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Pechino. Non Solo Atleti Fedeli alla Linea. I Ribelli ci Sono, Tifiamo per Loro

Pechino si avvicina,
pochi giorni al via (08/08/08) e le polemiche sul Tibet e i diritti umanitari sembrano essersi sopite.
Gli atleti hanno in mente ormai solo le gare e il boicottaggio non è mai sembrato essere una possibilità concreta, ma visto che il logo “Io non compro Pechino 2008” continuerà ad essere presente su questo blog, ho deciso di scegliere alcuni atleti per cui fare il tifo, a prescindere dalla nazionalità, che hanno in passato apertamente preso posizione a favore del Tibet.

1) Margherita Granbassi

La vice campionessa mondiale del fioretto più volte ha definito sbagliata la scelta di Pechino come sede dei giochi ed ha recentemente dichiarato che rinuncerebbe immediatamente alle Olimpiadi se le assicurassero che il Tibet tornasse libero.
Ha lasciato intendere che in caso di vittoria potrebbe infrangere il rigido cerimoniale previsto dagli organizzatori.

2) Marianne Vos

l’olandese volante, campionessa mondiale in carica su pista, mondiale su strada nel 2006 e argento 2007 ha anche vinto un titolo mondiale giovanile nella MTB.
Attivista per la causa tibetana, per i diritti dei rifugiati e ambasciatrice nel mondo per la Youth United for Sri Lanka.
L’unica, teoricamente, in grado di vincere medaglie su tutte e 3 le specialità legate al ciclismo.
Un alieno che in sella ad una bici si trasforma in un raggio missile.

3) Romain Mesnil

astista francese e vice campione mondiale in carica ha invitato gli atleti ad indossare un nastrino verde (color speranza) sulle divise, in modo da aggirare i severissimi divieti del CIO sui simboli politici.

4) Anna Battke

astista tedesca e finalista negli ultimi mondiali indoor.
Aveva proposto agli atleti di sfilare durante la cerimonia inaugurale vestiti da monaci tibetani.
La lista è ovviamente provvisoria e verrà integrata anche con le vostre segnalazioni.

La mia speranza è che qualcuno, in gara o sul podio, sia protagonista di un gesto forte visibile anche sulle tv cinesi.
Probabilmente è una speranza vana, ma chissà…in fin dei conti 40 anni fa succedeva questo!

nopechino.jpg

Ecco la lista

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<p align="center"><a href="http://www.mentecritica.net/obiezione-di-coscienza-e-boicottaggio-per-le-olimpiadi-del-profitto/oltre-il-confine/ilbuonpeppe/3372/"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/nopechino.jpg" alt="nopechino.jpg" style="border: 0pt none " /></a></p>
<p align="center"><a href="http://en.beijing2008.cn/bocog/sponsors/sponsors/" target="_blank"><strong>Ecco la lista</strong></a></p>

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Marcello Favilli
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Comments

5 Risposte a “Pechino. Non Solo Atleti Fedeli alla Linea. I Ribelli ci Sono, Tifiamo per Loro”
  1. carlo scrive:

    facile per gli sponsor non gli ho mai comprati solo che in rare occasioni.Comunque anche un gesto puo’ fare molto anche se per poco

    [Rispondi a questo commento]

  2. lupoalburnino scrive:

    La Cina qualche concessione sulle proteste la sta facendo. Si può protestare, chiedendo il permesso cinque giorni prima. Non c’è che dire: una bella dimostrazione di democrazia!

    [Rispondi a questo commento]

  3. Carmine... scrive:

    Pechino 2008. Non so se la scelta della città pssa essere considerata sbagliata o giusta. A mio avviso l’olimpiade potrebbe rappresentare un bel segnale di apertura verso la Cina, un segnale di appoggio dell altre potenze per una “transizione democratica”. Il sogno è lontano, ma è certamente indispensabile che si realizzi. Poichè già il Doha Round ci ha fatto vedere che adesso i conti si fanno con Cina ed India.
    Speriamo, possiamo solo fare questo.

    [Rispondi a questo commento]

  4. Una scelta peggiore, a mio avviso, era difficile da fare. Riguardo agli sponsor sono a posto, a parte per la carta di credito Visa, ma la mia banca supporta solo quella…
    Ieri ho visto un servizio del Tg1 a bordo del treno ad alta velocita’ che porta da Pechino al Tibet. I tibetani se ne stavano a testa china e non rispondevano ai giornalisti italiani. Invece i cinesi erano tutti li’ a spiegare, soprattutto una ragazzetta universitaria, che il problema Tibet e’ risolto da tempo e che quel territorio e’ cinese a tutti gli effetti. Tradotto dal mandarino direi che voleva dire: fatevi due bacchette di caz..i vostri! E lo diceva con arroganza.
    La psicologia cinese e’ difficile da capire. Io ci ho provato grazie alla consulenza di un ragazzo che studia cinese. Vi propongo il link:
    http://lauraetlory.splinder.com/post/16847568/Noi+abbiamo+dei+problemi

    [Rispondi a questo commento]

  5. Carmine... scrive:

    Sicuramente scegliere Pechino per questa grande manifestazione comporta delle grandi conseguenze. Ma il boicottaggio non ne provocherebbe di peggiori?
    L’olimpiade è un faro puntato sulla Cina. Ora bisogno sfrittre quella luce per cercare di capire quanto succede e soprattuto se può porvisi rimedio.

    [Rispondi a questo commento]

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