Attenzione, si avvertono i signori lettori che questo post conterrà toni molto incazzati e violenti e non avrò pietà perché sono in Mr. Blonde mode e anche se mi supplicate di non farlo vi torturerò lo stesso.
Avrete sentito anche voi come i giornali e soprattutto i telecinegiornaliluce stanno trattando ormai da settimane il caso di Rignano Flaminio, le accuse di pedofilia agli insegnanti dell’asilo locale. Per questi orribili fatti, per i quali a stento si trovano le parole per descriverli, mai come prima si sta sprecando l’aggettivo presunto. I presunti abusi, i presunti colpevoli, i presunti orrori, le presunte vittime, sgorgano come un sol vomito dalle bocche e dalle penne dei presunti giornalisti.
E va bene, siamo un popolo coerente: se quattro ragazzi vengono investiti da un ubriaco e la televisione ci ricorda gentilmente che è un rom, invochiamo tutti in coro la ghigliottina e andiamo ad incendiare il campo dal quale proviene. Se invece c’è il sospetto che dei figli di troia violentino bambini di quattro anni (diconsi quattro, o anime belle) per carità, diventiamo tutti garantisti. Forse perchè le loro facce sono troppo simili alle nostre.
In fondo in fondo, stanno cercando di convincerci, sono bambini di quattro anni quindi si sono inventati tutto. Oppure sono stati imbeccati dai genitori, magari dopo che questi, raffinati intellettuali, si erano riletti per l’ennesima volta l’opera omnia del Divin Marchese e i “Canti di Maldoror” di Lautréamont, dai quali i racconti di certi abusi sembrano tratti pari pari.
E i genitali tagliuzzati allora? Cos’è, un nuovo modello di pannolino con il cavallo di Frisia incorporato? Hanno quattro anni i bimbi, brutti bastardi, e pensate che si siano inventati la faccenda del sangue da bere? O delle poppe delle maestre da massaggiare con l’olio? Chi dovrebbe solo denunciare dei fatti orribili e aiutare i bambini a non essere più tormentati si sente invece di dover ragionare come il pedofilo, che se glielo chiedete vi dirà che lui, quello che fa, lo fa per il bene dei bambini. Perchè lui i bambini li ama.
Prima di lasciare questa valle di lacrime mi piacerebbe un giorno conoscere di persona quell’emerita testa di cazzo di pennivendolo che per primo (o prima) ha avuto l’idea di definire “giochi erotici” degli abusi sessuali su bambini, ripeto, di quattro anni, con il risultato che ora tutti i suoi colleghi pubblici declamatori di balle teletrasmesse li definiscono a quel modo.
Giochi erotici, capite, come se si trattasse di loro e dei loro compagni e compagne di merende e scopate. Come se si parlasse di adulti consenzienti annoiati da troppe posizioni del missionario di sabato sera, a letto al buio e con su i calzini. Giochi erotici come quelli che i loro amici pubblicitari ammiccano di continuo con le loro campagne del cazzo sui gelati, gli yogurt e gli aperitivi.
Meravigliosa, veramente commovente la solidarietà che, ci raccontano, “Buona Domenica” ha riservato all’autore televisivo coinvolto. Quando si dice che il mondo è governato dalle “corporations” non ci si riferisce mica alla Microsoft o alla Monsanto, ma alle vecchie e care corporazioni medievali. Chi tocca un macellaio dovrà renderne conto a tutta la categoria. E qui ci sono in campo nientepopodimenoche i generatori di televisione, ovvero i netturbini dell’etere con le loro truppe aviotrasportate. Tutti a fare quadrato attorno al possibile mostro per partito preso e solidarietà di cadreghino. Quintalate di dubbi sulla colpevolezza e neanche un piccolo e schifosissimo dubbio, piccolo piccolo che si tratti effettivamente di fatti veri. Garantismo a rutto libero, il collega è sicuramente innocente perché i bambini si sono inventati tutto, come dicono gli avvocati difensori.
Già, quelli. Ecco, io penso che non ci sia niente di peggio di un avvocato che difende un pedofilo. Uno che ha il coraggio di insinuare che il piccolo con il culetto rotto certificato dal medico si è inventato tutto, che è in atto una calunnia, che le maestre sono “under attack”, come direbbe Bush. La pedofilia è una cosa per la quale prima bisognerebbe tagliare la testa in questione e poi cercare di ragionarci.
