambino, la legge vi protegge dal linciaggio, ma dovete sperare che nei pressi non ci sia una persona come Lameduck. O come me.
articolo che si legge tutto d’un fiato, complimenti lame.
Col dovuto rispetto, questa è demagogia. Fare del male a un bambino non è peggio né meglio che farne a un grande, o a un vecchio. Come un candidato che ha alle spalle condanne a pene detentive non è in tutti i casi un politicante corrotto, ma può essere anche un militante che si è esposto in prima persona per rivendicare un diritto con qualche forma di disobbedienza civile.
La rabbia e lo sdegno sono umani, ma che ci sia in giro gente predisposta al linciaggio mi dà i brividi.
Demagogia Matteo, e perché?
Qui nessuno si è candidato e non c’è in vendita nessun prodotto.
Quello che volevo dire è che ci sono cose che scatenano il lato oscuro di ciascuno di noi, altrimenti non ci sarebbero reati dovuti alla perdita del controllo.
Quando ho scritto che se io fossi testimone di un atto di violenza su un bambino potrei fare del male a chi lo compie ho fatto un’ammissione di debolezza, non me ne sono vantato.So che è così, non sto dicendo che è giusto così.
Normalente le persone hanno sensibilità diverse in funzione del fenomeno che analizzano. A me, per esempio, essere stato vittima di un furto con destrezza non mi ha fatto diventare un forcaiolo. Se fossi un giudice applicherei la legge con estrema severità in tutti i casi nei quai viene fatta violenza su una persona per trarne un profitto. Secondo la mia personale visione della vita una persona che uccide in un momento di rabbia estrema è meno condannabile di chi vive sfruttando prostiute.
Io ammiro la tua fredda analisi del fenomeno e sono sicuro che hai ragione. Quello che dovresti sforzare di accettare è che la capacità di valutazione di ciascuno di noi può essere ottenebrata in alcune situazioni.
E’ questo quello che volevo mettere in evidenza. Non sarebbe corretto dire che una cosa del genere non esiste.
E’ vero, sono MenteCritica, ma sono anche un uomo con la su storia che ha tracciato solchi profondi nella mia vita. Tu hai mai provato a guardare dentro te stesso e non su un manuale di diritto?
Spero che tu non consideri una mancanza di rispetto quest’ultima nota personale. Nel caso mi scuso.