PD vs M5S:Lo Zen e l’arte di martellarseli 35


“Lo Zen e l’arte di martellarsi i coglioni” sembra essere il libro più in voga tra i capoccia di quella specie di cosa amorfa che è il Partito Democratico. Pensata delle pensate, probabile conseguenza di notti insonni causate da un mix esplosivo peperonata + nero d’avola, il PD (che ogni volta che lo scrivo mi fa venire in mente una blasfema imprecazione) propone una legge per vietare la partecipazione alle elezioni dei movimenti. Senza accorgersi, dicono, che, a tutto il mondo, non sembra che un modo come un altro per eliminare il problema “5 Stelle”. Sono sprecati in questo secolo, nell’epoca fiorente della tragicommedia avrebbero fatto furore.
Immagino quelle menti eccelse in combutta, alla ricerca di soluzioni atte all’emostasi della fuga di elettori che, fisiologicamente, checché ne dicano, stanno andando ad ingrossare la marea grillina (spero), già diretta alla prossima tornata elettorale. Come si dice dalle mie parti, cercano di ripararsi dal sole con le reti.
Potevano scegliere di fare quello che a gran voce avevano gridato gli elettori e che Grillo stesso aveva cercato di proporre: cavalcare l’onda del rinnovamento, provare a governare cercando di fare qualcosa di utile al Paese ma loro, che non sono dei testicoli qualsiasi, nulla, muti… mica fessi. Evidentemente, è più importante per loro continuare a strappare gli ultimi brandelli di carne dal corpo dilaniato dell’Italia. Fottendosene se, per continuare a sbranare il cadavere, si son dovuti palesare per quello che sono anche ai loro elettori e militanti, sputtanandosi finalmente, dimostrando di averli presi per il culo per decenni. Fottendosene se si son dovuti sbracare davanti al Partito Dei Ladroni che, comunque, secondo me, cresce nei consensi ma solo nei sondaggi di Ballarò e del nano. Excuse moi, di quello “diversamente alto”… che è politically correct.

il partito democratico con risata incorporata

Intanto andiamo allegramente al galoppo verso il Grand Canyon, nella zona dell’Eagle Point, mentre due o tre cosette da fare ci sarebbero per cercare di saltare giù dal cavallo impazzito. Un paio di leggine sciuè sciuè potrebbero tirarle fuori, tra un boccone di carne marcia e l’altro. Una leggiotta elettorale che elimini l’attuale schifo, una bella detassazione per le nuove assunzioni, un bell’annullamento di tutti i benefici, economici e non, di questo schifo di casta politica. Non sarebbe male che qualcuno, poi, tirasse fuori quella cosa dimenticata che si chiamava, credo, “patrimoniale”, seria ed equa e che, a conti fatti, ci toglierebbe dai guai per un bel po’ e procurerebbe d’un tratto le monetine per pagare le imprese alla canna del gas, per qualche anno. Tanto per tornare a creare qualche posto di lavoro. E poi, cacchio, dimezzamento di parlamentari (ed affini), l’ineleggibilità di condannati ed in corso di giudizio, di soggetti in palese conflitto di interesse, di pedofili, mangiapane a tradimento, mafiosi, collusi, professionisti della politica, massoni di ogni tipo e religione, concussi e concussori, tangentisti, pidduisti, pitreisti, piennisti. E di tutti quelli che hanno nel cognome le sequenze di lettere “berluscon” e “erlusconi”. Forse, nello schifo del nostro Parlamento, troverebbero pure i voti per farla passare qualcuna di queste leggi. Evidentemente per loro è meglio farsi tenere per il guinzaglio da quello “diversamente alto” piuttosto che ascoltare l’umore della gente. Per loro è meglio Grillo come nemico. Meglio morire che fare la cosa giusta.


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