Io non ho alcuna pietà perché so quanto l’avere la sfiga di incontrare un pedofilo ti possa rovinare la vita per anni. Perché sai che non verresti mai creduta ed è una cosa che fa impazzire. E poi perché dovresti parlare quando per principio i bambini sono bugiardi? E poi perché se quando finalmente lo racconti, dopo vent’anni, magari trovi una parente che ti dice “beh, in fondo non ti ha mica violentata”.
Non ho pietà e nessuno dovrebbe averne per quei figli di troia. Nemmeno Cristo l’ebbe. Fu una delle poche volte che si incazzò veramente e scagliò la sua divina maledizione. “Perché Dio è violento! E gli schiaffi di Dio appiccicano al muro tutti“, come diceva Gaber.
Io non mi sento garantista di default per questi fatti, proprio per niente. Se risulteranno tutti innocenti mi cospargerò il capo di cenere, ma fintanto che ci sarà il più piccolo ed infinitesimale dubbio che uno qualunque dei bastardi abbia toccato, abusato e violato uno solo di quei bimbi io starò sempre e comunque dalla parte dei bimbi. Senza se e senza ma. Perché i bambini non si toccano, e che siate maledetti.
Articolo originale del 30 Aprile 2007
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4 Ottobre, 2007 a 15:32
Emanuele
Grande articolo lame! mi ricorda quelli in cui pure dfc si incazzava di brutto! e non c’era trippa per gatti
4 Ottobre, 2007 a 15:33
scusate l'anonimato
non lo dovrei fare ma tant’è mi piace cercare i guai.
Sono stato accusato di violenza su mia figlia essendo innocente perchè la madre era arabbiata con me e voleva la casa , sto aspettando che il pm apra il fascicolo …… la madre ha ritrattato ma la procedura va avanti d’ufficio.
Parlo solo per me , sono stato accusato ingiustamente e non posso urlarlo ai quattro venti che non è vero perchè altrimenti rischierei il linciaggio.
Ti posso assicurare che è una vita di merda essere innocenti ed avere sul collo un’accusa cosi brutta.
se fosse vero mi maledirei io per primo
4 Ottobre, 2007 a 15:34
tusaichi
Ammiriamo invece i genitori di quei bambini, che hanno avuto il coraggio di non andare a scuola con il machete e far fettine di genitali docenti.
Soprattutto visto che hanno preferito affidare sentenze e condanne all’incerto giudizio statale piuttosto che al proprio.
Molto coraggiosi.
4 Ottobre, 2007 a 15:52
MenteCritica
E’ ovvio che in certe situazioni le indagini vadano avanti anche a seguito di una ritrattazione. Il reato di cui stiamo parlando si persegue d’ufficio una volta ricevuta la notizia e il magistrato non può archiviarlo solo a seguito di una ritrattazione di cui non siano accertate le modalità.
4 Ottobre, 2007 a 16:01
scusate l'anonimato
MC
questo mio outing voleva essere solo un punto di partenza per far riflettere una posizione diversa sullo stesso argomento.
magari loro sono colpevoli ma se ci sarà anche solo un innocente questo pagherà un prezzo veramente alto.
sempre qui si è esposto in maniera molto ragionevole ogni singola sfacettatura della cronaca , ma sull’argomento pedofilia ho notato che le persone anche più ragionevoli perdono la trebisonda (io per l’itervista della BBC ho fatto lo stesso ai tempi).
Solo questo volevo dirvi a tutti voi.
4 Ottobre, 2007 a 17:57
matteo
L’aggettivo presunto è tra i pochi che ci impediscono di impiccare pubblicamente un sospettato invece che limitarci a parlare a vanvera senza avere informazioni sufficienti (Garlasco docet, ma anche su Rignano Flaminio non c’è un invasato che non abbia già detto la sua). Significa che uno è innocente fino a prova contraria e che se ci sono prove che ne accertano la colpevolezza deve pagare. Che un cittadino diventa un criminale non a furor di popolo e senza il diritto di difendersi dalle accuse, ma perché si è dimostrato che lo è. Ma di che ovvietà stiamo parlando? Che esistano dei pedofili è cosa che fa inorridire chi è genitore come chi non lo è. Lo stesso vale per gli omicidi. O gli stupratori. Lo stupro è il reato che mi disgusta più di tutti, e chi lo commette rischia una pena inferiore a una vecchietta che disfa il nido di un passerotto con un manico di scopa. Ci sarebbe molto da dire su come funziona la giustizia italiana, ovviamente, ma l’alternativa quale sarebbe: consegnare un sospettato alla folla prima che venga processato secondo i suoi diritti, in modo che nessuno faccia in tempo a usare con lui l’aggettivo presunto?
