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Paura in Italia



Di cosa bisogna aver paura oggi? Di una deriva golpista e dittatoriale dell’attuale esecutivo? Di una radicalizzazione violenta dello scontro politico?

No, secondo me, l’unica cosa di cui avere veramente paura è l’incompetenza. E’ più che evidente che l’allegro gruppo di dilettanti allo sbaraglio a cui è affidato il timone della nazione non è in grado di assumere determinazioni utili nemmeno quando si tratta di truccare le regole.

Che senso ha fare una grandissima fesseria, fare un decreto interpretativo per giustificarla, farlo firmare al presidente della repubblica se poi un tribunale amministrativo regionale può bocciarlo come gli pare?

Non ci sono mezze misure: è una cazzata.

Da questa storia esce ridicolizzato il PDL, il consiglio dei ministri, il presidente della repubblica, tutti noi. Un’incredibile figura da pasticcioni che getta un’ombra oscura sull’intelligenza cognitiva del gruppo dirigente di questa nazione.

In Spagna si chiedono dove va l’Italia. Con questa guida la risposta è semplice: da nessuna parte.

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Comandante Nebbia
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Comments

17 Risposte a “Paura in Italia”
  1. Rat scrive:

    io credo che ci sia effettivamente una situazione di golpe strisciante,
    tutto è iniziato col tragico g8 di genova
    ed un po’ per volta è sempre sembrato più normale comprimere i diritti e fare carne da porco delle regole,
    per questo non potrò mai perdonare coloro che hanno portato alla caduta del governo prodi
    per miopia ed arroganza.

  2. cristiana scrive:

    Secondo me , l’Italia sta drammaticamente retrocedendo.Sembra che non ci sia più modo di fermre quel buffone che ci governa.Pensa di calpestare tutto e tutti e non mi meraviglierei se un giorno tentasse un “golpettino” all’italiana.
    Intanto l’Italia andrà a rotoli.
    Bravi tutti voi!
    Cristiana

  3. Alfonso scrive:

    Non credo ci sia da aver paura, quando non si hanno delle vere alternative. E’ “paura politica”, di propaganda. Non è una VERA paura. La paura più grande è la mole di persone che iniziano ad avere bisogno (e che cercheranno di soddisfare questo bisogno dai vicini di casa, che sono appena appena un po’ meno bisognosi di loro).
    Dovrebbe essere oggetto di attenti studi quello che è capace di fare un uomo messo alle strette.
    Per fortuna, c’è ancora chi si accontenta di salire su un tetto e suicidarsi.
    Pensa, ho veramente scritto “per fortuna”…

  4. marechiaro scrive:

    Personalmente ho paura che ci tengano impegnati a guardare questo teatrino di firme, decreti, accettazione del presidente, bocciature del tribunale per non far fare quello che una natura sana farebbe: gli anticorpi per non dire una rivoluzione alla francese con tanto di ghigliottina. Però se fossi Emma Bonino non vorrei vincere per esclusione. meno male che non sono nè a Roma nè a Milano, solo dove nella compagine che sono costretta a votare, c’è gente che non mi va.
    Speriamo che non esca fuori un decreto che m’impedisca di mettere la preferenza, e che dovendomi turare il naso, non soffra troppo per asfissia…..

  5. alberto scrive:

    A me, come a molti, quello che sta facendo berlusconi in italia non piace nemmeno un pò. E questo pasticcio, per carità, formalmente e giuridicamente non avrebbe rimedio se non l’esclusione dalle liste.
    Però credo che se siamo onesti questo è l’ultimo dei problemi. Nel senso che a Roma e Milano mi sembra pacifico che ci siano almeno 3.500 elettori del Pdl e quindi, sostanzialmente, sarebbe giusto consentirgli di votare il loro partito prescindendo da un vizio di forma.
    Altra cosa è il modo nel quale il governo cerca di aggirare le regole, assai poco democratico.
    Ma il problema delle liste nella sostanza ritengo che sia marginale, che distragga da altri accadimenti ben più gravi (processi brevi, bertolasi, prescrizioni, legge elettorale e chi più ne ha più ne metta).

    • Sono d’accordo. La si è fatta troppo lunga.

      Bisogna solo accettare il principio che il codice penale e civile prevedano l’escamotage come sistema per dirimere questioni di questo tipo.
      Però, dovrebbe poi valere per tutti.

  6. fma scrive:

    Siamo un paese contradditorio, dove c’é un sacco di gente senza soldi e senza lavoro, ma i centri estetici sono comunque pieni; e così pure le pizzerie; e devi stare attento quando sei in strada, perché la maggior parte va in giro in macchina chiaccherando al telefonino e non ti vede
    Dice: vuoi negarmi il diritto a una pizza?
    No, ci mancherebbe.
    Tuttavia, un paese dove accanto al diritto alla salute, all’istruzione, all’assistenza, alla previdenza, sono percepiti come diritti anche la pizza e l’iPhone, che paese é?
    Mi rispondeva qualche giorno fa, su un altro post, il nostro ottimo padrone di casa:

    Oggi un “contadino” e un “doge” hanno percezioni ed aspettative molto simili.

    Ecco, non vorrei essere frainteso, ma credo che questo, assolutamente vero, alla lunga possa diventare un problema.

    • anna m. caputano scrive:

      mio papà diceva: iammo malamente perchè u povero a cacciato u vizio (andiamo male perchè il povero ha preso i vizi)

      • Antartide scrive:

        Se per u vizio si intende il lavoro allora sì, penso che i poveri lo abbiano preso (o ripreso, o lo riprenderebbero, per meglio dire). A mio avviso dire che l’italiano pretenda pizza e Iphone sono un pò luoghi comuni, perchè tutto quando abbiamo l’acqua alla gola sappiamo bene quali beni superflui vanno tagliati.

        • anna m. caputano scrive:

          No, nel senso di vizi che poi non si possono mantenere, tipo l’auto di lusso. il bere, il fumare, il gioco, la droga….E in effetti tanta gente si rovina facendi debiti per cose che non si può permettere,ma forse hai ragione anche tu, anche per poter lavorare si firmano cambiali che non finiscono più.

  7. anna m. caputano scrive:

    non sei per niente originale. E’ quello che vogliamop tutti ciao

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