Non è un po’… uhm… totalitario?
4 Ottobre, 2007 a 19:09
MenteCritica
Diciamo che l’articolo, scritto in un momento di forte trasporto e nelle ore immediatamente successive allo scoppio della vicenda, è pregno di comprensibile sdegno per un’azione così bestiale come la violenza sui minori, ma anche e soprattutto per il modo platealmente ammiccante che la stampa assunse nei confronti delle persone coinvolte nella vicenda data la presenza di un regista della RAI.
Effettivamente la colpevolezza per alzata di mano è incivile, a meno che questa alzata di mano non avvenga in un tribunale legittimamente insediato, ma anche l’innocenza per voce di popolo è una pratica barbara.
mentre per la prima, e per fortuna, esistono strumenti atti a renderla inapplicabile, della seconda la nostra classe politica ha fatto ampiamente uso candidando al parlamento persone soggette a a pene detentive e negando l’autorizzazione a procedere per casi di parlamentari coinvolti in vicende penali.
Una volta chiarito questo concetto voglio dire che la lettura di questo pezzo serve anche per capire a quali limiti di ferocia si possa giungere quando si ha notizia di cose del genere.
Questa cosa che è del tutto inoffensiva per le persone soggette ad indagine visto che i magistrati non si faranno mai influenzare da pezzi come questo, deve invece valere da monito per chi ha tentazioni strane.
Sappiate che se fate del male ad un bambino, la legge vi protegge dal linciaggio, ma dovete sperare che nei pressi non ci sia una persona come Lameduck. O come me.
4 Ottobre, 2007 a 19:28
nino
articolo che si legge tutto d’un fiato, complimenti lame.
4 Ottobre, 2007 a 19:53
matteo
Col dovuto rispetto, questa è demagogia. Fare del male a un bambino non è peggio né meglio che farne a un grande, o a un vecchio. Come un candidato che ha alle spalle condanne a pene detentive non è in tutti i casi un politicante corrotto, ma può essere anche un militante che si è esposto in prima persona per rivendicare un diritto con qualche forma di disobbedienza civile.
La rabbia e lo sdegno sono umani, ma che ci sia in giro gente predisposta al linciaggio mi dà i brividi.
4 Ottobre, 2007 a 20:29
MenteCritica
Demagogia Matteo, e perché?
Qui nessuno si è candidato e non c’è in vendita nessun prodotto.
Quello che volevo dire è che ci sono cose che scatenano il lato oscuro di ciascuno di noi, altrimenti non ci sarebbero reati dovuti alla perdita del controllo.
Quando ho scritto che se io fossi testimone di un atto di violenza su un bambino potrei fare del male a chi lo compie ho fatto un’ammissione di debolezza, non me ne sono vantato.So che è così, non sto dicendo che è giusto così.
Normalente le persone hanno sensibilità diverse in funzione del fenomeno che analizzano. A me, per esempio, essere stato vittima di un furto con destrezza non mi ha fatto diventare un forcaiolo. Se fossi un giudice applicherei la legge con estrema severità in tutti i casi nei quai viene fatta violenza su una persona per trarne un profitto. Secondo la mia personale visione della vita una persona che uccide in un momento di rabbia estrema è meno condannabile di chi vive sfruttando prostiute.
Io ammiro la tua fredda analisi del fenomeno e sono sicuro che hai ragione. Quello che dovresti sforzare di accettare è che la capacità di valutazione di ciascuno di noi può essere ottenebrata in alcune situazioni.
E’ questo quello che volevo mettere in evidenza. Non sarebbe corretto dire che una cosa del genere non esiste.
E’ vero, sono MenteCritica, ma sono anche un uomo con la su storia che ha tracciato solchi profondi nella mia vita. Tu hai mai provato a guardare dentro te stesso e non su un manuale di diritto?
Spero che tu non consideri una mancanza di rispetto quest’ultima nota personale. Nel caso mi scuso.
4 Ottobre, 2007 a 21:03
Doxaliber
@Matteo
Invece è peggio. Un bambino non ha le stesse difese psicocologiche e fisiche di un adulto! Non a caso la legge distingue tra lo stupro e l’abuso sessuale su minori.
4 Ottobre, 2007 a 21:10
ASSU
Matteo, ti rispondo senza ombra di dubbio che no, fare del male a un bambino non è la stessa cosa che farne a un adulto. E non lo è per un motivo fondamentale eppure talmente banale da non doversi neppure ripetere così tante volte: l’esperienza infantile segnerà per sempre l’adulto che quel bambino diventerà. Per tutta la vita ti porterai dietro quello che, genericamente, analisti e opinionisti definiscono “senso di colpa”, ma che va oltre il senso di colpa e indaga nella tua capacità di dire no, di sentire, di emozionarti… Subire abusi da bambini equivale a portarsi dietro un’ingiustizia per tutta la vita. L’abuso si ripete, con il suo enorme peso, in tutte le età che percorri. Quindi, subire abusi da bambini equivale a subirli da adulti e da vecchi: è un’ingiustizia con un esponente infinitesimale. E se ritieni ch’io, per ciò che ho scritto, sia a favore dei linciaggi mediatici, ti invito caldamente a leggere qui.
Il problema sta nell’incapacità della giustizia di fare chiarezza – immediatamente – in ogni singolo caso (anche solo presunto) di pedofilia. Certo è giusto parlare di “presunzione d’innocenza”, ci mancherebbe altro, ma di pari passo le indagini devono produrre risultati concreti e certi perché il fatto vero è che ci sono almeno quattro bambini che hanno subito violenza.
4 Ottobre, 2007 a 21:48
matteo
MenteCritica (permettimi di chiamarti così perché non conosco il tuo nome:-)):
Di manuali di diritto non ho alcuna conoscenza perché non ho alle spalle studi giurisprudenziali. Come a tutti, mi capita invece di guardare dentro me stesso e di pensieri come il tuo, o quello dell’autrice del pezzo, ne conto a dozzine anche solo nell’ultima settimana della mia vita! Non so come reagirei di fronte a certe cose. All’atto pratico non ho la vostra certezza di trasformarmi in un giustiziere implacabile - anche perché conoscendomi la cosa non mi darebbe nessun conforto - ma nemmeno quella di rimanere distaccato come in questi miei post. Posso capire benissimo che uno di fronte a una violenza subita da una persona amata perda la ragione. Questo è unanissimo, e sotto un certo aspetto gli fa persino onore. Non capisco invece che si teorizzi la perdita della ragione, ma qui non so se riesco a spiegarmi bene. Cioè: un articolo scritto “a freddo” come se l’autore si trovasse in una situazione “a caldo” mi fa un po’ lo stesso effetto di quei vecchi film di Stallone e Schwarzenegger, in cui un torto originario subito dall’eroe diventava un pretesto per liberare la violenza in una forma “legittima”. Stesso discorso per la pena di morte. Qualche anno fa, non ricordo più con quale condannato, in uno stato americano la popolazione si era organizzata per tenere spenti tutti gli elettrodomestici, così da rendere simbolicamente più “forte” la scossa elettrica. Ecco, questo è il tipo di cose che secondo me non rientra nelle passioni, ma nelle miserie umane. Che io mi faccia giustizia da solo con uno che mi ha ucciso, stuprato, aggredito un figlio o una moglie o un genitore, è un conto. Ma che uno stato o un movimento d’opinione si arroghi il diritto di farlo al mio posto mi fa orrore, perché lì c’è premeditazione: non ci sono scuse. Mi ha fatto orrore anche vedere Saddam andare al patibolo, e con questo non credo di essere sospettabile di simpatia nei suoi confronti! Come il minimo dubbio che il fidanzato della ragazza uccisa a Garlasco possa essere innocente mi fa apparire tutto il baraccone mediatico di questi giorni una forma di violenza. Quando parlo di demagogia, non accuso nessuno di voler fare il capopolo o il piazzista (men che meno in questo caso), ma semplicemente dico che certe cose sono davvero troppo facili da sostenere. Sfondi una porta che non solo è aperta, ma nemmeno esiste, dicendo che non si fa del male ai bambini! Quello che mi chiedo è se otterresti le stesse reazioni da parte di chi ti ascolta dicendo che non si fa del male ai vecchi, ma è il primo esempio che mi viene in mente. Quindi no, non ho preso la tua domanda come una mancanza di rispetto, perché il mio in questo caso era davvero un guardarmi dentro.
Doxaliber: Parlo anche in questo caso a titolo personale e da profano della materia giuridica: perdonami, non riesco a fare graduatorie.
4 Ottobre, 2007 a 22:11
matteo
Assu: beh ma scusa, perchè, in un caso di omicidio non è indispensabile fare chiarezza prima possibile? Quello che cercavo di sostenere, e che per me vale nei casi di pedofilia come in tutti gli altri reati, è che l’esigenza di fare chiarezza non si soddisfa con i processi sommari, tanto meno sotto la spinta di questa emotività debordante.
Mi spiace di aver urtato tante persone in una sola volta. Solo, non fate l’errore di credermi meno sensibile all’argomento perché cerco di rimanere obbiettivo.
4 Ottobre, 2007 a 22:38
Lameduck
Sembrerà strano ma ciò che fa ammalare nell’anima chi ha subito molestie sessuali da bambino, più delle molestie in sé è il NON ESSERE CREDUTI, il fatto che il matto, il visionario sei tu che osi accusare magari quel tuo parente così stimato dal resto della famiglia. Ricordate il film “Festen”?
Un mio collega psicologo mi diceva che la patologia più frequentemente legata a questi episodi di abuso è la rabbia, una rabbia che si ritorce contro chi la porta dentro facendolo ammalare, di depressione principalmente. E’ la rabbia di essere stati ingannati, sedotti, travisati, umiliati, attirati con il miraggio di una visita in pasticceria e finiti a non capire cosa ti stava succedendo, anche se sapevi che era qualcosa di male.
Se i bambini fossero ascoltati, se appena compiuto l’abuso vi fosse qualcuno che li rassicura e difende, se potessero correre dalla mamma o da chiunque altro e dire “X mi ha messo le mani addosso, perchè?”, le conseguenze psicologiche sarebbero minime. Invece la struttura mafiosa e omertosa della famiglia dove i “grandi” hanno sempre ragione e possono disporre di te come e quando vogliono, ogni volta che c’è un abuso nel gruppo fa quadrato attorno non all’abusato ma all’abusatore. La depressione da abuso sessuale è una vera e propria malattia sociale, in senso basagliano.
@matteo
ti assicuro che se capita a noi o a qualcuno a noi molto vicino tutto il garantismo e le belle parole fanno a farsi fottere. Nessuno ti restituisce magari dieci anni di depressione e la vita che non hai potuto vivere perchè avevi paura di tutti.
Il pedofilo è un malato in fondo, si può anche cristianamente perdonare. E’ la società fiancheggiatrice della pedofilia che umilia i piccoli non credendoli, che a me fa venire voglia di premere il grilletto.
4 Ottobre, 2007 a 23:10
ASSU
Vedi, Lameduck, è ancora più profondo della desolazione del “non essere creduto” perché a un certo punto cresci e perdoni chi non ti ha saputo difendere. Ciò che ti resta sempre è il dubbio: “Perché non ho saputo dire no? Sono stata accondiscendente? Se così non è allora perché io?”. Non c’è un “perché io” naturalmente. Non c’è. C’è solo che eri lì, in una situazione di “non sicurezza”, impreparato perché “i grandi c’hanno sempre ragione” ed è successo. Ma il dubbio ti resta e ti massacra.
Rispetto a ciò che dice il tuo amico psicologo, farei una distinzione fra rabbia e vendetta. La rabbia è sana, liberatoria. La vendetta, invece, è quella che ti farebbe premere il grilletto, ma in genere non risolve mai nulla.
4 Ottobre, 2007 a 23:52
scusate l'anonimato
……
Tu pensa se devo sperare che un giornalista non incappi nel mio fascicolo !!!
Chi gli ridarà una vita all’innocente se ci sarà……..?
Io credo nella giustizia e forse faccio male dopo quello che ho letto su “toghe rotte” libro che vi consiglio di leggere indipendentemente dal vostro status giudiziario ma non credo più nelle persone, persone che perdono il controllo di fronte ad una notizia che vogliono fare giudici e carnefici ma non sono essuno dei due , lo vogliono perchè il loro istinto glielo impone, volete ammazzarli tutti quelli di flaminio , ammazzateli , al massimo ne muoiono uno o due innocenti ….ci se ne frega almeno abbiamo tolto dalle palle n numero di pedofili di merda .
Chi se ne frega di quelli che no centravano un cazzo , un danno ragionevole per un bene supremo.
I giudici , quelli che dovrebbero decidere per noi sono ingavonati in un pantano giudiziario,ammininistrativo,logistico e politico da cui fanno fatica ad uscire, alcuni si impegnano anima e corpo altri ci rinunciano negli anno e molti altri non ci hanno nemmeno provato ………. ma tra indulti cazzi e lazzi e prescrizioni loro ci provano , provano a fare “giustizia” , ma quando la fanno vengono attaccati quando non la fanno vengono attacati , quello per cui avete creato MC era uno scambio di idee non un tiro al piccione di presunti ….si presunti pedofili portati ad esempio.
Non so cosa si sia detto su rignano , non ho seguto in dettaglio , ma oggi più che mai ODIO il gossip , gossip di casi giudiziari (dall’omicidio alla pedofilia) , ODIO i commenti , ODIO le verità assolute che sento ai bar alle mense da parte di sconosciuti o meno , intelligenti o meno, ODIO tutti quelli che non dicono la cosa più ovvia che si dovrebbe dire in questi casi , aspettiamo il giudizio della magistratura.
Odio tutti giornalisti fondamentalmente che venderebbero la madre per dare una notizia di questo tipo e metterci un commento ad cazzum in ogni riga dell’articolo e fomentano le illazioni più strane.
per chiudere si se uno è un pedofilo anche per me può essere abbatuto anche sul posto ma se uno non lo è non merita tutto quello subisce con un’accusa del genere.
scusate lo sfogo
5 Ottobre, 2007 a 7:10
Lameduck
@ ASSU
Quel che dici è esatto. Ma che mi dici di chi, sapendo che una certa persona aveva certi vizi, non ha parlato e messo in guardia gli altri membri della famiglia che avevano figli? Sono spesso queste persone, quelle che non hanno saputo difenderti, che non si riescono a perdonare.
Sul senso di colpa, sul sentirsi sporchi e colpevoli pur essendo le vittime, è vero ma dipende dal fatto che non vi è la piena coscienza che un bambino è sempre una vittima quando viene abusato da un adulto.
Quando parlavo di rabbia, intendevo una rabbia interiore che ti deriva dal non aver ottenuto giustizia. E’ una rabbia che non si vede dall’esterno perchè è nascosta dalla depressione. Stai lì e ti rodi e vorresti autodistruggerti.
All’anonimo vorrei dire che spesso nelle cause di divorzio una delle parti accusa l’altra di percosse, violenze e abusi sui minori. La colpa è degli avvocati che utilizzano queste accuse, ancor più spesso false, per mandare avanti la causa. Con tutto il rispetto, dovresti prendertela con loro e lo spunto potrebbe essere interessante per un discorso sulle miserie di un rapporto finito. In ogni caso le indagini devono essere effettuate.
Io capisco che l’accusa sia infamante e hai tutta la mia solidarietà, però tu sei un adulto e hai modo di difenderti. Un bambino che si trova a subire gli atti di un pedofilo non ha alcun modo di difendersi. Mi sembra il paragonare due cose troppo differenti.
5 Ottobre, 2007 a 8:46
MenteCritica
Matteo,
hai esposto le tue argomentazioni in maniera ineccepibile e in molte delle cose che dici mi ci ritrovo senza eccezione.
Secondo me hai commesso solo un piccolo errore di valutazione: supporre che per me e per altri esista uno stato “a freddo” nella valutazione di certe vicende.
Nei confronti della pedofilia il mio stato è perennemente a caldo, salvo passare al calor bianco in presenza di episodi di cui vengo direttamente a conoscenza.
La mia non è una supposizione, ma la descrizione di fatti, purtroppo, già avvenuti.
Io credo che la mia posizione democratica e garantista non abbia bisogno di difese. Ormai è un anno che scrivo sul web e molte persone hanno letto quello che scrivo. Lascio a loro il giudizio. Qui ho fatto qualcosa di diverso, mi sono mostrato in una mia debolezza. Non mi piace fare comunella, se ho deciso di fare questo comin’ out è perché voglio testimoniare quanto sia terribile una cosa del genere. Al punto di alterare completamente il carattere ed i parametri di valutazione di un uomo che si sente prima di tutto uno scienziato ed un illuminista.
E’ questo il senso doloroso della mia testimonianza. Spero che sia da monito a chi, sulla border line, sta decidendo se passare o meno il confine per valutare l’entità della colpa di cui si sta per macchiare.
5 Ottobre, 2007 a 11:15
matteo
Lameduck: visto che hai riportato la discussione sul binario secondo me più giusto - la pedofilia che nasce dalla cerchia familiare, meno facile da individuare e isolare e per questo potenzialmente ancora più diffusa di quello che pensiamo - mi permetto solo di osservare che con Rignano hai scelto il bersaglio meno adatto.
Quello che mi sono chiesto vedendo la madre di uno dei bambini parlare a Tempi Moderni con le sue labbra nuove di zecca è se con le sue piazzate mediatiche fosse veramente convinta di aiutare a fare chiarezza su quanto accaduto a suo figlio, e non di rendergli tutto ancora più traumatico; secondo, e qui a mio parere sta tutto il senso della tua definizione di “società fiancheggiatrice dei pedofili”: ma una di quelle madri come si sarebbe comportata se avesse scoperto o anche solo sospettato di un fatto simile ad opera di un marito, o di un cognato, o comunque di un membro della famiglia? Avrebbe sollevato tutto questo casino per il bene del figlio o figlia? Secondo me NO.
5 Ottobre, 2007 a 17:45
Lameduck
@ matteo
ci stiamo avvoltolando nei sofismi, scusami.
Qui il punto è uno solo: chi crede ai bambini? E se fosse tutto vero?
La società protegge i pedofili e in questo caso specifico, sospetto perchè c’era coinvolto un personaggio della TV, l’opinione pubblica ha deciso che gli accusati sono innocenti. Come per la Franzoni. L’opinione pubblica dovrebbe sempre star zitta perchè di norma non capisce un c…. di queste cose.
Io mi augurerei veramente che i fatti possano essere spiegati con una forma di psicosi collettiva ma l’esperienza mi fa pensare che qualcosa di vero ci sia e che questa volta il clan ha deciso di difendere gli accusati non per generosità ma perchè il clan non vuole scoprire i suoi altarini.
Ripeto: io fino a prova contraria credo ai bambini che, se hai letto le perizie, soffrono di disturbi comportamentali inequivocabili.
Se permettiamo che l’opinione pubblica decida chi è colpevole o innocente, sient’amme’, per i bambini vittime non vi sarà più speranza perchè il clan difenderà sempre gli adulti. Che la giustizia faccia il suo corso.
5 Ottobre, 2007 a 19:08
Sara
Si può essere garantisti, ma se la denuncia non è sopportata da prove, e nel caso dell’asilo ce n’è a valanga. Si può essere garantisti se il bambino nega tutto, e comunque anche lì i dubbi rimangono perchè chissà cosa passa per la testa di un bambino violentato, non voglio neanche immaginarlo, deve essere orribile. Si può essere garantisti con gli italiani se poi lo si è con gli stranieri.
Ma in tutti gli altri casi, coi pedofili non si può essere garantisti. Non entro neanche nel merito delle questioni del tipo “perchè un bambino dovrebbe inventarsi tutto?” o domande che vanno più in profondità, perchè per me è così ovvio che un bambino non va toccato e che se dice qualcosa su esperienze che non avrebbe mai dovuto avere alla sua età, che se qualcuno tenta di parlare per presunzioni io mi incazzo come una iena!
E’ come se un analfabeta un giorno spiegasse e dimostrasse per filo e per segno la teoria delle stringhe sulla quantistica della gravità. Non ha senso, non può esistere.
E in più aggiungo che un crimine commesso contro un bambino, ha anche l’aggravante che il bambino si può difendere ancor meno di un adulto. E aggiungo anche che i bambini sono sacri, ancora di più degli adulti. E se la giustizia italiana non protegge i bambini allora non esiste più la giustizia, cancelliamo questa parola dai vocabolari.
5 Ottobre, 2007 a 23:07
scusate l'anonimato
penso e spero che tu ti sbagli
8 Ottobre, 2007 a 12:17
phitio
Intanto, combattiamo dove si può, e cioè combattendo con la nostra mente affilata dal sacro furore della giustizia tutti coloro che minimizzano in qualche modo le responsabilità di questi malati di mente e chi li protegge.
Proteggere o giustificare un pedofilo o un serial killer per me è e sullo stesso piano di gravità
Saluti